Quando si parla di analisi dei fanghi di depurazione si fa riferimento a quella serie di attività atte ad analizzare il prodotto di trattamenti depurativi in cui si concentrano gli inquinanti rimossi dalle acque reflue.
I fanghi di depurazione sono, infatti, il prodotto di trattamenti depurativi che nascono dall’unione degli inquinanti rimossi dalle acque reflue, ovvero una sospensione liquida più o meno ricca di solidi di natura organica e inorganica, con una percentuale di sostanza secca, pari a circa il 20 per cento.
In Italia, e secondo gli ultimi dati ISPRA, i fanghi dal trattamento delle acque reflue urbane (codice EER 190805) prodotti sul territorio nazionale sono pari a circa 3,4 milioni di tonnellate e, di questi, il 53,5% è stato avviato ad operazioni di smaltimento, mentre il 44,1% ad operazioni di recupero.
Dati significativi, soprattutto in ottica di circular economy, ma fa riflettere il fatto che, a oggi, risultano in esercizio poco più di 18mila impianti di depurazione delle acque reflue urbane, numero che seppur in leggero aumento non è ancora sufficiente a soddisfare i fabbisogni della popolazione: 1,6 milioni di cittadini vivono attualmente in aree prive di depuratori (Istat 2020).
Un ritardo colpevole, con un nord in generale meglio attrezzato e un centro-sud, in particolare il sud, in grave emergenza.
Va da sé che con numeri di questo tipo avere contezza di quella che è la legge che disciplina la materia delle analisi dei fanghi di depurazione fornisce un importante aiuto nell’intera catena del trattamento di questo tipo di rifiuto, dando un’importante mano al tema della sicurezza e della salubrità non solo delle persone ma anche degli habitat.
Cosa Dice la Legge Sulle Analisi Fanghi Depurazione
In tema di gestione dei fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue viene preso a modello l’articolo 127, c. 1, D.L.vo 152/06, che nell’attuale formulazione - come risultante a seguito delle modifiche apportate dal D.L.vo 4/08.
Vi si legge: “Ferma restando la disciplina di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti, ove applicabile (e alla fine del complessivo processo di trattamento effettuato nell’impianto di depurazione).
I fanghi devono essere riutilizzati ogni qualvolta il loro reimpiego risulti appropriato. Inoltre, è vietato lo smaltimento dei fanghi nelle acque superficiali dolci e salmastre”.
Come visto, il Dlgs 152/2006 e s.m. ha fatto salva la disciplina del Dlgs 99/1992 (Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura) in quanto norma che, conformemente ai principi dettati dall’art. 177 contiene “disposizioni specifiche particolari o complementari, conformi ai principi del presente decreto, adottate in attuazione di direttive comunitarie che disciplinano la gestione di determinate categorie di rifiuti.”
Le acque reflue non devono essere considerate come un rifiuto, possono essere ancora una risorsa. Una risorsa che richiede analisi e il monitoraggio costante per diventare un bene e non un pericolo per l’intera comunità.
L'Importanza delle Analisi delle Acque Reflue
Dette acque di scarico devono essere sottoposte a trattamento di depurazione, secondo quanto previsto dal D. Si evita, cosi, che si verifichino contaminazioni pericolose nell’ambiente di rilascio e smaltimento: suolo, acque superficiali o sotterranee.
É quindi necessario eseguire l’analisi acque reflue secondo criteri chimico-fisico-microbiologico per verificare il rispetto del D. Le analisi acque reflue condotte su acque di scarico derivanti da processi produttivi di tipo alimentare sono diffuse per motivi di sicurezza pubblica.
Le acque reflue devono subire un idoneo trattamento di depurazione per evitare che si verifichi una degradazione batterica con conseguente produzione di gas e di altri residui pericolosi.
Le acque reflue contengono infatti numerosi microrganismi patogeni che si sviluppano durante i processi di scarico.
Le caratteristiche biologiche delle acque reflue riguardano la presenza di microrganismi che possono essere sia di origine naturale che antropica.
Attraverso la Caratterizzazione dei Batteri filamentosi e all’Analisi della Microfauna, entrambe di tipo quali-quantitativo, è possibile avere una diagnosi di un eventuale malfunzionamento in atto all’impianto, e una stima della performance depurativa tramite lo S.B.I.
Sono quelle necessarie nel momento in cui si installano dei nuovi impianti o si apportano delle modifiche agli stessi. Solitamente sono richieste dagli enti a cui l’azienda richiede l’autorizzazione allo scarico. Sono analisi periodiche al fine di verificare che i risultati ottenuti rispettino i parametri previsti dalla normativa in base alla tipologia dell’impianto di provenienza.
La qualità delle acque reflue effluenti da un impianto industriale di depurazione biologico dipende da un corretto settaggio dei parametri operativi e gestionali che influiscono sul corretto funzionamento sia del reattore biologico sia del sedimentatore secondario al fine di massimizzare l’efficienza biologica di depurazione.
In questo contesto, il riconoscimento delle varie forme di microrganismi che costituiscono la microfauna risulta di fondamentale importanza al fine della valutazione delle performance del reattore biologico.
Analisi Microscopica del Fango Attivo
Una delle tecniche di indagine più promettente e sorprendente è l’osservazione microscopica del fango attivo.
Forma e dimensione dei fiocchi: essi presentano forme irregolari, con presenza o meno di zone vuote oppure avere un centro pieno e compatto, oppure apparire poco strutturati o frantumati.
È possibile misurarne le dimensioni, che possono essere piccole (diametro <150 μm), medie (diametro compreso tra 150 e 500 μm) e grandi (diametro > 500 μm).
La taglia del fiocco dipende principalmente dal carico del fango, dalla qualità dell’affluente e dalla turbolenza nella vasca di aerazione.
La valutazione delle dimensioni medie del fiocco di fango si effettua eseguendo una valutazione statistica dei dati derivanti dell’osservazione di un numero adeguato di campioni.
Presenza di cellule libere nella soluzione: all’interno dei campioni di fango attivo può accadere di osservare la presenza di cellule libere (batteri, protozoi) tra i fiocchi oppure di filamenti liberi più o meno numerosi.
Presenza di particelle organiche o inorganiche: oltre alle cellule batteriche, possono essere presenti materiali organici e inorganici, provenienti dal refluo, che presentano strutture fibrose (es. fibre vegetali) oppure strutture organizzate (es.
Presenza, abbondanza ed effetto degli organismi filamentosi sulla struttura del fiocco: l’analisi permette anche di stimare la classe di abbondanza (da Classe 0 a Classe 6) dei batteri filamentosi ottenuta contando il numero dei filamenti che fuoriescono dai fiocchi.
Presenza e abbondanza di Protozoi e Metazoi: l’ecosistema del fiocco di fango e quindi la sua funzionalità dipendono anche in gran parte dalla presenza e dalla distribuzione della popolazione di altri microorganismi unicellulari e pluricellulari appartenenti al gruppo dei Protozoi e dei Metazoi.
Altri Tipi di Analisi
Terre e rocce da scavo, terreni, fanghi e compost. Predisposizione piani di caratterizzazione per la verifica dei limiti previsti per le terre e rocce da scavo riferiti alla specifica destinazione d’uso dei siti da bonificare: commerciale/industriale; residenziale/verde pubblico e privato; uso agricolo.
Gli ambiti principali di intervento sono due: la ricerca di contaminanti per la valutazione preliminare e successiva bonifica e la valutazione agronomica del suolo per piani di concimazione, spargimento liquami o fanghi derivanti da impianti di depurazione.
Controlli analitici chimici e microbiologici su fanghi per la verifica delle prestazioni di processi di depurazione, delle caratteristiche di utilizzabilità nella produzione di biogas o in agricoltura. Analisi del compost.
VisMederi effettua analisi sui compost e ammendanti derivati da differenti matrici (fanghi di depurazione, frazioni organiche di rifiuti urbani, scarti dell’agro-industria, residui agricoli deiezioni zootecniche, etc.) al fine di verificarne l’idoneità per impiego in agricoltura e di individuarne le caratteristiche.
Il Ruolo del Laboratorio di Analisi Chimiche e Ambientali
In un mondo sempre più consapevole dell’importanza della salute e della sostenibilità, l’attività di un laboratorio di analisi chimiche e ambientali assume un ruolo centrale per le aziende.
Disporre dati e analisi risulta di fondamentale importanza per garantire la tutela della salute pubblica e impegnarsi nella salvaguardia dell’ecosistema. Un laboratorio equipaggiato con tecnologie avanzate è in grado di effettuare una vasta gamma di verifiche, dalle analisi chimico fisiche agli studi su varie matrici come acque, suoli e rifiuti.
Sono strutture specializzate nell’esecuzione di analisi su diverse tipologie di campioni attraverso le quali è possibile rintracciare la presenza di contaminanti chimici o microbiologici e ottenere informazioni precise sulla composizione dei materiali.
Le analisi possono servire anche per verificare la conformità ai limiti disposti dalle normative vigenti o per agevolare lo smaltimento di un rifiuto in modalità corretta. I laboratori più efficienti si avvalgono di tecniche avanzate e metodi ufficiali riconosciuti a livello internazionale.
Le analisi “fisiche” permettono di verificare le proprietà fisiche che caratterizzano l’aspetto di un campione come ad esempio la densità, il colore, la temperatura e la conduttività elettrica. Le analisi “chimiche” partono dalla scissione in elementi più piccoli e dal loro esame.
A Cosa Serve l’Analisi Chimica?
L’analisi chimica serve a determinare la qualità e la sicurezza di vari prodotti. Questa procedura è essenziale in diversi settori, inclusi quelli farmaceutico, cosmetico e alimentare.
Tramite l’utilizzo di tecniche come la spettroscopia e la cromatografia, i laboratori sono in grado di analizzare la composizione e le proprietà delle sostanze, per valutarne la sicurezza e la conformità agli standard richiesti.
Cosa si Intende per Analisi Ambientale?
L’analisi ambientale gioca un ruolo chiave nella protezione dell’ambiente. Consiste in una serie di studi estremamente importanti nel lavoro di identificazione e monitoraggio della presenza di inquinanti in acque, suoli e aria. Fornisce informazioni vitali per strategie di bonifica e per mantenere un ecosistema equilibrato.
È possibile rivolgersi al nostro staff di professionisti per ogni genere di analisi su matrice ambientale. Talvolta è necessario fare indagini sulla presenza di inquinanti e sostanze pericolose in diversi contesti. Un laboratorio esperto svolge un ruolo determinante nell’impegno verso un futuro più sicuro e sostenibile.
Dove Far Analizzare una Sostanza?
La scelta di un laboratorio qualificato si basa sulla presenza di apparecchiature all’avanguardia e di personale disponibile e competente. Laboratori come il nostro offrono inoltre piani analitici personalizzati, garantendo risultati precisi e affidabili.
Grazie alla competenza dello staff specializzato che lavora al suo interno, ci occupiamo di analisi chimiche, controllo di qualità dell’acqua potabile, analisi dei terreni e dei rifiuti. Oltre a effettuare indagini ambientali per il nostro Gruppo, il laboratorio lavora per comuni, enti, aziende e professionisti.
Le attività del nostro laboratorio sono conformi ai requisiti della norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17025. ACCREDIA ha convalidato il nostro accreditamento assicurando la nostra competenza nelle attività che portiamo avanti e la conformità a stringenti requisiti di qualità.
Le nostre attività, dunque, sono garantite anche da un organo di controllo esterno.
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