Scopriamo la Ionoforesi, una terapia di fisioterapia utile al ripristino da determinate patologie. Ma di preciso cos’è la Ionoforesi? Come suggerisce il nome, i protagonisti della Ionoforesi sono gli ioni. Ti basterà sapere che lo ione è un’entità molecolare elettricamente carica e che può essere caricata negativamente o positivamente (ioni negativi e positivi).
Cos'è la Ionoforesi?
La ionoforesi, termine che deriva dal greco e significa “trasporto di ioni”, è una tecnica terapeutica consolidata che sfrutta la corrente continua per far “viaggiare” i farmaci attraverso la nostra pelle. Come un’ambulanza elettrica, la corrente crea un campo che guida i farmaci carichi, in base alla loro polarità, verso il bersaglio desiderato.
Attraverso un apposito generatore vengono introdotti ioni nell’organismo tramite corrente elettrica. Ioni negativi e positivi sospesi in determinate soluzioni (farmaci allo stato puro) si spostano per mezzo della corrente elettrica che agisce su di loro. Di base, le cariche elettriche si respingono reciprocamente, quindi gli ioni positivi verranno trascinati nell’organismo da elettrodi positivi e viceversa per gli ioni negativi.
In sostanza, questa tecnica rivoluzionaria (indolore e non invasiva) sfrutta l’uso di una carica elettrica (corrente continua a bassa intensità) allo scopo di somministrare alte concentrazioni di un determinato farmaco per via transdermica (attraverso la pelle) senza ricorrere ad iniezioni. In due parole, si tratta di un’iniezione senza ago.
Prevede appunto l’uso di un generatore di corrente che genera un campo elettrico trasmesso grazie a due elettrodi posizionati nella zona interessata. La corrente continua veicolerà il farmaco ionizzato verso il polo opposto per facilitare un rapido e immediato assorbimento.
Tipi di Ionoforesi
Esistono due tipi principali di ionoforesi:
- Ionoforesi continua: Utilizza una corrente continua a bassa intensità.
- Ionoforesi pulsata: Utilizza impulsi di corrente continua con periodi di interruzione ad alta intensità, per tempi di applicazione più lunghi.
Queste due modalità danno approssimativamente gli stessi effetti, tutto sta alla tolleranza della persona per gli stimoli elettrici.
Meccanismi di Veicolazione dei Farmaci
Proprio in tema di efficacia, andiamo a vedere quali sono i fattori che favoriscono un migliore risultato della ionoforesi:
- Dimensioni e carica del farmaco: i farmaci con dimensioni molecolari più piccole e carica più elevata penetrano più facilmente attraverso la pelle.
- Concentrazione del farmaco: Una concentrazione maggiore del farmaco nella soluzione ionizzata ne favorisce il trasporto.
- Durata del trattamento: Un trattamento più prolungato permette una maggiore penetrazione del farmaco.
- Caratteristiche della pelle: La pelle più sottile e idratata permette un passaggio più facile dei farmaci.
- Idratazione generale del corpo: una buona idratazione generale favorisce il successo del trattamento.
Come si Svolge la Ionoforesi e Quanto Dura una Seduta?
Prima del trattamento dovrai cospargere la zona del interessata con una sostanza ionizzata contenente il farmaco; in alcuni casi il farmaco verrà distribuito su uno dei due elettrodi (quello corrispondente alla polarità del farmaco). Si copre la sostanza da un elettrodo, positivo o negativo a seconda del farmaco che viene impiegato.
Successivamente, due elettrodi, uno positivo e uno negativo, vengono posizionati sulla pelle e collegati a un generatore di corrente continua. La corrente a bassa intensità crea un campo elettrico che “spinge” i farmaci carichi attraverso la pelle, raggiungendo i tessuti profondi dove possono svolgere la loro azione. Questo è il “segreto” che rende la ionoforesi così efficace!
La procedura prevede di applicare sulla cute, in corrispondenza dell'area da trattare, una sostanza ionizzata analgesica o antinfiammatoria in forma liquida o in gel. La sostanza viene poi coperta da un elettrodo (polo positivo o negativo, a seconda del farmaco impiegato). Il circuito viene chiuso da un altro elettrodo posto abitualmente dal lato opposto dell’articolazione da trattare.
Per una seduta di ionoforesi efficace, la durata minima consigliata è di 20 minuti, ma, come vedremo, un trattamento prolungato permette una maggiore penetrazione del farmaco nella pelle con migliori risultati! La durata di una seduta di ionoforesi varia dai 10 ai 30 minuti, con 20 minuti circa di media. E per questa ragione, è fondamentale affidarsi a strutture e professionisti del settore.
Prima di iniziare il trattamento, l’area da trattare deve essere ben pulita e sgrassata con cura per non ostacolare la penetrazione del farmaco all’ interno dei tessuti.
Perché Ricorrere alla Ionoforesi e a Quali Patologie è Indicata?
Immagina di avere un dolore articolare fastidioso. Con la ionoforesi, il medico può somministrare un farmaco antidolorifico direttamente sulla zona interessata, senza bisogno di aghi.
La corrente continua crea un varco nella barriera cutanea, permettendo al farmaco di penetrare in profondità e raggiungere il sito del dolore, dove può esplicare la sua azione benefica in modo mirato e con minimi effetti collaterali. La ionoforesi può essere utilizzata anche in autotrattamento da parte del paziente, ovviamente dopo una adeguata formazione.
Ma che tipo di condizioni possono essere trattate grazie alla ionoforesi?
- Infiammazioni e dolori muscolo-scheletrici.
- Lesioni muscolari e ossee.
- Malattie degenerative o infiammatorie delle articolazioni.
- Iperidrosi
- Malattia di Peyronie.
L’elettroterapia con ionoforesi è indicata nel trattamento di patologie che interessano strutture non profonde, che non presentano un eccessivo rivestimento di tessuto adiposo e muscolare. Si rivela particolarmente efficace nelle patologie tibio-tarsica, del polso, gomito, ginocchio e mano.
Con questo trattamento è possibile intervenire su: Infiammazioni; Sintomatologie dolorose articolari, tendinee, settoriali diffuse, dolori reumatici; Edemi, gonfiori; Borsiti; Lesioni fibrolitiche; Miosite ossificante; Capsulite adesiva; Patologie inserzionali (fascite plantare, epicondilite laterale, tendinite d’Achille, tendinite del rotuleo, tendinopatie, spina calcaneare, tallonite); Osteoartrosi; Osteoporosi; Periartrite scapolo-omerale; Artrosi; Artrite; Sciatica; Cisti tendinee; Mialgie; Ischemia; Spasmi, contratture e strappi muscolari; Tessuti cicatriziali, cicatrici; Depositi di calcio, calcificazioni; Miceti; Iperidrosi (sudorazione eccessiva) di mani, piedi, ascelle e volto; Inestetismi causati dalla cellulite.
Ovviamente, l’azione terapeutica (antinfiammatoria, analgesica, ecc.) varia in base al farmaco impiegato durante il trattamento.
La ionoforesi per i suoi innumerevoli vantaggi terapeutici viene utilizzata per la cura di diverse patologie, principalmente viene impiegata per alleviare il dolore di alcune malattie muscolari come artrosi, artrite, sciatica e strappi muscolari. Con la ionoforesi il farmaco viene somministrato direttamente nella zona interessata, favorendo il rapido assorbimento e accelerando i tempi di guarigione. Un altro beneficio della ionoforesi è la possibilità di somministrare un farmaco puro, senza eccipienti, riducendo così l’insorgenza di allergie e infiammazioni. Durante il trattamento con ionoforesi si aumenta la cosiddetta soglia di eccitabilità, riducendo immediatamente il dolore.
Ionoforesi per Iperidrosi
Oltre a combattere il dolore, la ionoforesi si rivela un valido alleato nella gestione dell’iperidrosi. L’iperidrosi è una sudorazione eccessiva che influisce sulla qualità della vita dei pazienti, causando disagio sociale e lavorativo e stress emotivo.
L’iperidrosi primaria è una sudorazione eccessiva, bilaterale e simmetrica, localizzata alle ascelle, ai palmi delle mani, alle piante dei piedi o alla regione craniofacciale e non causata da altre condizioni sottostanti. L’iperidrosi secondaria può essere focalizzata o generalizzata ed è causata da una condizione medica sottostante o dall’uso di farmaci. In questo caso, il farmaco utilizzato è spesso un anticolinergico, che agisce sulle ghiandole sudoripare riducendo la produzione di sudore.
L’applicazione di questa tecnica su mani, piedi o ascelle permette di ottenere un controllo efficace sulla sudorazione, migliorando la qualità della vita di chi ne soffre. Su mani e piedi solitamente si applica con l’ausilio di una bacinella riempita con pochi millimetri di acqua naturale (acqua del rubinetto), dove vengono immersi i due elettrodi (positivo e negativo) su cui si appoggiano mani o piedi. In alternativa, si possono utilizzare delle apposite spugnette imbevute d’acqua.
Quali Sono gli Effetti e i Benefici della Ionoforesi?
Dopo aver capito meglio cos’è la ionoforesi, andiamo più nel dettaglio a vedere quali siano gli effetti benefici di questo trattamento:
Vantaggi della Ionoforesi
La ionoforesi offre numerosi vantaggi rispetto ad altre vie di somministrazione di farmaci, tra cui:
- Somministrazione non invasiva: non richiede iniezioni o aghi, rendendola una procedura più confortevole per i pazienti.
- Azione mirata: il farmaco viene rilasciato direttamente nella zona interessata, minimizzando gli effetti collaterali sistemici (non vengono impiegati eccipienti).
- Dosaggio personalizzato: la dose del farmaco può essere regolata in base alle esigenze del paziente.
- Alta efficacia: in molti casi, la ionoforesi si rivela più efficace di altre vie di somministrazione.
- Aumento della soglia di eccitabilità: durante il trattamento con ionoforesi viene alzata la soglia di eccitabilità delle fibre, riducendo così la sensazione del dolore.
- Evita la somministrazione di farmaci per via sistemica (orale, endovenosa, intramuscolare).
- Consente di introdurre nell’organismo sostanze ‘pure’ (senza eccipienti) direttamente nell’area da trattare senza apportare alcun danno ad altri organi.
- Permette agli ioni di legarsi a certe proteine protoplasmatiche aumentando, in questo modo, il tempo di permanenza in circolo del farmaco, che verrà assorbito lentamente (a rilascio prolungato) evitando effetti collaterali.
- Migliora il trofismo dei tessuti superficiali e profondi.
- Iperpolarizza le terminazioni nervose nel senso che eleva la soglia di eccitabilità ottenendo un effetto antidolorifico più elevato.
- Determina un lieve aumento del flusso ematico.
Questo sistema terapeutico è in grado di far assorbire alla zona interessata dalla patologia una quantità di farmaco fino a 100 volte maggiore di quella assorbita per via gastrica.
Azione ed Effetti Terapeutici
A seconda della patologia trattata e, di conseguenza, del farmaco utilizzato, la Ionoforesi svolge un’azione:
- Antinfiammatoria
- Antalgica
- Antiedemigena
- Miorilassante
- Ricalcificante
- Sclerotica
Interviene sull’infiammazione, sul dolore, favorisce il drenaggio dei liquidi ed aumenta la vascolarizzazione.
Farmaci Utilizzati nella Ionoforesi
Di volta in volta, il farmaco necessario per curare la patologia deve essere posto sull’elettrodo corrispondente alla sua polarità: se si tratta di un principio attivo di polarità positiva dovrà essere applicato sulla placca positiva e viceversa, mentre se è bipolare può essere applicato indifferentemente.
Durante la terapia, la placca con il farmaco verrà applicata sulla zona da trattare, mentre l’altra placca dovrà essere mantenuta ad una distanza di circa 20-30 cm. In questo modo, la corrente continua veicolerà all’interno dei tessuti il farmaco ionizzato fino al completo assorbimento.
Tra i farmaci più utilizzati nell’elettroterapia, ricordiamo i corticosteroidi (antinfiammatori), lidocaina (anestetico locale), epinefrina (vasocostrittore), ialirunidase (enzima che degrada l’acido ialuronico), istamina (vasodilatatore), acetato o acido acetico che aumenta la solubilità dei depositi di calcio nei tendini. Tra i farmaci impiegati nella ionoforesi, molto utilizzato è il Ketoprofene, da mettere sul polo negativo, disponibile in soluzione acquosa.
Esempi di Farmaci e Polarità
Di seguito, elenchiamo una lista dei farmaci utilizzati con polarità positiva, negativa e bipolarità.
- Farmaci con polarità negativa: Acetilsalicilato di lisina, Diclofenac sodico, Indometacina sale di glumina, Flumetasone, Ketoprofene, Pentosano polifosfoestere, Cloruro di sodio (soluzione al 2/100).
- Farmaci con polarità positiva: Baclofene, Dantrolene, Fenilbutazone, Glicole salicilato, Idrocortisone, Metile nicotinato, Novocaina, Pridinolo mesilato, Sulfopoliglicano, Tiochilcoside, Vitamina B1 e B2, Alfachimotripsina (soluzione all’1/1000), Bicloridato di istamina (soluzione allo 0.2/1), Benzidamina (soluzione al 5/100), Carbaina (soluzione al 5/100), Citrato di potassio (soluzione all’ 1/1000), Cloruro di calcio (soluzione al 2/100).
- Farmaco con bipolarità: Benzidamina cloridrato.
Controindicazioni della Ionoforesi
Andiamo ad analizzare tutte quelle che possono essere considerate controindicazioni della ionoforesi. Per quanto questa sia generalmente una tecnica sicura e ben tollerata, come ogni trattamento, presenta alcune controindicazioni riportate obbligatoriamente all’interno dei manuali d’uso, le principali sono:
- Se le spugnette non sono ben bagnate, si incorre nel rischio di ustioni.
- Presenza di dermatiti ed abrasioni (non collocare elettrodi al di sopra di queste zone).
- Alterata sensibilità cutanea.
- Malattie della coagulazione del sangue.
- Presenza di mezzi metallici nei tessuti attraversati dalla corrente.
- Stati di fragilità capillare.
- Presenza di stimolatori cardiaci, defibrillatori o altri dispositivi elettronici di supporto a funzioni vitali nel punto di trattamento.
- Gravi aritmie.
- Gravidanza.
- Presenza di pacemaker o mezzi di sintesi metallici.
- Gravi disturbi cardiaci e aritmia cardiaca.
- Epilessia.
- Polineuropatie.
- Patologie neurologiche periferiche.
- Vasculopatie.
- Allergie ed intolleranze specifiche verso il farmaco da utilizzare.
- Ipoestesia cutanea.
- Piede diabetico (rischio elevato di ustioni).
- Ferite, piaghe e lesioni cutanee.
- Dermatiti.
La ionoforesi è sconsigliata nei seguenti nei pazienti che presentano: pacemaker, protesi metalliche, lesioni cutanee, epilessia ed ipoestesia.
Può sottoporsi a questo trattamento chi ha la pelle sana, priva di lesioni, abrasioni o altri problemi cutanei: in caso contrario, si può rischiare un’ustione più o meno importante.
Effetti Collaterali
La Ionoforesi è una terapia non invasiva e indolore. Presenta effetti collaterali non rilevanti e temporanei come una leggera sensazione di calore, un lieve pizzicore, intorpidimento o arrossamento della zona trattata.
Se si avverte un pizzicore particolarmente fastidioso il fisioterapista dovrà procedere controllando l’area trattata e regolando l’intensità per evitare il rischio (seppure raro) di piccole ‘ustioni elettriche’. Prima del trattamento, la cute deve essere preparata, ben idratata evitando creme idratanti troppo grasse che non aiutano il passaggio di corrente e del farmaco.
Se, invece, si avverte bruciore è necessario sospendere il trattamento. Si sconsiglia il trattamento a persone molto anziane, con pelle a rischio o sotto terapia di Cumadin che sembra aumentare la possibilità di ustioni.
La Corrente Continua Fa Male?
La densità di corrente utilizzata è sufficiente a permettere al farmaco di penetrare attraverso i pori della pelle ma non risulta dolorosa. La sensazione che il paziente può provare è un deciso formicolio sulla zona degli elettrodi. Nel caso di dolore è necessario ridurre l’intensità dell’impulso.
La Ionoforesi Fa Male?
La domanda “La ionoforesi fa male?” è comune tra i pazienti. I trattamenti di ionoforesi hanno dimostrato di essere generalmente ben tollerati, con effetti collaterali minimi.
Gli effetti collaterali occasionali includono eritema transitorio ed edema al sito degli elettrodi del pene o addominali, ma non sono stati osservati effetti collaterali gravi.
Su Quali Parti del Corpo si Può Effettuare?
La ionoforesi è una tecnica versatile che può essere utilizzata su diverse parti del corpo per trattare varie condizioni. La sua natura non invasiva è infatti perfetta per garantire utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per favorire l’assorbimento di farmaci attraverso la pelle, rendendolo efficace in molteplici situazioni.
Ecco le parti del corpo dove si può applicare la ionoforesi:
- Mani e piedi: spesso utilizzata per trattare l’iperidrosi (eccessiva sudorazione).
- Gomiti e ginocchia: utile per ridurre l’infiammazione in caso di tendiniti e artriti.
- Collo e schiena: efficace per alleviare il dolore muscolare e le tensioni: La ionoforesi alla schiena può essere utile per alleviare il dolore al nervo sciatico, ad esempio.
- Pene: La Ionoforesi al pene è una procedura ottimale per trattare la malattia di Peyrone.
Per eseguire la ionoforesi sul viso, sono state create apposite maschere in materiale spugnoso. La ionoforesi si applica di regola ad articolazioni dolenti e/o infiammate.
Ionoforesi per la Malattia di Peyronie
Se stai cercando una soluzione efficace per trattare la malattia di Peyronie, la ionoforesi al pene potrebbe essere l’opzione giusta per te. Questo trattamento non invasivo utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per favorire l’assorbimento di farmaci direttamente nel corpo del pene, riducendo così la curvatura del pene e alleviando il dolore associato.
Se soffri di questa condizione e desideri esplorare opzioni terapeutiche innovative, consulta il tuo medico per valutare se la ionoforesi per Peyronie può fare al caso tuo.
Vantaggi della Ionoforesi per Peyronie
- Non invasiva: nessun intervento chirurgico necessario.
- Indolore: il trattamento è generalmente ben tollerato.
- Efficace: può migliorare significativamente la qualità della vita.
- Sicura: ampiamente raccomandata da specialisti.
Studio sull’Utilizzo della Ionoforesi sulla Malattia di Peyronie
In questo studio, un recipiente autoadesivo di plastica è stato applicato sulla pelle del pene sopra la placca. Il recipiente è stato riempito con una soluzione specifica per trattare le placche legate a questa patologia.
L’elettrodo positivo di un generatore di corrente è stato collegato al recipiente, mentre il catodo è stato fissato all’addome inferiore. La ionoforesi è stata eseguita utilizzando una corrente continua a 5 mA per 20 minuti, tre volte a settimana per un totale di 10 trattamenti. Il trattamento è continuato fino alla risoluzione dei sintomi o fino a quando il paziente non si è dichiarato soddisfatto.
Risultati dello Studio
Dei 100 pazienti trattati:
- 79 avevano una placca cavernosa palpabile.
- 19 presentavano un indurimento diffuso e un allargamento del setto intercavernoso.
- 2 non avevano placche definite.
Efficacia della Ionoforesi nella Malattia di Peyronie
- Il dolore è stato eliminato nel 63% dei pazienti e significativamente migliorato nel 33%, con riduzione completa o significativa già dopo 2-3 settimane di terapia.
- La placca è stata ridotta nel 39% dei pazienti e scomparsa completamente nel 14%.
- Nei pazienti con indurimento del setto intercavernoso, il 74% non ha mostrato miglioramenti, mentre il 21% ha mostrato una riduzione delle dimensioni.
- La deviazione del pene è migliorata significativamente nel 16% dei pazienti e meno pronunciata nel 21%, mentre nel 55% non ci sono stati cambiamenti.
Ciclo e Sedute
In genere, un ciclo completo di Ionoforesi prevede da 10 a 15 sedute. Ogni seduta ha la durata di 25-30 minuti e viene eseguita con cadenza giornaliera.
Il Trattamento Richiede una Preparazione Specifica?
Non viene richiesta una preparazione specifica da parte del paziente.
Ionoforesi: Farmaco Puro con l’Elettroterapia Indolore e Non Invasiva
Hai già sentito parlare di Ionoforesi ma non hai ben chiaro di che si tratta, come funziona, cosa cura, quali sono le indicazioni e le controindicazioni, eventuali effetti collaterali. Una cosa è certa: nei centri di Fisioterapia qualificati come Ryakos è sempre più presente ed utilizzata con successo. Quindi, continuerai a sentirne parlare ed a chiederti: di preciso cos’è la Ionoforesi?
Vogliamo risponderti con un approfondimento che ti chiarirà le idee una volta per tutte. Cercheremo di farlo usando termini e concetti semplici. Spesso, gli articoli scientifici e medici mettono in crisi il lettore. Noi cercheremo di farti arrivare all’ultima riga evitandoti questo tipo di ‘crisi’.
E sì, la Ionoforesi funziona davvero.
La ionoforesi, quindi, rientra nel gruppo delle elettroterapie che utilizzano corrente continua, diversamente dalla TENS terapia, che utilizza la corrente alternata. La corrente utilizzata varia da 5 a 10 milliampere ed è prodotta da un generatore che la trasmette a due elettrodi. Questi ultimi vengono posizionati a contatto con la cute della regione in cui verrà somministrato il farmaco.
Benefici e vantaggi della ionoforesi
- consente di iniettare un farmaco senza usare ago
- non danneggia organi e tessuti
- permette agli ioni di legarsi con determinate proteine (il tempo di permanenza in circolo del farmaco aumenta)
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