Integratori di Riso Rosso Fermentato: Funzionano Davvero per il Colesterolo?

Gli integratori a base di riso rosso fermentato sono largamente utilizzati anche in Italia per tenere sotto controllo il livello del colesterolo nel sangue, che se troppo elevato rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nei Paesi occidentali. Da qualche anno questi integratori sono entrati a far parte della strategia di prevenzione cardiovascolare, anche a scapito dei farmaci.

Merito di una sostanza in esso contenuta, la monacolina K, che come spiega Roberto Da Cas, ricercatore del centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità, «ha un effetto paragonabile a quello delle statine, sostanze che invece sono contenute nei farmaci anticolesterolo».

Facciamo un passo indietro per chiarire cos’è il colesterolo. Il colesterolo è un grasso, in gran parte prodotto dall’organismo, che utilizziamo nel processo di digestione; produce vitamina D, e favorisce la costruzione della parete delle cellule. Il colesterolo viene trasportato nel sangue attraverso specifiche lipoproteine, diverse per dimensione e densità.

Cos'è il Riso Rosso Fermentato?

Il riso rosso fermentato è un cereale ricavato per fermentazione del comune riso da cucina ad opera del lievito Monascus purpureus. Questo arricchisce il prodotto finale di sostanze simili ai farmaci più utilizzati per combattere il colesterolo alto, le statine, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo. L’interesse scientifico per il riso rosso è legato proprio alla presenza di questo fungo, che durante la sua attività fermentatrice è in grado di produrre elevate concentrazioni di monacoline. Sia la struttura chimica sia l’azione farmacologica di questa molecola rispecchiano quella della lovastatina, un farmaco appartenente alla categoria delle statine utilizzato per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

I prodotti a base di riso rosso fermentato rappresentano il derivato dell’attività di alcuni funghi (Monascus purpureus, o altri membri della stessa famiglia) che, fermentando il riso producono pigmenti in genere di colore rosso e un gruppo di molecole ad attività inibitoria sulla sintesi epatica del colesterolo. Chimicamente indistinguibile dalla lovastatina, la monacolina K è in grado di inibire con buona efficacia l’enzima limitante nella sintesi del colesterolo, l’HMG-CoA Reduttasi. La monacolina K, per dosaggi giornalieri compresi tra 3 e 10 mg, riduce la colesterolemia LDL fino al 20-25% circa mentre gli effetti sulla colesterolemia HDL sono in genere trascurabili e la trigliceridemia tende a scendere, soprattutto se il valore basale è elevato.

Affinché siano efficaci, gli estratti di riso rosso fermentato vanno assunti tutti i giorni preferenzialmente alla sera in associazione ad una corretta alimentazione. I primi esami del sangue per valutare l’effetto devono essere programmati entro le 12 settimane di assunzione che non deve essere sospesa.

Efficacia del Riso Rosso Fermentato

Come si legge nel libro “Alimentazione e nutrizione nell’anziano” curato da Mariangela Rondanelli, docente di Scienze e tecniche dietetiche applicate all’Università di Pavia, assumere integratori con riso rosso fermentato si è rivelato efficace per normalizzare i livelli di colesterolemia totale, colesterolo LDL e trigliceridemia. Uno studio condotto su 324 pazienti dislipidemici che hanno utilizzato il riso rosso fermentato, infatti, ha evidenziato dopo 8 settimane una riduzione del 23% del colesterolo totale, del 31% del colesterolo LDL e del 34% dei trigliceridi, con un aumento del 20% del colesterolo HDL.

Il Dott. Se un paziente soggetto a colesterolo alto assume del riso rosso fermentato quasi certamente sarà soggetto ad una diminuzione di questo. Il motivo di questa reazione è dovuto al processo di fermentazione del riso ad opera del Monascus purpureus che arricchisce il prodotto finale di sostanze simili ai farmaci più utilizzati per combattere il colesterolo,la monacolina K.

Uno studio dell’Università di Bologna conferma che l’alimento contribuisce ad abbassarne i livelli ma nei casi più gravi non ci si può affidare solo alle porzioni di riso rosso. È importante però che la sua assunzione, esattamente come accade per le statine, deve essere tenuta sotto stretto controllo da parte del medico.

In un periodo variabile tra i 2 ed i 24 mesi duranti i quali hanno consumato questo alimento senza prendere i farmaci sono stati ridotti i livelli medi di colesterolo di poco più di 39 mg/dl. Livelli di riduzione che si ottengono con dosi minime di statine somministrate per un tempo molto più breve.

Questo alimento si può consigliare in pazienti giovani, in donne senza altri fattori di rischio, magari con lieve ipercolesterolemia perché ingrassate. Il riso rosso e il colesterolo, può essere consigliato nei pazienti a basso rischio cardiovascolare, in prevenzione primaria, ovvero nelle persone che non hanno avuto problemi cardiaci per abbassare il livello di colesterolo ‘cattivo’. Non può invece sostituire i farmaci nei pazienti che hanno già avuto un evento - un infarto, un’aritmia - quindi in prevenzione secondaria. E nemmeno nei pazienti in cui il rischio cardiovascolare è elevato, come i diabetici, le persone con insufficienza renale o le persone ipertese.

Rischi ed Effetti Collaterali

Ma pur non essendo riconosciuti come veri e propri farmaci, ciò non toglie che possano dare origine a effetti collaterali. Su questi si sono concentrati gli scienziati italiani, che in una ricerca pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology hanno approfondito il profilo di rischio degli integratori contenenti riso rosso fermentato attraverso l’analisi delle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse pervenute al sistema di fitosorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità.

Spesso si tende a confondere il termine “naturale” con quello “innocuo”. I principali effetti indesiderati sono a carico dell’apparato muscolare e del fegato. Nel primo caso si possono verificare dolori muscolari, aumento degli enzimi (CPK) e miopatie. Si hanno inoltre possibili problemi ai tessuti muscolari, più o meno gravi, che possono culminare nella rabdomiolisi (rottura delle fibre muscolari).

In particolare, nel 2013 l’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e sicurezza sul lavoro (ANSES) ha ricevuto 25 segnalazioni di reazioni avverse potenzialmente associate al consumo di integratori alimentari contenenti riso rosso fermentato. “Alla luce di questi elementi”, si legge sul loro sito, “l’ANSES ritiene che l’uso di integratori alimentari a base di riso rosso fermentato possa esporre i consumatori a rischi per la salute, in particolare quelli particolarmente sensibili a causa di predisposizioni genetiche, patologie o trattamenti in corso.

In uno studio che analizzava 12 diversi prodotti a base di riso rosso fermentato di produzione cinese si è osservato che le differenze nelle concentrazioni di monacolina K e della sua forma attivata, rispetto a quanto dichiarato in etichetta, erano notevolmente differenti. Infatti, nella fermentazione del riso può essere generata anche citrinina, metabolita secondario tossico prodotto naturalmente per fermentazione da diverse specie di Aspergillus, Penicillium e dal Monascus. La citrinina è nota per essere nefrotossica ed epatotossica negli esseri umani e negli animali e negli integratori alimentari deve essere rimossa da un processo di purificazione.

I ricercatori dell’ISS hanno esaminato le segnalazioni di reazioni avverse pervenute al sistema di fitosorveglianza italiano e delle 1261 segnalazioni raccolte tra il 2002 e il 2015, 52 sono risultate legate all’assunzione di riso rosso fermentato. La maggior parte delle segnalazioni (70%) riguardava donne di 49-68 anni (età mediana 60 anni). danno epatico (10 casi), aumento degli enzimi epatici ed epatite. reazioni gastrointestinali (12 casi): vomito, diarrea, nauese. reazioni cutanee (9 casi): orticaria, rash cutaneo.

Reazioni Avverse Documentate (2002-2015)

Nel lavoro sono stati riportati i dati raccolti dal 2002 al 2015: 55 reazioni avverse provocate dagli integratori a base di riso rosso fermentato consistenti soprattutto in dolori muscolari, rabdomiolisi (rottura delle cellule muscolari), reazioni gastrointestinali, danni epatici e reazioni cutanee. In 13 casi (il 25%) la reazione ha richiesto il ricovero in ospedale. L’età media dei pazienti, in larga maggioranza donne, era di 64 anni e l’associazione con il consumo di integratori a base di riso rosso fermentato è risultata certa in un solo caso, probabile in 31 casi, possibile in 18, improbabile in 3 e non valutabile in 2 casi.

Ciò che emerge è dunque che il profilo di rischio del riso rosso fermentato è simile a quello delle statine. In questo senso l’utilizzo degli integratori sarebbe stato sdoganato in assenza di prove solide. Un disco giallo nei confronti dei prodotti di origine vegetale usati per la prevenzione cardiovascolare - con indicazioni per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, dello scompenso cardiaco, della cardiopatia ischemica, e dell’arteriopatia periferica - è giunto infine dai ricercatori del centro di medicina dell’invecchiamento dell’Università Cattolica, che in un lavoro apparso sull’American Journal of Cardiology hanno documentato la scarsa efficacia e sicurezza di 42 sostanze erboristiche: tra cui l’aglio, il cardo mariano, il biancospino, l’olio di lino, la soia, il tè verde e il ginseng. Il loro impiego, secondo gli estensori del documento, interferirebbe inoltre con l’assunzione dei farmaci tradizionali e potrebbe determinare un «allontanamento» dalle terapie convenzionali.

Tabella: Alimenti da Consumare con Prudenza in Caso di Colesterolo Alto

Categoria Alimenti
Carne Carne di manzo, agnello, maiale, pollo (con la pelle), lardo
Latticini Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
Oli Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
Snack e Dolci Snack salati, prodotti da forno, alimenti fritti
Bevande Bevande alcoliche

Raccomandazioni e Precauzioni

L’utilizzo degli integratori a base di riso rosso fermentato è di norma di due tipi: spontaneo (il meno prudente) o indicato dallo specialista dopo aver verificato l’intolleranza di un paziente al farmaco. È sempre consigliabile prima di effettuare un acquisto chiedere un parere per questo al proprio medico.

In questo documento del Ministero si legge anche, a proposito della monacolina K, che “per l’uso del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico. L’Agenzia ricorda che questi prodotti non devono essere utilizzati da pazienti trattati con statine o da quelli che hanno dovuto interrompere questi farmaci in seguito alla comparsa di effetti avversi.

“Il profilo di rischio dei prodotti a base di riso rosso fermentato è risultato confrontabile con quello delle statine di sintesi- ha dichiarato la ricercatrice dell’ISS- Per questo motivo è importante che il personale medico sia adeguatamente informato dei rischi legati a questo tipo di integratori, per poter effettuare un costante monitoraggio delle funzioni epatiche ai pazienti.

La struttura chimica della monocolina K è identica a quella della lovastatina, e simile ad altre statine, per questo motivo, in Italia è stata aggiunta nelle confezioni l’avvertenza di “non assumere integratori a base di riso rosso fermentato insieme a statine”. E’ sconsigliato anche l’uso in gravidanza per analogia con le statine. La monacolina K non dovrebbe essere assunta insieme a farmaci che ne inibiscono il metabolismo (eritromicina, claritromicina, antifungini, ciclosporina…) per cui, le persone che assumono cronicamente farmaci per altre patologie dovrebbero confrontarsi con il proprio medico prima di assumere qualsiasi integratore.

In quanto prodotti con le dovute certificazioni di qualità che garantiscano standardizzazione dei dosaggi dei principi attivi e assenza di metaboliti tossici, gli estratti di riso rosso fermentato sono sicuri ed efficaci per il controllo dei livelli di colesterolo. Tuttavia, prima di procedere con l’automedicazione, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico.

Per stabilire se il riso rosso fermentato rappresenti una valida alternativa ai farmaci, è necessaria una valutazione approfondita del rischio cardiovascolare complessivo del paziente da parte del medico. Meglio evitare il riso rosso fermentato e ricorrere, invece, alle statine tradizionali o ad altri farmaci per chi ha un rischio cardiovascolare medio/alto, una forma di ipercolesterolemia familiare, ha già avuto un precedente problema cardiaco o presenta delle placche arteriose. Tuttavia, trattandosi comunque di una statina a basso dosaggio, è meglio attenersi ai consigli del medico, per evitare interazione con altri farmaci e anche per minimizzarne gli effetti collaterali.

Dopo somministrazione del nutraceutico a base di riso rosso fermentato, che va preso con costanza, l’indicazione è quella di monitorare non solo la riduzione del colesterolo, ma anche i possibili effetti collaterali, esattamente come per le statine. Inoltre, non dimentichiamo che il processo di fermentazione può portare alla formazione della citrinina, sostanza nefrotossica che può avere effetti negativi sui reni, oltre alla Monacolina K che, per questo, deve essere ben purificata.

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