Istologia di Rosati e Monesi: un confronto tra due testi di riferimento

Nel panorama editoriale universitario italiano, l'Istologia di Monesi ha rappresentato un'assoluta novità fin dalla sua comparsa nel 1975. Questo testo è nato per iniziativa dei docenti della Scuola romana, ormai alla 4a/5a generazione accademica e rappresenta un ennesimo salto qualitativo nell'insegnamento e nello studio dell'Istologia. Questa nuova edizione del testo di Istologia nasce dall'esigenza di aggiornarne profondamente i contenuti con le nuove conoscenze prodotte dal progresso scientifico, pur mantenendo i fondamenti della precedente edizione. A questo fine il testo è stato completamente riscritto, aggiornato e arricchito nei contenuti, come nell'iconografia. Ogni capitolo dell’opera è corredato, inoltre, da una serie di Correlazioni Cliniche che sottolineano il rapporto esistente tra la struttura e la funzione del tessuto con specifiche patologie.

L'Istologia di Rosati è sicuramente uno dei testi più utilizzati in Italia dagli studenti di Medicina del primo anno, insieme ai grandi nomi Netter e Anastasi. È molto apprezzato per il suo linguaggio chiaro e l’approccio didattico efficace. Le spiegazioni sono considerate complete ma non eccessive, con una buona integrazione tra testo e immagini microscopiche, anche se in alcune facoltà potrebbero richiedere maggiori integrazioni con altri materiali. Il prezzo è accessibile rispetto ad altri testi che preparano allo stesso esame.

Caratteristiche e differenze principali

Il Monesi è considerato uno dei testi di riferimento più autorevoli per l’istologia in Italia, molto apprezzato (e odiato, in alcuni casi, per lo stesso motivo) per la sua completezza e il livello di approfondimento. Grande accuratezza scientifica, tanti dettagli, con spiegazioni esaustive di ogni aspetto della materia. A volte però è giudicato come eccessivamente dettagliato per la preparazione all’esame, con una mole di informazioni che può risultare schiacciante, rispetto invece alla trattazione più semplice e meno dettagliata del Rosati. In alcuni capitoli il linguaggio è veramente troppo complesso e poco scorrevole per le esigenze della disciplina, rendendo difficile la lettura e lo studio. Anche il prezzo, rispetto a quest’ultimo, è molto più elevato.

In sintesi, ecco una tabella comparativa:

Caratteristica Istologia di Monesi Istologia di Rosati
Completezza Elevata, molto dettagliato Buona, ma meno dettagliato
Linguaggio Complesso, a volte poco scorrevole Chiaro e didattico
Prezzo Più elevato Più accessibile
Aggiornamento Aggiornato con le nuove conoscenze scientifiche Buona integrazione tra testo e immagini microscopiche

Altri testi utili per lo studio dell'Istologia

  • Atlante di Istologia di Wheater: Largamente apprezzato come atlante per l’alta qualità delle sue micro-fotografie.
  • Istologia Idelson Gnocchi: Apprezzata dagli studenti per il suo approccio sintetico alla materia, adatto per esami di Istologia più leggeri.

Come prepararsi all'esame di Istologia

Solitamente l’esame inizia osservando un preparato istologico da un atlante. Molti ragazzi avevano dubbi sul come procedere per effettuare il riconoscimento e come organizzare il loro discorso. I metodi sono principalmente due: partire dalla descrizione dei vari elementi che si riconoscono per poi effettuare la diagnosi di tessuto, oppure partire da una ipotetica diagnosi e poi citare le ragioni per cui avete pensato a quel tessuto. In genere i professori vi fanno osservare più di un vetrino.

Ecco alcuni consigli utili:

  • Integrare la parte di istologia dalle slides del prof.
  • Dare una lettura agli argomenti prima degli incontri pomeridiani e magari osservare anche qualche immagine a casa in modo tale da non arrivare completamente impreparati e non poter seguire in maniera attenta le loro spiegazioni.
  • Consultare atlanti di istologia per il riconoscimento dei tessuti. Esistono comunque molti siti internet dove visionare alcuni preparati istologici, come:
    • www.anatomyatlases.org/MicroscopicAnatomy.shtml
    • www.bu.edu/histology/m/index.htm
    • www.histology-world.com/

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