Curva Glicemica in Gravidanza: Valori, Interpretazione e Importanza

La curva glicemica è il nome comunemente utilizzato per indicare un esame importantissimo per valutare la risposta dell’organismo all’ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Questo tipo di test permette di valutare in che modo il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio. A differenza di una semplice misurazione della glicemia a digiuno, che fornisce solo un'istantanea dei livelli di zucchero nel sangue in un dato momento, la curva glicemica offre un quadro dinamico di come il corpo gestisce il glucosio dopo averne assunto una quantità definita.

La curva glicemica in gravidanza è utile per la diagnosi del diabete gestazionale. Definita anche con l'acronimo GCT (dall'inglese “Glucose Challenge Test”), la curva glicemica in gravidanza consiste nella misura della concentrazione ematica degli zuccheri, prima e dopo la somministrazione orale di una certa quantità di soluzione glucosata standard.

A cosa serve la Curva Glicemica?

La curva glicemica, nota anche come Test da Carico Orale di Glucosio (OGTT - Oral Glucose Tolerance Test), è un esame diagnostico fondamentale per valutare la capacità del nostro organismo di metabolizzare il glucosio, ovvero lo zucchero.

Questo test è utile per:

  • Diagnosi di pre-diabete (o ridotta tolleranza al glucosio): una condizione in cui i livelli di glucosio sono più alti del normale ma non ancora sufficientemente elevati per una diagnosi di diabete conclamato.
  • Diagnosi di diabete gestazionale (DG): una forma di diabete che si sviluppa specificamente durante la gravidanza e che richiede un monitoraggio e una gestione attenta per la salute di madre e bambino.

Quando Effettuare la Curva Glicemica in Gravidanza

In gravidanza, lo sappiamo, si eseguono diversi esami, alcuni sempre necessari altri no. Ma come si svolge esattamente il test della curva glicemica in gravidanza e quando va effettuato? La gravidanza porta con sé numerosi cambiamenti nell’organismo femminile, dovuti soprattutto alle variazioni ormonali tipiche di questo periodo, come ad esempio l’aumento del volume delle mammelle in preparazione all’allattamento, l’aumento delle secrezioni vaginali, la stipsi e la riduzione della motilità intestinale. Alcune riguardano anche l’apparato endocrino.

In particolare, nel secondo trimestre, si presenta una riduzione della risposta insulinica, con conseguente aumento del glucosio circolante nell’organismo. È proprio per questo che in alcuni casi è bene eseguire la curva glicemica in gravidanza.

Ecco le tempistiche e le indicazioni principali:

  • Screening universale: in Italia, e in molti altri paesi, la curva glicemica viene offerta a tutte le donne in gravidanza tra la 24esima e la 28esima settimana di gestazione.
  • Screening precoce: in presenza di specifici fattori di rischio, il test può essere eseguito più precocemente, già nel primo trimestre (es. familiarità per diabete, precedente diabete gestazionale, obesità pre-gravidanza, macrosomia in gravidanza precedente, sindrome dell'ovaio policistico).

Le più recenti indicazioni delle Società Scientifiche indicano la necessità di eseguire una prova da carico in una paziente gravida, senza precedenti o familiarità riconducibili a diabete, esclusivamente se un dosaggio di glicemia basale eseguito nel monitoraggio della gravidanza dà valori > 92 mg/dl.

La curva glicemica è anticipata tra la 16a e la 18a settimana di gravidanza in caso di sovrappeso, scarso controllo del profilo lipidico, pregresso diabete gestazionale e glicemia a digiuno pari a 100-125 mg/dl, all'inizio della gestazione o in passato.

Ma esattamente, quando si fa la curva glicemica in gravidanza? In quali casi specifici? Valutati i fattori di rischio e le caratteristiche della singola gravidanza, la decisione di procedere con il test è sempre del professionista, che fornirà alla donna le indicazioni necessarie per eseguirlo.

Come si svolge il test della Curva Glicemica

Ecco i passaggi fondamentali per l'esecuzione del test:

  • Digiuno: è necessario un digiuno di almeno 8-12 ore prima del test (è consentita solo l'acqua).
  • Prelievo basale: Al paziente viene effettuato un prelievo di sangue per misurare la glicemia a digiuno.
  • Assunzione della soluzione di glucosio: al paziente viene fatta bere una soluzione contenente una quantità standard di glucosio (solitamente 75 grammi per gli adulti non in gravidanza e per la diagnosi di DG, 100 grammi per alcune specifiche diagnosi di DG con protocolli precedenti, ma meno usati oggi). Per far sì che l’esito dell’esame sia attendibile, è necessario assumere la soluzione in un tempo non superiore ai 5 minuti.
  • Prelievi successivi: dopo l'ingestione della soluzione, vengono effettuati ulteriori prelievi di sangue a intervalli prestabiliti. Per la diagnosi di diabete mellito, i prelievi avvengono solitamente dopo 2 ore. La durata complessiva dell’esame è di 2 ore. Dopo la prima ora e allo scadere della seconda ora, infatti, vengono eseguiti altri due prelievi (utilizzando l’ago cannula lasciato in vena). Durante l’attesa è necessario rimanere seduti, senza bere e senza mangiare.

È importante seguire scrupolosamente le istruzioni del medico e del laboratorio, poiché qualsiasi deviazione (es. non rispettare il digiuno) potrebbe invalidare i risultati.

Il test viene effettuato sempre nelle ore mattutine e attraverso tre prelievi: a digiuno, dopo un’ora e dopo due ore dall’assunzione di una soluzione composta da acqua e da 75 grammi di glucosio puro. Questa soluzione in qualche caso può dare fastidio alla donna; la dolcezza, ad esempio, può favorire l’insorgenza di sensazioni come la nausea e il vomito.

Appena arrivati in laboratorio, viene eseguito un test rapido della glicemia per stabilire se si può procedere all’esame. Per valori uguali o maggiori a 126 mg/dL il test non può essere eseguito.

Preparazione al Test

Non è richiesta alcuna particolare preparazione al test. Presentarsi all'esame a digiuno assoluto (solo l'acqua è concessa) da almeno 8 ore, senza superare le 14 ore. Nei giorni che precedono il test seguire un'alimentazione normalmente equilibrata, senza eccessi calorici o particolari privazioni (ovviamente va evitato l'alcol); si consiglia un'assunzione di almeno 150 grammi di carboidrati al giorno. Evitare sforzi fisici strenui nei due o tre giorni antecedenti il test. E' molto importante anche la preventiva sospensione di eventuali farmaci interferenti con il metabolismo glucidico, secondo i consigli del proprio medico, che dev'essere avvertito per tempo dell'esame (ameno qualche settimana). L'esame si svolge al mattino.

La preparazione per la curva glicemica in gravidanza inizia dal giorno che precede l’esame perché l’ultimo pasto che viene consumato deve essere equilibrato (occorre evitare eccessi ma anche restrizioni). Il giorno del test, come detto, bisogna presentarsi a digiuno da almeno 8-10 ore.

Valori Normali e Interpretazione

Il valore a digiuno non dovrebbe superare i 100-110 mg/dL. Se è stata eseguita la curva da carico di glucosio, tuttavia, è perché il valore a digiuno è superiore. L’importante è che questo non sia pari o superiore a 126mg/dL.

L’interpretazione della curva da carico glicemico, secondo le raccomandazioni delle principali istituzioni scientifiche di riferimento, pone l’accento esclusivamente sui valori di glicemia raggiunti dopo 2 ore, assegnando i seguenti criteri:

  • valori normali se inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol / L),
  • intolleranza glicemica (IGT) o prediabete per valori compresi fra 140 e 199 mg/dl (7,8 e 11 mmol / L).

L'interpretazione dei valori della curva glicemica è cruciale per la diagnosi e deve essere sempre fatta da un medico, tenendo conto del quadro clinico complessivo del paziente.

Ecco una panoramica dei possibili risultati:

  • Ridotta tolleranza al glucosio (IGT): tra 140 e 199 mg/dL.
  • Pre-diabete (IFG o IGT): questa condizione è un campanello d'allarme. Pur non essendo ancora diabete, indica un rischio elevato di svilupparlo.
  • Diabete gestazionale: questa diagnosi è di primaria importanza per la gravidanza.

Alcuni studi, a differenza delle linee guida attualmente approvate, indicano come di importanza primaria i valori di glicemia rilevati dopo 60 minuti dall’assunzione della soluzione glucosata. Le linee guida ufficialmente approvate ritengono significativo per la diagnosi il valore della glicemia dopo 120 minuti.

Conseguenze e gestione del Diabete Gestazionale

Il diabete gestazione rappresenta una problematica abbastanza frequente, che si sviluppa a partire dalla 24esima settimana di gestazione. Nel corso della gravidanza, si verifica il rilascio di ormoni di origine placentare che determinano un'aumentata resistenza dei tessuti all'azione dell'insulina (insulino-resistenza). Entro certi limiti, quest'evento può considerarsi “fisiologico”, in quanto finalizzato al migliore utilizzo dei nutrienti necessari alla crescita fetale.

Di norma, quest’aumento è bilanciato dall’aumento di produzione di insulina da parte del pancreas. Se ciò non avviene o è già presente uno stato di resistenza all’insulina, si instaura il diabete mellito gestazionale.

Tuttavia, se questa “resistenza” impedisce l'ottimale funzionamento dell'insulina, se viene potenziata da altri fattori di rischio e se non è sufficientemente compensata dalla secrezione extra da parte del pancreas, la glicemia tende a rimanere a livelli elevati fino ad evolvere nel diabete gestazionale.

Nelle normali gravidanze, nonostante l’insulino-resistenza, l’omeostasi glucidica è mantenuta da un concomitante incremento compensatorio della secrezione di insulina. L’intolleranza ai carboidrati compare nel momento in cui la secrezione insulinica non è più in grado di compensare l’insulino-resistenza periferica.

Nel caso l'OGTT sia positivo, non occorre farne un dramma. Fortunatamente, il diabete gestazionale non è una condizione grave e non vi sono particolari pericoli per il nascituro; tuttavia, dev'essere comunque inteso come un invito pressante ad adottare delle nuove e migliori abitudini di vita: mangiare in maniera sana ed equilibrata, e fare del movimento fisico, se questo è possibile, controllando con regolarità il peso corporeo e i valori glicemici.

Effetti collaterali della Curva Glicemica

La curva glicemica non è un test che ha particolari effetti collaterali, se non quelli di un normale prelievo. Una delle preoccupazioni più diffuse è quella di come smaltire il glucosio della curva glicemica. In realtà, i 75g assunti corrispondono a circa la metà dei carboidrati assunti durante una normale giornata. Il consiglio, eventualmente, è quello di bilanciare l’alimentazione nel resto della giornata ricorrendo ad altri nutrienti che non siano zuccheri.

Importanza della diagnosi precoce

In tutti questi scenari, una diagnosi precoce tramite la curva glicemica permette di intervenire tempestivamente con le terapie più appropriate, migliorando significativamente la prognosi e prevenendo le complicazioni. Un corretto approccio al test permette di identificare i soggetti a maggior rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2.

Nelle donne a cui è stato diagnosticato il diabete gestazionale, poi, l'esame viene eseguito come controllo, dopo 8-12 settimane dal parto. Le gestanti con diabete pre-gestazionale (cioè pre-esistente alla gravidanza) sono sottoposte, invece, a un monitoraggio metabolico intensivo per controllare attentamente il livello di glucosio nel sangue.

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