Laparoscopia Intestinale per Diverticoli: Vantaggi e Rischi

I diverticoli sono piccole sacche che si sviluppano nella parete del tratto digestivo, in particolare nel colon. Queste escrescenze, note come diverticoli, possono causare problemi quando si infiammano o si infettano.

Cos'è la Diverticolite?

La diverticolite origina dall'infiammazione dei diverticoli del colon. Un diverticolo è un'estroflessione "a dito di guanto", una specie di sacchetto, che si localizza nella parete di un organo cavo come l'esofago, l'intestino tenue od il colon. Esistono diverticoli congeniti, cioè presenti dalla nascita, come il diverticolo di Meckel, che si trova nell'intestino tenue; ed acquisiti, cioè formatisi dopo la nascita, spesso in età adulta. I diverticoli del colon sono, appunto, acquisiti.

I diverticoli acquisiti si formano in genere come conseguenza di un aumento di pressione all'interno del colon: esistono, nella parete di quest'ultimo, delle aree di debolezza che all'aumentare della pressione intraluminale (ad esempio in seguito a stitichezza: le feci si accumulano e la pressione sulle pareti del colon aumenta...) si sfiancano e gradualmente si trasformano in diverticoli.

In genere i diverticoli si localizzano prevalentemente nell'ultima parte dell'intestino crasso (sigma e colon discendente), ma possono essere presenti in tutto il colon. I diverticoli possono essere isolati ma anche presenti in grande quantità, fino ad interessare quasi tutta la parete del colon: in questo caso, possono essere del tutto silenti e non dare luogo alla comparsa di alcun sintomo (ed allora si parla di DIVERTICOLOSI), o associati a sintomi (MALATTIA DIVERTICOLARE).

La malattia diverticolare può a sua volta essere non complicata o complicata, e viene così classificata:

  • malattia sintomatica non complicata: i pazienti soffrono di dolore addominale e spesso anche di disturbi della defecazione
  • malattia sintomatica ricorrente (diverticolite ricorrente): i sintomi si presentano più volte ed ad intervalli di tempo spesso minori tra un evento e l'altro
  • malattia complicata (diverticolite complicata): il paziente può eliminare sangue con le feci (rettorragia), avere importanti disturbi della canalizzazione, febbre, dolori addominali acuti ed intensi. Non raramente, è necessario in questi casi il ricovero ospedaliero ed un intervento chirurgico urgente.

Il termine DIVERTICOLITE indica, come prima accennato, la comparsa di un'infiammazione acuta dei diverticoli nei pazienti con malattia diverticolare; ne soffre il 10% della popolazione al di sotto dei 40 anni, il 30-40% al di sopra dei 60 anni e il 60% degli ultraottantenni, con una leggera prevalenza del sesso femminile rispetto a quello maschile. I pazienti raccontano in genere di una lunga storia di stitichezza, e presentano frequentemente un dolore addominale acuto, localizzato prevalentemente nella zona inferiore sinistra dell'addome, febbre ed importanti disturbi di canalizzazione.

Cause e Sintomi dei Diverticoli

I diverticoli si formano principalmente a causa dell’aumento della pressione all’interno del colon. Una dieta povera di fibre è spesso considerata un fattore di rischio principale. Le fibre aiutano a mantenere le feci morbide, facilitando il passaggio attraverso il colon. Senza sufficienti fibre, le feci possono diventare più dure, aumentando la pressione e portando alla formazione di diverticoli.

Nella maggior parte dei casi, i diverticoli non causano sintomi evidenti e vengono scoperti incidentalmente durante esami medici. Tuttavia, quando i diverticoli si infiammano, si può verificare diverticolite, un’infiammazione che può causare una serie di sintomi scomodi e spesso dolorosi.

Ecco alcuni dei sintomi tipici della diverticolite:

  • Dolore Addominale: Il sintomo più comune della diverticolite è un dolore addominale acuto e localizzato, spesso nella parte inferiore sinistra dell’addome. Il dolore può essere costante o intermittente e può variare in intensità.
  • Febbre: L’infiammazione dei diverticoli può scatenare una risposta infiammatoria nel corpo, causando febbre. Questa febbre può essere leggera o più alta, a seconda della gravità dell’infiammazione.
  • Cambiamenti delle abitudini intestinali: La diverticolite può influenzare il regolare passaggio delle feci attraverso il colon. Ciò può portare a cambiamenti delle abitudini intestinali, come diarrea o costipazione.
  • Sensibilità addominale: L’area colpita dalla diverticolite può diventare sensibile al tocco. La pressione o il contatto con la zona addominale possono causare disagio o dolore.
  • Nausea e vomito: In alcuni casi, la diverticolite può provocare sintomi gastrointestinali come nausea e vomito. Questi sintomi sono spesso associati a un’infiammazione più intensa.
  • Gonfiore addominale: L’infiammazione dei diverticoli può causare un certo grado di gonfiore addominale o sensazione di pienezza.
  • Sanguinamento: In alcuni casi, l’infiammazione dei diverticoli può causare sanguinamento rettale, che può manifestarsi come sangue nelle feci o sulla carta igienica. Questo sanguinamento è di solito di intensità leggera.
  • Sintomi simil-influenzali: In alcuni casi, la diverticolite grave può causare sintomi simili a quelli dell’influenza, come affaticamento, dolori muscolari e mal di testa.

È importante notare che i sintomi della diverticolite possono variare da persona a persona e possono anche cambiare durante il corso della condizione. Se si sospetta di avere diverticolite o si manifestano sintomi persistenti o gravi, è fondamentale consultare un medico per una valutazione accurata e un trattamento adeguato. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo possono contribuire a prevenire complicazioni e migliorare il recupero.

Diagnosi e Trattamento dei Diverticoli

La diagnosi si basa sia sulla clinica, che sugli esami del sangue, che su alcune prove strumentali, che devono essere scelte in base ai sintomi presentati dal paziente.

La diagnosi dei diverticoli avviene spesso attraverso esami di imaging come la tomografia computerizzata (TC) o la colonscopia. Questi test consentono ai medici di visualizzare i diverticoli e valutarne lo stato. La presenza di diverticolite può essere confermata mediante esami del sangue e degli esami delle feci per escludere altre possibili cause dei sintomi.

  • Nei casi di MALATTIA NON COMPLICATA gli esami normalmente si esegue una colonscopia e/o una colonscopia virtuale o colono-TAC che nell’insieme, oltre a consentire di fare diagnosi, permettono di discriminare la malattia diverticolare da altre patologie del colon, come il cancro, la colite, la malattia di Crohn.
  • Nei casi di DIVERTICOLITE RICORRENTE, la colonscopia deve essere affiancata da una TAC dell'addome che fornirà indicazioni sulla localizzazione del processo infiammatorio, sull'estensione al di fuori del colon e sull'eventuale presenza di altre patologie addominali. In questi casi, l'esecuzione di una colonscopia virtuale consente di eseguire con un unico esame tanto lo studio del colon che della cavità addominale, riducendo inoltre il fastidio per i pazienti.
  • Nella DIVERTICOLITE COMPLICATA la colonscopia non è indicata, perchè l'infiammazione del colon aumenta il rischio di perforazione. In questi casi si esegue una TAC dell'addome con mezzo di contrasto.

Nell’ultimo decennio le metodiche di COLONSCOPIA VIRTUALE si sono andate affermando come presidio altamente sensibile e specifico e molto meno invasivo per lo studio delle patologie del colon. La colonscopia virtuale (o colono-TAC) è nient'altro che una TAC dell'addome le cui immagini vengono successivamente analizzate e combinate con un software speciale, il quale permette di ricostruire una visione tridimensionale del colon. La sensibilità di questa metodica è molto simile a quella della colonscopia tradizionale; con questa tecnica è possibile studiare, oltre il colon, anche tutti gli organi addominali, il che la rende un esame diagnostico ottimale nei casi di malattia diverticolare in genere e di diverticolite in particolare.

Nella maggior parte dei casi di diverticoli non complicati, il trattamento inizia con un approccio conservativo. Ciò include l'assunzione di antibiotici per combattere eventuali infezioni e modifiche della dieta per includere cibi ricchi di fibre. Bere molta acqua è essenziale per mantenere le feci morbide e prevenire la recidiva.

Terapia della Diverticolite

La terapia della malattia diverticolare può essere medica o chirurgica.

La terapia medica con antibiotici è indicata nei casi di primo attacco di diverticolite non complicata; circa 70% dei pazienti trattati non presenterà successivi attacchi e solo il 20% dei pazienti potrà sviluppare in futuro una complicanza. Invece, i pazienti che presentano attacchi ricorrenti hanno circa il 60% di rischio di presentare, nel tempo, complicanze quali il sanguinamento o la perforazione.

L’uso preventivo di antibiotici (in particolare la rifaximina, Normix) per alcuni giorni ogni mese è molto frequente nel nostro Paese, ma non esistono prove scientifiche che sia utile, e pertanto non è raccomandato. Peraltro si tratterebbe di un uso off-label, ovvero non ricompreso nelle indicazioni fornite dalla stessa Casa Farmaceutica produttrice.

I pazienti destinati alla chirurgia sono quelli che hanno avuto almeno due attacchi di malattia diverticolare sintomatica documentati. Bisogna ricordare che ad ogni episodio ricorrente il paziente è sempre meno responsivo alla terapia medica. Non esiste alcun segno o sintomo predittivo che può dare informazioni sulla insorgenza o sulla severità di un futuro attacco. Vari studi sono a favore della necessità dell’intervento precoce nei pazienti di età inferiore a 50 anni. Spesso la diagnosi, in questi casi, è misconosciuta e nei due terzi di essi la malattia esordisce con una complicanza che richiede subito un intervento chirurgico urgente.

Quando l’Intervento Chirurgico è Necessario?

Se i sintomi della diverticolite sono gravi o recidivanti, o se si verificano complicazioni come l’ascesso (raccolta di pus) o la perforazione del colon, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. La laparoscopia, una procedura minimamente invasiva, è spesso preferita per rimuovere la parte colpita del colon.

Laparoscopia per Trattare i Diverticoli

La laparoscopia coinvolge l’uso di piccole incisioni nell’addome per inserire una videocamera e strumenti specializzati. Questo approccio chirurgico minimamente invasivo offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto.

La chirurgia laparoscopica o "minimamente invasiva" è una tecnica specializzata per eseguire interventi chirurgici. La chirurgia laparoscopica utilizza diverse incisioni di 0,5-1 cm. Ogni incisione è chiamata "porta". In ogni porta viene inserito uno strumento tubolare noto come trochar. Durante l'intervento, attraverso i trocar vengono fatti passare strumenti specializzati e una speciale telecamera, detta laparoscopio. Il laparoscopio trasmette le immagini dalla cavità addominale a monitor video ad alta risoluzione in sala operatoria. Durante l'operazione il chirurgo guarda le immagini dettagliate dell'addome sul monitor.

L'intero l'intestino, lo stomaco, il fegato e così via possono essere curati chirurgicamente con questa metodica e non solo programmando l'intervento, ma anche nelle urgenze.

Vediamo nel dettaglio come avviene la laparoscopia per trattare i diverticoli.

Preparazione

Prima dell’intervento, il paziente verrà sottoposto a una serie di esami preoperatori per valutare la sua idoneità all’intervento. Questi possono includere analisi del sangue, esami radiologici e valutazione cardiologica. È importante comunicare al medico eventuali allergie, farmaci in uso e problemi di salute precedenti.

Pochi giorni prima della laparoscopia, il paziente è tenuto a recarsi presso la clinica, dove avverrà l'operazione, per sottoporsi a una serie di controlli clinici conoscitivi e per essere informato su tutto ciò che implica la procedura (dalle modalità d'intervento alle raccomandazioni pre- e post-operatorie). I controlli clinici conoscitivi servono al medico per stabilire se il paziente può sottoporsi con sicurezza alla laparoscopia.

Prima della laparoscopia, sospendere ogni eventuale assunzione farmacologica a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS); questi farmaci, infatti, riducono la capacità coagulativa del sangue predisponendo a gravi perdite ematiche. Nel giorno della laparoscopia, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia generale.

Anestesia

L’intervento di laparoscopia per trattare i diverticoli viene solitamente eseguito in anestesia generale. Ciò significa che il paziente sarà completamente addormentato durante l’operazione e non sentirà alcun dolore.

Nonostante si tratti di un metodica minimamente invasiva, la laparoscopia richiede un'anestesia di tipo generale. L'anestesia generale prevede l'uso di anestetici e antidolorifici, che rendono il paziente incosciente e insensibile al dolore. La somministrazione di questi farmaci, effettuata per via endovenosa e/o inalatoria, avviene prima e per tutta la durata dell'intervento chirurgico.

Posizionamento degli Strumenti

Durante l’intervento, il chirurgo effettua diverse piccole incisioni nell’addome, solitamente di circa mezzo centimetro ciascuna. Attraverso queste incisioni, vengono inseriti dei tubi sottili chiamati trocars, attraverso i quali verranno passati strumenti chirurgici specializzati. Attraverso uno dei trocars, viene inserita una piccola videocamera chiamata laparoscopio.

Una volta che il paziente è stato anestetizzato, il chirurgo pratica una piccola incisione di circa 1 centimetro sull'addome, in corrispondenza dell'ombelico. Figura. Il sito della seconda incisione dipende dal tipo di operazione e dalla sede dell'organo da trattare.

I diverticoli infiammati o compromessi vengono attentamente rimossi dal colon. In alcuni casi, potrebbe essere necessario rimuovere una parte del colon (colectomia parziale) se i diverticoli sono estesi o gravi.

Chiusura e Guarigione

Una volta completata l’operazione, gli strumenti vengono rimossi e le piccole incisioni vengono chiuse con sutura o graffette. A causa delle dimensioni ridotte delle incisioni, i punti di sutura sono spesso piccoli e richiedono meno tempo per guarire rispetto a un’incisione più grande.

Vantaggi della Laparoscopia

La laparoscopia offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale. Tra questi ci sono:

  • Minori danni ai tessuti circostanti: Le incisioni sono piccole e quindi si riduce al minimo il trauma ai tessuti circostanti, riducendo il dolore postoperatorio.
  • Minore rischio di infezione: Le incisioni più piccole riducono il rischio di infezione e accelerano il processo di guarigione.
  • Recupero più veloce: Poiché la laparoscopia causa meno danni ai tessuti, il periodo di recupero è generalmente più breve rispetto alla chirurgia tradizionale.
  • Cicatrici meno evidenti: Le cicatrici risultanti dalle incisioni sono piccole e spesso poco visibili, migliorando l’aspetto estetico.

Inoltre:

  • È stato dimostrato che la chirurgia laparoscopica è sicura quanto la tradizionale chirurgia a cielo aperto.
  • Le procedure mininvasive utilizzano tecnologie avanzate per evitare la necessità di grandi incisioni e possono essere eseguite con successo per una serie di comuni patologie benigne e maligne del colon e del retto.
  • Ciò si traduce in una degenza ospedaliera più breve, in una minore necessità di prescrizione di farmaci antidolorifici, in un ritorno più rapido alle normali attività e in cicatrici meno visibili.

Talvolta, come detto, i calcoli riescono a migrare dalla colecisti verso il sottile condotto che la unisce all'intestino. Questa condizione (detta calcolosi della via biliare o calcolosi colecisticoledocica) può essere pericolosa per le possibili gravi complicanze di pancreatite e stasi biliare con danno epatico. In caso di calcolosi della via biliare, il trattamento prevede, oltre alla colecistectomia, la bonifica della via biliare.

Rischi della Laparoscopia

Grazie ai progressi delle tecnologie mediche, gli interventi chirurgici in laparoscopia sono diventati ormai una pratica sicura: la comparsa di gravi complicanze, infatti, è molto rara. Le complicanze minori sono i rischi che si celano dietro ogni intervento chirurgico in cui è prevista l'anestesia generale.

Tra le possibili complicanze rientrano:

  • Infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche.
  • Emorragie ripetute e comparsa di ematomi attorno alle incisioni (N.B: un ematoma è una raccolta di sangue, che si concentra in una cavità o in un tessuto del corpo).
  • Senso di nausea e vomito, dovuti all'anestesia generale.
  • Danno a un organo addominale/pelvico (intestino, vescica ecc.) con conseguente perdita della sua funzionalità.
  • Danno a uno dei vasi arteriosi maggiori (per esempio l'aorta discendente).
  • Reazione allergica grave all'anestetico utilizzato.
  • Formazione di coaguli sanguigni all'interno delle vene (trombosi venosa profonda) e loro trasferimento nei vasi sanguigni che conducono al cuore (embolia polmonare).
  • Reazione avversa alla presenza di anidride carbonica all'interno dell'addome.
  • Formazione di gravi aderenze (o adesioni) intra-addominali. Le aderenze intra-addominali sono delle fasce di tessuto fibroso che si creano per effetto del processo di cicatrizzazione, e che pregiudicano la normale anatomia degli organi interni. Di fatto, sono delle cicatrici interne situate nei punti dov'è intervenuto il chirurgo.

È possibile che il chirurgo non riesca a svuotare completamente l'addome dall'anidride carbonica. Ciò potrebbe causare, nel paziente: gonfiore addominale, crampi addominali e dolore alle spalle.

Risultati e Recupero

La maggior parte dei pazienti sperimenta un notevole miglioramento dei sintomi dopo l’intervento chirurgico per i diverticoli. Il recupero può richiedere alcune settimane, durante le quali è importante seguire le istruzioni mediche per quanto riguarda la dieta, l’attività fisica e la gestione del dolore.

Una dieta ricca di fibre è fondamentale nella prevenzione dei diverticoli. Consumare frutta, verdura, cereali integrali e legumi può contribuire a mantenere le feci morbide e prevenire l’aumento della pressione nel colon. Bere abbastanza acqua è altrettanto importante per un corretto funzionamento intestinale.

Se la laparoscopia è stata solo diagnostica, il ritorno alle normali attività può avvenire anche dopo una settimana (N.B: in questi casi, molto dipende ovviamente da che cosa ha riscontrato l'esame laparoscopico). Se invece la laparoscopia è stata terapeutica, i tempi di recupero variano in base al tipo e alla gravità dell'operazione: per esempio, in caso di semplice appendicite, la guarigione avviene in circa 2 settimane, mentre, in caso di tumore dell'ovaio, può verificarsi anche dopo 12 settimane.

Dopo l'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico, perché il paziente non sarà autosufficiente. Inoltre, mettersi alla guida a poche ore dall'anestesia è considerato assai pericoloso.

Al momento delle dimissioni, il chirurgo operante comunicherà la data della visita di controllo (in cui verranno anche tolti i punti di sutura) e i farmaci antidolorifici da assumere in caso di dolore intenso; il dolore è,infatti, un'altra comune sensazione che il paziente può avvertire.

Mantenere uno stile di vita sano, con una dieta ricca di fibre e abbastanza liquidi, è essenziale per prevenire la formazione di diverticoli.

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