Lampascioni: Proprietà Nutrizionali, Benefici e Come Utilizzarli in Cucina

Camminando per le campagne pugliesi e lucane, tra marzo e giugno, non è infrequente imbattersi in fiori semplici ma eleganti che ricordano i giacinti. I lampascioni sono uno degli ortaggi più antichi reperibili anche come piante spontanee nei territori apulo-lucani, dei quali rappresentano una specialità tipica.

I lampascioni (Leopoldia comosa o Muscari comosum, detti anche lampagioni, cipollacce turchine, cipolle canine, cipollacci col fiocco o giacinti dal pennacchio) sono dei bulbi appartenenti alla famiglia delle Liliaceae particolarmente diffusi in Puglia e Basilicata. Crescono nascosti nel terreno fra i 10 e i 30 cm di profondità, hanno un sapore amarognolo, sono sodi, croccanti ed in grado di dispensare tante virtù benefiche per l’organismo umano in forza del loro ricco contenuto in vitamine e sali minerali.

Il bulbo, sotterraneo, ha dimensioni non superiori ai 4 cm di diametro, un peso tra i 10 e i 40 grammi ed è avvolto da tuniche esterne di colore rosso-violaceo. I lampascioni possono essere rinvenuti in tutte le regioni italiane, per quanto la loro presenza sia molto più radicata nelle regioni meridionali.

Il periodo dell’anno più adatto per la raccolta dei lampascioni è la fine dell’inverno, tra gennaio e marzo, quando dal terreno spuntano le prime foglie e la pianta può essere, così, identificata. Un lampascione sarà buono per il consumo dopo 3 anni e più dalla semina.

I lampascioni sono bulbi dalle tante proprietà che appartengono alla famiglia delle Liliaceae. Dalla forma ovale e dal colore tendente al rosa chiaro, crescono a circa 20-30 centimetri di profondità, da una pianta dagli splendidi fiori lilla e viola. A renderli unici il sapore leggermente amarognolo e una carnosità più pronunciata rispetto alle cipolle, con cui dividono la stessa famiglia.

Storia e Curiosità

I lampascioni sono noti da sempre oltre che per acclarate virtù benefiche, anche per le loro presunte proprietà afrodisiache. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis historia, ne decantava gli effetti parlando di bulbi capaci di esaltare al massimo grado il desiderio erotico. Ed infatti nell’antica Roma, durante i pranzi nuziali, i lampascioni venivano offerti agli sposi e agli invitati come segno di buon augurio ed auspicio di fecondità.

Dai botanici la pianta viene indicata con il nome di leopoldia comosa, coniato in onore del granduca di Toscana Leopoldo II° che, del lampascione, era un grande estimatore. Le loro caratteristiche erano già note in tempi antichi. Esaltati dal medico greco Oribazio per i benefici apportati allo stomaco e all’intestino, i lampascioni erano consigliati anche per i loro effetti afrodisiaci dal poeta latino Ovidio e dal naturalista Plinio il Vecchio.

Il nome ufficiale è Leopoldia comosa o Muscari comosum. Questo bulbo era una vera e propria fonte di sostentamento per le famiglie più povere e rappresentava un alimento essenziale nella dieta semplice ma nutriente delle famiglie contadine.

Proprietà Nutrizionali dei Lampascioni

I lampascioni sono poco calorici, infatti contano appena 40 kcal per 100 grammi. I lampascioni sono bulbi commestibili assolutamente ipocalorici: portano solo 40 kcal per 100 g di prodotto fresco, ben mondato e non condito. Di questo apporto calorico, il 60% deriva dai carboidrati, il 20% dai grassi e il 10% dalle proteine.

I lampascioni contengono una serie di micro e macro nutrienti fondamentali per il benessere dell’organismo, tra cui:

  • amido
  • potassio
  • fosforo
  • calcio
  • ferro
  • manganese
  • rame
  • zuccheri (saccarosio, fruttosio, glucosio e arabinosio)
  • magnesio

Oltre ai sali minerali, inoltre, vantano una buona dose di fibre alimentari.

Benefici dei Lampascioni

Le proprietà dei lampascioni che devi assolutamente conoscere per la tua salute. Queste proprietà fanno dei lampascioni un ottimo alimento antiossidante che può offrire sollievo allo stomaco, all’intestino, ai reni e alla pelle, ma non solo. Ecco i maggiori benefici per l’organismo:

  1. Ottimi antiossidanti: Alcuni studi hanno dimostrato che l’alta quantità di flavonoidi presente nei lampascioni può contribuire a contrastare i radicali liberi e quindi l’invecchiamento cellulare e i processi infiammatori.
  2. Azione sul metabolismo di zuccheri e grassi: Grazie alla presenza di fibre solubili, pectine e saponine, viene ridotto l’assorbimento degli zuccheri e del colesterolo prevenendo così anche i rischi legati al colesterolo alto, all’insulino resistenza e al diabete.
  3. Alleati anche dell’intestino: Questi piccoli bulbi hanno anche proprietà lassative. Contengono, infatti, delle mucillagini che, nell’intestino, si gonfiano al contatto con l’acqua e producono una sostanza viscosa ed emolliente che ammorbidisce le feci e facilita l’evacuazione.
  4. Sono anche diuretici: Ricca di acqua, questa verdura favorisce la diuresi e l’eliminazione dell’acqua in eccesso in modo naturale. Utile per prevenire la ritenzione idrica.
  5. Perfetti come antimicrobici: Grazie alla presenza di composti solforati e fenolici, i lampascioni vantano proprietà antifungine e antimicrobiche efficaci per dare sollievo in caso di infiammazioni alla vescica e all’intestino.
  6. Vantano anche benefici per la pelle: Infine, questi bulbi possono agire positivamente anche per il benessere della pelle. Con applicazione topica, infatti, riescono a lenire pelli arrossate, irritate e secche. In particolare per la presenza di mucillagini.

I lampascioni contengono gli inibitori della lipasi pancreatica e dell’alfa amilasi pancreatica. Si tratta di sostanze che favoriscono la digestione e riducono l’assorbimento dell’amido e dei grassi della dieta.

Diversi studi scientifici hanno evidenziato una specifica funzione biologica dei lampascioni di contrasto contro i radicali liberi. La presenza di composti solforati e fenolici esercitano azione antimicrobica. Secondo alcune ricerche, la presenza di isoflavoni simili a quelli della soia renderebbe i lampascioni un alimento utile nella prevenzione di alcuni tumori come quello al seno.

I lampascioni, come abbiamo visto, sono ricchi di fibre solubili che si gonfiano nello stomaco, aumentando il senso di sazietà. I lampascioni sono noti anche per le loro proprietà emollienti e sono stati usati fin dall’antichità per lenire pelli arrossate, secche e screpolate. Pestati e mescolati con un po’ di miele sono anche utili per far maturare i foruncoli o per altra infezione sottocutanea.

Lampascioni e calorie: sono alleati nelle diete ipocaloriche. 100 grammi di lampascioni contengono solo 40 calorie [2], suddivise tra carboidrati (60%), grassi (20%) e proteine (10%). Sono, quindi, un alimento ipocalorico che si può utilizzare in svariate diete, sia vegane che vegetariane, soprattutto come contorno. Non solo: le fibre solubili presenti nell’ortaggio, oltre alle proprietà che abbiamo già elencato, aumentano anche il senso di sazietà. Un valido aiuto per chi vuole mantenersi in forma anche a tavola!

Come Cucinare i Lampascioni

In generale, prima di cuocerli, i lampascioni vanno selezionati, puliti, privati delle radici e delle tuniche secche e deteriorate, poi lavati e sottoposti ad un profondo taglio a croce sul disco basale allo scopo di facilitarne la cottura.

Il sapore caratteristico dei lampascioni è piuttosto amarognolo, la polpa è soda e croccante. Una volta puliti accuratamente i lampascioni e tolto le radici, versarli in un contenitore pieno di acqua per togliere bene ogni residuo di terra. Con un coltello, fare una croce sul fondo del bulbo, portare a bollore acqua e aceto e far bollire i lampascioni per almeno 20 minuti. Non devono sfaldarsi ma restare ben sodi.

Ma quando si può consumare il lampascione? In genere, i bulbi vengono raccolti tra l’estate e l’autunno e da tempo sono abbastanza diffusi anche nel sud Italia, soprattutto in Basilicata e in Puglia, da cui si sono diffuse alcune delle ricette più famose.

Lessi, al forno, fritti: in cucina i lampascioni si possono utilizzare in moltissimi modi. Una delle ricette più diffuse ha origini pugliesi. Una preparazione semplice in cui i bulbi, dopo qualche ora di ammollo per togliere l’amarognolo, si fanno cuocere in acqua per 20 minuti per poi condirli con un pizzico di sale, un po’ di pepe e un goccio di aceto (sperimentando anche la variante di mele). Una volta conditi si possono aggiungere a insalate o usare come contorno per una bistecca o delle polpette, anche vegane. Ottime anche con un piatto di pesce, come un filetto di tonno in crosta, o degli spiedini di seitan, per dare un tocco acidulo in più. Da provare anche su una fetta di pane abbrustolito per un antipasto o un aperitivo sfizioso.

Al forno, invece, si possono cuocere tagliati a rondelle, magari insieme a qualche patata a tocchetti, lasciandoli per circa 30 minuti a 180°C. Ottimi, anche in questo caso, da servire come contorno a pranzo o cena.

Per la versione fritta, invece, ti basta crea una pastella di farina, uova, pecorino, aglio e prezzemolo. Immergi i lampascioni nel composto e poi in olio bollente, quando sono cotti spolvera un pizzico di sale: saranno eccezionali. L’ideale per stupire familiari e amici, anche abbinati a una salsa a base di pomodoro!

Vuoi utilizzarli per un primo unico? Falli al forno o bolliti e tagliali a fettine per poi aggiungerli a una ricetta a base di riso, quinoa al naturale o un bulgur con pomodorini, zucchine e feta.

Alcune ricette:

  • Lampascioni sott'olio: Una volta asciutti, in una ciotola, condirli con olio, sale, prezzemolo e aglio (si può aggiungere anche il peperoncino se piace). È una delle ricette pugliesi tradizionali per gustare questi bulbi.
  • Lampascioni fritti: Si puliscono i lampascioni, si mettono in ammollo per almeno sei ore e dopo averli asciugati si passano nelle uova sbattute, con il pecorino e il prezzemolo e l’aglio tritati, con un pizzico di sale. Poi si passano nella farina e si friggono in abbondante olio, togliendoli dal fuoco quando saranno dorati al punto giusto. È un piatto molto semplice ma anche gustoso e facile da preparare.
  • Lampascioni lessi: Si lessano i lampascioni in acqua bollente per circa 15 minuti e si condiscono con olio e aceto o limone e un pizzico di sale.
  • Lampascioni e patate al forno: Dopo aver lessato i lampascioni e le patate sbucciate e tagliate a cubetti piccoli, si posizionano in una teglia con olio e erbe aromatiche.

Controindicazioni

I lampascioni hanno effetti collaterali? Ad oggi non risultano delle correlazioni tra il consumo di lampascioni e l’interazione con i farmaci. Può capitare, però, che persone con un intestino particolarmente delicato lamentino un effetto purgante o la formazione di meteorismo. Inoltre, chi soffre di allergia al nichel deve evitare di mangiare questi bulbi.

Infatti è preferibile evitarli, o valutarne il consumo, in caso di gravi problemi al fegato, ai reni, in presenza di ulcere e di colon irritabile. Inoltre, i lampascioni contengono mucillagini. Sono sostanze che a contatto con l’acqua si gonfiano producendo una sostanza viscosa che, una volta ingerita, apporta benefici al nostro intestino.

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