Mammotome Post Intervento: Guida Completa alla Biopsia Mammaria Vuoto-Assistita

Se hai notato un rigonfiamento al seno o se il medico ti ha detto che ha riscontrato un’alterazione nella mammografia o ecografia durante un controllo di routine, è possibile che sia necessario sottoporti a una biopsia mammaria. È molto probabile che prima ti sottopongano ad altri esami, come una seconda mammografia o un’ecografia, per avere maggiori informazioni sulla lesione. Ma se durante questi esami le caratteristiche della lesione o nodulo palpabile indicano che vi sono sospetti in merito al fatto che possa essere un cancro, oppure se non sono sufficientemente chiare per stabilire una diagnosi, sarà necessario praticare una biopsia.

Ci sono vari tipi diversi di biopsia, ma quella consigliata dal medico dipenderà dalle caratteristiche della lesione o nodulo palpabile nelle immagini degli esami. Quando la biopsia si effettua con agoaspirato, si possono utilizzare diversi tipi di aghi: sottile, spesso e vuoto-assistito. Nella biopsia con ago spesso (CNB), si ottengono campioni di tessuto della lesione, come quando si utilizzano dispositivi di biopsia vuoto-assistita (VAB); in quest’ultimo caso però la quantità di tessuto prelevato è maggiore e migliore rispetto alla biopsia con ago spesso. Le biopsie che si effettuano tramite operazione sono le biopsie chirurgiche, che solitamente richiedono il ricovero in ospedale e si svolgono sempre in sala operatoria, trattandosi di interventi chirurgici aperti.

Cos’è una Biopsia Vuoto-Assistita (VAB) o Mammotome?

La biopsia vuoto-assistita (VAB) è una tecnica di biopsia al seno in cui si utilizza un dispositivo speciale costituito da un ago contenente un bisturi e collegato a una pompa o sistema a vuoto. La biopsia vuoto-assistita (VAB) non è una tecnica nuova. Si è iniziato a utilizzarla a metà degli anni ‘90 per la biopsia di microcalcificazioni, ovvero un tipo di lesione della mammella. Le microcalcificazioni continuano a essere un’indicazione importante e la biopsia solitamente si effettua con un’apparecchiatura di stereotassi in posizione seduta o distesa di lato o prona.

Da alcuni anni la tecnologia ha sviluppato dei sistemi computerizzati che permettono di effettuare biopsie più rapide, più precise e meno invasive anche su lesioni molto piccole. Il più diffuso di questi sistemi è il Mammotome®. Il Mammotome® è un’agobiopsia completamente controllata dal computer. Rappresenta una strumentazione di grande valore, perché permette di fare diagnosi affidabili anche su lesioni microscopiche, senza dover ricorrere all’intervento chirurgico.

La biospia stereotassica della mammella è una valida alternativa alla biopsia chirurgica: consente di analizzare eventuali lesioni non palpabili con un intervento mini-invasivo durante il quale viene prelevato un campione di tessuto in corrispondenza delle aree del seno ritenute sospette. La procedura viene eseguita attraverso uno strumento molto sofisticato chiamato Mammotome® che consente l’asportazione del tessuto mediante una piccola sonda, controllata dal monitor di un computer. Per questo motivo la biopsia stereotassica del seno è detta anche Mammotome®. I campioni prelevati saranno inviati al patologo per l’esame istologico.

La stereotassi è una tecnica che consente di localizzare e centrare le lesioni non palpabili del seno in un punto molto preciso, ottenuto attraverso le immagini mammografiche eseguite durante la procedura stessa. Qualora l’interpretazione della mammografia sia dubbia, è utile un ulteriore approfondimento diagnostico che viene effettuato mediante prelievo di tessuto. A questo punto nella sede del prelievo viene rilasciata una clip (marker) inerte e biocompatibile che servirà a semplificare i monitoraggi futuri permettendo al chirurgo di ritrovare facilmente l’area sottoposta a biopsia. L’operazione non richiede successiva sutura in quanto l’incisione è unica e molto piccola, circa 3 mm. Si applica solo una leggera pressione per interrompere il sanguinamento e si copre il punto del prelievo con una medicazione.

Nuove Indicazioni e Vantaggi della VAB

Dagli inizi del secolo sono state sviluppate nuove indicazioni che possono evitare operazioni al seno, tanto per confermare la diagnosi dopo una mammografia, ecografia o altro tipo di agoaspirato mammario, come per estirpare determinate lesioni che non sono cancro. La prima è che non richiede il ricovero in ospedale. La VAB si effettua in ambulatorio e si può tornare a casa dopo la biopsia. La terza è che non richiede di tagliare o aprire la mammella, come avviene nelle operazioni in sala operatoria. L’ago della biopsia si introduce attraverso un piccolo foro praticato nella pelle e la lesione si “estrae” attraverso l’ago senza dover tagliare la pelle né suturarla al termine della biopsia. L’ultima, ma non meno importante, è che il recupero dopo l’intervento è molto più rapido che dopo un’operazione chirurgica e consente di riprendere le normali attività in pochi giorni.

La biopsia vuoto-assistita (VAB) ha il vantaggio di prelevare campioni più grandi, più numerosi e può arrivare a rimuovere tutta la lesione. In questo modo, i risultati dubbi sono molto meno frequenti e la biopsia in sala operatoria si può evitare quasi in tutti i casi. Altro vantaggio è dato dal fatto che la lesione viene rimossa completamente e se non è un cancro si può considerare “curata”, cosa non possibile con le altre tecniche di agobiopsia.

Se lo specialista che effettuerà uno qualunque dei tipi di biopsia descritti lo ritenesse necessario, si utilizzerà una tecnica di diagnostica per immagini per localizzare la lesione nella mammella (ecografia, RM o un’apparecchiatura chiamata “stereotassi” per individuare la lesione con la mammografia). In questo modo potrà orientarsi al momento di estrarre il campione.

La chirurgia aperta, la biopsia con ago spesso (CNB) e vuoto-assistita (VAB) hanno un livello di esattezza diagnostica simile per la conferma del cancro, sebbene dipenda dal tipo di lesione.

A Chi è Adatta la Biopsia con VAB?

La biopsia con VAB è adatta a chiunque, indipendentemente dall’età (dalle adolescenti fino alle persone anziane) e dal sesso, dato che anche se è più frequente che siano le donne a presentare lesioni alle mammelle che necessitano di biopsia, può essere necessaria anche negli uomini. Altro vantaggio della VAB è che si può intervenire su persone affette da patologie che rendono difficile un’operazione chirurgica, come i problemi di cuore o ai polmoni che talvolta possono presupporre un rischio in caso di anestesia generale in sala operatoria. Potendosi effettuare in anestesia locale, è una buona indicazione per persone con tali problemi di salute.

Nei tre casi, la biopsia vuoto-assistita (VAB) può essere una buona alternativa alla biopsia in sala operatoria a seconda del tipo di lesione. Ogni singolo caso deve essere valutato dal medico che prescrive la biopsia e dal radiologo specialista in senologia.

Limiti nelle Dimensioni della Lesione

Le dimensioni massime delle lesioni asportabili in modo sicuro dipendono dall’esperienza del medico e, ancora di più, dalle dimensioni della mammella, essendo di circa 4-5 centimetri.

Come Prepararsi all'Intervento

Prima dell'esame la paziente deve rimuovere gioielli o indumenti che possano interferire con le immagini radiografiche. Come per qualsiasi operazione ambulatoriale, anche in questo caso è necessario informare il senologo se si stanno assumendo farmaci o se si soffre di qualche allergia, specialmente agli anestetici. Come per la mammografia, il giorno dell'esame bisogna evitare anche deodoranti, polveri o creme, sia sotto le braccia che sul seno perchè potrebbero falsare l’immagine radiografica.

Il medico può consigliare di interrompere, già a partire da 3-5 giorni prima dell'esame, l’assunzione di determinati farmaci così da evitare i rischi di sanguinamento. Occorre sospendere i farmaci anticoagulanti in accordo con il centro TAO. La persona deve indossare capi comodi.

Come Viene Eseguita la Biopsia con Mammotome?

La procedura avviene in un’unica seduta. La biopsia sotto guida stereotassica (in gergo chiamata Mammotome) viene praticata in anestesia locale, mediante una piccola incisione nella parte indicata. Per l’esecuzione in posizione prona, la paziente è coricata su un lettino. Per l’esecuzione in posizione seduta, la paziente viene fatta sedere di fronte all’apparecchiatura. Si eseguono radiogrammi per la centratura.

L’uso di questa tecnica consente di prelevare più campioni di tessuto da sottoporre agli esami di laboratorio (istologici) per stabilire se la lesione è di natura maligna o benigna (ad esempio una cisti).

Se viene eseguita con apparecchiature tradizionali, può essere relativamente lunga (20-40 minuti) e in alcuni casi fastidiosa, a causa della prolungata compressione della mammella. La maggior parte delle pazienti non avverte nessun dolore. Solo l'inserimento dell'ago per l'anestesia può causare pochi secondi di fastidio. È del tutto normale sentire dei ronzii durante il prelievo dei campioni di tessuto. Non dovrebbe essere causa di eccessivi disagi anche l’eventuale inserimento di un segno di riconoscimento (marker) all’interno del seno, solitamente utilizzato per contrassegnare la posizione in cui è stato eseguito il prelievo.

È Dolorosa?

La biopsia con VAB non è dolorosa, anche se va sottolineato che la percezione del dolore è soggettiva. L’iniezione dell’anestesia può dare un po’ fastidio, dato che è necessario somministrare una quantità maggiore rispetto ad altri tipi di procedure e solitamente lo si fa attorno alla lesione. Quando l’anestesia ha fatto effetto, il resto della procedura non ha motivo di essere dolorosa.

Lascerà una Cicatrice?

Nella biopsia con VAB non è necessario “aprire” la mammella, come si fa solitamente durante le biopsie in sala operatoria. È sufficiente praticare un piccolo taglio di appena 2-3 millimetri attraverso il quale si introduce l’ago. Non è neanche necessario applicare punti di sutura: è sufficiente l’uso di alcune strisce adesive di carta da rimuovere poi dopo 3-4 giorni. Non essendo necessario tagliare né suturare la pelle, poche settimane dopo la biopsia la cicatrice è molto simile a una lentiggine o foruncolo, che poi solitamente sparisce.

Quanto Dura l’Intervento?

Sia la biopsia vuoto-assistita che la rimozione di una lesione con vuoto sono interventi relativamente brevi. Una biopsia tipica richiede circa 20-30 minuti. Come norma generale saranno necessari un po’ meno di 10 minuti per ogni cm di lesione da rimuovere.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento

Dopo l’intervento potresti notare una sensazione di lieve infiammazione. Dopo 2-3 giorni, questa sensazione scomparirà e potrai riprendere le tue normali attività in tutta sicurezza. È possibile che compaia un ematoma relativamente grande sul seno.

Le complicazioni più frequenti delle biopsie con ago sono gli ematomi, il sanguinamento dalla ferita e il dolore lieve. Dopo una biopsia con ago spesso o una VAB verrà applicata una medicazione e ti verrà chiesto di esercitare pressione sulla zona per circa 60 minuti affinché si riduca il rischio di sanguinamento ed ematoma. Si deve mantenere la medicazione per almeno 24 ore. Per velocizzare la guarigione, dovrai usare un reggiseno ben aderente per due giorni e due notti dopo l’intervento. Non preoccuparti delle eventuali ripercussioni sulle tue attività quotidiane, ma evita gli sforzi eccessivi per i primi due giorni o per il tempo consigliato dallo specialista che ha eseguito la biopsia. È normale che dopo la biopsia compaia un ematoma; inizierà a ridursi entro alcuni giorni fino a scomparire completamente, come qualunque altro ematoma.

Tra i rischi legati alla procedura sono inclusi sanguinamenti eccessivi, dolore, comparsa di ecchimosi o tumefazione. Raramente si verificano infezioni e altri tipi di complicanze. In genere, il disagio più intenso è avvertito dalle donne che hanno già subito un intervento nell’area identificata, per la presenza di cicatrici e tessuti più compatti. Una volta terminata l’operazione, si applica una borsa di ghiaccio secco per accelerare l’assorbimento degli eventuali ematomi e alleviare la sensazione dolorosa. La procedura non lascia grossolane cicatrici.

La paziente può tornare subito dopo alla propria abitazione, ma si consiglia di evitare sforzi e movimenti bruschi con le braccia.

Cosa Serve Dopo una Biopsia Mammaria?

Dopo aver effettuato la biopsia, il campione viene inviato al servizio di anatomia patologica, dove uno specialista, l’anatomopatologo, lo analizzerà con il microscopio per fare una diagnosi completa e confermare se la lesione è o meno un cancro. Successivamente, scriverà una relazione per il medico che ha svolto la biopsia. È importante avere pazienza dopo la biopsia, dato che i risultati possono arrivare dopo vari giorni (solitamente una o due settimane). Dopo aver ricevuto i risultati, il tuo medico ti chiederà di recarti in studio per spiegarti qual è il passo successivo da fare.

I risultati della biopsia fanno parte di una tripla valutazione del nodulo mammario o delle alterazioni osservate nella mammografia. Oltre alla biopsia, si utilizzeranno la valutazione clinica del tuo medico e le immagini dell’ecografia, la mammografia o qualunque altro esame diagnostico per immagini per confermare la diagnosi. A seconda del risultato, può essere necessario un monitoraggio dopo la biopsia, per un periodo solitamente non superiore a due anni, ma che dipenderà dalle indicazioni del tuo medico. In altre occasioni sarà necessario tornare a sottoporsi a biopsia o anche effettuare una biopsia chirurgica se il risultato dell’agobiopsia non è sufficiente o se si sospetta che si possa trattare di cancro, anche se il risultato dell’agoaspirato è benigno.

È possibile che tu sia preoccupata anche se il risultato dimostra che la lesione sottoposta a biopsia non è un cancro. È importante parlarne con l’equipe medica, dato che potranno fornirti appoggio, tranquillizzarti e consigliarti un piano d’azione consigliabile per la tua età e la tua anamnesi clinica e familiare.

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