La prima ecografia in gravidanza è uno dei momenti più emozionanti nel percorso verso la genitorialità. Spesso, la prima ecografia coincide con la prima visita ostetrica. Se il test di gravidanza è risultato positivo o magari il ginecologo ti ha comunicato la bella notizia durante una visita di routine, i medici consigliano di aspettare tra l’ottava e la dodicesima settimana per fare la prima ecografia fetale, detta anche tecnicamente Office. C’è chi impaziente si rivolge al ginecologo già dopo la 6 settimana di gravidanza, chi invece aspetta un periodo più lungo prima di sottoporsi all’esame.
Quando Fare la Prima Ecografia
Contrariamente a questa consuetudine, le indicazioni emesse dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) ci dicono che la prima ecografia in gravidanza andrebbe eseguita tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni è considerato il momento in cui termina il primo trimestre di gravidanza). Prenota questa ecografia solo se sei nel primo trimestre di gravidanza, nell'intervallo di esecuzione consigliato tra la 6°settimana e la 13°settimana + 6 giorni di gravidanza. Può accadere che, se l’ecografia viene eseguita troppo precocemente, non siano visibili embrione o battito. Di solito tra la 6ª e la 13ª settimana.
Modalità di Esecuzione
La prima ecografia può essere svolta in due modalità: transaddominale, con una sonda esterna, o transvaginale, con una sonda interna. In alcune fasi precoci, come nelle primissime settimane di gestazione, lo specialista può ricorrere anche a una sonda transvaginale per ottenere una visualizzazione più accurata. Entrambe le procedure sono indolori e innocue, sia per il feto che per la mamma. Si basa sull’uso di ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza del tutto innocue, emesse da una sonda ecografica che, appoggiata sull’addome della futura mamma, restituisce un’immagine nitida del contenuto uterino.
Preparazione all'Esame
L’ecografia non prevede alcuna preparazione fisica particolare. È possibile assumere cibi e liquidi anche a ridosso dell’esame, ciò che può variare è la presenza di urina o meno in vescica. In caso di ecografia transaddominale, la vescica deve risultare piena, condizione non consigliata in caso di ecografia transvaginale. L’ecografia ostetrica del primo trimestre non richiede una preparazione specifica, ma seguire alcune indicazioni può migliorarne l’efficacia. Nella maggior parte dei casi, non è necessario essere a digiuno, né riempire la vescica, soprattutto se l’esame è previsto con sonda transvaginale. Tuttavia, se il proprio ginecologo consiglia una modalità transaddominale nelle fasi molto precoci, potrebbe suggerire di bere un po’ d’acqua prima della visita per migliorare la visibilità dell’utero. Consigliamo di evitare di mettere creme, olii ecc.. Può essere utile indossare un abbigliamento comodo per potersi svestire e rivestire agilmente. Al fine di ottimizzare l’esecuzione dell’esame del primo trimestre delle ecografie in gravidanza è necessario che la paziente abbia la vescica moderatamente piena. Ricorda di portare con te la documentazione clinica precedente.
Cosa Si Vede Durante l'Ecografia del Primo Trimestre
Cosa è visibile dalla prima ecografia dipende tuttavia dalla settimana di gravidanza in cui l’indagine viene effettuata. Se si esegue molto presto (cinque-sei settimane di gestazione) sarà poi necessario ripetere l’esame nelle settimane successive per poter visualizzare tutto ciò che è necessario. L'ecografia ostetrica del primo trimestre ha diverse finalità, se eseguita precocemente, è possibile verificare il corretto impianto della camera gestazionale in utero, la presenza dell'embrione, la sua vitalità, il numero di embrioni e verificare la datazione dell'epoca gestazionale. La prima ecografia in gravidanza, spesso eseguita intorno alla 6ª settimana, è detta ecografia precoce o “di conferma” e viene talvolta prescritta prima della visita ostetrica, soprattutto in presenza di sintomi come dolori addominali, perdite ematiche o in caso di gravidanze a rischio. Questa ecografia ha lo scopo di confermare la gravidanza, localizzarne la sede (escludendo, ad esempio, una gravidanza extrauterina), valutare il numero di embrioni e calcolare l’età gestazionale con precisione. A questo stadio iniziale dello sviluppo embrionale, il medico può osservare alcuni elementi fondamentali per stabilire che la gravidanza stia procedendo nel modo corretto. osservare un piccolo embrione con attività cardiaca visibile.
Ci si è, infatti, resi conto che il progredire dell’esperienza degli operatori ed il continuo miglioramento della qualità degli ecografi consente oggi di studiare, già nel primo trimestre di gravidanza, buona parte dell’anatomia fetale. Si possono ad esempio studiare gli arti superiori ed inferiori, potendo spesso contare le dita delle mani, il profilo fetale, la chiusura della parete addominale, lo stomaco, la vescica, i vasi del cordone ombelicale, l’integrità del cranio, la placenta, il liquido amniotico, il collo dell’utero, la flussimetria delle arterie uterine con lo screening della preeclampsia e diverse altre strutture fetali. L’ecografia a 12 settimane consente all’ecografo di rilevare dalle immagini e dai suoni informazioni più accurate sul feto e il suo stato di salute. Da un punto di vista clinico e assistenziale gli elementi che si riescono a indagare con la prima ecografia sono molto importanti e permettono di assicurarsi che i primi adattamenti della gravidanza siano avvenuti in modo regolare ed efficace.Dal punto di vista dei genitori accade spesso che la prima ecografia segni un passaggio, diventando un segno di realtà, di tangibilità della gravidanza.
Translucenza Nucale e Test Combinato
Un altro aspetto importante dell’attendere la 12esima settimana è la possibilità di analizzare la translucenza nucale, cioè un piccolo accumulo di liquido che il feto presenta sotto la cute che collega testa e collo. Durante questa ecografia è possibile anche misurare la translucenza nucale (NT), ovvero lo spessore di un sottile strato di liquido che si accumula nella zona della nuca del feto. Questa misurazione, associata ad altri parametri, consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down (trisomia 21). Nei casi in cui vi siano fattori di rischio o valori sospetti, si può decidere di approfondire con esami di screening come il test combinato o il test del DNA fetale (NIPT), o con diagnosi invasive come la villocentesi.
Il test combinato è un esame di screening fortemente raccomandato a tutte le donne in gravidanza per valutare la probabilità che il feto possa essere affetto da una anomalia cromosomica, tra quelle più note e più frequenti. Il test combinato prevede un’ecografia e un prelievo ematico materno. Il test combinato deve essere eseguito tra la 11ª e la 13ª +6 settimane, quando la lunghezza del feto (CRL) è compresa tra i 45 e gli 84 mm. L’esame ecografico consiste nella misurazione di vari parametri, cioè la lunghezza del feto e la translucenza nucale. I parametri ecografici biochimici, oltre a quelli relativi alla storia clinica materna, vengono inseriti in un software utilizzabile solo da operatori ecografici certificati.
Interpretazione dei Risultati del Test Combinato
- Il test è considerato positivo, cioè ad alto rischio, se il rischio calcolato è compreso tra 1:2 e 1:300.
- Il test è considerato negativo, cioè a basso rischio, se il rischio calcolato è inferiore a 1: 300.
Test del DNA Fetale (NIPT)
Il test consiste in un prelievo di sangue materno, finalizzato alla ricerca del DNA fetale circolante nel sangue della madre. Può essere seguito preferibilmente a partire dalla 11ª settimana di gravidanza. Il test è in grado di identificare circa il 99% dei feti affetti da trisomia 21, e circa il 95% di quelli affetti da trisomia 18 e 13 (è stato cioè validato a livello scientifico per le stesse anomalie indagate dal test combinato). Alcuni laboratori sono offrono la possibilità di estendere l’analisi anche ad altre patologie cromosomiche e, in alcuni casi, allo studio di malattie genetiche molto rare.
Ecografia Morfologica Fetale ed Ecocardiografia Fetale
Durante l’esame di Ecografia Morfologica Fetale, il ginecologo effettua un controllo completo della situazione, partendo dalla misurazione del diametro della testa del feto. L’ecocardiografia fetale, invece, è un esame che permette la valutazione del cuore del feto nella pancia materna. Questo esame richiede un tempo di esecuzione abbastanza lungo, circa 30/45 minuti, in quanto il cuore è un organo complesso.
Sicurezza dell'Ecografia
L’ecografia del primo trimestre si svolge in un ambiente ambulatoriale e non comporta alcun tipo di dolore o rischio per la madre e il bambino. La donna viene fatta accomodare in posizione supina, generalmente su un lettino con un monitor visibile, così da poter osservare in tempo reale le immagini dell’utero e del feto. No, è un esame sicuro e non invasivo. La gravidanza fisiologica, che non riporta cioè patologie o problematiche evidenti durante l’età gestazionale, ha una durata di circa 40 settimane, che equivalgono a 280 giorni.
leggi anche:
- Radiografia in Gravidanza: Rischi e Alternative Sicure
- Esami del Sangue Inizio Gravidanza: Quali Sono e Perché Farli?
- Mammografia in Gravidanza: Rischi, Sicurezza e Alternative
- Ecografia Inizio Gravidanza: Scopri Quando Farla e Tutto Quello che Devi Sapere!
- Esame Citologico Urine: Scopri Perché È Fondamentale per la Tua Salute!
- Laboratorio Analisi Ascoli Piceno: Elenco Completo e Servizi Offerti
