Quando si tratta di riparare un'ernia inguinale, ci sono due tecniche principali tra cui scegliere: la laparoscopica e la open. Ogni metodica presenta dei propri vantaggi e dei propri svantaggi.
Tecnica Laparoscopica
La tecnica laparoscopica è nota per le sue incisioni minime, che riducono il rischio di infezioni e lasciano cicatrici quasi invisibili. Questo approccio è particolarmente vantaggioso per chi desidera un recupero rapido e meno dolore post-operatorio.
Inoltre, è ideale per le ernie bilaterali, poiché richiede solo tre piccole incisioni. Le linee guida internazionali raccomandano di scegliere la tecnica laparoscopica per le ernie bilaterali e per i pazienti con recidive.
Postoperatorio
- Recupero Sprint: I pazienti tornano in forma più velocemente, spesso entro pochi giorni, e con meno dolore post-operatorio.
- Minore Dolore: Grazie alle incisioni più piccole, il dolore post-operatorio è generalmente minore, permettendo un ritorno più rapido alle attività quotidiane.
L'intervento consiste nel riparare il difetto erniario con una rete inserita nella parte interna del difetto invece che dalla parte esterna come nell'ernioplastica tradizionale. La riparazione viene eseguita per via laparoscopica, inserendo gli strumenti e la rete attraverso tre piccoli fori di 0,5 cm , insufflando gas nell'addome .
Tuttavia, la laparoscopia richiede anestesia generale, che comporta un rischio leggermente maggiore rispetto all’anestesia locale.
La tecnica laparoscopica , per contro, richiede necessariamente l’approccio in anestesia generale, di solito con degenza di una notte dopo l’intervento.
Il grosso vantaggio di questa tecnica sta nel recupero postoperatorio nettamente più rapido e meno doloroso, con ripresa dell’attività fisica e sportiva leggera in pochi giorni. Inoltre la protesi posizionata per via intraperitoneale ha una tenuta ai carichi fisici più elevata, ed è quindi particolarmente indicata nei pazienti che praticano attività sportiva intensa , amatoriale o professionale, o hanno necessità di una rapida ripresa postoperatoria.
Ancora, è un’indicazione perfetta per pazienti giovani, con tessuti robusti, in cui l’intervento tradizionale può essere di maggior peso.
Indicazione classica è la presenza di un’ ernia bilaterale. In laparoscopia si può valutare molto bene l’entità del difetto di entrambe le parti, compresa l’eventuale presenza di ernie particolari associate (ad esempio un’ernia crurale). E’ quindi possibile effettuare in un unico tempo la riparazione di entrambi i difetti.
La tecnica laparoscopica è poi di scelta nel trattamento delle recidive, in cui i tessuti sono già stati “lavorati” per via tradizionale e quindi scompaginati da fenomeni cicatriziali.
Il trattamento dell’ernia inguinale per via laparoscopica appare ad oggi ben sperimentato, con innegabili vantaggi se condotto da mani esperte in termini di ripresa dell’attività, dolore e recupero postoperario.
La TAPP prevede un’anestesia generale, 3 piccole incisione cutanee (1 da 10 mm e 2 da 5 mm), l’intervento dura circa 20 minuti per lato. Anche in questo caso si posiziona una rete sintetica che viene a volte fissata con spirali di titanio.
Tecnica Open
D’altra parte, la tecnica open è una scelta consolidata e ampiamente disponibile. Pur essendo più invasiva della laparoscopia, la chirurgia tradizionale è ancora la prima scelta nell’ernia inguinale.
Può essere eseguita con anestesia locale, riducendo i rischi associati all’anestesia generale. L'anestesia generale è raccomandata per la laparoscopia, mentre l'anestesia locale o regionale può essere utilizzata per la tecnica open.
Attraverso una piccola incisione cutanea a livello dell’inguine, l’ernia viene riposizionata e trattenuta da una speciale rete sagomata in materiale sintetico e biocompatibile, allo scopo di rinforzare la parete addominale.
Questa tecnica si preferisce alla laparoscopia in caso di pazienti anziani o con presenza di patologie che rendono rischiosa l’anestesia generale.
L'ernioplastica inguinale eseguita con tecnica open prevede un intervento in day hospital con anestesia locale, della durata di circa 30 minuti, con un piccolo taglio sopra l’inguine. Quindi questo tipo di intervento è di fatto mininvasivo, di facile esecuzione e poco traumatico. Inoltre per fare in modo che non si viva l’evento chirurgico in modo troppo stressante ‒ l’anestesista somministrerà farmaci sedativi che non impediscono una rapida dimissione.
L’operazione mira a ripristinare una condizione di integrità, riducendo al minimo l’invasione dell’organismo. Attraverso una piccola incisione sopra l’inguine che può variare dai 3 ai 6 centimetri a seconda dell’ernia e del soggetto da operare viene reintrodotto nella cavità addominale il sacco erniario e il suo contenuto.
Una rete in materiale non riassorbibile viene posizionata in modo da creare una barriera che impedirà un’ulteriore formazione erniaria.
Ernioplastica tradizionale o inguinotomica La tecnica tradizionale inguinotomica prevede un incisione in regione inguinale , la riduzione del sacco erniario e l’apposizione di un materiale protesico (solitamente in polipropilene). L’intervento può essere eseguito in anestesia locale in alcuni pazienti.
Ecco perché i chirurghi preferiscono il metodo “open” rispetto alla laparoscopia per gli interventi di ernia inguinale semplice.
La Scelta del Chirurgo
È fondamentale che la decisione finale su quale tecnica utilizzare venga presa da un chirurgo esperto nella riparazione delle ernie inguinali. Ma cosa significa essere un chirurgo esperto? Secondo le linee guida, un chirurgo dovrebbe aver eseguito almeno 250 interventi di riparazione dell’ernia inguinale, di cui almeno 100 con tecnica laparoscopica, per essere considerato esperto.
Considerazioni aggiuntive
L’ernia inguinale non guarisce spontaneamente e non va sottovalutata anche se asintomatica. «Per ernia inguinale si definisce la protrusione, cioè la fuoriuscita di tessuto adiposo o visceri da un orifizio che si forma nella muscolatura inguinale a causa del suo indebolimento - spiega il dott. Ettore Lillo, chirurgo generale di Humanitas San Pio X -.
Quando compare può essere gestita temporaneamente con slip contenitivi o evitando sforzi, ma nel tempo è necessario l’intervento chirurgico, in laparoscopia o chirurgia tradizionale, perché l’ernia può ingrandirsi e complicarsi, oltre a dare dolore anche con eventi come lo sforzo della defecazione o un colpo di tosse.
Ostruzione e incarcerazione dell’ernia sono le complicanze che possono essere anche gravi, evitabili con l’intervento chirurgico.
La zona di maggiore debolezza della parete addominale e quindi sede di maggiore frequenza di ernia è la regione inguinale. I fenomeni che possono causare la comparsa di un'ernia inguinale sono molteplici. Oltre ad una predisposizione familiare, sono imputati gli sforzi fisici, l'obesità, il rapido dimagrimento, la debolezza muscolare.
Caratteristica delle ernie iniziali è che il gonfiore inguinale scompare in posizione sdraiata e ricompare in piedi. A questo si accompagnano un senso di peso, dolore e bruciore inguinale e testicolare che se trascurati possono evolvere verso le complicanze tra cui lo strozzamento erniario che necessita di un intervento chirurgico urgente!
Il problema dell'ernia inguinale è molto più frequente di quanto si pensi: ogni uomo nel corso della propria vita ha una altissima possibilità di sviluppare un’ernia inguinale circa il 30% mentre nelle donne è meno del 5%.
Basta una semplice visita specialistica in cui il chirurgo semplicemente palando la parte può fare diagnosi di ernia inguinale. Solo nei pazienti in sovrappeso e nelle ernie dubbie si ci può avvalere dell'ausilio della Ecografia.
Premetto che non c'è nessuna terapia oltre l'intervento chirurgico per la cura dell'ernia inguinale. Viene definita "ernioplastica con rete”. Oggi è possibile eseguire questo tipo di intervento in due modalità differenti: con taglio (open) oppure in laparoscopia.
In genere, la laparoscopia si preferisce in caso di ernia inguinale bilaterale , perché è possibile risolvere il problema contemporaneamente attraverso un unico accesso laparoscopio che prevede tre piccoli fori a livello addominale per introdurre lo strumentario chirurgico; oppure in caso di ernia inguinale recidiva perché consente di trattare l’ernia ricomparsa nello stesso punto della precedente senza dover passare attraverso la cicatrice ed, eventualmente, attraverso la rete del primo intervento.
Complicanze possibili
- Accumulo di sangue o fluido peritoneale nello spazio del canale inguinale che era occupato dall'ernia inguinale.
- Nell'uomo, gonfiore e comparsa di lividi in corrispondenza dei testicoli e/o alla base del pene.
- Danno permanente ai nervi passanti in prossimità del canale inguinale; tale danno alle strutture nervose si manifesta con dolore e senso di intorpidimento a livello della regione inguinale operata.
- Recidiva, ovvero la ricomparsa, a distanza di tempo e nello stesso punto, di un'altra ernia inguinale.
- Danno ai visceri interni (per esempio l'intestino).
- Emorragie, infezioni, formazione di coaguli sanguigni nelle vene, ictus o attacco di cuore durante l'operazione, reazione allergica ai farmaci anestetici o sedativi somministrati al paziente ecc.
Queste sono le complicanze tipiche di ogni intervento chirurgico eseguito in anestesia e che prevede delle incisioni cutanee più o meno estese. Valutare la storia clinica di un paziente significa interrogarlo per sapere, ad esempio, se sa di essere allergico a qualche farmaco anestetico, se soffre o ha sofferto in passato di problemi cardiocircolatori, se assume determinati farmaci e se, nel caso di una donna, è incinta.
Figura: ernia inguinale prima e dopo l'operazione. A prescindere dalla metodica a cui si ricorre, l'intervento di ernia inguinale dura dai 30 ai 45 minuti.
Un'ernia è detta incarcerata quando il viscere protruso rimane intrappolato nel foro presente sulla parete addominale da cui è fuoriuscito.
Un evenienza abbastanza frequente è il danneggiamento del nervo ileoinguinale, che passa nella regione da trattare, con conseguente alterazione della sensibilità in sede inguino-scrotale. Il più delle volte questo provoca ipo/anestesia nella zona, con diminuizione della sensibilità cutanea in regione inguinale.
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