Insulina Bassa e Glicemia Normale: Cause e Implicazioni

L'insulinemia è un termine medico che identifica la quantità di insulina presente nel sangue. La valutazione di questo parametro, eseguita su un piccolo campione ematico, risulta particolarmente utile per indagare l'origine di sintomi riconducibili all'ipoglicemia, cioè alla scarsità di glucosio nel sangue.

L'insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas, in risposta allo stimolo indotto dal glucosio. La sua azione principale consiste nel favorire l'ingresso e l'immagazzinamento di questo zucchero all'interno delle cellule (muscoli, tessuto adiposo ecc.).

Cos'è l'Insulina?

L’insulina è un ormone prodotto e regolato dal pancreas che ha la principale funzione di regolare il livello di glucosio nel sangue (glicemia). Il suo rilascio varia in base alla quantità di glucosio introdotta nell’organismo, così che questa possa mantenere stabile il livello della glicemia nel tempo. Quindi, ad alti livelli di glucosio dovremmo riscontrare alti livelli di insulina e viceversa a bassi livelli.

Se un individuo non è in grado di produrre quantità sufficienti di insulina o se le cellule dell’organismo sono resistenti ai suoi effetti (insulino resistenza), il glucosio non è in grado di raggiungere la maggior parte delle cellule dell’organismo che quindi sono carenti dell’energia necessaria per sopravvivere, mentre i livelli di glicemia aumentano fino a livelli patologici.

Valori Normali di Insulina

Sono considerati valori normali di insulina quelli compresi tra le 4 e le 24 micro-unità ogni millilitro di sangue. Tuttavia, come succede per quasi tutti gli analiti, il range di riferimento può variare a seconda di diversi parametri come l’età, il sesso, ma anche la strumentazione utilizzata nei singoli laboratori.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

In un soggetto sano il valore di insulina nel sangue rientra tra 2 - 25 uU/mL.

Cosa Significa Insulina Bassa?

In presenza, invece, di livelli bassi di insulina nel sangue, le cause potrebbero essere imputabili a patologie del pancreas come, ad esempio, la pancreatite di tipo cronico, la fibrosi cistica o, ancora, un tumore del pancreas.

Livelli insufficienti di insulina possono comportare iperglicemia, ossia una concentrazione di glucosio nel sangue superiore ai valori normali. Questa condizione si può manifestare con una molteplicità di sintomi. I principali sono aumento della sete, della fame e della minzione giornaliera.

L’insulina bassa è sintomo di una importante disfunzione da indagare. Patologie frequenti legate all’insulina bassa sono (ma non solo):

  • Insulinoma, un tumore benigno che comporta una produzione eccessiva di insulina che porta anche a stati di ipoglicemia;
  • Patologie del pancreas (pancreatite di tipo cronico, la fibrosi cistica, … );
  • Diabete mellito.

Cause di Insulina Bassa con Glicemia Normale

Nelle persone sane l'insulinemia non è costante, ma varia sensibilmente in relazione allo stato nutrizionale. Dopo un pasto i valori insulinemici aumentano sensibilmente, per poi ritornare ai livelli basali nel giro di un paio d'ore. Il picco raggiunto è tanto più consistente quanto maggiore è la quantità di zuccheri introdotta, mentre ha scarsa influenza il contenuto proteico e ancora meno quello lipidico.

Anche i livelli basali di insulina non sono perfettamente stabili; è stata infatti osservata una secrezione oscillatoria con periodi di 3-6 minuti. Dopo i pasti l'ampiezza di queste oscillazioni aumenta ma la periodicità rimane costante; si ritiene che tale fenomeno sia cruciale per mantenere costante la sensibilità delle cellule all'insulina.

Salve dottore sono un ragazzo di trent'anni che da molti anni soffre di ipogonadismo. mi è stata diagnosticata la sindrome dell'atleta ipogonadico dovuta ad eccesso di sport (pratico triathlon anche su lunghe distanze) e/o carenza nutrizionale. nelle ultime analisi (a parte il solito testosterone basso, il cortisolo alto e ft3 basso) l'endocrinologo mi ha prescritto anche il monitoraggio dell'insulina che è risultata bassa(2 microIU/ml) nonostante il glucosio a 71 (di solito è sugli 80/85) e l'emoglobina glicata a35mmol/ml e quindi nella norma!

Credo che i valori tendenzialmente bassi della sua glicemia plasmatica e della sua insulinemia siano da correlare alla sua intensa attività fisica ed alla sua ridotta insulino-resistenza.

Alcuni studi hanno in effetti documentato che il rilievo di bassi livelli di testosterone potrebbe predire lo sviluppo di DMT2.

Come si Misura l'Insulinemia?

L'insulinemia si misura attraverso un prelievo di sangue. L'esame può essere richiesto insieme al dosaggio del peptide C e, talvolta, contestualmente all'esecuzione del test di tolleranza al glucosio.

Salvo diversa prescrizione, i test per il dosaggio dell'insulinemia vanno eseguiti dopo un digiuno di 8-12 ore, evitando situazioni di stress psicofisico immediatamente prima del prelievo. Per la determinazione della curva insulinica, durante l'intera procedura il paziente non deve assumere alimenti o bevande diverse dall'acqua, non deve fumare e deve rimanere possibilmente seduto.

Ecco perché questo esame può essere particolarmente utile a individuare le cause di eventuali alterazioni dei livelli ematici di glucosio.

Quando e Perché Viene Prescritto Questo Test?

Solitamente l’esame dell’insulina viene prescritto per:

  • Verificare la capacità di produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas;
  • Supporto alla diagnosi della presenza di un tumore delle cellule beta del pancreas secernente insulina (insulinoma);
  • La determinazione delle cause della presenza di bassi livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia);
  • L’identificazione di un’insulino resistenza;
  • Per diagnosticare diabete mellito;
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS);
  • Prediabete;
  • Sindrome metabolica;
  • Patologie cardiache.

Interpretazione dei Risultati

I livelli di insulina devono essere valutati all'interno del contesto clinico. Valori inferiori rispetto a quelli normali possono essere riscontrati in presenza di diabete e malattie pancreatiche.

Per espletare la succitata azione ipoglicemizzante, l'insulina deve infatti interagire con specifici recettori posti sulle membrane cellulari. Quando i recettori perdono sensibilità nei confronti dell'insulina allora l'organismo cerca di compensare aumentando la secrezione pancreatica dell'ormone; in questi casi si parla di insulino-resistenza, condizione accompagnata da iperinsulinemia con glicemia normale o lievemente aumentata.

Insulino-Resistenza

L’insulino-resistenza, anche detta resistenza insulinica, è una condizione in cui le cellule dell’organismo non rispondono adeguatamente all’insulina. Questa è un ormone prodotto dal pancreas, deputata al trasporto del glucosio dal sangue alle cellule, dove questo zucchero viene utilizzato come energia.

In presenza di resistenza all’insulina, per mantenere i livelli di glicemia entro un intervallo adeguato, il pancreas produce quantità maggiore dell’ormone.

L’insulino-resistenza è una risposta scorretta delle cellule alla presenza dell’insulina, provocando una riduzione della loro capacità di assorbire il glucosio dal sangue.

Cosa Succede se si è Insulino-Resistenti?

  • Iperglicemia: aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Nonostante l’aumentata produzione di insulina, la capacità del corpo di ridurre efficacemente i livelli di glucosio nel sangue diminuisce.
  • Maggiore rischio di sviluppare diabete di tipo 2: con il passare del tempo, il pancreas può diventare incapace di produrre sufficiente insulina per compensare la resistenza.
  • Maggiore rischio di sviluppare diabete gestazionale: in gravidanza vi è sempre una relativa insulino-resistenza dovuta agli enzimi placentari.
  • Alterazioni del metabolismo lipidico (dislipidemia): Le persone insulino-resistenti spesso hanno livelli elevati di trigliceridi e livelli ridotti di colesterolo HDL (colesterolo “buono”).

Come si Scopre l’Insulino-Resistenza?

Laddove sia necessario quantificare l’insulino-resistenza oppure i criteri clinici non siano evidenti, può essere eseguito un esame del sangue a digiuno per rilevare contemporaneamente i livelli di glicemia e insulinemia. I test con carico orale di glucosio (come il test della curva insulinemica) non hanno indicazione per la diagnosi di insulino-resistenza.

Come si Cura l’Insulino-Resistenza?

Il trattamento dell’insulino-resistenza è orientato a migliorare la capacità delle cellule di rispondere all’insulina e a mantenere i livelli di glucosio nel sangue entro un intervallo adeguato.

La terapia farmacologica dell’insulino-resistenza, laddove gli interventi sullo stile di vita e l’alimentazione non siano da soli efficaci, ha come obiettivi la normalizzazione del peso corporeo e la prevenzione del diabete mellito di tipo 2.

I farmaci disponibili ed autorizzati a questo scopo sono attualmente gli analoghi del GLP-1 (liraglutide e semaglutide) che consentono di trattare obesità, sovrappeso e insulino-resistenza. Prima dell’avvento degli analoghi del GLP-1, un farmaco spesso utilizzato per il trattamento dell’insulino-resistenza era la metformina. Formalmente, però, la metformina non è mai stata indicata né per il trattamento dell’insulino-resistenza, né dell’obesità, né per prevenzione del diabete mellito di tipo 2.

Cosa Non Mangiare se si è Insulino-Resistenti?

Un’alimentazione sana è essenziale per gestire la resistenza all’insulina.

Ipoglicemia

L’ipoglicemia nei pazienti con diabete si verifica quando il livello di glicemia (glucosio nel sangue) scende sotto i 70 mg/dl. Ma quali sono i sintomi dell’ipoglicemia? La causa principale di un calo della glicemia è legata ai farmaci per il diabete.

La diagnosi dell’ipoglicemia è complessa a causa della scarsa specificità dei sintomi e della loro variabilità.

In questa situazione, consumare pasti ricchi di carboidrati semplici può causare crisi ipoglicemiche (le cosiddette ipoglicemie reattive). Questo avviene perché gli zuccheri vengono rapidamente assorbiti, portando a concentrazioni nel sangue che superano i valori normali.

Trattamento dell’Ipoglicemia

Il trattamento dell’ipoglicemia varia in base alla gravità e alla causa. Se la persona è cosciente, occorre ingerire 10-20 grammi di glucosio (come 2-3 bustine di zucchero o un bicchiere di bevanda zuccherata). I livelli di glicemia devono essere monitorati ogni 10-15 minuti tramite misurazione capillare. Una volta che i valori di glucosio sono sopra i 70 mg/dL, si può passare all’assunzione di carboidrati complessi (come crackers o fette biscottate).

In caso di incoscienza, si può utilizzare il glucagone, che è un ormone in grado di mobilizzare le riserve di glucosio corporeo. Il glucagone si può somministrare tramite iniezione intramuscolare, oppure è oggi disponibile una formulazione sotto forma di spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Una volta che la persona riprende conoscenza, deve ingerire zuccheri come sopra indicato.

leggi anche: