Ernia Inguinale Laparoscopica: Una Guida Completa

L'ernia inguinale è una condizione comune che colpisce una percentuale significativa della popolazione mondiale. Si calcola che le ernie in generale colpiscano dal 5 al 7% della popolazione, e che di esse circa il 75% sia rappresentato dalle ernie inguinali. In Italia, si stima che circa 2.736.000 persone siano affette da ernia inguinale. La maggior parte di questi pazienti si sottopone a un intervento chirurgico.

Perché Scegliere la Laparoscopia per l'Ernia Inguinale?

Quando si propone a un paziente di operare la sua ernia inguinale in laparoscopia, è naturale che sorgano molte domande. In effetti, le ernie inguinali possono essere operate in anestesia locale, con tecniche relativamente semplici, ampiamente standardizzate e molto efficaci. Tuttavia, ci sono molte considerazioni a vantaggio della riparazione dell’ernia inguinale in laparoscopia, che tracciano la strada nella scelta della tecnica.

Uno dei motivi principali risiede nella legge di Pascal, che, applicata alla chirurgia dell'ernia, suggerisce che la pressione intra-addominale aiuta a fissare la rete di riparazione quando questa è posizionata sulla superficie interna dell'area del difetto erniario. Quindi operare un’ernia inguinale in laparoscopia significa realizzare un intervento in cui la riparazione è più stabile di quella fatta “dal di fuori”.

Altro motivo importante è che operando un’ernia inguinale in laparoscopia riusciamo a diagnosticare l’eventuale presenza di altri difetti di parete, spesso presenti in questi pazienti e non ricercati o non visti da chi visita - come, per esempio, un’ernia ombelicale o un’ernia inguinale controlaterale, cioè dall’altro lato, un’ernia crurale - e ripararli nel corso dello stesso intervento.

Inoltre, l'intervento di ernia inguinale in laparoscopia causa molto meno dolore postoperatorio rispetto all'intervento eseguito per via tradizionale.

Rischi Associati ai "Plugs" nella Chirurgia Tradizionale

Molti chirurghi che operano per via aperta hanno l’abitudine di utilizzare dei “plugs”, ossia delle specie di “tappi” di materiale plastico che vengono inseriti nell’anello inguinale interno allo scopo di ridurne le dimensioni. Pessima abitudine, perché questi plug hanno la sgradevole tendenza a migrare, finendo spesso dentro la cavità addominale e provocando aderenze con le anse intestinali che, nei casi più gravi, possono finire lesionate da queste masserelle di plastica, fino alla perforazione intestinale.

Ricordate: se state per essere operati per un’ernia inguinale, chiedete al Chirurgo se intende utilizzare un plug; se vi dice di sì, pensateci!

Vantaggi Chiave della Laparoscopia

Riassumendo, ecco i vantaggi principali dell'ernia inguinale laparoscopica:

  • Migliore riparazione del difetto erniario, con reti più grandi e con tenuta ottimale.
  • Possibilità di diagnosticare e riparare nel corso dell’intervento altre ernie sfuggite alla diagnosi.
  • Meno dolore postoperatorio.

A questo aggiungete che, ormai da anni, la comunità scientifica dei Chirurghi che si occupano di parete addominale, ha stabilito che la chirurgia dell’ ernia inguinale in laparoscopia rappresenta il “gold standard” per il trattamento di questa frequente, fastidiosa ed a volte gravissima patologia.

Tuttavia, seguendo probabilmente delle abitudini radicate che fanno dell’intervento di ernioplastica inguinale per via aperta una chirurgia che può eseguire qualsiasi chirurgo, anche chi non sia particolarmente specializzato nella chirurgia della parete addominale, ed anche perché l’intervento per ernia inguinale in laparoscopia non è affatto semplice, ma prevede una lunga e faticosa curva di apprendimento, oggi la stragrande maggioranza dei chirurghi non si cimenta con la chirurgia laparoscopica dell’ ernia inguinale. Ovviamente, con grave pregiudizio del paziente.

Come Avviene l'Intervento Laparoscopico?

Operativamente, per il paziente ciò comporta un’anestesia generale invece della locale, ed una notte di ricovero.

La tecnica più comune si chiama TAPP (Trans Abdominal Pre-Peritoneal) e consiste nel praticare sull’addome tre forellini attraverso i quali si inseriscono gli strumenti chirurgici e una telecamera. In sostanza questa tecnica prevede che il chirurgo da dentro l’addome, per via laparoscopica e quindi con solo tre piccole incisioni di 5 mm sull’addome, riduca l’ernia e posizioni la rete a coprire i difetti della parete anteriormente al peritoneo.

Ernia Inguinale Recidiva: Meglio la Laparoscopia?

La recidiva dell'ernia inguinale è un problema che interessa una percentuale di pazienti operati. Un recente studio, condotto su oltre 46.000 pazienti in Danimarca, ha dimostrato che l’incidenza della recidiva dell’ernia inguinale continua a interessare circa il 4% dei pazienti. In linea teorica solo in Italia l’ernia inguinale recidiva interessa oltre 100.000 pazienti.

Operare un’ernia recidiva con l’incisione tradizionale quando l’ernia primitiva sia già stata operata per via anteriore significa danneggiare di nuovo un tessuto su cui il chirurgo era già passato nel corso del precedente intervento, in un’area in cui l’anatomia è stata comunque profondamente alterata dalla chirurgia subita dal paziente, e dove vi sono intensissimi fenomeni fibrotici dovuti alla presenza della rete: aumenta, e di molto, il rischio di lesioni vascolari e nervose e di dolore postoperatorio; la parete della regione inguinale si indebolisce ulteriormente, ed il rischio di una nuova recidiva aumenta. Il paziente rischia di trovarsi impelagato in un’odissea infinita e dolorosa.

Le linee guida, in questo caso stilate dalla European Hernia Society, parlano chiaro: “If previously anterior: consider open preperitoneal mesh or endoscopic approach (if espertise is present)” - ovvero: se il paziente è stato precedentemente operato per via anteriore, sono indicate la riparazione aperta con rete in posizione preperitoneale (per esempio le tecniche di Stoppa o di Wantz) o la tecnica endoscopica, sempre che expertise is present, ovvero che ci sia un Chirurgo esperto in questa procedura.

I vantaggi sono chiari: si ha la possibilità di riparare il difetto erniario con una rete decisamente più grande di quella che si usa nella chirurgia tradizionale dell’ernia, posizionata in un area “sana” rispetto a quella dove il chirurgo aveva precedente lavorato; e non raramente, si può scoprire che in realtà non si ha a che fare con un’ernia inguinale recidiva, ma con una nuova ernia, magari passata inosservata durante il precedente intervento, o magari formatasi in seguito; e che, guarda un po’, c’è un’ernia anche dall’altra parte, nell’altra regione inguinale, di cui né il paziente, né il chirurgo si erano accorti, e che può essere riparata nel corso dello stesso intervento, prima che cominci a dare fastidio.

Senza contare che il dolore postoperatorio è sensibilmente inferiore rispetto all’intervento tradizionale, e che il paziente può ritornare alle proprie attività molto più rapidamente.

Confronto tra Chirurgia Laparoscopica e Tradizionale

La scelta tra laparoscopia e chirurgia tradizionale dipende da vari fattori, generalmente legati alle caratteristiche e alla storia clinica del paziente. In genere, la laparoscopia si preferisce in caso di ernia inguinale bilaterale, perché è possibile risolvere il problema contemporaneamente attraverso un unico accesso laparoscopio che prevede tre piccoli fori a livello addominale per introdurre lo strumentario chirurgico; oppure in caso di ernia inguinale recidiva perché consente di trattare l’ernia ricomparsa nello stesso punto della precedente senza dover passare attraverso la cicatrice ed, eventualmente, attraverso la rete del primo intervento. L’intervento in laparoscopia si esegue in anestesia generale, mentre quello in chirurgia tradizionale richiede anestesia locale con sedazione.

Pur essendo più invasiva della laparoscopia, la chirurgia tradizionale è ancora la prima scelta nell’ernia inguinale. Attraverso una piccola incisione cutanea a livello dell’inguine, l’ernia viene riposizionata e trattenuta da una speciale rete sagomata in materiale sintetico e biocompatibile, allo scopo di rinforzare la parete addominale. Questa tecnica si preferisce alla laparoscopia in caso di pazienti anziani o con presenza di patologie che rendono rischiosa l’anestesia generale.

La tecnica di posizionamento della protesi (la “rete”) per via anteriore inguinale (il vecchio taglio all’inguine) è a mio avviso così inferiore alla tecnica laparoscopica, che non ritengo utile nemmeno parlarne. Rimangono solo poche le indicazioni a questa tecnica: pazienti che non possono sottoporsi ad anestesia generale, pazienti che hanno eseguito interventi in addome con compromissione dei tessuti della pelvi o aderenza insuperabili. Per tutti gli altri pazienti il trattamento per via laparoscopica, l’ernioplastica laparoscopica con tecnica transperitoneale, è, a mio avviso, il trattamento chirurgico da preferire.

Vantaggi Aggiuntivi della Tecnica Laparoscopica

Il primo vantaggio della tecnica laparoscopica per intervento ernia inguinale è la quasi totale assenza di dolore nel post operatorio.

Il secondo è il ritorno alle normali attività (comprese quelle sportive pesanti) in tempi rapidissimi. Dopo circa due settimane lo sportivo può riprendere gli allenamenti.

Il terzo è quello di ottenere una plastica più fisiologica: non si sezionano i tessuti (come nella tecnica per via inguinale) e la rete copre il difetto ogni volta che aumenta la pressione addominale.

È un intervento risolutivo che può essere eseguito con la classica tecnica chirurgica aperta o, come avviene in Humanitas Gradenigo, attraverso la tecnica laparoscopica introdotta in Ospedale dal dottor Claudio Filippa e dalla dottoressa Maria Paola Bellomo, responsabile dell’équipe di Chirurgia oncologica mininvasiva. Si tratta di chirurgia altamente mininvasiva che non prevede tagli se non la semplice apertura di tre forellini.

Questa tecnica permette un recupero più rapido delle attività quotidiane e un ritorno più celere all’attività sportiva: in genere, sette giorni dopo l’intervento, il paziente può già riprendere a guidare l’auto e svolgere un’attività lavorativa a bassa intensità, mentre circa tre o quattro settimane più tardi avrà un recupero completo della quotidianità. L’intervento con l’approccio mininvasivo dura poco più di mezzora e viene eseguito in anestesia generale. In alcuni casi selezionati, quando cioè il paziente è giovane, in eccellenti condizioni di salute e non ansioso, può essere utilizzata l’anestesia spinale che consente di tornare a casa il giorno stesso dell’intervento.

La chirurgia laparoscopica può essere utilizzata anche per le altre ernie della parete addominale anteriore e applicata senza problemi anche sul paziente anziano. In ogni caso, garantisce un ritorno più rapido alle attività quotidiane e una riduzione del dolore post operatorio.

Sintomi e Complicazioni dell'Ernia Inguinale

I sintomi di questa patologia sono evidenti e facilmente riconoscibili. Il sesso maschile è quello più colpito da tale patologia. Una tumefazione duro-elastica compare nella regione inguinale e, in caso di ernia inguinale indiretta, scivola fin giù allo scroto. Questa tumefazione che corrisponde quasi sempre ad un’ansa dell’intestino, si riposiziona manualmente o spontaneamente per gravità, all’interno dell’addome, per poi riscivolare fuori alla prima occasione, come un colpo di tosse o uno sforzo.

Il problema nasce se la tumefazione, ovverosia il tratto di intestino erniato, non ritorna in addome, magari per un cambiamento delle condizioni fisiche dell’ansa intestinale (edema, distensione gassosa o altro). In questi casi l’ernia si può “strozzare”. In altre parole si parla di ernia strozzata o ernia incarcerata, quando il contenuto che è erniato non rientra più in addome e presenta segni di sofferenza, spesso vascolare. Se non trattata prontamente con un intervento chirurgico, l’ernia strozzata può complicarsi con la perforazione o necrosi de tratto di intestino interessato.

Tabella Comparativa: Chirurgia Laparoscopica vs. Tradizionale

Caratteristica Chirurgia Laparoscopica Chirurgia Tradizionale
Incisioni Piccole (3 incisioni di 5-10 mm) Una singola incisione più grande
Anestesia Generale (generalmente) Locale con sedazione (generalmente)
Dolore Postoperatorio Minore Maggiore
Recupero Più rapido Più lento
Riparazione di altre ernie Possibile durante la stessa procedura Meno agevole
Rischio di recidiva Generalmente inferiore, soprattutto in caso di recidive Può essere più alto in caso di recidive

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