Laparoscopia del Colon e Degenza Post-Operatoria: Un Approccio Dettagliato

La chirurgia laparoscopica del colon è una tecnica mini-invasiva che offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo approccio è utilizzato per trattare diverse patologie, dalle neoplasie alle malattie infiammatorie croniche.

Vantaggi della Chirurgia Laparoscopica

I vantaggi della chirurgia laparoscopica sono molteplici:

  • Ridotto dolore postoperatorio: Questo consente al paziente una migliore respirazione, ventilando i propri polmoni e riducendo i rischi di complicanze respiratorie postoperatorie. Il minor dolore postoperatorio riduce anche l'assunzione di farmaci antidolorifici.
  • Precoce ripresa dell'attività fisica: Il paziente è in grado di alzarsi poche ore dopo l’intervento ed il giorno successivo di camminare agevolmente. La mobilizzazione e l’allettamento minimo conducono quindi ad una ridotta incidenza di complicanze respiratorie, circolatorie e cardiache.
  • Dimissione rapida: A seconda del tipo di intervento chirurgico è prevista una degenza di durata differente, la maggioranza dei pazienti fa ritorno a casa tra 1 e 5 giorni postoperatori.
  • Rapida ripresa della funzione intestinale: Riduce i disagi tipici del postoperatorio, quali addome gonfio e digiuno prolungato con possibilità di rialimentarsi già dalla sera dell'intervento.
  • Cicatrici chirurgiche molto piccole e quindi ridotto dolore post-operatorio. A sua volta il ridotto dolore post-operatorio permette al paziente di muoversi dal letto già il giorno dell'intervento, di riprendere precocemente l'alimentazione e non da ultimo, di avere un ottimo risultato estetico.
  • La laparoscopia consente anche di ridurre la risposta infiammatoria dovuta alla produzione di sostanze proinfiammatorie da parte dell'organismo a seguito dell'insulto procurato dall'intervento chirurgico.
  • Tutte queste sostanze riversate in circolo possono essere responsabili di uno stato di malessere accusato dal paziente nell'immediato postoperatorio; questa sensazione si minimizza con la laparoscopia procurando quasi un benessere nei primi giorni postoperatori.

Naturalmente è una sensazione di benessere relativo perché si tratta sempre di un intervento chirurgico, con i rischi e le complicanze ad esso correlate.

Protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery)

Per massimizzare tutti i vantaggi della laparoscopia, vengono seguiti regolarmente protocolli ERAS volti ad agevolare il ripristino delle funzioni fisiologiche nel più breve tempo possibile, il benessere del paziente ed il precoce rientro al proprio domicilio. Il percorso ERAS è stato potenziato negli ultimi mesi grazie alla tecnologia con l’adozione di un applicativo dedicato. Tramite una specifica app il paziente, attraverso il suo cellulare, è in continua comunicazione con la struttura ospedaliera, sentendosi preso in cura costantemente e puntualmente monitorato nelle attività da svolgere (alimentazione, attività fisica, astensione da fumo e alcool, assunzione degli integratori di immunonutrizione e maltodestrine) in tutte le fasi del percorso di cura.

Nella nostra Unità Operativa ormai seguiamo stabilmente un percorso di "Enhanced recovery after surgery" (ERAS) nella chirurgia nel tratto gastrointestinale.

Si tratta di una preparazione in vista dell'intervento chirurgico e dopo l'intervento stesso volta a minimizzare l'impatto che esso ha sull'organismo, riducendo i disagi e la durata dell'ospedalizzazione. Il paziente viene seguito e preso in carico da un team di chirurghi che lo preparano psicologicamente e fisicamente al meglio al percorso chirurgico che, per quanto le innovazioni tecnologiche abbiano reso sempre più agevole, rappresenta comunque un momento di forte stress emotivo e fisico.

Gestione del Dolore Post-Operatorio

Attraverso il gruppo di Lavoro PROSPECT (PROcedure-SPECific post operating Pain Management), anestesisti e chirurghi collaborano con lo scopo di formulare raccomandazioni basate sull'evidenza per la gestione del dolore postoperatorio, specifiche per ciascuna procedura chirurgica. Le raccomandazioni generali per la valutazione dell'efficacia e gli effetti avversi di ciascuna tecnica (www.postop dolore.org) si basano anche su prove specifiche della procedura come informazioni esaustive sulla pratica clinica.

Lo scopo di questa revisione sistematica è stato quello di valutare la letteratura attuale sulla gestione del dolore postoperatorio a seguito di intervento di chirurgia laparoscopica colorettale, aggiornando le raccomandazioni precedenti. Gli esiti primari erano i punteggi del dolore postoperatorio e i requisiti analgesici. È stata eseguita una ricerca della letteratura per identificare studi randomizzati e controllati (RCT) pubblicati prima di gennaio 2022 e alla fine nella presente analisi sono stati inclusi settantadue studi.

A seguito della revisione, gli esperti raccomandano come interventi di prima linea l'analgesia di base (paracetamolo per chirurgia rettale e paracetamolo più un farmaco antinfiammatorio non steroideo o inibitore specifico della cicloossigenasi-2- per la chirurgia del colon) e infiltrazione della ferita e oppioidi di salvataggio.

Tuttavia, per la chirurgia colorettale laparoscopica, esistono tre tipi distinti di dolore, distinti per localizzazione, intensità e decorso temporale.

  • Dolore somatico derivante dagli oblò o dall'incisione manuale, che in teoria risponderebbe meglio all'anestesia regionale. Questo tipo di dolore, tuttavia, è da leggero a moderato e nella maggior parte dei pazienti inizia a svanire entro 6-8 ore dopo l'intervento.
  • Dolore viscerale, che per la maggior parte dei pazienti rappresenta il principale problema analgesico durante le prime 24 ore.
  • Dolore riferito variabile, spesso di basso livello, alle spalle, dovuto all'irritazione diaframmatica dovuta al pneumoperitoneo.

Colectomia: Asportazione del Colon

La colectomia è l’asportazione parziale o totale del colon. In caso di patologie neoplastiche, l’asportazione parziale o totale del colon deve essere eseguita con finalità oncologiche. Si asporta il segmento intestinale sede della neoplasia in blocco alle stazioni linfonodali corrispondenti e si sezionano all’origine i vasi colici principali, arterie e vene, che vascolarizzano il tratto di intestino interessato.

In caso di patologie infiammatorie croniche come malattia di Crohn, rettocolite ulcerosa o malattia diverticolare, si procede all’asportazione segmentaria del tratto coinvolto dalla patologia senza necessità di linfadenectomia.

Decorso Post-Operatorio e Dimissioni

Il giorno dopo l’intervento si possono assumere solo alimenti liquidi. Le feci tendono a rimanere più liquide, soprattutto nei primi mesi. Possono essere utili integratori addensanti. Evitare alcolici, tè, caffè, cioccolata e cacao.

Il dolore post-operatorio è normale per qualche giorno e viene controllato efficacemente con analgesici. Spesso viene posizionato un drenaggio per garantire la corretta cicatrizzazione. La ferita deve essere mantenuta pulita e asciutta.

Una volta a casa, il recupero può durare fino a sei settimane. Visita di controllo fissata al momento delle dimissioni per discutere eventuali problemi e il decorso post-operatorio.

La dieta è molto soggettiva e varia da paziente a paziente in base al tipo di operazione, all’età, alle abitudini precedenti e alla malattia. È fondamentale seguire le indicazioni mediche per alimentazione e attività fisica.

Le dimissioni avvengono dopo circa 10 giorni dall’intervento. Se la ferita non è ancora completamente guarita, le dimissioni sono possibili, ma il paziente dovrà sottoporsi a medicazioni fino alla completa cicatrizzazione. All’atto delle dimissioni sarà fissato l’appuntamento per la visita di controllo.

Al ritorno in reparto, il paziente sarà sottoposto a infusione per endovena (somministrazione goccia a goccia) per reintegrare i liquidi corporei fino a che non sarà in grado di mangiare e bere. Poiché gli anestetici rallentano la motilità intestinale, è importante non bere fino a che l’intestino non riprende la normale attività.

Colostomia e Ileostomia

Se per un qualunque motivo, dopo aver reciso il tratto di intestino interessato dal tumore, il chirurgo si rende conto che le porzioni sane non possono essere ricongiunte, l’intestino può essere abboccato alla cute della parete addominale. Questa procedura si chiama colostomia, mentre l’apertura così creata attraverso la quale sono evacuate le feci si chiama stoma. Allo stoma viene applicato un sacchetto per la raccolta delle feci. La colostomia può essere temporanea o permanente.

In alcuni casi il chirurgo potrebbe ritenere adeguato un intervento di ileostomia, in cui l’estremità, o un’ansa, dell’intestino tenue (ileo) è abboccata alla parete addominale destra. Anche in questo caso le feci sono raccolte in un sacchetto applicato allo stoma.

Nei primi giorni dopo l’intervento uno stomaterapista ha cura di mantenere pulito lo stoma e di svuotare e sostituire il sacchetto tutte le volte che sarà necessario. Non appena il paziente starà meglio, lo stomaterapista inizierà il percorso di riabilitazione che gli consentirà di acquisire autonomia nella gestione dello stoma.

Il Ruolo dello Stomaterapista

Quando il paziente starà meglio, sotto la guida dello stomaterapista inizierà il percorso di riabilitazione che, attraverso un adeguato addestramento, lo porterà ad acquisire autonomia nella gestione e nella cura della stomia. Lo stomaterapista è anche il riferimento per la prevenzione e l’eventuale trattamento delle cosiddette patologie stomali. La stomia è da considerarsi, infatti, come un nuovo organo e, come tale, può ammalarsi.

Sono diversi i tipi di sacchetti e placche disponibili e lo stomaterapista aiuterà il paziente a scegliere quello più adatto. Per alcuni pazienti è consigliabile la pratica dell’irrigazione (ogni 48 ore). Prima che il paziente faccia ritorno a casa gli sarà consegnato un numero di sacchetti sufficiente per i primi giorni. Per avere gratuitamente altri sacchetti occorre presentare alla ASL la prescrizione rilasciata dal medico di base, certificato di residenza, fotocopia della cartella clinica o lettera di dimissioni. Il numero di sacchetti varia in funzione del tipo di stomia. I sacchetti si ritirano direttamente in farmacia.

Impatto Psicologico della Stomia

L’applicazione di una stomia cambia non solo la funzione intestinale, ma anche l’immagine del proprio corpo ed, è molto difficile da accettare. Può essere utile parlare con altri pazienti che hanno avuto la stessa esperienza.

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