Il mal di testa può essere il segnale di uno squilibrio nei livelli di zucchero nel sangue. Riconoscere la relazione tra glicemia e mal di testa è importante, soprattutto per chi soffre di cefalee frequenti e non ne individua una causa precisa. Distinguere tra le due condizioni è essenziale per intervenire in tempo ed evitare complicazioni. Difatti, il mal di testa può essere causato sia da ipoglicemia che da iperglicemia.
Il ruolo del glucosio nel cervello
Il cervello umano dipende quasi esclusivamente dal glucosio come fonte energetica. Quando il cervello riceve troppo poco glucosio, può andare in sofferenza. Se ne riceve troppo, subisce un impatto negativo sulla circolazione, sull'idratazione dei tessuti e sull'equilibrio neurochimico.
Ipoglicemia e mal di testa
L'ipoglicemia è una condizione in cui la glicemia scende al di sotto dei valori considerati normali, generalmente sotto i 70 mg/dL. Il mal di testa che deriva da un calo glicemico è spesso acuto, localizzato nella regione frontale o diffuso, e insorge in modo improvviso. Il mal di testa, in questo caso, è il risultato della sofferenza in cui il sistema nervoso si trova a causa della mancata presenza di livelli idonei di glucosio.
Quando il mal di testa compare in maniera improvvisa, soprattutto se a distanza dai pasti o dopo uno sforzo, è possibile sospettare un'ipoglicemia. Se si è diabetici e si ha a disposizione un glucometro, è utile misurare la glicemia per confermare il sospetto.
Anche con l’ipoglicemia uno dei sintomi noti è il mal di testa. Mentre in caso di iperglicemia i sintomi più comuni, tra cui anche il mal di testa, tendono a manifestarsi gradualmente, in caso di ipoglicemia sono molto più immediati e palesi. Il mal di testa può rappresentare un campanello d’allarme, soprattutto se accompagnato da vertigini, eccessiva sudorazione, nausea, sbalzi d’umore e scatti d’ira, stanchezza eccessiva, stato confusionale e ansia.
Iperglicemia e mal di testa
L'iperglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue superano i valori normali, in genere oltre i 100-125 mg/dL a digiuno. Anche in questo caso, il mal di testa può essere un sintomo significativo. A differenza di quello ipoglicemico, però, è spesso più sordo, diffuso, persistente, e non associato a fame o tremori. In presenza di valori di glicemia molto elevati e sintomi come questi, può essere in corso una complicanza acuta del diabete, come la chetoacidosi diabetica, che è una condizione d'emergenza da trattare subito in ospedale.
Al contrario, se il mal di testa compare in un contesto di sete eccessiva, stanchezza e frequente bisogno di urinare, può trattarsi di un episodio di iperglicemia. Anche in questo caso, misurare la glicemia può chiarire il quadro.
In caso di iperglicemia, il mal di testa non tende ad essere grave fin da subito, ma tende a svilupparsi gradualmente. Può essere un campanello d’allarme però, per una diagnosi precoce, soprattutto se già in passato ci sono stati problemi di iperglicemia. Diventa un importante campanello d’allarme soprattutto se sorge insieme ad altri sintomi come una sete eccessiva e frequente, un aumento della quantità di urine espulse in un giorno, sbalzi d’umore con attacchi d’ira, rallentamento nella guarigione delle ferite.
Come distinguere e intervenire
In entrambi gli scenari, è sconsigliato assumere farmaci per il mal di testa senza aver prima escluso una causa metabolica. Sapere che sia l'ipoglicemia che l'iperglicemia possono provocare mal di testa aiuta a interpretare meglio i segnali del proprio corpo e a intervenire in modo mirato.
Se si è diabetici e si ha a disposizione un glucometro, è utile misurare la glicemia per confermare il sospetto di ipo o iperglicemia. Al contrario, se il mal di testa compare in un contesto di sete eccessiva, stanchezza e frequente bisogno di urinare, può trattarsi di un episodio di iperglicemia.
Un semplice glucometro può offrire informazioni preziose; mentre una corretta alimentazione, una gestione attenta dei pasti e la consapevolezza dei fattori di rischio possono fornire un valido strumento preventivo.
I sintomi dell'iperglicemia
I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori.
Ecco alcuni segnali di iperglicemia:
- Fame eccessiva
- Dimagrimento
- Poliuria (eccessiva produzione di urina)
- Eccessiva sete
- Stanchezza cronica, confusione e mal di testa
- Vista offuscata
- Formicolio a mani e piedi
- Lenta guarigione delle ferite
- Candida ricorrente
- Gengivite o parodontite
Diagnosi e valori di riferimento
Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl.
Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.
Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
Valori di glicemia considerati normali
I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:
- 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
- inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).
Quando i valori della glicemia sono preoccupanti?
Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.
Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.
Cause dell'iperglicemia
La glicemia alta è causata, nella maggior parte dei casi, dal Diabete di tipo 2, detto anche Diabete dell’adulto: è una patologia cronica non trasmissibile, dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia.
Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:
- scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
- incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
- uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.
In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:
- acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita);
- sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue);
- pancreatite;
- tumori del pancreas;
- eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus);
- episodi infettivi acuti.
Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:
- scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta;
- vita sedentaria;
- inefficacia dei farmaci.
Alimentazione e attività fisica
In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.
Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici. Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità.
Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
Consigli per mantenere la glicemia sotto controllo
- Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
- praticare attività fisica regolarmente;
- in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Prevenzione e controlli periodici
Il Diabete, come spiegato poc’anzi, inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente. È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.
Il mal di testa non è sempre solo una reazione allo stress, alla stanchezza o alla disidratazione.
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