Esami del Sangue: Come Leggere i Valori del Profilo Renale e Valutare l'Insufficienza Renale

Il riferimento più semplice e comune per misurare la funzione renale è la determinazione del volume del filtrato glomerulare che, nell’adulto, è indicativamente di 100-120 millilitri (centimetri cubi) al minuto. Con un termine tecnico lo si indica come clearance glomerulare, che può essere calcolata in vari modi e impiegando diverse sostanze. In pratica, si considera il valore della clearance della creatinina come corrispondente a quello del filtrato glomerulare.

Quali sono i principali esami per indagare la funzionalità renale?

La funzionalità renale viene indagata con esami strumentali e con esami di laboratorio. Fra gli esami di laboratorio di routine sono compresi la funzionalità renale e il dosaggio degli elettroliti.

  • Velocità di Filtrazione Glomerulare (VFG) o Glomerular Filtration Rate (GFR): Si può rilevare facilmente con un algoritmo, il più affidabile è CKD-EPI e rappresenta un valore affidabile di funzionalità renale per la maggior parte della popolazione. Il filtrato glomerulare si determina con maggiore precisione sulle urine delle 24 h ricavandolo dal rapporto creatinina urinaria, volume urinario/creatinina plasmatica e tempo.
  • Esame delle urine: per controllare la presenza di proteine, sangue o cristalli: un esame delle urine con misura dell’escrezione di sodio e osmolalità aiuta a distinguere le cause pre-renali, renali o post-renali del danno.
  • Emocromo: per escludere l’anemizzazione.
  • Esame del potassio: per escludere iper o ipo potassiemia.
  • Elettroliti (Sodio, Potassio, Bicarbonato, Cloro): Vengono misurati nel sangue per osservare se esiste uno scompenso dei liquidi e dell’acqua nell’organismo. È utile ricordare che gli elettroliti possono essere dosati, in maniera altrettanto affidabile, attraverso l’emogasanalisi.
  • Uricemia: test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma.
  • Azotemia: test ematico importante per la valutazione della funzionalità renale, misura la concentrazione di urea - azoto non proteico - nel sangue.
  • Albumina: proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma).

Quando dovrebbero essere svolti gli esami del sangue per i reni?

Gli esami del sangue dei reni dovrebbero essere svolti nei giovani con malattie renali note. Esistono poi altre categorie di persone il cui corretto funzionamento renale dovrebbe essere indagato attraverso questi esami. Un’altra categoria di persone è data dai portatori di ipertensione arteriosa, diabete mellito, cardiopatia ischemica o tutti coloro che, per vari motivi, vengono trattati con farmaci che possono alterare la funzione renale.

Valori normali degli esami per i reni

I valori normali sono quelli cui fa riferimento il laboratorio di analisi. La concentrazione di creatinina nel sangue può variare, inoltre ogni laboratorio di analisi ha parametri propri di riferimento. Per alcuni, ad esempio, i valori normali si situano tra 0,6 e 1,2 mg/dl di sangue.

Di seguito una tabella con i valori di riferimento per alcuni esami:

Esame Valori Normali
Sodio (Na) 135-145 mEq/L
Potassio (K) 3,6-5,3 mEq/L
Bicarbonato 22-30 mEq/L
Cloro 96-106 mEq/L
Azotemia 15-50 mg/dl
Creatinina 0,8-1,2 mg/dl

Come si fa a capire se i reni non funzionano bene?

I sintomi possono essere del tutto assenti.

Quando i reni smettono di funzionare correttamente si parla di “Malattia Renale Cronica”. Esistono diversi stadi di questa malattia e i primi stadi sono asintomatici. Per diagnosticare l’entità dell’insufficienza renale va analizzata la GFR (Glomerular Filtration Rate) anche chiamata VFG (Velocità di Filtrazione Glomerulare) o comunemente, anche se non del tutto correttamene, definita Clearance della Creatinina.

A differenza dell’insufficienza renale cronica, che è un declino graduale della funzione renale nel corso di mesi o anni ed è spesso il risultato di condizioni patologiche protratte nel tempo, come il diabete o l’ipertensione, il “blocco dei reni” è un peggioramento rapido che avviene nell’arco di ore, giorni o poche settimane.

Sintomi di un blocco renale

Il “blocco renale” può manifestarsi inizialmente con sintomi piuttosto vaghi, come l’aumento di peso e il gonfiore di gambe, caviglie, piedi e viso, a causa della ritenzione di liquidi e/o con una diminuzione (oliguria) o dall’assenza di produzione di urina (anuria). Man mano che la condizione peggiora possono comparire sintomi più gravi:

  • nausea e/o vomito, mancanza di appetito;
  • stanchezza estrema;
  • fiato corto e difficoltà respiratorie per ritenzione di acqua nei polmoni e quadro di edema polmonare;
  • ipertensione e alterazione del ritmo cardiaco;
  • anemia;
  • crisi ipertensive e mal di testa;
  • prurito;
  • urine torbide, scure o con sangue.

Cosa succede se si ha la creatinina alta?

Il valore alterato della creatinina plasmatica è preoccupante qualora, sebbene rapportato all’età ed alla massa muscolare, è in continua crescita. È importante, in simili circostanze, svolgere inoltre un’ecografia dell’apparato urinario. Un aumento della creatinina nel sangue rispetto ai valori normali indica soprattutto malattie a carico dei reni come: insufficienza renale, infezioni batteriche, ingrossamento o danno dei vasi renali (glomerulonefriti), malattie della prostata, calcoli renali e un ridotto flusso di sangue ai reni dovuto a scompenso cardiaco, arteriosclerosi o diabete. Anche altre condizioni possono produrre aumenti della creatinina nel sangue: poliartrite, una dieta ricca di proteine, eccessi sportivi, ingestione di creatina esogena con la dieta, traumi muscolari, ipertiroidismo.

Livelli superiori a questi possono rivelare una funzionalità renale deficitaria. La disidratazione senza dubbio fa aumentare i livelli di creatinina nel sangue e di conseguenza fa decrescere la velocità di filtrazione glomerulare (GFR).

Quali sono i farmaci che danneggiano i reni?

I reni possono risentire dell’assunzione di numerosi farmaci. Si consideri infine che in un contesto di insufficienza renale, tutti i farmaci ad escrezione renale vanno ridotti sulla scorta del valore di filtrato glomerulare.

Stadi dell'Insufficienza Renale Cronica (IRC)

In base al valore della GFR e alla proteinuria, sono stati associati diversi stadi di severità dell'IRC:

  1. Danno renale con GFR normale o leggermente aumentata: questo stadio di insufficienza renale non presenta sintomi.
  2. Danno renale con lieve riduzione della GFR: generalmente non ha sintomi, ma può avere una riduzione spropositata della funzione rispetto all’età e sesso ed essere anch’essa accompagnata da proteinuria più o meno significativa. Se la proteinuria è abbondante necessita di immediata consulenza nefrologica.
  3. Questi stadi sono caratterizzati da un danno renale con discreta riduzione della GFR.
  4. Danno renale con severa riduzione della GFR: il paziente inizia ad avvertire una generica riduzione della resistenza e della forza fisica, la terapia soprattutto dietologica diventa stringente, c’è spesso bisogno di Eritropoietina per sostenere l’anemia.
  5. Stadio finale dell’insufficienza renale: a questo punto quando la GFR scende al di sotto di 15 ml/min il paziente inizia ad essere avviato ad un percorso di predialisi.

Cause del Blocco Renale

Le principali cause del blocco renale possono essere raggruppate in tre macro categorie, che definiscono l’area in cui origina l’anomalia scatenante: pre-renali, renali e post-renali.

  • Cause pre-renali: riguardano le condizioni che riducono l’afflusso di sangue ai reni: gravi perdite di sangue, emorragie, disidratazione importante, traumi e lesioni fisiche, shock insufficienza cardiaca.
  • Cause renali: comprendono le condizioni che danneggiano direttamente i reni: infezioni e infiammazioni delle vie urinarie, esposizione a farmaci, chemioterapici o sostanze nefrotossiche, infezioni generalizzate che provochino uno stato settico, complicanze legate a interventi chirurgici, disfunzioni epatiche.
  • Cause post-renali: sono dovute alle ostruzioni delle vie urinarie, di entrambi gli ureteri o della vescica che bloccano il deflusso dell’urina dai reni, tra cui calcoli o tumori.

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