Iperpnea ed Elettroencefalogramma (EEG): Cosa Significa?

L'elettroencefalogramma (EEG) è un esame non invasivo ed innocuo che permette di valutare la funzionalità del cervello attraverso la registrazione dell'attività elettrica corticale. L'EEG è fondamentale in neurologia, consentendo la visualizzazione dell'attività elettrica delle cellule cerebrali tramite il posizionamento sul capo di numerosi elettrodi collegati all'apparecchio di registrazione.

Come si svolge un EEG?

La procedura di registrazione è assolutamente innocua e ha una durata dai 15 ai 30 minuti, comprensivi delle tecniche di attivazione quali iperpnea, o respirazione forzata, e foto stimolazione intermittente. L'esame si svolge con il paziente seduto su una poltrona, il quale deve essere rilassato e con gli occhi chiusi.

La registrazione basale include:

  • Periodi ad occhi aperti (più brevi) e a occhi chiusi (più lunghi).
  • Eventuali stimoli acustici, al fine di valutare la reattività del tracciato.
  • Stimolazione Luminosa Intermittente (SLI) viene effettuata di routine come prova di attivazione per evidenziare la fotosensibilità del soggetto.

Cos'è l'Iperpnea?

L'iperpnea è una condizione medica caratterizzata dall'aumento della frequenza e della profondità degli atti respiratori che portano a una maggiore ventilazione polmonare. È l'aumento della profondità degli atti respiratori, che si susseguono ad una normale frequenza. Ne consegue un aumento della ventilazione polmonare, che di norma (nel soggetto adulto a riposo) è di circa 500 cc d'aria al minuto.

L'iperpnea è solitamente accompagnata dall'aumento dei battiti cardiaci e da affaticamento. Tra le cause fisiologiche che risultano associate all'iperpnea trovano spazio lo sforzo fisico e le tensioni emotive, tra le cause patologiche sono invece presenti condizioni molto diverse tra loro, come insufficienze cardiache, presenza di sepsi, acidosi metabolica, sinusite. L'esempio più comune di iperpnea si ha fisiologicamente al termine di uno sforzo fisico. L'aumento della ventilazione polmonare, infatti, riflette una compensazione dei gas respiratori, che migliora l'ossigenazione del sangue ed allontana gli acidi.

L'iperpnea si può osservare anche in stati tossici (es. abuso di alcol), metabolici (es. acidosi metabolica), infettivi (es. sepsi) e in caso di tensione emotiva. Non è comunque da confondere con la dispnea, che indica un'alterazione del ritmo degli atti respiratori (respiro difficoltoso e affannoso).

Iperpnea nell'EEG: Un Test di Attivazione

In una fase successiva dell'esame EEG, sarà chiesto al paziente di effettuare ripetutamente delle respirazioni molto profonde, per un periodo di circa tre minuti. Questo è noto come iperventilazione o iperpnea (Hp) e serve per slatentizzare (in conseguenza di un’indotta vasocostrizione arteriosa cerebrale da ipocapnia ed alcalosi) eventuali anomalie intercritiche. Consiste nell’effettuare una respirazione ritmica più rapida e più profonda del normale per 3 o 5 minuti al fine di ottenere un'adeguata attivazione EEG.

L'iperpnea è presa in considerazione per la valutazione dell'epilessia. Insieme alla stimolazione luminosa intermittente, infatti, è una delle cosiddette "prove di attivazione" (in pratica, può provocare la comparsa fenomeni epilettiformi). L’Hp può indurre sintomi fastidiosi tipo formicolii agli arti, vertigini, visione offuscata, etc, che sono però transitori e trascurabili.

Significato delle Anomalie Rilevate durante l'Iperpnea

L’attività elettrica cerebrale può essere alterata in quasi tutte le patologie del sistema nervoso centrale, in particolare nell’ epilessia, nei tumori cerebrali, nelle encefalopatie, nelle cefalee, nella sclerosi multipla, negli esiti dei traumi cranio-encefalici. L’EEG permette di evidenziare elementi di significato patologico, quali anomalie focali o generalizzate, oppure l’alterata rappresentazione dei ritimi fisiologici per l’età, o la depressione dell’attività elettrica.

Preparazione all'EEG

L’esame non necessita di alcuna preparazione specifica, non è necessario il digiuno, non c’è indicazione a modificare la propria terapia domiciliare neanche antiepilettica. In alcuni casi è opportuno eseguire una registrazione dopo che il paziente è stato sveglio la notte precedente l’esame. Nei bimbi piccoli è molto utile registrare l’EEG del sonno.

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