Laparoscopia: Effetti Post-Operatori e Tempi di Recupero

Un tempo si diceva: "Grande taglio, grande Chirurgo!" La destrezza del chirurgo era valutata in base alla dimensione dell'incisione, segno della complessità dell'intervento. Oggi, dagli anni ’90, è stata riscoperta una metodica per eseguire quegli stessi interventi chirurgici che potrebbero richiedere tagli grandi. La bravura, l’esperienza del chirurgo era provata proprio da quel grande taglio, che voleva significare difficoltà e complessità dell’intervento eseguito; ma oggi le cose sono cambiate, notevolmente cambiate!

L'occhio del chirurgo è stato sostituito da una telecamera che riprende tutto ciò che avviene nel teatro operatorio, rendendolo visibile a tutti su uno schermo e con la possibilità di registrare. Le mani del chirurgo non toccano più direttamente gli organi, ma la sua azione è mediata da strumenti appositamente costruiti. Il tutto avviene dentro una cavità creata insufflando anidride carbonica (CO2) nell'addome attraverso piccoli fori di circa 1 cm, per permettere l'ingresso degli strumenti e della telecamera.

Si è partiti timidamente con le prime colecistectomie (rimozione della colecisti), e ora quasi tutti gli interventi possono essere eseguiti in laparoscopia. L’intero l’intestino, lo stomaco, il fegato e così via possono essere curati chirurgicamente con questa metodica e non solo programmando l’intervento, ma anche nelle urgenze. Si pensi, solo per citarne una, alla famosa e nota “appendicite”. Oggi, anche l'appendicite può essere trattata in laparoscopia con strumenti piccolissimi, dell’ordine di alcuni millimetri!

Vantaggi della Laparoscopia

La laparoscopia è una tecnica chirurgica estremamente versatile che può essere utilizzata per una vasta gamma di interventi medici, di tipo diagnostico/esplorativo oppure di tipo terapeutico/operativo. Nel primo caso, rappresenta un’alternativa a procedure diagnostiche non invasive come la radiografia o la risonanza magnetica, quando queste non consentono di ottenere un quadro clinico chiaro, e può essere funzionale al prelievo di campioni da analizzare (biopsia).

I vantaggi della tecnica chirurgica di laparoscopia, ormai ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica, sono:

  • Minore invasività
  • Minore traumatismo della parete addominale
  • Minore rischio di laparocele
  • Riduzione del dolore postoperatorio
  • Tempi di recupero post-operatori inferiori
  • Minor visibilità di eventuali cicatrici

Grazie alla laparoscopia il chirurgo può anche, in molti casi, asportare le neoplasie esattamente come avviene in chirurgia tradizionale, con risultati del tutto sovrapponibili in termini di efficacia e sicurezza.Anche in ginecologia è molto utilizzata sia per la diagnosi sia per intervenire per esempio in caso di tumori di utero e ovaio, cisti ovariche, fibromi uterini ed endometriosi.

La laparoscopia si definisce esplorativa o diagnostica quando l’obiettivo è diagnosticare o confermare un sospetto diagnostico. Si parla invece di laparoscopia operativa o terapeutica quando la tecnica è utilizzata per intervenire chirurgicamente. In questo caso, attraverso altre piccole incisioni, nell’addome vengono introdotte delle cannule attraverso cui passano gli strumenti chirurgici necessari a eseguire veri e propri interventi.

Chi Può Subire un Intervento in Laparoscopia?

Quasi tutti possono essere operati in laparoscopia. La tecnica, prevede un’anestesia generale e quindi chi presenta una controindicazione a quest’ultima (chi soffre di gravi patologie cardiache e/o polmonari, per esempio) non può usufruirne. Non solo: il creare quella cavità ove il chirurgo possa lavorare può peggiorare ed aggravare proprio quelle patologie su appena citate …poi deve essere possibile crearla! Chi avesse subito già interventi all’addome potrebbe, per esempio, non avere lo spazio per insufflare, con sicurezza, il gas in addome. E per i pazienti della terza età? Se non presentato quelle controindicazioni generali e locali sopra riportate, perché no?

Laparoscopia nelle Urgenze Addominali

La Chirurgia Laparoscopica risulta estremamente efficace anche per patologie addominali “acute” ovvero che richiedono un intervento chirurgico urgente. L’esecuzione di una appendicectomia laparoscopica è estremamente agevole e consente di contenere molto il dolore post-operatorio. Inoltre, grazie alla perfetta visualizzazione della cavità addominale, è possibile discriminare quei casi di incerta diagnosi, tipici delle giovani donne in età fertile, nei quali spesso vi è una patologia ginecologica difficile da diagnosticare prima dell’intervento.

Nel sospetto di una patologia ginecologica acuta di carattere infiammatorio/infettivo (detta anche PID = pelvic inflammatory disorder), se le comuni tecniche diagnostiche non invasive risultano negative o non significative, dovrebbe sempre essere presa in considerazione la possibilità di una laparoscopia esplorativa con scopo principalmente diagnostico. Naturalmente, visto che nella maggior parte di case si tratta di affezioni a carattere emorragico, la paziente deve presentare prima dell’intervento una stabilizzazione emodinamica da parte dell’anestesista.

Urgenze meno frequenti, ma molto gravi ed altrettanto efficacemente trattabili in laparoscopia, sono le peritoniti da perforazioni gastriche da ulcera e quelle del colon dovute a diverticoli. Come già sopra anticipato, dopo un intervento chirurgico, possono realizzarsi delle aderenze intestinali, come naturale evoluzione del processo di guarigione. Talvolta esse però possono “strangolare“ l’intestino, con conseguente occlusione intestinale.

La Procedura Laparoscopica

Durante un intervento in laparoscopia, il paziente viene sottoposto ad anestesia generale o regionale, a seconda della procedura specifica. Il chirurgo esegue piccole incisioni sull'addome, di solito da 0,5 a 1,5 cm di lunghezza. Viene eseguita la procedura di insufflazione ovvero viene iniettato gas inerte (solitamente anidride carbonica o gas nobili) nell'addome per creare uno spazio di lavoro e una migliore visualizzazione delle strutture interne. Le immagini catturate dal laparoscopio vengono trasmesse su un monitor ad alta definizione, consentendo al chirurgo di visualizzare chiaramente l'area operatoria. Attraverso le altre incisioni, vengono inseriti strumenti chirurgici speciali per eseguire la procedura richiesta.

Solitamente l’intervento avviene introducendo il primo trocars, che ospiterà la telecamera, a livello ombelicale. Da questo accesso si pratica lo “pneumoperitoneo” (l’addome del paziente verrà riempito di anidride carbonica CO2).Una volta esplorata la cavità addominale e valutata dal chirurgo la fattibilità dell’intervento, verranno praticate le altre incisioni (in numero variabile a seconda della procedura da effettuare) e verranno inseriti gli strumenti necessari.Una volta terminato l’intervento si estraggono gli strumenti e i trocars e si evacua lo pneumoperitoneo.

Nonostante si tratti di un metodica minimamente invasiva, la laparoscopia richiede un'anestesia di tipo generale.

Conversione a Chirurgia Tradizionale

Per “conversione” s’intende la necessità di dover continuare e completare un intervento chirurgico iniziato in laparoscopia con un approccio laparotomico. Questo è generalmente dovuto a problemi tecnici, quali la presenza di aderenza, come quanto sopra già riportato, o per quelle alterazioni anatomiche (secondarie, ad esempio, ad importanti eventi infiammatori) che rendono più sicuro la prosecuzione dell’atto chirurgico attraverso un’incisione chirurgica più o meno ampia.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento

Il riposo è molto importante nelle prime fasi della guarigione ma è altrettanto importante mobilizzarsi precocemente, camminando 10 minuti ogni 2 ore di riposo (inizialmente aiutati da qualcuno, poi via via autonomamente). L’assunzione di liquidi è molto importante dopo un intervento chirurgico. È opportuno evitare bevande gassate, contenenti caffeina e alcolici. Sono permessi succhi di frutta, acqua, latte e bevande allo yogurt. Nei giorni successivi all’intervento non impegnatevi in attività stressanti.

In questo periodo può essere opportuno prestare alcuni piccoli accorgimenti per favorire una ottimale guarigione della ferita: evitare l’esposizione ai raggi solari (utilizzare protezioni totali sulla cicatrice) poiché possono determinare una alterata pigmentazione della ferita e favorire la formazione di cheloidi.

Un dolore postoperatorio tipico legato al riassorbimento del gas nei giorni successivi all’intervento coinvolge l’addome e le spalle, con possibile gonfiore addominale e dolore crampiforme. Altro piccolo disturbo è dato dal gonfiore addominale. Più o meno evidente, a seconda dei soggetti, è dovuto a più fattori. Da un lato lo stretching dei muscoli addominali che sono stati descritti prima, dall’altro al cocktail di farmaci usati per l’anestesia.

Quando un intervento in laparoscopia può essere programmato con debito anticipo è bene che venga preceduto da un calo di peso ed un aumento della quota proteica della dieta, riducendo l’assunzione di carboidrati ed aumentate le fibre. Anche l’attività motoria deve essere aumentata ma senza esagerazioni. Tutto va rapportato all’età ed alle condizioni fisiche.

Sia per eliminare per via renale i farmaci eventualmente assunti, sia per reidratare l’organismo. La disidratazione, dovuta al digiuno, ed all’intervento, spesso non è sufficientemente bilanciata dalla somministrazione di fleboclisi che, tra l’altro, vengono sospese precocemente dopo la laparoscopia. Alla scarsa assunzione di liquidi è legata la stipsi che alcune pazienti lamentano dopo un intervento di chirurgia laparoscopica. Nessuna paura. Dopo qualche giorno l’intestino tenderà a riprendere le sue abitudini, buone o cattive che siano; in caso contrario si può intervenire con degli integratori alimentari o con dei farmaci per stimolare l’evacuazione.

Domande Frequenti

  • Che anestesia si fa per la laparoscopia? Per eseguire una procedura di laparoscopia, è necessario eseguire un’anestesia generale.
  • Quanto dura l’intervento in laparoscopia? La durata di un intervento di laparoscopia può variare a seconda del tipo di procedura e della sua complessità.
  • Quanti giorni si resta in ospedale dopo laparoscopia? Il periodo di degenza in ospedale dopo un intervento di laparoscopia dipende dalla complessità dell’intervento e dalle condizioni di salute del paziente. In condizioni normali, le dimissioni avvengono dopo 24 ore.
  • Quanto tempo ci vuole per riprendersi da una laparoscopia? Uno dei vantaggi principali della laparoscopia è il breve tempo di recupero rispetto alla chirurgia tradizionale.
  • Quanto dura il dolore della laparoscopia? Pur trattandosi di una procedura mininvasiva, la laparoscopia rappresenta un intervento chirurgico e in quanto tale comporta un certo grado di dolore durante il periodo di recupero. Il grado di dolore può variare in base al tipo di intervento eseguito.
  • Cosa non fare dopo una laparoscopia? Dopo aver subito un intervento di laparoscopia, è importante seguire alcune precauzioni per favorire una pronta e sicura guarigione.
  • Cosa si può mangiare dopo aver fatto una laparoscopia? Durante il percorso di ripresa da una laparoscopia, una corretta alimentazione può svolgere un ruolo importante nel favorire la guarigione e nel ridurre il rischio di complicazioni.

Rischi e Complicanze

La laparoscopia è generalmente considerata una procedura sicura, ma come con qualsiasi intervento chirurgico, ci sono alcuni rischi e complicanze da tenere in considerazione. Alcuni possibili rischi includono sanguinamento e infezione nelle incisioni, danni agli organi circostanti durante l'intervento e reazioni avverse all'anestesia. Inoltre, in rari casi, potrebbero verificarsi complicanze come coaguli di sangue, ostruzione intestinale o danni ai vasi sanguigni.

Le complicanze minori sono i rischi che si celano dietro ogni intervento chirurgico in cui è prevista l'anestesia generale.

  • Infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche.
  • Emorragie ripetute e comparsa di ematomi attorno alle incisioni (N.B: un ematoma è una raccolta di sangue, che si concentra in una cavità o in un tessuto del corpo).
  • Senso di nausea e vomito, dovuti all'anestesia generale.
  • Danno a un organo addominale/pelvico (intestino, vescica ecc.) con conseguente perdita della sua funzionalità.
  • Danno a uno dei vasi arteriosi maggiori (per esempio l'aorta discendente).
  • Reazione allergica grave all'anestetico utilizzato.
  • Formazione di coaguli sanguigni all'interno delle vene (trombosi venosa profonda) e loro trasferimento nei vasi sanguigni che conducono al cuore (embolia polmonare).
  • Reazione avversa alla presenza di anidride carbonica all'interno dell'addome.
  • Formazione di gravi aderenze (o adesioni) intra-addominali. Le aderenze intra-addominali sono delle fasce di tessuto fibroso che si creano per effetto del processo di cicatrizzazione, e che pregiudicano la normale anatomia degli organi interni. Di fatto, sono delle cicatrici interne situate nei punti dov'è intervenuto il chirurgo.

Tempi di Recupero

Il recupero dopo un intervento in laparoscopia è generalmente più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale aperta. Dolore e gonfiore: è normale avvertire un leggero dolore e gonfiore nell'area operatoria nei giorni successivi all'intervento. Attività fisica: è necessario evitare attività fisiche impegnative per un periodo di tempo, solitamente da una a tre settimane, a seconda della procedura specifica.

Se la laparoscopia è stata solo diagnostica, il ritorno alle normali attività può avvenire anche dopo una settimana (N.B: in questi casi, molto dipende ovviamente da che cosa ha riscontrato l'esame laparoscopico). Se invece la laparoscopia è stata terapeutica, i tempi di recupero variano in base al tipo e alla gravità dell'operazione: per esempio, in caso di semplice appendicite, la guarigione avviene in circa 2 settimane, mentre, in caso di tumore dell'ovaio, può verificarsi anche dopo 12 settimane.

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