L’intervento chirurgico, a prescindere dalla sua portata, è comunque sempre un evento invasivo e traumatico per il paziente. La laparoscopia, o videolaparoscopia (VLC), è una tecnica chirurgica mininvasiva utilizzata a fini diagnostici e terapeutici che consente di esplorare la cavità addominale e pelvica intervenendo su organi e tessuti con notevoli vantaggi anche per il paziente sottoposto all'intervento.
Si tratta di una procedura che garantisce risultati sovrapponibili alla chirurgia tradizionale in termini di sicurezza ed efficacia, ma che permette un recupero più rapido delle condizioni di salute, meno dolore post-operatorio, cicatrici più piccole, nonché un minor rischio di infezione e un'ospedalizzazione più breve.
Tipi di Laparoscopia
La laparoscopia si distingue in:
- Esplorativa o diagnostica
- Operativa o terapeutica
La laparoscopia si esegue in anestesia generale. In caso di intervento, vengono praticate altre incisioni, da 2 a 4, per introdurre i trocar e gli strumenti. I tempi di esecuzione sono variabili, la procedura può durare dai 30 ai 60 minuti se soltanto diagnostica o protrarsi se operativa.
Alla tecnica, valutata caso per caso, sono candidati solo pazienti selezionati attraverso un'attenta anamnesi ed un esame obiettivo. Dopo un intervento con questa procedura, è raccomandata l'osservazione durante la degenza ospedaliera di almeno 24 ore con la rilevazione dei parametri vitali. Per quanto sia una tecnica mininvasiva e ben tollerata, alla dimissione viene consigliato comunque di usare cautela nei movimenti e nei sollevamenti per favorire una buona cicatrizzazione delle incisioni.
Oltre alla classica laparoscopia, è stata recentemente progettata la laparoscopia robotica che consente al chirurgo di eseguire operazioni ancora più precise e meno invasive.
Il Ruolo dell'Infermiere nell'Assistenza Post-Operatoria
Questo articolo nasce dall’esperienza presso l’ASL Salerno e mira a far luce sulle attività infermieristiche di prevenzione e monitoraggio del paziente nell’ immediato post-operatorio. Durante tale periodo l’assistenza infermieristica mira a ristabilire l’equilibrio fisiologico, alleviare il dolore, evitare le complicanze ed educare il paziente.
In particolare, l’intento è descrivere il ruolo dell’infermiere nell’ Unità di cure Post Anestesiologiche (PACU) o stanza di recupero post-operatorio, localizzata generalmente accanto alla sala operatoria, dove il paziente staziona prima di tornare nell’unità operativa di appartenenza. I pazienti che si stanno riprendendo dall’anestesia, o ancora anestetizzati, sono posti in questa unità dove vengono assistiti da infermieri, infermiere anestesista, anestesisti e chirurghi specializzati per il monitoraggio e il supporto emodinamico e respiratorio.
Fasi dell'Assistenza Post-Anestesiologica
L’assistenza post anestesiologica è divisa in due fasi.
- I fase: Recupero immediato, caratterizzata da un’assistenza infermieristica intensiva, in cui il paziente viene sottoposto al monitoraggio continuo del polso, dell’attività elettrica del cuore, della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa e della pulsiossimetria.
- II fase: Non specificata nel testo, ma implica il trasferimento del paziente in un reparto di degenza o terapia intensiva in base alle sue condizioni.
Il trasferimento del paziente dalla sala operatoria alla sala risveglio è un atto di corresponsabilità dell’anestesista e dell’infermiere anestesista, infatti, durante il trasferimento, l’anestesista rimane alla testa del paziente per la ventilazione mentre l’infermiere o uno dei membri dell’equipe chirurgica ai piedi; una particolare attenzione viene riservata al sito di incisione, alle alterazioni vascolari e all’esposizione del paziente. Una volta nella PACU, il paziente viene posizionato lentamente con cautela sul lettino o barella in modo che i drenaggi non vengano ostruiti; viene rimosso e sostituito il camice operatorio, quindi viene coperto e riscaldato e per evitare cadute, vengono applicate delle sponde.
La presenza di un infermiere adeguatamente formato all’ interno della PACU si rivela funzionale ad assistere il paziente fino al risveglio dell’anestesia, accertare la presenza di segni vitali stabili e l’assenza di emorragie e valutare la capacità d’orientamento. Per tali ragioni è opportuno un frequente accertamento (almeno ogni 15 minuti) della saturazione dell’ossigeno, caratteristiche del polso, profondità e tipo di respirazione, colorito cutaneo, livello di coscienza e capacità del paziente a rispondere ad alcuni comandi. Tale accertamento, in mancanza di un’unità specifica, viene svolto nelle unità di degenza, luogo in cui si rivela spesso difficile e frammentario.
Dopo l’accertamento di base, l’infermiere controlla il sito chirurgico e i drenaggi per costatare possibili complicanze (es. emorragie). Durante la permanenza del paziente nella PACU l’infermiere è responsabile della valutazione continua della pervietà delle vie aeree e della funzionalità respiratoria, per tali ragioni, per evitare ipossiemia e ipercapnia, controlla le prescrizioni e somministra, se previsto, l’ossigenoterapia. Inoltre accerta la frequenza respiratoria, la profondità del respiro, la facilità respiratoria, la saturazione dell’ossigeno e i suoni polmonari.
L’introduzione della PACU e dell’infermiere d’anestesia in tutte le realtà ospedaliere permetterebbero di gestire adeguatamente l’immediato post-operatorio e razionalizzare il lavoro infermieristico all’interno delle unità operative che accolgono il paziente dopo l’intervento chirurgico.
Gestione delle Vie Aeree e Funzionalità Respiratoria
L’infermiere è responsabile della valutazione continua della pervietà delle vie aeree e della funzionalità respiratoria, controlla le prescrizioni e somministra, se previsto, l’ossigenoterapia. I pazienti sottoposti ad anestesia prolungata sono spesso incoscienti e hanno la muscolatura rilassata compresa quella della faringe, mentre la parte inferiore della mandibola e la lingua ricadono all’indietro non permettendo il passaggio dell’aria. L’anestesista può lasciare all’interno della bocca, fino alla comparsa del riflesso faringeo, la cannula di Guedel che garantisce la pervietà delle vie aeree. In alternativa, il paziente viene trasferito nella PACU ancora con il tubo endotracheale in sede, per assicurare un’efficace gestione delle vie aeree, nel caso si renda necessaria la ventilazione meccanica.
L’infermiere controlla la stabilità cardiovascolare attraverso la rilevazione parametri vitali come polso, temperatura, colore, umidità della cute e diuresi ed accerta lo stato mentale del paziente attraverso la GCS (Glasgow Come Scale). La difficoltà respiratoria potrebbe essere causata da un eccesso di secrezione di muco o vomito; il paziente viene aiutato ad assumere la posizione laterale per permettere al liquido di fuoriuscire o in alternativa questo viene aspirato. Il paziente viene posizionato in semi-Fowler (la testiera del letto va alzata a 15° a 30°) per garantire la pervietà delle vie aeree, e salvo controindicazioni, minimizzare il rischio di aspirazione.
L’infermiere mantiene la stabilità cardiovascolare ed accerta lo stato mentale del paziente attraverso la GCS (Glasgow come scale), parametri vitali come polso, temperatura, colore, umidità della cute e diuresi.
Supporto Psicologico e Gestione del Dolore
Oltre a monitorare lo stato fisiologico del paziente ed a gestire il dolore (attraverso le scale di valutazione NRS, VAS e NRS e la somministrazione della terapia antalgica), l’infermiere della PACU offre supporto psicologico e cerca di alleviare le paure e le preoccupazioni. Quando le condizioni del paziente lo permettono, un familiare di primo grado o un congiunto può fargli visita per un breve lasso di tempo.
Complicanze Post-Operatorie Immediate
Durante la permanenza nella PACU, il paziente che si sta riprendendo dall’anestesia, può andare incontro a complicanze. Le complicanze immediate osservate con maggior frequenza in pazienti <65 anni e in assenza di comorbilità sono: ipossiemia e ipercapnia, ipotensione, shock (cardiogeno, neurogeno, ipovolemico), emorragia, ipertensione e aritmia.
L’ipotensione in particolare può derivare da perdita di sangue, ipoventilazione, cambi di posizione, ristagno di sangue negli atri, effetti collaterali da farmaci e anestetici.
Emorragia
L’emorragia è una grave complicanza della chirurgia che può portare a morte il paziente, può presentarsi in qualsiasi momento in un arco di tempo che va dall’immediato post-operatorio a diversi giorni dopo l’intervento. L’emorragia va classificata in base al tempo di insorgenza (se durante, subito dopo o per cause tardive rispetto all’intervento chirurgico), alla tipologia del vaso che è sede dell’emorragia (capillare, venosa, arteriosa), e può infine essere classificata in base alla sua visibilità (evidente o visibile e interna). Questa può portare a shock se è quantitativamente importante e può diffondersi nella parete tissutale, formando un ematoma di grandi dimensioni. I sintomi caratteristici sono: pallore, dispnea, cianosi, stato di agitazione psicomotoria, tachicardia, ipotensione.
Nell’emorragia della parete la perdita ematica è di solito generata da un vaso muscolare, se è di minima entità la cute diventa bluastra e viene assorbita in pochi giorni. Se invece l’emorragia è importante, la ferita si presenta tesa, la zona si presenta tumefatta, dolente.
L’emorragia può essere di tre tipi:
- Caratterizzato dal drenaggio del materiale ematico all’interno delle cavità corporee senza limite, questa è senz’altro la più grave.
- Detta endocavitaria ed è caratterizzata dallo scolo di sangue all’interno di spazi piccoli che si riempiono fino a creare una pressione verso gli organi circostanti.
- Detta endoviscerale ed è caratteristica dopo interventi del tubo digerente, può manifestarsi con ematemesi o melena. Essa può essere causata da un difetto di anastomosi.
In questi casi è prevista la somministrazione di una trasfusione di sangue o di emoderivati. Si dovrebbe ispezionare sempre il sito chirurgico e l’incisione. Se è evidente un sanguinamento, si dovrebbe applicare un cuscinetto sterile e una medicazione compressiva. Il paziente viene posto in posizione di Trendelerburg (supino, con gambe alzate di 20°e ginocchia diritte).
Shock
Lo shock è una delle più gravi complicanze postoperatorie, può essere di differenti tipi ed è una complicanza che si caratterizza per un’eziologia molto eterogena. La causa di questa complicanza è l’inadeguata ossigenazione delle cellule legata alla incapacità di secernere le scorie del metabolismo.
Si può definire shock una condizione caratterizzata da inadeguato apporto ematico diretto agli organi vitali o dall’incapacità di questi organi di usare l’ossigeno ed i nutrienti. Per via dell’alta concentrazione di catecolamine (adrenalina e noradrenalina endogene) si ha una vasodilatazione delle arteriole muscolari e epatiche, e vasocostrizione delle altre arterie. Si ha un aumento compensatorio della frequenza cardiaca, della contrattilità muscolare e del ritorno venoso risultante dalla contrazione delle vene maggiori che producono la risposta al tentativo di aumentare la gittata cardiaca.
Si ha ipotensione causata dal rilascio di endorfine, che a loro volta sono stimolate dalle corticotropine. Vi è ridotto apporto di ossigeno alle cellule dei tessuti a causa della riduzione della gittata sistolica.
Se la causa è un’emorragia o importanti perdite di liquidi, la conseguenza può essere lo shock ipovolemico, esso ha come caratteristiche definenti la caduta della pressione venosa e l’aumento delle resistenze periferiche legata a tachicardia. Stimolazioni neurogene causate da farmaci, tossici, anestesia oppure stimolazioni nervose su peduncoli neuro vascolari possono portare allo shock neurogeno, che non è altro il cedimento della resistenza arteriosa dato da ipotensione conseguente alla vasodilatazione comportando in seguito tachicardia.
Anche l’insufficienza cardiaca o altre alterazioni della funzionalità cardiaca (per es. infarto miocardio, aritmie, ipovolemia, anestesia epidurale e generale) possono causare l’insorgenza dello shock cardiogeno. I suoi segni particolari sono: aumento della pressione venosa e delle resistenze periferiche.
Lo shock ipovolemico può essere evitato somministrando liquidi endovenosi, sangue e farmaci che aumentano la pressione arteriosa. Il ripristino inizia con un’infusione di plasma expander, ringer lattato o con componenti del sangue, l’infermiere deve inoltre assicurare la somministrazione di ossigeno per supportare la perfusione tissutale. Si possono somministrare cardiotonici, vasodilatatori e corticosteroidi per migliorare la funzionalità cardiaca e ridurre le resistenze periferiche.
Altre Complicanze
L’ipertensione è comune nell’immediato post-operatorio a causa della stimolazione del sistema nervoso simpatico legata al dolore, all’ipossia o alla distensione vescicale. Le aritmie sono associate a squilibrio elettrolitico, alterazione della funzione respiratoria, dolore, ipotermia, stress e farmaci anestetici.
Dimissione dalla PACU
I pazienti rimangono nella PACU fino a che non si sono ripresi dalla somministrazione dell’anestesia, cioè presentano una pressione arteriosa stabile, una funzionalità respiratoria buona e una saturazione dell’ossigeno (SpO2) nella norma. Il punteggio del paziente viene rilevato a intervalli regolari e il totale è riportato sulla scheda riportando tutto in cartella. Un paziente con punteggio totale inferiore a 7 deve rimane in sala risveglio fino a che le sue condizioni non migliorano oppure deve essere trasferito in un reparto di terapia intensiva.
Quindi, il paziente dopo l’intervento chirurgico, viene rinviato nel reparto di degenza allorché un’adeguata valutazione dimostri che l’attività cardiaca e la funzionalità respiratoria non sono compromesse, quando durante e dopo la fase operatoria non si sono verificate ipertensione o ipotensioni importanti e quando le eventuali perdite di liquidi e sangue sono controllate e reintegrate. Se queste condizioni non sono soddisfatte, il paziente viene trasferito in un reparto intensivo per monitorare e trattare tutte le condizioni di rischio, ovvero le alterazioni cardiache, respiratorie e le eventuali perdite di liquidi.
Il paziente viene dimesso dalla PACU è trasferito nel reparto di degenza dopo che quest’ultimo è stato avvisato. L’infermiere della PACU riferisce all’infermiere di reparto i dati riguardanti le condizioni del paziente. Insufficienza d’organo cronica che richiede un trattamento per evitare la morte o complicanze maggiori.
Differenze Assistenziali e Importanza della Formazione
Dalla esperienza posso affermare che ci sono differenze abissali (assistenziali) tra i presidi ospedalieri in cui è presente la PACU o la “semplice” sala risveglio. Senza dubbio a fare la differenza non è la PACU in sé ma la preparazione e l’esperienza dei vari professionisti che ci lavorano.
Opportunità di Carriera per Infermieri Specializzati
La specializzazione in chirurgia laparoscopica e mininvasiva apre numerose opportunità di carriera per gli infermieri. Tra queste possiamo citare:
- Infermiere di sala operatoria: Infermieri con competenze avanzate possono lavorare in team chirurgici specializzati, supportando interventi complessi.
- Coordinatore infermieristico: Ruoli che richiedono la supervisione e il coordinamento del team infermieristico, garantendo un'adeguata preparazione pre-operatoria e un'efficace gestione post-operatoria.
- Educatore clinico: Infermieri esperti possono assumere il ruolo di formatori, condividendo le loro conoscenze e competenze con colleghi e nuovi professionisti del settore.
- Ricerca clinica: Partecipare a studi clinici e progetti di ricercaper migliorare continuamente le pratiche chirurgiche e infermieristiche.
Formazione Infermieristica per la Chirurgia Laparoscopica
La formazione è un elemento fondamentale per gli infermieri che desiderano specializzarsi nella chirurgia laparoscopica. Ecco alcune delle principali aree di interesse:
- Programmi di Formazione Post-Laurea I programmi di formazione post-laurea offrono corsi specifici per infermieri che vogliono specializzarsi in chirurgia laparoscopica. Questi programmi includono:
- Sessioni Teoriche: Copertura di anatomia, fisiologia, e principi di chirurgia minimamente invasiva.
- Formazione Pratica: Simulazioni su modelli e training in sala operatoria.
- Gestione delle Emergenze: Preparazione per affrontare complicazioni intra-operatorie.
- Certificazioni Professionali Oltre ai programmi di formazione standard, esistono certificazioni specifiche che migliorano le competenze e il riconoscimento professionale:
- Certified Perioperative Nurse (CNOR): Una certificazione riconosciuta a livello internazionale che attesta la competenza in ambito perioperatorio.
- Certified Surgical Services Manager (CSSM): Per infermieri che aspirano a ruoli di gestione e coordinamento.
Ruoli e Responsabilità dell'Infermiere in Chirurgia Laparoscopica
Gli infermieri in chirurgia laparoscopica ricoprono vari ruoli critici, che possono essere suddivisi in diverse categorie:
- Preparazione Pre-Operatoria Prima dell'intervento, gli infermieri sono responsabili per:
- Preparazione della sala operatoria, assicurandosi che tutte le attrezzature siano sterili e funzionanti.
- Controllo dei dati medici del paziente, inclusi allergie e preesistenti condizioni mediche.
- Collaborazione con il team chirurgico per pianificare l'operazione.
- Assistenza Intra-Operatoria Durante la chirurgia laparoscopica, gli infermieri svolgono compiti fondamentali:
- Assistenza diretta al chirurgo, passaggio di strumenti e gestione di apparecchiature laparoscopiche.
- Monitoraggio continuo dei parametri vitali del paziente.
- Pronta risposta a qualsiasi emergenza o complicazione intra-operatoria.
- Gestione Post-Operatoria Dopo l'intervento, responsabili della cura del paziente, inclusi:
- Monitoraggio post-operatorio per identificare segni di complicazioni.
- Fornire istruzioni di recupero al paziente e ai familiari.
- Collaborazione con il team medico su eventuali necessità di follow-up.
Sbocchi Professionali per Infermieri Specializzati
La specializzazione in chirurgia laparoscopica può aprire numerose opportunità di carriera per gli infermieri:
- Avanzamento di Carriera Gli infermieri specializzati possono aspirare a ruoli di maggiore responsabilità:
- Coordinatore di Sala Operatoria: Supervisione di un team infermieristico e gestione delle operazioni quotidiane.
- Incarichi di Formazione: Addestramento di nuovi infermieri e conduzione di sessioni di aggiornamento professionale.
- Ruoli Manageriali: Gestione del reparto, organizzazione delle risorse e pianificazione strategica.
- Opportunità Accademiche Vi sono anche opportunità nel campo accademico e della ricerca:
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