Esiste un rischio collegato all’iperglicemia di nuovo riscontro nelle persone ricoverate per essere sottoposte a intervento chirurgico? Un lavoro pubblicato su JAMA Surgery ha risposto a questa domanda tramite uno studio osservazionale retrospettivo, condotto su un unico centro, il Medical Center della University of Washington. Lo studio ha impiegato un protocollo condiviso di misurazione della glicemia in persone ricoverate per essere sottoposte a intervento chirurgico, indipendentemente dalla presenza di diabete.
Per tutte le persone erano quindi disponibili misurazioni dei livelli glicemici prima, durante (a 60 e 90 minuti) e dopo (almeno i primi due giorni) la procedura chirurgica. Sono state analizzate 7634 persone con età media di 53,4 anni, di cui l’83,3% non aveva diagnosi di diabete. La presenza di un valore di glicemia >140 mg/dl nelle prime 24 ore dopo un intervento è stato il criterio per definire le persone come iperglicemiche. L’iperglicemia poi è stata classificata come lieve (140-179 mg/dl), moderata (180-249 mg/dl) e grave (>250 mg/dl).
Le complicanze postoperatorie sono state osservate nel 12% dei diabetici e nel 14% dei non diabetici; tuttavia, la proporzione di persone che ha sviluppato complicanze è stata maggiore nei non diabetici rispetto ai diabetici per ogni livello di iperglicemia (lieve 13,3 vs 6.8%; moderata 22 vs 14%; grave 38 vs 24%) indipendentemente dalla gravità delle complicanze stesse.
Dopo aggiustamento per i fattori confondenti, gli OR per il rischio di qualsiasi complicanza nei non diabetici è stato 1,83 (IC 95% 0,93-3,6) per l’iperglicemia lieve, 1,49 (IC 95% 1,06-2,11) per la moderata e 1,88 (IC 95% 1,11-3,17) per l’iperglicemia grave.
Questo studio evidenzia come il rischio di complicanze causate da iperglicemia perioperatoria sia maggiore tra i non diabetici che tra i diabetici, come sottolineato da una ricerca condotta presso l’Università di Washington Medical Center.
Iperglicemia Post-Operatoria (PHG)
L’iperglicemia post-operatoria (PHG) è una condizione comune dopo la chirurgia cardiaca con bypass cardiopolmonare (CPB), associata a un aumento della morbilità e mortalità. Uno studio ha incluso 1.008 pazienti consecutivi, suddivisi in due gruppi: quelli con PHG e quelli senza. I livelli di glucosio nel sangue sono stati monitorati immediatamente dopo l’intervento chirurgico e ogni 3-4 ore per i successivi 10 giorni, fino alla dimissione dall’unità di terapia intensiva cardiaca (ICU). L’iperglicemia post-operatoria è stata definita come un livello di glucosio casuale ≥10,0 mmol/L (140 mg/dL) su due misurazioni consecutive entro 24 ore.
L’analisi multivariata ha identificato diversi fattori di rischio indipendenti per la PHG, tra cui l’età (odds ratio [OR] 1,054; p < 0,001), il sesso femminile (OR 1,380; p = 0,035), il diabete (OR 13,101; p < 0,001), le infezioni polmonari (OR 1,918; p = 0,016), il tempo di pinzatura aortica (OR 1,007; p < 0,001), e il livello più alto di glucosio intra-operatorio (OR 1,515; p < 0,001).
Pertanto, l’iperglicemia post-operatoria è una condizione frequentemente riscontrata nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, ed è associata a peggiori esiti clinici. Fattori di rischio come età avanzata, sesso femminile, diabete, infezioni polmonari, tempo di pinzatura aortica e il livello più alto di glucosio intra-operatorio devono essere presi in considerazione durante la gestione peri-operatoria. Questo studio evidenzia l’importanza di monitorare e trattare l’iperglicemia post-operatoria per migliorare gli esiti clinici.
Tabella: Fattori di Rischio per l'Iperglicemia Post-Operatoria (PHG)
| Fattore di Rischio | Odds Ratio (OR) | Valore p |
|---|---|---|
| Età | 1,054 | < 0,001 |
| Sesso Femminile | 1,380 | 0,035 |
| Diabete | 13,101 | < 0,001 |
| Infezioni Polmonari | 1,918 | 0,016 |
| Tempo di Pinzatura Aortica | 1,007 | < 0,001 |
| Livello più Alto di Glucosio Intra-Operatorio | 1,515 | < 0,001 |
Ruolo della Chirurgia Bariatrica
La chirurgia bariatrica migliora significativamente gli esiti glicemici e metabolici nei pazienti obesi con diabete mellito di tipo 2 (T2DM). Ridurre il peso in sala operatoria, e di conseguenza il rischio di sviluppare il diabete, oggi è possibile attraverso diverse metodiche di chirurgia bariatrica. Non ce n’è una più efficace in assoluto, ma la scelta va compiuta in base alle caratteristiche del paziente e dopo aver valutato la personale condizione di obesità. Quanto agli effetti sul diabete, però, è il bypass gastrico la pratica più efficace.
Con questo intervento si crea una nuova via che permette al bolo alimentare di “saltare” parte dello stomaco e il primo tratto dell’intestino tenue, in modo da ridurre l’assorbimento dei nutrienti.
«La chirurgia mini-invasiva è un trattamento di straordinaria efficacia nei pazienti diabetici e obesi, con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 - spiega Luigi Angrisani -. La riduzione dell’obesità a lungo termine annulla diversi fattori di rischio. Senza trascurare alcune modifiche dei meccanismi ormonali che però oggi è giusto leggere ancora in una fase di ricerca».
Da una ricerca retrospettiva condotta su 217 pazienti diabetici, è emerso come, dopo cinque anni dall'intervento chirurgico effettuato per la riduzione del peso, sia stata ottenuta una remissione completa del diabete II nel 24% dei pazienti. Inoltre, il 34% dei soggetti del campione ha migliorato il proprio controllo glicemico.
Secondo Stefano Del Prato, la chirurgia bariatrica si sta rivelando la più efficace strategia di controllo del diabete di tipo II.
Controllo Glicemico e Infezioni Postoperatorie
È da tempo accertato che il controllo del livello di glucosio riduce molte delle complicanze associate al diabete, comprese quelle renali, neurologiche e oculistiche. Gli studiosi hanno esaminato il rapporto tra il controllo della glicemia e le infezioni postoperatorie in 490 pazienti diabetici di età media intorno ai 71 anni. I valori di HbA1c permettono di valutare il controllo dei livelli di glucosio nei due o tre mesi precedenti.
Secondo gli autori, i pazienti con un buoncontrollo a lungo termine della glicemia probabilmente continuano a tenerla sotto controllo anche successivamente a un intervento chirurgico, riducendo il rischio di infezioni. L'altra possibile spiegazione è il migliore controllo metabolico e delle condizioni di salute conseguente al controllo della glicemia.
leggi anche:
- Spermiogramma Dopo Varicocele: Miglioramento e Tempi di Recupero
- Esami del Sangue Pre-Operatori per Intervento Cataratta: Guida Completa
- Esami del Sangue Post-Operatori: Monitoraggio, Valori e Cosa Aspettarsi
- Esami del Sangue Pre-Operatori: Cosa Controllare Prima dell'Intervento
- Scopri Cosa Mangiare Dopo la Colonscopia per un Recupero Veloce e Sicuro!
- Risonanza Magnetica a Genova: Centri Specializzati, Costi e Prenotazioni
