Intervento di Laparoscopia per Diverticoli: Una Guida Dettagliata

La malattia diverticolare (MD) del colon è una delle patologie più frequenti nel mondo industrializzato, con picchi d’incidenza in USA ed Europa. Risulta in assoluto la più riscontrata durante la colonscopia, si pensi che, secondo alcune stime, quasi il 50% degli ultra 60enni ne è affetto.

Nel mondo industrializzato, il tratto di colon più frequentemente interessato è il colon sigma (alla sinistra dell’addome), ma si possono riscontrare in qualsiasi tratto del colon. Le cause sono disparate e la patogenesi multifattoriale: la teoria più accreditata è che una dieta povera di fibre, combinata a determinate predisposizioni genetiche e fattori ambientali, sia il meccanismo patogenetico più verosimile.

Se prima si credeva che la crescita e la progressione della malattia fosse basata esclusivamente sui comportamenti alimentari e gli stili di vita, studi recenti hanno sottolineato l’importanza della predisposizione genetica. I fattori ambientali, legati allo stile di vita, rimangono però i più rilevanti. Altri studi suggeriscono anche l’incidenza che il deficit di Vitamina D può avere nello sviluppo di diverticoliti complicate.

Cos'è la Diverticolite?

La diverticolite origina dall’infiammazione dei diverticoli del colon. Un diverticolo è un’estroflessione “a dito di guanto”, una specie di sacchetto, che si localizza nella parete di un organo cavo come l’esofago, l’intestino tenue od il colon. Esistono diverticoli congeniti, cioè presenti dalla nascita, come il diverticolo di Meckel, che si trova nell’intestino tenue; ed acquisiti, cioè formatisi dopo la nascita, spesso in età adulta.

I diverticoli acquisiti si formano in genere come conseguenza di un’aumento di pressione all’interno del colon: esistono, nella parete di quest’ultimo, delle aree di debolezza che all’aumentare della pressione intraluminale (ad esempio in seguito a stitichezza: le feci si accumulano e la pressione sulle pareti del colon aumenta…)si sfiancano e gradualmente si trasformano in diverticoli.

In genere i diverticoli si localizzano prevalentemente nell’ultima parte dell’intestino crasso (sigma e colon discendente), ma possono essere presenti in tutto il colon. I diverticoli possono essere isolati ma anche presenti in grande quantità, fino ad interessare quasi tutta la parete del colon: in questo caso, possono essere del tutto silenti e non dare luogo alla comparsa di alcun sintomo (ed allora si parla di DIVERTICOLOSI), o associati a sintomi (MALATTIA DIVERTICOLARE).

La malattia diverticolare può a sua volta essere non complicata o complicata, e viene così classificata:

  • malattia sintomatica non complicata: i pazienti soffrono di dolore addominale e spesso anche di disturbi della defecazione
  • malattia sintomatica ricorrente (diverticolite ricorrente): i sintomi si presentano più volte ed ad intervalli di tempo spesso minori tra un evento e l’altro
  • malattia complicata (diverticolite complicata): il paziente può eliminare sangue con le feci (rettorragia), avere importanti disturbi della canalizzazione, febbre, dolori addominali acuti ed intensi. Non raramente, è necessario in questi casi il ricovero ospedaliero ed un intervento chirurgico urgente.

Il termine DIVERTICOLITE indica, come prima accennato, la comparsa di un’infiammazione acuta dei diverticoli nei pazienti con malattia diverticolare; ne soffre il 10% della popolazione al di sotto dei 40 anni, il 30-40% al di sopra dei 60 anni e il 60% degli ultraottantenni, con una leggera prevalenza del sesso femminile rispetto a quello maschile.

I pazienti raccontano in genere di una lunga storia di stitichezza, e presentano frequentemente un dolore addominale acuto, localizzato prevalentemente nella zona inferiore sinistra dell’addome, febbre ed importanti disturbi di canalizzazione.

Diagnosi della Diverticolite

La diagnosi si basa sia sulla clinica, che sugli esami del sangue, che su alcune prove strumentali, che devono essere scelte in base ai sintomi presentati dal paziente.

  • Nei casi di MALATTIA NON COMPLICATA gli esami normalmente si esegue una colonscopia e/o una colonscopia virtuale o colono-TAC che nell’insieme, oltre a consentire di fare diagnosi, permettono di discriminare la malattia diverticolare da altre patologie del colon, come il cancro, la colite, la malattia di Crohn.
  • Nei casi di DIVERTICOLITE RICORRENTE, la colonscopia deve essere affiancata da una TAC dell’addome che fornirà indicazioni sulla localizzazione del processo infiammatorio, sull’estensione al di fuori del colon e sull’eventuale presenza di altre patologie addominali. In questi casi, l’esecuzione di una colonscopia virtuale consente di eseguire con un unico esame tanto lo studio del colon che della cavità addominale, riducendo inoltre il fastidio per i pazienti.
  • Nella DIVERTICOLITE COMPLICATA la colonscopia non è indicata, perchè l’infiammazione del colon aumenta il rischio di perforazione. In questi casi si esegue una TAC dell’addome con mezzo di contrasto.

Nell’ultimo decennio le metodiche di COLONSCOPIA VIRTUALE si sono andate affermando come presidio altamente sensibile e specifico e molto meno invasivo per lo studio delle patologie del colon. La colonscopia virtuale (o colono-TAC) è nient’altro che una TAC dell’addome le cui immagini vengono successivamente analizzate e combinate con un software speciale, il quale permette di ricostruire una visione tridimensionale del colon. La sensibilità di questa metodica è molto simile a quella della colonscopia tradizionale; con questa tecnica è possibile studiare, oltre il colon, anche tutti gli organi addominali, il che la rende un esame diagnostico ottimale nei casi di malattia diverticolare in genere e di diverticolite in particolare.

Trattamento della Malattia Diverticolare

Il trattamento della malattia diverticolare dipende dal quadro clinico di presentazione, dall’estensione della malattia e dalle copatologie del paziente. Negli episodi acuti, è necessario intervenire chirurgicamente con la resezione chirurgica del tratto di colon interessato ma, nella maggior parte dei casi, l’infiammazione tende a risolversi con una terapia antibiotica.

Se la malattia diverticolare è stata diagnosticata incidentalmente durante colonscopia di screening e risulta totalmente asintomatica, non c’è indicazione ad alcun trattamento se non la sorveglianza. È importante riconoscere i sintomi tipici di questa patologia, in quanto la sua identificazione precoce porta ad avere migliori risultati di trattamento e può ridurre la frequenza di riacutizzazioni. Gli specialisti di Medicina generale invieranno i pazienti con sospetta MD ai chirurghi colorettali.

Il trattamento medico o chirurgico sarà poi scelto in base alla gravità del quadro clinico e ritagliato sulle condizioni generali del paziente. Nei casi sintomatici il trattamento dipenderà dalla gravità del caso e dalla sua sintomatologia, che può variare di molto: da un moderato dolore sordo in basso a sinistra dell’addome associato o meno a sintomi gastrointestinali quali gonfiore, stipsi, diarrea fino a quadri clinici più complessi con febbre, occlusione, sanguinamento rettale.

Ripetuti episodi di dolore addominale associato ad altre complicanze rende necessario, il più delle volte, il ricorso al trattamento chirurgico con la rimozione del tratto di colon interessato (tipicamente emicolectomia sinsitra laparoscopica). L’indicazione alla chirurgia è però individualizzata e ritagliata sul quadro specifico del paziente. L’intervento chirurgico resettivo d’elezione dovrebbe essere raccomandato nei pazienti con diverticolosi complicata sintomatica. Non c’è indicazione ad intervento chirurgico profilattico nei pazienti non sintomatici.

Può capitare, talvolta, che i diverticoli si perforino richiedendo interventi chirurgici d’urgenza. In questi casi, la probabilità di complicanze post operatorie è maggiore. Pertanto è spesso necessario nel processo di decision making stabilire il timing corretto dell’intervento che dovrebbe essere preferibile eseguire per ridurre le complicanze postoperatorie. Infatti, negli interventi in regime d’urgenza c’è spesso la necessità di ricorrere chirurgicamente ad un’apertura sull’addome (stomia) temporanea o definitiva per consentire la fuoriuscita degli effluenti (feci o urine) dell’organismo.

Un altro importante punto da tenere in considerazione durante la scelta del trattamento da offrire ai pazienti è la spesa sanitaria, che aumenta con l’aumentare della necessità di ospedalizzazione e di cure mediche (antibiotici e antidolorifici) nei pazienti non trattati chirurgicamente.

In MultiMedica tendiamo ad offrire al paziente che si presenta con diverticolite complicata un trattamento chirurgico laparoscopico di semielezione, preferendo il raffreddamento della fase acuta con riposo intestinale e antibioticoterapia prima di procedere alla resezione.

Terapia della diverticolite:

La terapia della malattia diverticolare può essere medica o chirurgica.

  • La terapia medica con antibiotici è indicata nei casi di primo attacco di diverticolite non complicata; circa 70% dei pazienti trattati non presenterà successivi attacchi e solo il 20% dei pazienti potrà sviluppare in futuro una complicanza. Invece, i pazienti che presentano attacchi ricorrenti hanno circa il 60% di rischio di presentare, nel tempo, complicanze quali il sanguinamento o la perforazione.
  • L’uso preventivo di antibiotici (in particolare la rifaximina, Normix) per alcuni giorni ogni mese è molto frequente nel nostro Paese, ma non esistono prove scientifiche che sia utile, e pertanto non è raccomandato. Peraltro si tratterebbe di un uso off-label, ovvero non ricompreso nelle indicazioni fornite dalla stessa Casa Farmaceutica produttrice.
  • I pazienti destinati alla chirurgia sono quelli che hanno avuto almeno due attacchi di malattia diverticolare sintomatica documentati. Bisogna ricordare che ad ogni episodio ricorrente il paziente è sempre meno responsivo alla terapia medica. Non esiste alcun segno o sintomo predittivo che può dare informazioni sulla insorgenza o sulla severità di un futuro attacco. Vari studi sono a favore della necessità dell’intervento precoce nei pazienti di età inferiore a 50 anni. Spesso la diagnosi, in questi casi, è misconosciuta e nei due terzi di essi la malattia esordisce con una complicanza che richiede subito un intervento chirurgico urgente.

Quando è Necessario il Trattamento Chirurgico?

La chirurgia per i diverticoli del colon viene generalmente presa in considerazione nei seguenti casi:

  1. Diverticolite ricorrente: Se i sintomi di diverticolite si ripresentano frequentemente, nonostante i trattamenti farmacologici.
  2. Complicazioni gravi: Come perforazione del colon, ascessi, emorragie o ostruzioni intestinali.
  3. Fallimento del trattamento conservativo: Quando i farmaci, la dieta e altre terapie non riescono a risolvere il problema.

Il trattamento chirurgico è l’opzione migliore per rimuovere la parte del colon affetta dai diverticoli e prevenire ulteriori complicazioni.

Chirurgia Minimamente Invasiva: La Laparoscopia

La chirurgia minimamente invasiva, conosciuta anche come chirurgia laparoscopica, è una tecnica innovativa che offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale. Con questa procedura, il chirurgo utilizza piccole incisioni (di solito di 5-10 mm) e un laparoscopio, uno strumento che consente di visualizzare l’interno del corpo su uno schermo video, per eseguire l’intervento con precisione.

I principali vantaggi della chirurgia laparoscopica per il trattamento dei diverticoli del colon includono:

  • Minori cicatrici: Poiché le incisioni sono molto più piccole rispetto alla chirurgia tradizionale, i pazienti avranno cicatrici più discrete.
  • Recupero più rapido: I tempi di recupero sono significativamente ridotti, con i pazienti che possono tornare alle loro attività quotidiane in tempi più brevi.
  • Minore dolore post-operatorio: La chirurgia laparoscopica comporta meno danni ai tessuti circostanti, riducendo il dolore dopo l’intervento.
  • Rischi ridotti: Poiché le incisioni sono più piccole, ci sono meno rischi di infezione e complicazioni post-operatorie.

Il Processo Chirurgico: Cosa Aspettarsi

Se il tuo medico ti consiglia un trattamento chirurgico per i diverticoli del colon, il percorso generalmente include le seguenti fasi:

  1. Consulto preliminare: Durante il consulto, il chirurgo esaminerà la tua storia medica, eseguirà un esame fisico e potrebbe prescrivere ulteriori esami, come una TAC o una colonscopia, per determinare la gravità della condizione.
  2. Intervento chirurgico: La chirurgia laparoscopica viene eseguita sotto anestesia generale. Il chirurgo pratica piccole incisioni nell’addome per inserire gli strumenti chirurgici e il laparoscopio. Il colon affetto viene rimosso e, se necessario, i bordi del colon vengono riuniti attraverso una sutura.
  3. Recupero post-operatorio: Dopo l’intervento, il paziente viene monitorato in ospedale per alcuni giorni. La maggior parte dei pazienti può tornare a casa entro 7 giorni. È importante seguire le indicazioni del medico per una corretta riabilitazione, che include una dieta leggera e l’evitare sforzi fisici intensi.
  4. Follow-up: Dopo l’intervento, sono previsti controlli regolari per monitorare il recupero e prevenire possibili complicazioni.

Tipi di Intervento Chirurgico

L’intervento chirurgico prevede la rimozione della parte del colon con i diverticoli (emicolectomia o sigmoidectomia) e il ricongiungimento dei segmenti di colon mediante sutura interna. Sebbene la chirurgia aperta, cioè con un incisione della parete addominale, sia praticata ed efficace soprattutto in caso di urgenza, si preferisce la tecnica laparoscopica o robotica, in tutti i casi in cui è indicata, perché permette un recupero più rapido del paziente dopo l’intervento.

La resezione colica laparoscopica è un intervento mini invasivo che prevede alcune piccole incisioni nell’addome per l’inserimento degli strumenti per l’asportazione della porzione di colon e di una telecamera per guidare il chirurgo. In genere, in pazienti che non presentano grave infiammazione, perforazione intestinale o ascesso, le due estremità del colon resecato vengono ricongiunte immediatamente durante l’intervento.

In alcuni casi, però, il chirurgo potrebbe scegliere di mettere a completo riposo l’intestino dal passaggio delle feci, praticando una stomia temporanea, ovvero deviando le feci verso l’esterno attraverso un foro (stoma) sulla parete dell’addome (colostomia) a cui abboccare il tratto di intestino crasso a monte dei diverticoli. Le feci vengono raccolte in un sacchettino, ed in questo modo l’intestino ha il tempo di risolvere l’infiammazione e guarire.

In genere, dopo circa 10-12 settimane dall’intervento, previa valutazione del chirurgo, il paziente può essere sottoposto a un nuovointervento di ricanalizzazione dell’intestino, durante il quale si ricongiungono le estremità del colon separate e si chiude la colostomia.

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