Istituto Mediterraneo di Ematologia (IME): Cosa Fa e Qual è il Suo Ruolo

L'Istituto Mediterraneo di Ematologia (IME) è un'istituzione che si occupa della cura delle malattie del sangue, con particolare attenzione a quelle che si trasmettono geneticamente, attraverso il trapianto di midollo osseo. L'IME rappresenta un punto di riferimento per pazienti provenienti da diverse aree geografiche, tra cui i Paesi del Mediterraneo, l'Africa subsahariana e altre zone povere del pianeta, dove malattie come la talassemia e l'anemia falciforme sono endemiche.

Le Attività Principali dell'IME

  • Cura delle Malattie del Sangue: L'IME offre trattamenti avanzati, tra cui il trapianto di midollo osseo, per pazienti affetti da malattie ematologiche geneticamente trasmissibili.
  • Ricerca Scientifica: L'istituto è coinvolto in studi e ricerche, come quelli sulla terapia genica della beta-talassemia, con l'obiettivo di sviluppare nuove e più efficaci strategie terapeutiche.
  • Formazione Medica: L'IME si dedica alla formazione di medici stranieri, preparandoli a svolgere procedure specialistiche nei loro paesi d'origine.
  • Laboratorio di Tipizzazione HLA: L'IME gestisce un centro di eccellenza per la determinazione della compatibilità delle cellule staminali tra donatore e ricevente, servendo anche altri importanti centri trapianti.

Il Laboratorio di Tipizzazione HLA

Con 12.000 tipizzazioni all'anno, il laboratorio serve non solo l'IME, ma anche il centro trapianti di midollo osseo dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù e quello della prestigiosa Oncoematologia del policlinico Tor Vergata, che, con altri cinque ospedali "in rete", è il capofila nel "Rome transplant network". Il direttore del Laboratorio, Marco Andreani, commenta che sopprimere un centro che ha raccolto successi mondiali nel campo dei trapianti delle cellule staminali emopoietiche, quelle che producono sangue, sarebbe un vero peccato.

Il Rischio di Soppressione e le Sue Conseguenze

In passato, l'IME ha rischiato la soppressione a causa della spending review e di decisioni ministeriali che lo consideravano un ente inutile. La soppressione dell'IME avrebbe comportato la perdita di un punto di riferimento per i Paesi del bacino mediterraneo e la dispersione di competenze e professionalità, con 82 professionisti che avrebbero perso il lavoro. Inoltre, la chiusura del "Laboratorio di tipizzazione Hla" avrebbe compromesso un centro di eccellenza per la determinazione della compatibilità delle cellule staminali.

Il Contesto Italiano e Internazionale

L'ematologia italiana è riconosciuta a livello internazionale per i suoi risultati e la qualità della ricerca. Tuttavia, il settore è soggetto a tagli e manovre che mettono a rischio la sopravvivenza di strutture specializzate come l'IME e la rete Labnet. Labnet, la rete di 36 laboratori collegati ai centri di ematologia italiani più grandi, ultraspecializzati e in grado di fare indagini per selezionare la terapia più adatta al paziente, rischia di scomparire, come denunciano gli ematologi della Società italiana di ematologia (Sie), per via di una delibera della Conferenza Stato-Regioni che vuole accorparli sotto la direzione dei normali laboratori ospedalieri, che fanno analisi di routine.

La Ricerca sulla Talassemia

La Fondazione Telethon e la Fondazione Istituto Mediterraneo di Ematologia hanno cofinanziato una scoperta importante sulla terapia genica della beta-talassemia. Uno studio ha dimostrato nei topi come le cellule staminali emopoietiche, corrette con la terapia genica e trapiantate nell'organismo, abbiano un forte vantaggio rispetto a quelle malate e riescano - seppure in minoranza - ad assicurare una normale produzione di globuli rossi. La beta-talassemia, o morbo di Cooley, è dovuta a un difetto nel gene della beta-globina, una delle porzioni che formano l'emoglobina. La forma di Cooley è quella più grave fra tutte le talassemie, che nell'insieme, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono al primo posto nel mondo fra le malattie ereditarie monogeniche.

L'Anemia Falciforme e le Sfide Future

L'IME si trova ad affrontare nuove sfide, come l'aumento dei casi di anemia falciforme a causa dell'immigrazione dai Paesi africani. La cosa assurda è che non è accreditato con il Servizio sanitario nazionale e quindi i trapianti di midollo non possono farli su pazienti italiani o residenti in Italia, ma solo su quelli stranieri. Il nostro Paese, a causa della forte immigrazione dai Paesi africani, dovrà affrontare una nuova emergenza rappresentata dall’anemia falciforme. I portatori di questa malattia nella popolazione nera sono ben il 25 per cento. L'istituto potrebbe diventare un centro di riferimento specializzato in ematologia, in collaborazione con altre strutture come il Policlinico di Tor Vergata.

Il Commissariamento e la Risoluzione della Crisi

Nel 2016 il ministero della Salute ha deciso di procedere alla sua liquidazione dell'IME. In 13 mesi è stata risolta la lunga e travagliata vicenda della Fondazione Istituto Mediterraneo di Ematologia (IME), nata nel 2003. Alla fine delle operazioni è risultato anche un avanzo gestionale di più di 2 milioni e mezzo di euro, ora in mano al prefetto, il quale starebbe provvedendo a ridistribuirli a enti o associazioni con finalità vicine a quelle per cui è la nata la Fondazione IME.

In sostanza, sarebbe stato realizzato un vero e proprio «commissariamento turbo», rarissimo, se non inedito, nel settore fallimentare.

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