Scintigrafia Ossea: Falsi Positivi e Falsi Negativi

La scintigrafia ossea è un esame di medicina nucleare che permette di studiare l’apparato scheletrico e valutarne il metabolismo. Si effettua mediante l'iniezione endovenosa di un radiofarmaco che si distribuisce nelle ossa in proporzione alla loro attività metabolica. Dopo un’attesa di circa 3 ore, il paziente viene fatto distendere sul lettino di una macchina chiamata Gamma-Camera, che registra le radiazioni emesse dal corpo.

Ne risulta un’immagine che riproduce il metabolismo osseo e, di conseguenza, consente di individuare eventuali lesioni presenti, che possono portare all’accumulo del farmaco al loro interno. L’esame scintigrafico permette, dunque, di diagnosticare tumori benigni o maligni delle ossa, metastasi (cioè lesioni tumorali secondarie determinate da tumori localizzati in altri organi), patologie infiammatorie articolari, infezioni ossee. Può essere utile, inoltre, nel caso di Malattia di Paget e nella valutazione di sospetta amiloidosi cardiaca.

Amiloidosi Cardiaca e Scintigrafia Ossea

La scintigrafia ossea oggi è importante per evitare l’accertamento tissutale nell'amiloidosi cardiaca. Vi sono però dei limiti insiti nella metodica: ad esempio, la mutazione phe64leu non capta e può dare falsi negativi; dall’altro lato la scintigrafia può dare anche falsi positivi. Esistono quindi delle situazioni in cui la biopsia deve essere fatta per chiarificare la diagnosi: ad esempio in assenza di componente monoclonale e di fissazione del radiofarmaco alla scintigrafia, se il sospetto diagnostico di amiloidosi cardiaca è alto; oppure nel caso di scintigrafia positiva (Perugini score grado 2 o grado 3) con discrasia plasmacellulare.

Osteoma Osteoide e Scintigrafia Ossea

Solitamente, la radiografia è il primo esame effettuato in pazienti con dolore osseo. In 3/4 dei pazienti una diagnosi può essere suggerita in base ai risultati radiografici. Tuttavia, alcune zone dello scheletro sono difficili da valutare usando le radiografie normali nei pazienti con un sospetto Osteoma Osteoide. Queste zone includono la colonna vertebrale, il collo femorale e le piccole ossa delle mani e dei piedi.

La TAC è la tecnica diagnostica più adeguata per la precisa localizzazione del nidus. Il nidus appare più evidente dopo la somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto. Il nidus presenta diversi gradi di mineralizzazione che variano da amorfo, puntiforme, anulare o uniformemente denso (in rari casi).

La Risonanza Magnetica è assai sensibile nel dimostrare il nidus che presenta un aspetto differente a seconda della sua posizione relativamente alla corticale ossea. La Scintigrafia con fosfonati di Tecnezio presenta una intenso iperaccumolo nella sede del tumore. La SPECT può essere utile nelle aree con anatomia complessa come gli elementi posteriori ella colonna vertebrale.

La Scintigrafia riduce tale intervallo medio alla diagnosi in circa il 66% dei pazienti. Alcuni studi preliminari sull'impiego dell'ecografia con Doppler nella diagnosi dell'osteoma osteoide hanno mostrato risultati promettenti. Tale tecnica è anche stata utilizzata per guidare la localizzazione percutanea e la biopsia. L'Ecografia è anche stata utilizzata nella diagnosi degli osteomi osteoidi intraarticolari.

Un Osteoma Osteoide è marcatamente ipervascolarizzato, tale caratteristica può essere dimostrata angiograficamente.

Falsi Positivi e Negativi nella Scintigrafia Ossea

Un lungo elenco di condizioni può mimare un Osteoma Osteoide. Se eccessiva, la nuova formazione dell'osso può mascherare il nidus con conseguente diagnosi falso-negativa. Quando il tumore è in un osso lungo, una reazione periostea può accadere distante alla lesione o in un osso adiacente; questi fattori possono causare problemi diagnostici.

La TAC può presentare dubbi diagnostici a causa dell'effetto di volume parziale nelle lesioni di piccole dimensioni. Raramente, l'osteoma osteoide può essere confuso con l'ascesso di Brodie. La TAC può presentare falsi-negativi nei tumori extracorticali.

L'ascesso di Brodie può essere difficilmente distinguibile angiograficamente dall'Osteoma Osteoide.

Informazioni aggiuntive sull'esame

Si tratta di un esame sicuro, che può essere effettuato anche nei bambini, dal momento che la quantità di radiofarmaco iniettata non determina un’irradiazione particolarmente elevata, per cui non sono noti effetti collaterali né reazioni allergiche.

La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza perché le radiazioni, per quanto in piccole dosi, possono nuocere all’embrione. Per questa ragione, di norma, nelle donne in età fertile l’indagine viene eseguita entro i dieci giorni successivi all’inizio dell'ultima mestruazione, oppure quando il test di gravidanza risulta negativo. Inoltre, dal momento che le sostanze radioattive vengono escrete attraverso il latte materno, nelle donne che allattano l’esame non è indicato se non dopo aver interrotto temporaneamente l’allattamento.

Per eseguire una scintigrafia ossea non serve una preparazione particolare, non occorre essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso. Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco, che precede di circa tre ore l’esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia alla paziente di assumere liquidi in abbondanza (acqua).

Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.

Non è necessario farsi accompagnare e alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare. Nel caso, però, che il paziente sia claustrofobico e debba ricorrere a una terapia ansiolitica durante l’esame, sarà opportuna la presenza di un accompagnatore che possa guidare l’auto al suo posto.

Per motivi di radioprotezione, è bene non essere accompagnati da persone di età inferiore a 18 anni e donne in gravidanza.

La scintigrafia ossea è una tecnica indolore. L'unico modesto fastidio può essere legato alla puntura dell’ago usato per la somministrazione endovenosa del farmaco. Non c’è da attendersi alcun disagio dalla scintigrafia, né effetti collaterali.

La sostanza radioattiva iniettata è marcata con un radioisotopo a breve emivita e a bassa energia, l’iniezione è sicura, ben tollerata e non esistono descrizioni di gravi allergie o di altre preoccupanti reazioni avverse.

Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. L’organo che nel corso dell’esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l’esame.

La durata dell’indagine vera e propria è di circa 20 minuti. In questo tempo si chiede alla paziente di stare immobile mentre il dispositivo rivelatore acquisisce le radiazioni emesse dal corpo, che vengono convertite in immagini da un computer. Il radiofarmaco deve essere iniettato circa tre ore prima dell’esame, per dare tempo al tracciante di accumularsi nello scheletro e di localizzarsi in corrispondenza delle eventuali lesioni.

Non è necessario nessun periodo di osservazione dopo l’esame.

Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.

Tipologie di Scintigrafia Ossea

  • Scintigrafia Ossea Total Body: Consiste nell'acquisizione delle immagini dell'intero apparato scheletrico per mezzo di una scansione del paziente nelle proiezioni anteriore e posteriore dopo 2-3 ore dall'iniezione, eventualmente seguita dall'acquisizione di immagini in dettaglio nelle proiezioni opportune.
  • Scintigrafia Ossea Mirata: Consiste nell'acquisizione di immagini planari, in più proiezioni, relative ad un solo distretto scheletrico.
  • Scintigrafia Ossea Tomografica (SPECT): Consiste nell'acquisizione di immagini tomografiche relative ad uno o più distretti scheletrici, mediante l'impiego di una gamma camera tomografica.

Scintigrafia Ossea Trifasica

La Scintigrafia Ossea Trifasica si articola in tre fasi:

  1. Prima fase (perfusoria): contemporaneamente alla somministrazione del radiofarmaco viene acquisita una serie di immagini sequenziali, per evidenziare il primo transito del radiofarmaco nel distretto esplorato.
  2. Seconda fase (vascolare o tissutale): acquisizione di immagini immediate del distretto esplorato.
  3. Terza fase (tardiva): 2-3 ore dopo l'iniezione si acquisisce l'abituale scintigrafia corporea totale o distrettuale.

Radiofarmaci Impiegati

Per lo studio dell'apparato scheletrico vengono utilizzati i Polifosfati marcati con 99mTc, che possono presentare o il legame inorganico (P-O-P) o il legame organico (P-C-P). Attualmente i difosfonati organici rappresentano i radiofarmaci più largamente utilizzati per lo studio scintigrafico dell'osso, in ragione della loro efficacia, economia, dosimetria e facile disponibilità.

Il miglior rapporto tra l'attività ossea e l'attività nei tessuti molli si ottiene circa 3 ore dopo l'iniezione. Tale tempo può risultare più lungo, in caso di ridotta funzione renale.

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