Fondamenti dell'Elettrocardiogramma
L'ECG registra l'attività elettrica del cuore attraverso elettrodi posizionati sulla superficie del corpo. Ogni battito cardiaco è rappresentato da un tracciato composto da diverse onde, segmenti e intervalli. Comprendere cosa rappresenta ciascuna parte del tracciato è essenziale per l'interpretazione.Onde, Segmenti e Intervalli
- Onda P: Rappresenta la depolarizzazione degli atri, ovvero la contrazione atriale. La sua morfologia, ampiezza e durata forniscono informazioni sulla salute atriale. Un'onda P assente o anomala può indicare un'aritmia atriale.
- Complesso QRS: Rappresenta la depolarizzazione dei ventricoli, ovvero la contrazione ventricolare. La forma, l'ampiezza e la durata del complesso QRS sono indicatori cruciali della funzionalità ventricolare. Un QRS allargato può suggerire un blocco di branca o un'ipertrofia ventricolare.
- Onda T: Rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, ovvero il ritorno dei ventricoli allo stato di riposo. L'onda T è sensibile a diverse condizioni, tra cui ischemia, squilibri elettrolitici e farmaci. Un'onda T invertita o appiattita può essere un segno di ischemia miocardica.
- Segmento PR: Rappresenta il tempo impiegato dall'impulso elettrico per viaggiare dagli atri ai ventricoli attraverso il nodo AV. Un segmento PR prolungato può indicare un blocco AV di primo grado.
- Intervallo PR: Include l'onda P e il segmento PR, rappresentando il tempo totale per la depolarizzazione atriale e la conduzione attraverso il nodo AV.
- Segmento ST: Rappresenta il periodo tra la fine della depolarizzazione ventricolare e l'inizio della ripolarizzazione ventricolare. Il sopraslivellamento o il sottoslivellamento del segmento ST sono indicatori chiave di ischemia o infarto miocardico.
- Intervallo QT: Rappresenta il tempo totale per la depolarizzazione e la ripolarizzazione ventricolare. L'intervallo QT è influenzato dalla frequenza cardiaca e da diversi farmaci. Un intervallo QT prolungato può aumentare il rischio di aritmie ventricolari pericolose per la vita.
- Onda U: Rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje. Ricorda: molto spesso non è visibile!
Derivazioni ECG
Un ECG standard a 12 derivazioni fornisce una visione multidimensionale dell'attività elettrica del cuore. Ogni derivazione registra l'attività elettrica da una prospettiva diversa, consentendo di localizzare con maggiore precisione le anomalie. Le 12 derivazioni sono suddivise in:- Derivazioni Bipolari degli Arti (I, II, III): Misurano la differenza di potenziale elettrico tra due elettrodi posizionati sugli arti.
- Derivazioni Monopolari degli Arti Aumentate (aVR, aVL, aVF): Misurano il potenziale elettrico in un punto specifico rispetto a un punto di riferimento virtuale.
- Derivazioni Precordiali (V1-V6): Misurano il potenziale elettrico direttamente sulla superficie del torace, fornendo una visione ravvicinata dell'attività ventricolare. La posizione specifica delle derivazioni precordiali è cruciale per una corretta interpretazione dell'ECG.
Approccio Sistematico all'Interpretazione dell'Elettrocardiogramma
Una volta compresi i fondamenti, è essenziale adottare un approccio sistematico per l'interpretazione dell'ECG. Questo approccio aiuta a garantire che tutti gli aspetti importanti dell'ECG vengano valutati in modo coerente e completo. L’approccio sistematico, può variare da operatore a operatore, ma la sequenza qui consigliata è essenzialmente il metodo più facile per prendere confidenza con l’interpretazione dell’esame elettrocardiografico. Inoltre, prima di approcciarsi al paziente è necessario aver già valutato i suoi precedenti tracciati elettrocardiografici.Cosa dovremmo valutare prima di leggere l’elettrocardiogramma di un qualsiasi paziente? L’ultimo elettrocardiogramma utile, preferibilmente se presente diagnosi del cardiologo. È un ritmo sinusale? L’anamnesi pregressa e remota del paziente (ad es. presenza di fibrillazioni atriali recidivanti?1. Valutazione della Frequenza Cardiaca
La frequenza cardiaca (FC) è il numero delle contrazioni (o battiti) del cuore in un minuto ed è riferita alla frequenza di contrazione dei ventricoli. Con frequenza cardiaca si intende il numero di battiti cardiaci al minuto (bpm). Può aumentare o diminuire in base alle richieste dell’organismo. La maggior parte delle persone che svolge un normale stile di vita presenta una frequenza cardiaca tra i 60 e gli 80 bpm. Possiamo definire questo range di valori come normofrequente o normocardico.Come calcolare la frequenza cardiaca:- Contare il numero di cicli (in base agli apici del complesso QRS) all’interno dello “slot”, porzione di spazio indicata nella carta millimetrata ECG, e che corrisponde a tre secondi di eventi nel tempo (o 15 quadrati): moltiplicare il numero dei battiti prima per 2 e poi per 10.
- Contare il numero di quadrati (5 mm cad.) presenti tra un’onda R e la successiva: dividere 300 per il numero trovato.
- Dividere 300 per il numero di quadrati grandi fra due onde R.
- Dividere 1500 per il numero di quadrati piccoli tra due complessi QRS consecutivi.
- Normale: 60-100 BPM
- Bradicardia: Inferiore a 60 BPM
- Tachicardia: Superiore a 100 BPM
2. Analisi del Ritmo Cardiaco
Nel contesto dell’esame elettrocardiografico il ritmo può essere definito come la presenza o assenza di regolarità nell’equidistanza tra i vari elementi del tracciato (come gli intervalli R-R). Può essere regolare o irregolare. Per valutare il ritmo cardiaco, si guarda se gli intervalli tra le onde R sono sempre uguali o differiscono di massimo 2 quadratini per poter definire il ritmo cardiaco regolare.Un ritmo sinusale è un ritmo regolare che possiede una regolarità ritmica con variazioni inferiori al 10%, in cui sia presente l’onda P, seguita da un complesso QRS e in cui tutti gli intervalli concordano con i limiti di normalità che definiremo più avanti nell’articolo. Lievi irregolarità del ritmo (e quindi della frequenza), comuni in molti pazienti, sono generalmente indotte dal respiro. La distanza (vedi immagine sotto) negli intervalli R-R sono sempre equidistanti (inclusa una minima variazione respiratoria compresa nel range accettabile del 10%(100 bpm - 93 bpm). Se per ogni battito l’onda P è presente e precede un complesso QRS, siamo probabilmente di fronte a un ritmo sinusale.Parleremo di ritmo irregolare quando le distanze negli intervalli R-R non sono equidistanti (considerata la tolleranza del 10% in un ritmo sinusale). Cambiamenti repentini di frequenza, battiti prematuri seguiti da pause compensatorie, extrasistole, possono interrompere questa regolarità e indurci a supporre che il ritmo sia disturbato nella sua regolarità.Ritmo sinusale:Se l’onda P è positiva in DII e negativa in aVR, ed ogni P segue un QRS con un intervallo regolare, allora il ritmo è sinusale, ovvero il ritmo normale del cuore che origina dal nodo senoatriale.Se l’onda P è negativa in DII, potrebbe esserci un’inversione degli elettrodi o una possibile extrasistole atriale (un battito che nasce da una zona diversa del nodo senoatriale)Se l’onda P si trova dopo il complesso QRS, Probabilmente ci troviamo in un quadro di aritmia in cui l’impulso si attiva per primo nei ventricoli e arriva successivamente agli altri (fenomeno della retro-conduzione).Molte aritmie cardiache disturbano questa regolarità: fibrillazione atriale, blocchi atrioventricolari, e altre ancora. In questi casi, se non è già nota la patologia, deve essere avvertito il cardiologo.Altre cause di irregolarità di un ritmo sinusale, possono essere le extrasistoli: impulsi causati da focus ectopici in atrio o in ventricolo e che, fuori dal ritmo normale, innescano delle contrazioni spesso inefficaci. La presenza di extrasistoli ventricolari premature, o PVC, può alterare un ritmo regolare provocando pause compensatorie e alterazione della regolarità.Se non frequenti, sono del tutto innocue e asintomatiche, e la causa, se non per alcune cardiopatie, spesso è reversibile (stress, caffeina). Quando molto frequenti invece, e quando si alternano costantemente a battiti normali, possono essere sintomatiche di anomalie del ritmo come il bigeminismo o il trigeminismo. In questo caso le cause possono essere varie, dallo stress alle malattie cardiovascolari, dall’ipokalemia all’ipertiroidismo.La fibrillazione atriale è la più frequente aritmia sostenuta riscontrabile negli elettrocardiogrammi e si presenta con un ritmo irregolare e senza una chiara onda P. Il flutter atriale, invece, si caratterizza per un ritmo spesso regolare e per onde P con aspetto di dente di sega, e che per questo motivo vengono chiamate onde F o onde di flutter.3. Valutazione dell'Asse Elettrico
L'asse elettrico rappresenta la direzione generale della depolarizzazione ventricolare. Un asse normale si trova tra -30° e +90°. La deviazione dell'asse può indicare un'ipertrofia ventricolare, un blocco di branca o un infarto miocardico. Una valutazione rapida dell'asse può essere effettuata osservando le derivazioni I e aVF: se entrambi i complessi QRS sono positivi, l'asse è normale. Se il QRS è positivo in I e negativo in aVF, l'asse è deviato a sinistra.Per calcolare l’asse cardiaco bisogna verificare se il QRS delle derivazioni D1 e aVF è positivo o negativo:- Se il QRS in D1 e aVF è positivo, l’asse è normale.
- Se entrambe le derivazioni sono negative, l’asse ha una deviazione estrema.
- Se in D1 è negativo e in aVF è positivo, l’asse è deviato a destra.
- Se è positivo in D1 e negativo in aVF, è necessario valutare la derivazione II:
- Se è positivo in D2, l’asse è normale.
- Se è negativo in D2, l’asse è deviato a sinistra.
4. Analisi delle Onde
L'Ecg è composto da onde ed intervalli. Le onde positive si distinguono per essere sopra la linea isoelettrica, mentre le negative stanno sotto di essa. La linea isoelettrica del tracciato elettrocardiografico viene identificata come quel segmento posto tra la fine dell’onda T e l’inizio della successiva onda P.
4.1. Onda P
L’onda P è la prima delle onde analizzate quando ci si approccia alla lettura del tracciato. Rappresenta, elettricamente, i fenomeni meccanici che coinvolgono gli atri, a partire dall’attivazione del nodo senoatriale. Sebbene in troppi riassumono il ciclo cardiaco in sole due fasi, in una sistole e in una diastole, nella realtà dei fatti è suddiviso in ben sette fasi, in cui l’atrio ha un ruolo proprio poiché detiene una sua fase sistolica denominata “sistole atriale”. L’onda P rappresenta quindi la depolarizzazione e la trasmissione dell’impulso dal nodo senoatriale, attraverso le vie internodali e il fascio di Bachman, per raggiungere tutto il miocardio atriale, precedendo, a questo punto, la contrazione sistolica di entrambi gli atri.Valutazione:Cerchiamo l’onda P soprattutto nelle derivazioni che guardano il vettore elettrico venirgli incontro: quindi D1, D2. Onda P positiva in D1 e D2. Frequenza: ci sono tante onde P quanti QRS?- Assenza: fibrillazione atriale, blocco senoatriale, flutter atriale… ecc.
- Ampiezza aumentata: ingrandimento atriale, ipopotassiemia.
- Dura 60-120 ms
- Ampia 2.5 mm
4.2. Intervallo PR
L’intervallo PQ o intervallo PR è quel segmento grafico-temporale nel tracciato che intercorre tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS. Nel ritmo sinusale, rappresenta il tempo che l’impulso impiega a percorrere il sistema di conduzione: dal nodo senoatriale alla fine delle fibre del Purkinje. Tuttavia, a livello clinico è importante perché un suo aumento suggerisce un’alterazione della conduzione dell’impulso al di sotto del nodo atrioventricolare.Caratteristiche normali:Deve avere una durata compresa fra 120 ms e 200 ms (da 3 a 5 quadratini). I valori normali di questo evento dovrebbero essere compresi tra i 3 e i 5 mm, ovvero tra 0,12s 0,2s.Un tempo superiore deve far sospettare uno dei blocchi atrioventricolari (BAV, vedi articolo dedicato). Com’è la morfologia della linea isoelettrica? la distanza aumenta o rimane costante? In entrambi i casi possibile BAV? nell’intervallo PQ è presente onda delta e QRS che appare slargato?Anomalie:Quando l’intervallo PR è più lungo o si allunga in un ECG si possiamo trovare in queste condizioni:- Blocco atrio-ventricolare di 1° grado: allungamento costante del PR. Intervallo del PR costantemente lungo e fisso ( ad esempio sempre 250 msec).
- Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 1: progressivo allungamento del PR fino a che un complesso QRS viene a mancare. Progressivo allungamento del PR fino a che un complesso QRS viene a mancare dopo un’onda P (l’impulso atriale dell’onda P non arriva ai ventricoli, ovvero non è condotta).
- Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 2: onde P in modo intermittente non sono condotte, e l’intervallo PR non è allungato. Onde P in modo intermittente non sono condotte, e l’intervallo PR non è allungato (la conduzione è di tipo 1 P e due QRS, 1:3, 1:4, ..)
- Blocco atrio-ventricolare di 3° grado: non vi è relazione tra onde P e complessi QRS Viene detto blocco completo o dissociazione atrio-ventricolare e generalmente il numero di onde P è maggiore rispetto a quello dei QRS.
4.3. Complesso QRS
Il complesso QRS è la rappresentazione elettrografica della depolarizzazione ventricolare e quindi della sua contrazione. Per il fatto che la massa del ventricolo destro è nettamente inferiore rispetto a quella del ventricolo sinistro, possiamo affermare che il complesso rappresenti sostanzialmente i vettori miocardici coinvolti nella depolarizzazione ventricolare sinistra. È formato da 3 onde consecutive (Q↓, R↑, S↓) che insieme rappresentano singolarmente i tre macrovettori ventricolari che si manifestano durante la sistole ventricolare.La prima cosa da controllare in un complesso QRS è la sua durata che deve essere compresa tra 0,08 - 0,1 ms (2 - 2,5 mm). L’impulso è preceduto dall’onda P? L’impulso è preceduto dall’onda P?Caratteristiche normali:- Un complesso QRS fisiologico è negativo in aVR, positivo in D1,D2, AVF, AVL.
- L’onda R cresce quasi progressivamente da V1 a V6.
- L’onda R deve essere positiva in DI.
- l’onda R deve aumentare progressivamente da V1 a V6 e l’onda S deve ridursi.
- L’onda Q deve essere piccola: inferiore a 0,04 sec (un quadratino piccolo) e inferiore ad 1/4 dell’onda R successiva, altrimenti può essere segno di un pregresso infarto cardiaco.
4.4. Tratto ST
Con tratto ST si definisce quella porzione del segno elettrocardiografico che inizia quando finisce il complesso QRS e termina all’inizio dell’Onda T (l’ultima onda dopo il complesso QRS). Chiameremo punto J, la fine del complesso QRS e l’inizio del tratto ST. Prendi un righello e traccia con una matita la linea che sosta sulla isoelettrica, come riportato nell’immagine sopra. In ogni derivazione, eccetto V1 e V2, deve trovarsi sullo stesso piano della linea isoelettrica (ovvero la linea piatta dell’ECG).Valutazione:Il tratto ST presenta nuove alterazioni di 1 mm sopra o sotto la linea isoelettrica in almeno due derivazioni contigue e territoriali (es. anteriori). Se il pz è giovane e senza fattori di rischio per IMA, un sopraST in tutte le derivazioni dovrebbe far sospettare una pericardite piuttosto che un infarto esteso su tutte le pareti cardiache.- Sottoslivellamento → NSTEMI, specularità STEMI, tachicardia, ipokaliemia, ipotermia
- Sopraslivellamento → STEMI, pericardite acuta, aneurisma ventricolare
4.5. Onda T
L’onda T è la piccola onda simmetrica appena dopo il complesso QRS. Rappresenta la ripolarizzazione ventricolare: il suo vettore è direzionato verso il basso e a sinistra, a volte di bassa intensità, potrebbe non essere visualizzabile e positiva in tutte le derivazioni. Positiva nella maggior parte delle derivazioni, è sicuramente negativa in aVR ma può presentarsi fisiologicamente negativa in V1 e in V2. Grande varietà di presentazione in persone diverse rendono la sua analisi difficile, il consiglio è quello di disporre di un tracciato già valutato da un cardiologo per confrontarlo con i successivi.Ciò che è fondamentale analizzare nel tracciato riguardo l’onda T è la sua polarità, ovvero se si trova sopra o sotto la linea isoelettrica, e la sua morfologia, rispetto ai precedenti tracciati.La morfologia dell’onda T in un ECG rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR e V1). Deve essere sempre concordante con la polarità del QRS che la precede. Quando non è concorde con la polarità del QRS, si definisce invertita e può rappresentare un segno di sofferenza cardiaca come ischemia o ipertrofia ventricolare.Anomalie:- Inversione: possibile ischemia, ipertrofia ventricolo sinistro.
- Alte e strette: iperkaliemia.
- Piatte: ipokaliemia.
4.6. Intervallo QT
L’intervallo QT rappresenta il periodo dall’inizio della depolarizzazione ventricolare (inizio complesso QRS) alla fine della ripolarizzazione (fine onda T), ed esprime il tempo che i ventricoli impiegano per depolarizzarsi e ripolarizzarsi. L’Intervallo QT rappresenta il tempo necessario per depolarizzare e ripolarizzare i ventricoli del cuore.Questo intervallo QT varia in base alla frequenza cardiaca ed è misurato come QTc, dove la “c” sta per corretto per la frequenza cardiaca.Il valore normale varia da 360 a 440 ms. Un QT più corto o più lungo del normale può indicare la presenza di patologie e aumenta il rischio di tachicardia ventricolare.Aritmie Comuni
Riconoscere le aritmie comuni è una competenza essenziale per gli infermieri. Alcune delle aritmie più frequenti includono:- Bradicardia Sinusale: Frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto con ritmo sinusale normale.
- Tachicardia Sinusale: Frequenza cardiaca superiore a 100 battiti al minuto con ritmo sinusale normale.
- Fibrillazione Atriale: Ritmo irregolare con assenza di onde P distinte e presenza di onde f (fibrillatorie).
- Flutter Atriale: Ritmo regolare o irregolare con onde F a "denti di sega".
- Extrasistoli Atriali (PAC): Battiti prematuri originati negli atri.
- Extrasistoli Ventricolari (PVC): Battiti prematuri originati nei ventricoli.
- Tachicardia Ventricolare (VT): Sequenza di tre o più battiti ventricolari consecutivi con frequenza superiore a 100 battiti al minuto.
- Fibrillazione Ventricolare (VF): Ritmo caotico e irregolare senza complessi QRS riconoscibili. È un'emergenza medica che richiede defibrillazione immediata.
- Blocco AV di Primo Grado: Intervallo PR prolungato (superiore a 0.20 secondi).
- Blocco AV di Secondo Grado: Alcune onde P non sono seguite da un complesso QRS (Mobitz I o Mobitz II).
- Blocco AV di Terzo Grado (Blocco AV Completo): Nessuna relazione tra le onde P e i complessi QRS. Nel BAV di 3° grado il numero di onde P è generalmente maggiore rispetto a quello dei QRS (stretti).
Cause di errori
- Inversione degli elettrodi: il segno che fa sospettare un’inversione delle derivazioni periferiche (braccio destro e braccio sinistro) è la negatività della D1 e la positività della AVR.
- Tremori muscolo-scheletrici: rigidità muscolari dell’assistito dovuta all’agitazione, contrazioni involontarie legate ad altre patologie.
Ruolo dell'Infermiere
L’esecuzione dell’elettrocardiogramma è di responsabilità infermieristica sia nelle strutture di cura, sia a domicilio. Per quanto concerne la responsabilità dell’interpretazione dell’elettrocardiogramma da parte dell’infermiere, il profilo di responsabilità è molto più complesso. L’infermiere, per esempio, quando ritenga corretto eseguire un tracciato ECG perché il paziente riferisce dolore retrosternale, deve necessariamente collaborare con il medico al fine di escludere anche il sospetto dell’infermiere. Viene titolato anche il suo ruolo di osservatore clinico, la verifica dei parametri vitali e la risposta terapeutica, fonte importantissima dei dati necessari alla cura del paziente. Per questo è bene e doveroso che l’infermiere sia preparato, perché risponde del suo ruolo, essendo corresponsabile del percorso clinico del paziente.L'infermiere o l'infermiere di cardiologia non sono tenuti a formulare una diagnosi elettrocardiografica ma, seguendo questo schema, troverà più semplice (e cerebralmente più stimolante) interpretare un tracciato effettuato sia di routine che in situazioni di urgenza/emergenza. L’infermiere, oltre a garantire una buona qualità tecnica dell’elettrocardiogramma, deve saper distinguere un tracciato normale da uno potenzialmente patologico.È normale, per chi non abbia dimestichezza con la lettura dell’elettrocardiogramma, che tutti questi segni possano apparire come un ghirigori senza significato ma, se impariamo a guardare un aspetto del tracciato alla volta, ecco che tutto comincia ad assumere un senso, e ciò che agli occhi appariva indecifrabile inizia a diventare un cuore che palpita e che vuole dirci qualcosa di sé.
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