Tachipirina e Alterazione degli Esami del Sangue: Cosa Sapere

Il paracetamolo, principio attivo della Tachipirina®, è un farmaco ampiamente utilizzato come analgesico e antipiretico. Considerato un farmaco sicuro alle giuste dosi, può essere utilizzato anche in bambini molto piccoli.

È disponibile in diverse formulazioni: compresse, sciroppo, gocce, supposte e soluzioni per infusione. I medicinali che lo contengono - sia da solo che in associazione ad altri principi attivi - sono molteplici.

Alcuni di questi sono liberamente acquistabili senza ricetta medica (farmaci da banco o OTC, oppure farmaci SOP o Senza Obbligo di Prescrizione), mentre altri necessitano di presentazione di ricetta medica generalmente ripetibile; in entrambi i casi, trattasi di farmaci classificati in fascia C il cui costo è a totale carico del cittadino.

A scanso di equivoci, si precisa che il paracetamolo utilizzato correttamente e alle dosi prescritte dal medico e riportate sul foglietto illustrativo rimane, a tutti gli effetti, un farmaco sicuro da utilizzare.

Come Agisce il Paracetamolo

Si ritiene che l'azione analgesica sia riconducibile ad un'azione diretta esercitata a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC), probabilmente mediata dal sistema oppioide e da quello serotoninergico, ma non solo. Dopo la sua assunzione, il paracetamolo viene metabolizzato principalmente nel fegato.

Esiste, però, anche un'altra via minore per il metabolismo del paracetamolo che prevede il coinvolgimento del citocromo P450 (CYP450) e, più precisamente, del CYP2E1. La metabolizzazione del principio attivo ad opera di questo citocromo porta alla sintesi di un intermedio reattivo e tossico del paracetamolo: l'N-acetil-p-benzochinonimmina (NAPQI).

Sovradosaggio di Paracetamolo e Rischi per la Salute

L'utilizzo di dosi elevate di paracetamolo e/o l'uso del principio attivo per periodi di tempo prolungati possono causare gravi disturbi al fegato e alterazioni anche gravi a carico di sangue e reni. Pertanto, appare chiaro quanto sia importante assumere il farmaco seguendo le indicazioni del medico o le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo.

Generalmente, per gli individui adulti si considera tossico un sovradosaggio acuto di circa 7,5 g o più di principio attivo nelle 24 ore. Valori simili possono causare citolisi epatica che può evolvere fino alla necrosi completa e irreversibile cui conseguono insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica, encefalopatia. Queste condizioni possono portare anche al coma e alla morte.

La probabilità di comparsa di epatotossicità e la sua gravità possono essere previste con un prelievo di sangue e con la seguente determinazione dei livelli plasmatici di paracetamolo. Anche in caso di abuso cronico di paracetamolo e/o di sovradosaggi cronici è possibile andare incontro ad epatotossicità.

Anche in questo caso, il paziente sarà sottoposto ad esami del sangue per stabilire ed eventualmente determinare la presenza di paracetamolo, così come per determinare i livelli di transaminasi epatiche.

Fasi dell'Intossicazione da Paracetamolo

I sintomi dell'intossicazione da paracetamolo che possono manifestarsi sono diversi e possono insorgere a distanza di ore dall'avvenuta ingestione:

  • Fase II: si sviluppa dalle 24 alle 72 ore dopo l'ingestione. In questa fase si può comunemente assistere alla comparsa di dolore all'ipocondrio destro e all'alterazione dei marker biologici di funzionalità epatica. Nel dettaglio, si possono verificare aumento delle AST e delle ALT (rispettivamente, aspartato aminotransferasi e alanina aminotransferasi).
  • Fase III: si sviluppa fra le 72 e le 96 ore dopo l'ingestione della sovradose di paracetamolo. Compaiono sintomi di insufficienza epatica e vomito e si assiste al picco dei livelli di AST, ALT, bilirubina e del tempo di protrombina.

Antidoto in caso di Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio da paracetamolo è previsto lo svuotamento del contenuto dello stomaco tramite lavanda gastrica e la somministrazione di un antidoto specifico: l'N-acetilcisteina. Nell'ambito dell'intossicazione cronica, l'N-acetilcisteina potrebbe rivelarsi utile solo se nel sangue sono ancora presenti elevate concentrazioni di paracetamolo non metabolizzato.

Interazioni con Altri Farmaci e Sostanze

Inoltre, quando il paracetamolo per via orale è somministrato in concomitanza a farmaci in grado di ridurre la velocità di svuotamento gastrico (come, ad esempio, gli anticolinergici e gli analgesici oppioidi) può verificarsi una diminuzione della biodisponibilità dello stesso paracetamolo. L'assunzione concomitante di paracetamolo e alcol aumenta il rischio di danni al fegato.

Effetti Indesiderati

Il paracetamolo, così come qualsiasi altro principio attivo, può causare diversi effetti indesiderati, anche se non tutti i pazienti li manifestano o li manifestano nello stesso modo. Di seguito saranno riportati alcuni degli effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi con l'utilizzo dei medicinali a base di solo paracetamolo.

Paracetamolo in Gravidanza

Fermo restando che le donne in gravidanza e le madri che allattano al seno devono informare il medico della loro condizione prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco, se necessario, il paracetamolo può essere utilizzato nelle gestanti. Alcuni medicinali contenenti paracetamolo in associazione ad altri principi attivi possono essere controindicati durante la gravidanza e/o l'allattamento al seno.

Informazioni dettagliate sono riportate sul foglietto illustrativo di ciascun farmaco contenente paracetamolo.

Controindicazioni

Nel caso in cui si soffra di allergia nota nei confronti del paracetamolo, il medico consiglierà al paziente quali altri farmaci analgesici e/o antipiretici assumere. In funzione del medicinale preso in considerazione, possono esserci ulteriori controindicazioni all'impiego.

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