Attualmente, tutti gli interventi addominali in ginecologia, sia per patologie benigne che maligne, vengono eseguiti endoscopicamente mediante laparoscopia. L’evoluzione della tecnologia ha permesso di fare progressi enormi in chirurgia, passando dalla laparotomia alla laparoscopia e introducendo, a partire dagli anni ’80, strumenti endoscopici di dimensioni sempre più ridotte, oltre a strumenti robotici, che permettono di effettuare gli stessi interventi ma in maniera sempre meno invasiva. Si possono eseguire interventi di patologia annessiale, oltre che interventi di miomectomia ed isterectomia. In genere, la paziente si ricovera il giorno dell’intervento e viene dimessa entro 24-48 ore.
L’innovazione tecnologica ha cambiato il concetto di chirurgia, rendendola sempre meno invasiva. Per cercare di offrire trattamenti mininvasivi con le più moderne tecniche chirurgiche ed i più recenti materiali protesici è stato istituito il Centro di Chirurgia Mininvasiva delle Ernie della Parete Addominale. L'obiettivo del Centro è quello di poter offrire ad ogni singolo paziente un trattamento personalizzato e moderno per il trattamento della sua patologia erniaria. Per fare questo ci si avvale anche della collaborazione di altri specialisti come Chirurghi Plastici, Neurochirurghi, Osteopati e Terapisti del Dolore.
L'utilizzo di tecniche mininvasive permette di ridurre notevolmente l'invasività della procedura chirurgica con scarso dolore o disagio postoperatorio e rapido ritorno alla normale vita quotidiana. Con l'utilizzo delle moderne tecniche anestesiologiche, oggi è possibile dimettere un paziente operato di ernia inguinale dopo solo un paio d'ore dall'intervento con un eccellente controllo del dolore postoperatorio. L'impiego di materiali protesici biomimetici ci consente di ottenere una duratura riparazione del difetto erniario con ridotti disagi, come la sensazione di corpo estraneo o il dolore cronico.
Ernia Ombelicale: Cosa Sapere
L’ernia ombelicale rappresenta ad oggi un disturbo molto comune tra i neonati e le partorienti; in fase adulta invece colpisce sia uomini che donne di ogni età. Questo tipo di disturbo si presenta come una protrusione del tessuto cutaneo intorno all’ombelico che può variare da 1 a 5 centimetri di grandezza e rappresenta la fuoriuscita di rivestimento addominale o parte dell’intestino attraverso una breccia del tessuto sottocutaneo della parete addominale. Tra le cause note dell’ernia ombelicale vi è la debolezza del tessuto muscolare che se sottoposto ad uno sforzo eccessivo, come ad esempio il sollevamento di oggetti pesanti, può lacerarsi permettendo la fuoriuscita di visceri tra il tessuto cutaneo ed i muscoli formando il tipico rigonfiamento.
In alcuni casi, se sono presenti queste problematiche a livello di parte dell’intestino esse sono coinvolte nella fuoriuscita, può verificarsi un impedimento nel corretto afflusso di sangue nell’organo provocando conseguenze rilevanti. Esistono differenti tipi di ernie ombelicali ed una delle più comuni è quella embrionale o fetale, caratteristica dei neonati incorsi in una chiusura incompleta o errata della parete addominale durante la gestazione. Questo tipo di ernia è detta congenita ovvero presente fin dalla nascita. Nei casi di ernia neonatale, invece, il disturbo è la diretta conseguenza della caduta del cordone ombelicale ed in presenza di una condizione di malnutrizione della madre durante la gestazione, un ritardo della cicatrizzazione del cordone stesso o nel caso di un errato trattamento della ferita.
Sebbene l’ernia ombelicale possa presentarsi in forma asintomatica, la protrusione, anche se di modeste dimensioni, è sempre visibile in prossimità dell’ombelico. La diagnosi è effettuata attraverso semplice visita medica sebbene possa risultare necessario approfondire il disturbo attraverso ecografia, test di imaging o test ad ultrasuoni.
Tecniche di Riparazione dell'Ernia Ombelicale
La riparazione dell'ernia ombelicale viene normalmente eseguita con un accesso anteriore praticando una piccola incisione a livello della cicatrice ombelicale. Talvolta, soprattutto in presenza di ernie voluminose, è possibile e conveniente eseguire questo intervento per via laparoscopica con la stessa tecnica che normalmente si usa per i laparoceli.
- Riparazione Classica: La tecnica tradizionale prevede la riparazione del difetto mediante la semplice sutura della porta erniaria.
- Riparazione Protesica: Quando la porta erniaria è di grandi dimensioni o coesistono condizioni sfavorevoli per la buona riuscita della tecnica tradizionale (obesità, diabete, recidiva, etc.) è possibile utilizzare una protesi per chiudere il difetto erniario. Le protesi che hanno dimostrato una maggiore efficacia sono quelle a forma di ombrello che vengono posizionate all'interno dell'addome.
- Riparazione Laparoscopica: In casi particolari come in presenza di ernie voluminose o multiple è più conveniente riparare il difetto da dentro l'addome per via laparoscopica.
L’intervento può essere effettuato sia in anestesia generale che locale a seconda dalla grandezza dell’ernia e dalla condizione del paziente. La durata dell’intervento può variare da 30 minuti a 2 ore a seconda della gravità dell’ernia e contempla la ricollocazione del rivestimento addominale, la ricostruzione dell’orifizio ombelicale, la saturazione delle fasce addominali nonché il rafforzamento delle pareti addominali mediante l’ausilio di speciali reti biocompatibili. L’intervento chirurgico è di per sé a basso rischio e considerato come un intervento di routine nella medicina moderna.
Recupero Post-Operatorio
Dopo un’operazione di laparocele addominale, la convalescenza dipende anche dalla procedura utilizzata: in seguito a un intervento laparoscopico, vi sono meno rischi di sviluppare infezioni, si percepisce un dolore meno intenso, le cicatrici che si formano sono meno evidenti e i tempi di recupero risultano più brevi. Ma, come si è accennato, il trattamento mini-invasivo non si adatta a tutte le tipologie di ernia.
Le raccomandazioni specifiche del medico sono ancora più fondamentali in caso di laparocele: il post-intervento ha infatti molto a che fare anche con il tipo di paziente che lo deve affrontare, in particolare per ciò che riguarda la ripresa dell’attività quotidiana e fisica. In genere, a meno che non si debba riprendere un lavoro molto faticoso, bastano 15-20 giorni di riposo per tornare attivi. Il decorso operatorio è breve e, comunemente, si può riprendere l’attività lavorativa dopo un periodo di 2/3 settimane. Nei primi giorni, e per tutta la durata del recupero, sono sconsigliati sforzi eccessivi e movimenti che possano interessare i muscoli addominali.
Una delle complicanze più temute per questo tipo di intervento è il laparocele ovvero un’ernia conseguente un intervento chirurgico laparotomico. È considerato una grave complicazione e si presenta in circa il 2% dei casi. - Davide D’amico, Manuale di Chirurgia Generale.
Trattamento delle Cicatrici Post-Laparoscopia
Dopo un intervento chirurgico, la preoccupazione che si possano formare delle cicatrici è reale, anche solo se si tratta di un intervento in laparoscopia quindi un intervento poco invasivo e che in genere lascia cicatrici poco visibili. Se la persona ha subito una laparoscopia diagnostica, la presenza di cicatrici laparoscopiche può essere trattata in diversi modi a casa. Fortunatamente, queste cicatrici spesso guariscono molto bene da sole e richiedono poca attenzione, ma i pazienti possono provare ad avere cura della cicatrice con l’uso di una crema o di oli dermatologici per ridurne la comparsa.
Una delle cose migliori che si possa fare per migliorare lo stato nutrizionale quando si deve far guarire qualsiasi ferita o trauma della pelle, anche se minimo come quello della laparoscopia, è quello di usare cibi integrali. Ciò significa scegliere degli alimenti che sono biologici e il meno elaborati possibile. Ad esempio, un'arancia è un alimento semplice, mentre il succo d'arancia è una versione più elaborata. Una patata bollita è un alimento semplice, mentre le patatine fritte sono più elaborate e meno sane, proprio perché è stata usata la tecnica di cottura della frittura.
Trattamenti Naturali
Per i pazienti che preferiscono un trattamento naturale per le cicatrici laparoscopiche, si consigliano degli oli essenziali che possono essere molto efficaci. Alcuni di questi oli hanno molte proprietà che favoriscono la guarigione, spesso sono ben tollerati dalla pelle, con pochi o nessun effetto collaterale. I pazienti possono massaggiare delicatamente una piccola quantità di olio sulla pelle colpita un paio di volte al giorno dopo aver consultato il medico. Si raccomanda di non applicare alcun prodotto topico sulla ferita senza l'approvazione del medico e fino a quando la ferita non è guarita.
Creme e Prodotti Specifici
Il trattamento più comune e ben noto per le cicatrici laparoscopiche è la crema con vitamina E in associazione ad altri principi attivi sulla rigenerazione e protezione della pelle. Questi prodotti sono considerati molto efficaci per il trattamento di cicatrici e smagliature. Si possono scegliere i prodotti di vitamina E pura o si possono scegliere dei trattamenti che combinano vitamina E con altri principi attivi per la pelle per un effetto ottimale.
In alcuni casi, è possibile con i trattamenti di carbossiterapia e trattamenti ristrutturanti curare sia le cicatrici e sia la lassità cutanea. Si possono associare la neuralterapia ai trattamenti cutanei esterni con penna dermica in sinergia con sostanze specifiche.
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