La colite ulcerosa, conosciuta anche come “rettocolite ulcerosa“, è una malattia infiammatoria cronica intestinale che colpisce la mucosa dell’intestino crasso interessando primariamente il retto, per poi eventualmente estendersi e coinvolgere parte o tutto il colon. La colite ulcerosa (o rettocolite ulcerosa) è una malattia caratterizzata da un’infiammazione cronica dell’intestino crasso, che colpisce sempre il retto e può estendersi senza soluzione di continuità a parte o tutto il colon.
Caratteristiche e Sintomi
L’infiammazione della mucosa del retto e del colon provoca delle lesioni ulcerose che sono responsabili dei sintomi intestinali. I sintomi clinici principali sono la diarrea, spesso con sangue e muco, il tenesmo rettale, l’urgenza defecatoria e i dolori addominali. La colite ulcerosa, o rettocolite ulcerosa, si manifesta con diarrea ematica, anche notturna, associata a dolori e crampi addominali, che spesso si risolvono con l’evacuazione.
Lo spettro delle manifestazioni è molto ampio: tra i sintomi più frequenti e tipici troviamo la diarrea, spesso notturna e accompagnata dalla presenza dall’emissione di sangue “proctorragia”; il dolore addominale; nei casi più gravi febbre e perdita di peso. Gli episodi più gravi (circa il 15%) sono caratterizzati anche dalla comparsa di febbre e di disidratazione e necessitano di un ricovero urgente in Ospedale, per poter praticare la terapia endovenosa adeguata a base di cortisonici, immunosoppressori/biologici, supporto idroelettrolitico e nutrizionale ed eventualmente antibiotici.
L’esordio della Colite Ulcerosa nella maggior parte dei pazienti è caratterizzato dalla perdita di sangue rosso vivo dall’ano. La presenza di sangue nelle feci deve essere considerato come sintomo di allarme, e dovrebbe indurre qualsiasi potenziale malato a rivolgersi al proprio medico. urgenza evacuativa associata spasmo doloroso a livello anale.
Importante: Assenza di sangue è criterio di esclusione di diagnosi di RCU. Diarrea = maggiore frequenza di emissioni di feci liquide + tenesmo rettale per infiammazione rettale + muco + sangue e pus.
Diagnosi della Colite Ulcerosa
Data la sua potenziale severità e cronicità, la corretta diagnosi di Colite Ulcerosa è essenziale al fine di iniziare, tempestivamente le terapie. L’andamento della malattia è caratterizzato dall’alternarsi di episodi acuti seguiti da periodi di remissione clinica.
Per giungere ad una corretta diagnosi e definire la severità della malattia sono spesso necessari esami biochimici. L’anamnesi, rappresenta la parte iniziale e fondamentale della visita medica, sia del medico di famiglia che dello specialista. In particolare oltre ai parametri standard, peso, altezza, temperatura corporea, frequenza cardiaca e pressione arteriosa, il medico generalmente esegue la palpazione addominale per valutare lo stato di gonfiore e dolore e talvolta un’esplorazione rettale.
Le indagini diagnostiche di immagine utilizzate principalmente per la diagnosi ed il monitoraggio della Colite Ulcerosa sono l’Ecografia e l’Ileo-colonscopia o la colonscopia con biopsia. L’Ileo-colonscopia con biopsie permette la diagnosi accurata della malattia e la definizione della sua gravità, dell’estensione e consente di caratterizzare mediante la biopsia ed il successivo esame istologico anche piccole lesioni della mucosa, inclusi piccoli polipi e tumori in fase iniziale, non rilevabili con altre metodiche.
Esami diagnostici
- Colonscopia con visualizzazione dell’ileo e con biopsie intestinali: serve a valutare lo stato della mucosa intestinale e l’estensione di malattia. Le biopsie tramite l’esame istologico servono a valutare se, a livello microscopico, ci sono aspetti tipici dell’infiammazione acuta e cronica (ad esempio, alterazioni strutturali del tessuto, infiltrati di globuli bianchi).
- Calprotectina fecale: indicata come esame di primo livello in pazienti con diarrea e dolore addominale. La sua presenza ad alta concentrazione nelle feci aumenta il sospetto che si tratti di una rettocolite ulcerosa.
- Ecografia addominale con studio delle anse intestinali: permette di valutare la parete intestinale in maniera non invasiva. Indicata come esame di primo livello in pazienti con sospetta malattia infiammatoria cronica intestinale.
L’emocromo completo permette di valutare la presenza di eventuale anemia e definire la gravità dell’infiammazione mediante la conta dei globuli bianchi. L’esame delle feci premette di escludere patologie infettive o la coesistenza di infezioni o sovra infezioni alla malattia in atto. Il test, tuttavia, non è in grado di discriminare queste due malattie e nemmeno di distingue una infiammazione determinata da malattia infiammatorie croniche, da altre patologie
Trattamento
Al momento una cura definitiva per la colite ulcerosa, che permetta di guarire, non esiste. Diversi sono invece i trattamenti medici a disposizione, efficaci nella maggior parte dei casi nell’indurre una remissione (ovvero la scomparsa dei sintomi) e di mantenerla nel lungo periodo. La malattia è caratterizzata da episodi acuti seguiti da periodi di remissione in cui è clinicamente silente. La frequenza degli episodi sintomatici può variare da uno o due attacchi l’anno a numerosi episodi che riducono notevolmente i periodi di benessere.
Tra i farmaci più utilizzati possiamo ricordare, in ordine crescente di potenza, i prodotti a base di mesalazina e i cortisonici, assunti sia per bocca che per via topica (in forma di supposte o clismi) la nuova Mesalazina MMX; farmaci immunosoppressori come l’azatioprina, la 6-mercaptopurina e il metotrexato; e infine i cosiddetti farmaci “biologici”, molecole altamente complesse, sintetizzate in laboratorio, con un meccanismo di azione molto specifico, ma gravati da costi nettamente superiori rispetto ai farmaci tradizionali.
Prevenzione
- Diagnosi precoce di malattia: consiste nel richiedere esami del sangue e delle feci in caso di diarrea e/o dolori addominali specie in soggetti con familiarità per malattie autoimmuni.
- Prevenzione delle neoplasie intestinali eseguendo una colonscopia con biopsie seriate oppure una cromoendoscopia ogni 2-3 anni, in caso di rettocolite ulcerosa estesa, a partire da 8-10 anni dall’inizio dei sintomi intestinali.
- Prevenzione delle infezioni opportunistiche, nei pazienti che si sottopongono a terapie immunosoppressive per la rettocolite ulcerosa, eseguendo vaccinazione anti-influenzale ogni 12 mesi, vaccinazione anti-pneumococco ogni 5 anni, vaccinazione anti-Herpes Zoster, e vaccinazione per l’epatite B al momento della diagnosi, se non già effettuata.
Se non ben curata, l’infiammazione può portare nel tempo sia a un danno strutturale e progressivo del colon, che ad alterazioni irreversibili delle cellule intestinali con il possibile sviluppo di lesioni pre-cancerose e cancerose. Per questo motivo, e per evitare le riacutizzazioni, va assunta una terapia anche nei periodi di benessere.
Impatto Psicosociale
A causa dei sintomi che la contraddistinguono, la colite ulcerosa può esercitare un notevole impatto sulla socialità e i rapporti interpersonali. Proprio per questo risulta fondamentale arrivare ad una corretta diagnosi e trovare la cura più adatta. Diversi studi hanno dimostrato come molti disturbi psichiatrici e psicologici presenti nei pazienti affetti dalle malattie infiammatorie croniche intestinali siano secondari alla sofferenza data da questa condizione cronica.
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