Vero e proprio male del secolo, la stanchezza è anche un sintomo molto comune nel diabete di tipo 1. È importante distinguere tra la stanchezza acuta, la cui causa è solitamente nota, e la stanchezza cronica, che a volte è difficile da identificare e combattere. Si parla di stanchezza cronica quando la sua durata supera i 6 mesi. Spesso attribuito allo stress, al troppo lavoro o a un periodo difficile della vita, l’affaticamento cronico¹ può anche essere dovuto a uno squilibrio cronico del diabete.
Glicemia e Stanchezza: Un Legame Stretto
La maggior parte dei casi di diabete e stanchezza e sonnolenza sono causati dall’ipoglicemia. Un sintomo a volte mal interpretato di calo glicemico nel sangue, ovvero di spossatezza, dovrebbe indurti a controllare la tua glicemia. Siccome con il diabete di tipo 1 niente è mai semplice, l’iperglicemia può anche causare un affaticamento improvviso, soprattutto se si verifica dopo un pasto abbondante ed è coinvolta la digestione. In questo caso, come nel precedente, un controllo della glicemia aiuterà a chiarire la situazione.
Il ruolo del sonno
Sonno e diabete sono strettamente collegati. Che sia profondo di 7 ore o una pennichella dopo pranzo, il sonno è visto come un appuntamento quotidiano necessario per rigenerare la mente e il corpo. Le evidenze scientifiche suggeriscono che il sonno è importante anche per in mantenimento del corretto metabolismo corporeo che dipende in gran parte dall’alimentazione e dall’attività fisica, oltre alla predisposizione genetica. Un sonno insufficiente o disturbato può distruggere questo equilibrio e portare allo sviluppo di obesità e diabete di tipo 2.
Il Diabete e la Stanchezza Cronica
L’iperglicemia cronica crea una situazione di crisi per l’organismo umano, che è costretto ad attingere alle sue riserve. Incapace di utilizzare il glucosio nel sangue come fonte di energia, brucia i grassi e la sua gestione energetica si riduce.
Altre possibili cause
Tra diabete tipo 1 e stanchezza non è sempre una questione di equilibrio glicemico. Il diabete di primo tipo può essere collegato ad altre malattie autoimmuni come l’ipotiroidismo. L’affaticamento cronico può quindi essere associato a sintomi quali aumento di peso, ipotermia o problemi intestinali. Pertanto, in caso di diabete di tipo 1, un esame del sangue con misurazione regolare del TSH viene eseguito per rilevare la malattia della tiroide.
Le persone che vivono con il DT1 sono più inclini alla depressione², che può insorgere dopo la diagnosi o dopo diversi anni di diabete.1Fritschi C, Quinn L. Fatigue in patients with diabetes: a review. J Psychosom Res. 2010;69(1):33-41.
Questione di glicemia
Gli studi sperimentali stanno iniziando a fornire la prova del legame diretto tra la perdita di sonno e la capacità del corpo di metabolizzare il glucosio, controllare l’assunzione di cibo e mantenere l’equilibrio energetico. La reazione del corpo alla perdita di sonno, infatti, assomiglia al fenomeno della resistenza all’insulina, l’ormone che aiuta l’organismo ad utilizzare il glucosio per produrre energia. Quando è presente la resistenza all’insulina, le cellule non utilizzano l’ormone in modo efficace e il glucosio si accumula nel sangue aumentando così i valori di glicemia.
Il circolo vizioso tra sonno e diabete
Quando la glicemia è elevata, i reni tentano di abbassare l’eccesso di glucosio attraverso l’urina e costringono ad andare spesso al bagno, interrompendo il sonno. Se la glicemia è troppo alta o troppo bassa durante la notte, si va incontro a un sonno di scarsa qualità.
Strategie per migliorare il sonno e la glicemia
Una risposta a questa domanda non c’è, però si può migliorare sia il sonno che la glicemia per raggiungere un controllo del diabete. “Questi risultati aprono nuove strategie per interventi mirati allo stato attuale di epidemia di sindrome metabolica e malattie correlate”, affermano gli autori dello studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology e che ha analizzato i lavori scientifici presenti in letteratura sul legame tra sonno e diabete. “Gli studi in corso e quelli futuri mostreranno se gli interventi per migliorare la durata e la qualità del sonno possono prevenire o addirittura invertire una condizione di sindrome metabolica.
L'importanza del sonno per la salute
All’incirca un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se il sonno ricopre un ruolo così importante per la nostra salute. Mentre dormiamo il nostro organismo continua a lavorare, e anzi c’è un gran numero di processi che si attivano proprio durante la nostra fase di sonno. Di notte, oltre a ricaricare le batterie, il nostro corpo si adopera per assicurare diverse funzioni vitali: potenzia il sistema immunitario, ripara i tessuti danneggiati ecc. All’inverso, quando non si dormono le ore necessarie, non ha il tempo sufficiente per terminare i suoi compiti e, piuttosto che irrobustire le proprie difese, si debilita.
Negli ultimi anni ci sono sempre più studi scientifici che indicano che la mancanza di sonno, o deprivazione di sonno in termini più tecnici, favorisce lo sviluppo di alcune patologie. In particolare, hanno evidenziato come avere un sonno insufficiente o di scarsa qualità aumenti il rischio di obesità e diabete di tipo 2. Vediamo perché.Prima di analizzare la correlazione tra sonno e diabete, ripassiamo brevemente che cos’è e cosa comporta questa malattia.
Cos'è il diabete
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da alti livelli di zuccheri (glucosio) nel sangue, una condizione nota con il nome di iperglicemia. Il diabete mellito di tipo 2, di cui parliamo in questo articolo, è quello che si manifesta nella popolazione adulta e rappresenta il 90% dei casi. Questo tipo di diabete è fortemente correlato a fattori sociali e ambientali, come lo stile di vita sedentario, abitudini alimentari scorrette, sovrappeso e obesità. Per questo motivo, è una malattia che si può largamente prevenire intervenendo su queste condizioni. Si è scoperto, inoltre, che anche un sonno adeguato contribuisce ad allontanare il rischio di diabete. Assieme all’attività fisica e all’alimentazione il sonno è infatti fondamentale per mantenere un sano metabolismo corporeo.
Il Cattivo Sonno Accelera il Diabete
Il nostro corpo ha bisogno dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, per regolare i livelli di glucosio nel sangue e attivare diversi processi metabolici e cellulari. Tuttavia, degli studi hanno dimostrato che un sonno insufficiente influisce sulla nostra capacità di metabolizzare il glucosio. Le cellule non riescono a utilizzare correttamente l’insulina e il glucosio finisce per accumularsi nel sangue aumentando i valori della glicemia. Si verifica così una condizione simile a quella di insulino-resistenza.
Inoltre, altri fattori intervengono a complicare questo quadro. L’alterazione degli ormoni grelina e leptina influenzano l’appetito del paziente con carenza di sonno. La grelina aumenta, comunicando al suo cervello che ha fame, mentre la leptina diminuisce impedendogli di capire quando ha raggiunto la sazietà. Allo stesso tempo, poiché durante il giorno si avvertono stanchezza e sonnolenza, per mantenersi sveglio il paziente aumenta l’apporto calorico scegliendo cibi molto grassi oppure ricchi di zuccheri. D’altra parte, la mancanza di energie lo porta a muoversi meno peggiorando la sedentarietà.
La catena di eventi appena descritta non riguarda solo chi soffre di disturbi del sonno come insonnia, OSAS (apnee ostruttive del sonno) e altri, ma anche le persone che per via del proprio cronotipo hanno la tendenza ad addormentarsi molto tardi. I “lupi notturni”, a differenza dei mattinieri, avrebbero un 19% in più di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Il motivo, però, non sarebbe dovuto all’ora in cui si va a dormire, ma al fatto che nella maggioranza dei casi queste persone devono comunque alzarsi presto per andare al lavoro o dedicarsi ai loro impegni.
Il Diabete Peggiora la Qualità del Sonno
Ma i danni non finiscono qui, perché tra sonno e diabete si instaura un circolo vizioso che è molto difficile spezzare. Abbiamo visto come dormire poco e male rende più propensi ad ammalarsi di diabete, ma anche il diabete, a sua volta, mina il riposo dei malati. Perché? Cosa succede? Quando la glicemia si eleva, i reni tentano di abbassarne i livelli espellendo il glucosio tramite le urine. Le frequenti minzioni costringono però il paziente a interrompere più volte il proprio ciclo di sonno. Tutto ciò non fa che aumentare la stanchezza diurna e alimentare i comportamenti nocivi che già conosciamo. Secondo alcune statistiche, il 90% delle persone diabetiche riportano almeno un disturbo del sonno.
Glicemia e i suoi valori
La glicemia è la quantità di glucosio che si ha nel sangue. Il glucosio è un monosaccaride, ovvero uno zucchero semplice (per questo si dice lo zucchero nel sangue) e si misura in mg/dl (milligrammi per decilitro). Livelli elevati di glicemia possono sviluppare patologie di rilievo nel corpo umano, anche con gravi conseguenze. Tra queste, la più conosciuta è il diabete. Anche chi non è diabetico, o pre-diabetico, può mostrare sintomi che generano una serie di problematiche. Il controllo dei livelli di glicemia, in maniera periodica anche per chi non è affetto da patologie, rappresenta una forma importante di prevenzione.
Nei Paesi industrializzati avere livelli stabili di glicemia rappresenta una sorta di chimera per le istituzioni sanitarie. L’educazione alimentare, che viene insegnata anche nelle scuole, dimostra quanto sia fondamentale seguire diete appropriate per evitare picchi di glucosio. Lo zucchero, infatti, è la fonte principale di energia delle cellule e l’ormone dell’insulina consente proprio al glucosio di entrare nelle cellule. Quando i livelli aumentano a causa di un pasto abbondante o a causa dello stress, il glucosio passa dal sangue alle cellule e viene utilizzato come energia.
Come mantenere la glicemia entro i valori normali
Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:
- Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
- Praticare attività fisica regolarmente;
- In caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Alimenti e l'indice glicemico
L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.
Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.
Valori normali di glicemia
I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:
- 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
- inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).
Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.
Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.
Diabete: sintomi mattutini
Il diabete è una condizione che ha un impatto su milioni di persone in tutto il mondo, e riconoscere i suoi sintomi al mattino è cruciale per una diagnosi precoce e una gestione efficace. I segnali del diabete possono manifestarsi in modi sottili, specialmente nelle prime ore del giorno, quando il corpo si risveglia da un lungo periodo di digiuno notturno. Il diabete può manifestarsi con sintomi sottili al mattino, spesso legati ai livelli anomali di zucchero nel sangue. Questi segnali possono includere stanchezza, sete eccessiva e minzione frequente. La sete eccessiva, soprattutto di notte, può essere un campanello d’allarme. La minzione frequente, o poliuria, si verifica quando si emettono più di 2 litri di urina al giorno.
Segnali visibili del diabete
Il diabete può manifestarsi attraverso diversi segnali visibili sul corpo. La pelle, in particolare, è spesso colpita da questa condizione. La secchezza cutanea (xerosi) è un sintomo comune, soprattutto nel diabete di tipo 2 . La pelle secca può generare prurito, portando a grattamento e microabrasioni . Inoltre, le persone con diabete possono sviluppare macchie sulle gambe, piedi secchi e prurito generalizzato . Un altro segnale visibile riguarda gli occhi. Le persone diabetiche possono sperimentare vista offuscata, visione doppia e immagini confuse o distorte . Questi sintomi visivi possono essere causati da un rigonfiamento del cristallino dovuto all’iperglicemia .
Appetito e peso corporeo
Il diabete può causare alterazioni significative nell’appetito e nel peso corporeo. Nel diabete di tipo 1, si osserva spesso una perdita di peso improvvisa e inspiegabile, nonostante un aumento dell’appetito . Questo fenomeno, noto come polifagia paradossa, si verifica quando le cellule non riescono a utilizzare il glucosio come fonte di energia . Nel diabete di tipo 2, i cambiamenti nell’appetito e nel peso possono essere più sfumati . Tuttavia, una perdita di peso significativa, pari a 5 kg o al 5% del peso corporeo in meno di 6-12 mesi può essere un segnale di allarme .
Tabella dei valori glicemici
| Condizione | Glicemia a digiuno (mg/dl) | Glicemia 2 ore dopo il test da carico (mg/dl) |
|---|---|---|
| Normale | 70-99 | Inferiore a 140 |
| Iperglicemia a digiuno | 100-125 | N/A |
| Alterata tolleranza al glucosio | N/A | 140-199 |
| Diabete mellito | Uguale o superiore a 126 | Uguale o superiore a 200 |
| Ipoglicemia (in pazienti diabetici) | Inferiore a 70 | N/A |
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