L'istologia è una disciplina fondamentale per lo studio dei tessuti biologici, e la preparazione di vetrini istologici è una tecnica essenziale per l'analisi microscopica di organi come l'ipofisi. Questo articolo fornisce una panoramica dettagliata delle procedure coinvolte nella preparazione di vetrini istologici dell'ipofisi, dalle tecniche di fissazione all'osservazione microscopica.
Conoscenze di Base e Obiettivi del Corso di Istologia
Tutti gli studenti acquisiranno le conoscenze di base nel campo della biologia cellulare e dell'istologia necessarie per poter affrontare tutti i corsi successivi. The course aims to provide students with basic notions and concepts essential to the cultural heritage of a Biologist, as well as preparatory to the study of multiple academic disciplines in the curriculum. The student who successfully completes the course will be able to demonstrate a solid knowledge, at the morphofunctional and molecular level, of the cells of prokaryotes and eukaryotes and of the morphological and histo-physiological characters of the animal tissues.
Durante lo svolgimento dei laboratori gli studenti potranno prendere visione e ragionare circa le tecniche istologiche e modalità di preparazione e taglio dei tessuti. Essendo un corso del primo anno le conoscenze iniziali sono molto diversificate.
Tecniche Istologiche di Base
Le caratteristiche principali e l'utilizzo del microscopio ottico, le tecniche istologiche di base quali fissazione, inclusione preparazione sezioni istologiche, colorazione e montaggio dei vetrini.
Fissazione
La fissazione consiste nel trattamento del campione di tessuto, con procedimenti chimici (formalina, ecc.) e/o fisici (freddo intenso o il calore).
Disidratazione e Inclusione
Solitamente, la disidratazione viene ottenuta con etanolo a concentrazioni crescenti. È da sottolineare come l'uso dell'alcool asporti i lipidi presenti nel campione: caratteristico sarà così l'aspetto delle cellule adipose (per esempio), che appariranno come sferule vuote, perfettamente trasparenti. Ultimata la disidratazione, il campione viene immerso, a caldo, in paraffina liquida e lasciato permeare perfettamente dalla stessa.
Sezionamento al Microtomo
Dopo la solidificazione, il blocchetto così ottenuto potrà essere lavorato al microtomo, uno strumento provvisto di una affilatissima lama, che consente di realizzare sezioni molto sottili del campione. Le sezioni, dello spessore voluto, fino a 1 µm (µm = micrometro), raccolte sopra un vetrino porta-oggetto vengono "sparaffinate" (ovvero, con passaggi successivi in xilolo e etanolo viene asportato il mezzo di inclusione) e, quindi, colorate.
Colorazione
La colorazione ha il compito di creare, in seno al campione, un "contrasto interno" altrimenti inesistente; coloranti diversi, legandosi ai vari componenti cellulari o tissutali, ne modificano selettivamente il comportamento nei confronti della luce passante, rendendoli facilmente distinguibili l'uno dall'altro.
Le sezioni istologiche vengono di solito colorate con sostanze nella cui molecola sono presenti radicali acidi e/o basici i quali intervengono nel meccanismo cromogeno. Di solito, le sostanze basiche del tessuto attraggono i radicali acidi dei coloranti, mentre le sostanze acide mostreranno affinità per i radicali basici. Si parla così di acidofilia e basofilia dei componenti del tessuto o della cellula.
I coloranti possono essere sia acidi che basici: quelli acidi (eosina, acido picrico) colorano i componenti basici sia cellulari (citoplasma) che tissutali (tessuto osseo, tessuto connettivo), mentre quelli basici (ematossilina, fucsina basica) colorano le strutture acide presenti sia nelle cellule (nucleo, ribosomi, ecc.) che nei tessuti (ad esempio: cartilagine).
Montaggio del Vetrino
Al termine della colorazione si effettua il montaggio che consente di conservare a lungo il preparato per eventuali future osservazioni: sulla fettina asciutta viene posta una goccia di un mezzo di montaggio (solitamente balsamo del Canada, che è una resina adesiva) e su questa un sottilissimo vetrino copri-oggetto. Con la solidificazione del mezzo, il preparato istologico, ora permanente, è pronto per l'osservazione al microscopio.
Osservazione Microscopica
Durante l'oral exam the student must be able to demonstrate his/her knowledge of the course material and be able to discuss any topic included in the examination program thoughtfully and with propriety of expression.
Prima Esercitazione in laboratorio GRUPPO A. Gli studenti hanno potuto utilizzare stereo microscopi e microscopi convenzionali per prendere visione di vari tipi di preparati. Ogni studente ha potuto osservare direttamente: embrioni di xenopus e zebrafish, preparati di ibridazione in situ whole mount, preparati istologici.
III Eesercitazione gruppo E. IV esercitazione gruppo A. Gli studenti hanno potuto esaminare al microscopio ottico preparati istologici di vari tipi di tessuto connettivo con diversi tipi di colorazione.
Gli studenti hanno potuto esaminare al microscopio ottico preparati istologici di vari tipi di epiteli con diversi tipi di colorazione. L'osservazione pratica è stata preceduta da una veloce introduzione sulla classificazione e caratteristiche principali degli epiteli.
V esercitazione gruppo A e B. Gli studenti hanno potuto esaminare al microscopio ottico preparati istologici di vari tipi di tessuto muscolare e nervoso.
Esame Istologico: Dettagli
Il primo momento dell'esame istologico consta nell'osservazione, a occhio nudo e contro luce, della sezione. l'uniformità della colorazione o la presenza di aree di diverso colore o intensità possono essere indicative della presenza di un tipo di tessuto piuttosto che di un altro. Macchie di colore bluastro potrebbero far pensare ad addensamenti di tessuto linfoide; zone colorate scarsamente o trasparenti, alla presenza di tessuto adiposo, e così via.
Il secondo momento dell'esame istologico è riservato all'osservazione microscopica: sistemato il vetrino sul tavolino porta-preparati, ed effettuate le opportune regolazioni dello strumento, si esamina l'intera sezione con un obiettivo a piccolo ingrandimento (per esempio 10x). Con ciò si ha un'idea generale del preparato, e inoltre si può individuare la porzione più favorevole per l'esame a ingrandimenti maggiori.
L'esame a piccolo ingrandimento rivela se il campione è formato da tessuti diversi, quali sono i loro rapporti reciproci, le eventuali differenze più manifeste. Si può anche cercare di identificare la presenza o meno di sostanze fondamentali, la distribuzione delle cellule, i loro rapporti, la loro forma, oltre a quella dei relativi nuclei.
Un ingrandimento ulteriore (per esempio 25x) chiarirà dettagli prima rimasti indistinti, come i tipi cellulari, la posizione dei nuclei cellulari, l'orientamento delle strutture tissutali rispetto al piano della sezione, le strutture organizzate dalle cellule (come tubuli, nidi, strati, ecc.), raggruppamenti più o meno regolari; si riconosceranno con precisione i vasi sanguigni e i loro rapporti con il tessuto circostante, le strutture nervose, i fasci muscolari.
Durante l'osservazione di un campione istologico, può risultare utile avere sempre presenti le dimensioni delle strutture inquadrate, man mano che ne si modifica l'ingrandimento. Nella pratica è utile fare riferimento al diametro dei globuli rossi che, nell'uomo, si aggira intorno ai 7,5 µm.
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