L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni. Questa tipologia di analisi del sangue è assai frequente: attraverso l’emocromo completo con formula, noto anche come esame emocromocitometrico completo, è infatti possibile monitorare e controllare con attenzione lo stato di salute del paziente.
Per distinguere un emocromo con valori normali è bene sapere che i parametri cambiano a seconda del genere sessuale, dell’età, dello stile di vita, del patrimonio genetico. È fondamentale, per la maggior parte dei valori, leggere le analisi del sangue nel loro insieme, così com’è fondamentale interpretare i risultati anche in base alle caratteristiche della singola persona.
Emocromo: Valori e Interpretazione
L'emocromo (anche esame emocitometrico o emmogramma) è un esame basilare che fornisce informazioni preziose sui componenti del sangue.
Globuli Rossi (RBC)
I globuli rossi, detti anche eritrociti o emazie, sono cellule del sangue a forma di disco appiattito, prive di nucleo, che trasportano l’ossigeno, fissato tramite l’emoglobina in esse contenuta, fino alle cellule dei tessuti e riportano ai polmoni parte dell’anidride carbonica prodotta. Il valore normale nell’uomo è di 4,5-6 milioni/mm3, nella donna 4-5,5 milioni/mm3; anche in questo caso per gli atleti di discipline di resistenza si devono diminuire tali valori di circa 0,5 milioni/mm3.
Nel caso particolare dell’analisi dei globuli rossi (eritrociti), responsabili grazie all’emoglobina del trasporto di ossigeno e anidride carbonica, spesso nel linguaggio comune si confondono ematocrito ed emocromo. Emocromo basso, che può essere causata da una riduzione dei globuli rossi collegata a patologie renali, leucemie o anemie da carenza di ferro, vitamina B12 o acido folico.
La lettura dei parametri fatta per gli eritrociti vale anche per i valori relativi all’emoglobina, che, se troppo alti, possono essere connessi a patologie del sangue, ma anche alla ridotta quantità di ossigeno inspirato: ciò può accadere ai fumatori o semplicemente quando ci si trova ad alta quota. Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.
Variazioni nei livelli di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito possono indicare diverse condizioni:
- Globuli rossi aumentati: produzione in eccesso, perdite di liquidi (diarrea, ustioni, disidratazione), malattia cardiaca congenita.
- Globuli rossi diminuiti: anemia, emorragie, malattie renali, malnutrizione, carenze di ferro e vitamine B6, B9 e B12.
- Emoglobina aumentata: disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia), gravi malattie polmonari.
- Emoglobina diminuita: malattie ereditarie (talassemie, anemia falciforme), carenza di ferro e vitamine B6, B9 e B12, emorragie, eccessiva distruzione dei globuli rossi (emolisi), anemie, malattie renali, cirrosi epatica.
- Ematocrito aumentato: disidratazione, eccessiva produzione di globuli rossi (policitemia) causata da malattie del midollo osseo, da disturbi polmonari o da farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi.
- Ematocrito diminuito: anemie soprattutto da carenza di ferro, emorragie, carenza di vitamine e altri minerali, cirrosi epatica.
Globuli Bianchi (WBC)
I globuli bianchi, detti anche leucociti, sono cellule del sangue che hanno il compito di difendere l’organismo da attacchi esterni. Si suddividono in granulociti, linfociti e monociti. I granulociti si suddividono a loro volta in neutrofili (che attaccano i batteri), eosinofili (attivi contro le allergie e le infezioni causate da parassiti) e basofili (che agiscono come filtri fra intestino e altri organi). I globuli bianchi sono un’ottima spia contro le infezioni.
Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
Nel caso di aumento dei granulociti si è molto probabilmente di fronte a un’infezione provocata da batteri, mentre se aumentano i linfociti, l’infezione dovrebbe dipendere da un virus. Valori normali sono: da 4.000 a 7.000 per mm3 nella donna e da 5.000 a 8.000 per mm3 nell’uomo. I neutrofili costituiscono il 40-75%, gli eosinofili lo 0-7%, i basofili lo 0-2%, i linfociti il 18-50% e i monociti il 2-9%. I globuli bianchi possono aumentare anche per la somministrazione di alcune sostanze (arginina) o in determinati periodi (gravidanza, mestruazioni).
Alterazioni nei livelli dei diversi tipi di globuli bianchi possono indicare varie condizioni:
- Globuli bianchi aumentati: infezioni, infiammazione, leucemie, traumi, stress.
- Globuli bianchi diminuiti: malattie autoimmuni, infezioni gravi, malattie del midollo osseo, assunzione di alcuni farmaci (es. metotrexato).
- Neutrofili aumentati: infezioni batteriche e fungine, malattie infiammatorie, alcuni tipi di leucemia.
- Neutrofili diminuiti: infezioni gravi, chemioterapia.
- Linfociti aumentati: infezioni, infiammazione.
- Linfociti diminuiti: malattie del sistema immunitario (lupus), stadi terminali dell’AIDS.
- Monociti aumentati: infezioni virali, alcuni tipi di leucemie e tumori del midollo osseo, radioterapia.
- Monociti diminuiti: alcune malattie del midollo osseo, alcuni tipi di leucemie.
- Eosinofili aumentati: allergie, infezioni di parassiti, scarlattina.
- Eosinofili diminuiti: insufficienza renale cronica, shock anafilattico, traumi, interventi chirurgici, uso di farmaci cortisonici.
- Basofili aumentati: alcuni tipi di leucemie, infezioni croniche, reazioni allergiche verso gli alimenti e in seguito a radioterapia.
- Basofili diminuiti: alcune infezioni acute, stress, gravidanza (in cui, fisiologicamente, si osserva una leucopenia), farmaci (cortisone, antineoplastici), ipertiroidismo.
Piastrine (PLT)
Dette anche trombociti, sono corpi del sangue senza nucleo, di forma discoidale, che giocano un ruolo essenziale nei processi di coagulazione. Valori normali vanno da 150 a 440 migliaia/microlitro. I valori sono alterati in caso di forti emorragie, circolazione rallentata del sangue, problemi alla milza, leucemie o lesioni del midollo osseo.
- Piastrine aumentate: alcuni tumori, artrite reumatoide, lupus, disordini mieloproliferativi, patologie infiammatorie intestinali, pillola anticoncezionale.
- Piastrine diminuite: alcuni tipi di leucemie e malattie che causano una crescita alterata delle cellule del sangue, chemio/radio terapia, farmaci (paracetamolo, chinidina, sulfamidici, ecc.), autoanticorpi contro piastrine.
Altri Parametri dell'Emocromo
- Volume corpuscolare medio (MCV): Indica la grandezza dei globuli rossi ed è importante perché serve nella diagnosi delle anemie: i globuli rossi possono essere più piccoli del normale (anemia microcitica) o più grandi (anemia macrocitica). Si ricava da (ematocrito*10/numero di globuli rossi) e i valori normali vanno da 80 a 100 femtolitri (indicati con fl).
- MCV aumenta: carenza di vitamine B9 e B12.
- MCV diminuisce: carenza di ferro, talassemie.
- Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (MCH): È la quantità di emoglobina contenuta in media in un globulo rosso.
- MCH aumenta: riflette i risultati di MCV.
- MCH diminuisce: riflette i risultati di MCV.
- Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC): Indica se i globuli rossi a seconda della loro grandezza contengono poca o molta emoglobina. Si ricava da (emoglobina*10/ematocrito) e i valori normali espressi in percentuale vanno da 31 a 37.
- MCHC aumenta: disidratazione, aumento dell’emoglobina.
- MCHC diminuisce: riflette i risultati MCV.
- Ampiezza di distribuzione eritrocitaria (RDW):
- RDW aumenta: un suo aumento può indicare la presenza di globuli rossi di dimensioni diverse (gli eritrociti immaturi sono di maggiori dimensioni). Ad esempio carenze nutrizionali di ferro, folati, vit. B12.
- RDW diminuisce: la maggior parte dei globuli rossi ha uguale dimensione.
Velocità di Eritrosedimentazione (VES)
La velocità di eritrosedimentazione (VES) è un indice infiammatorio ed indica la velocità di sedimentazione degli globuli rossi, detti eritrociti, presenti nel sangue. L’esame della VES misura il tempo impiegato dai globuli rossi per separarsi dal plasma, la parte liquida del sangue, e depositarsi sul fondo della provetta. Questo esame viene sempre fatto in concomitanza con l’analisi di altri valori, poiché è un test aspecifico, ovvero generico, che può essere compreso solo all’interno di un contesto di indagini mirate. Viene prescritto per individuare la presenza di una possibile infiammazione. Non specifica che tipo di infiammazione è in corso e nemmeno dove sia localizzata, ma ci trasferisce un’informazione generale che in un contesto di sintomatologie specifiche può semplificare la diagnosi.
Inoltre l’andamento della VES permette anche di monitorare il decorso di una malattia già diagnosticata. Tuttavia, ha diversi limiti, tra cui quello di poter risultare normale nonostante ci sia in corso un’infezione, oppure può essere elevato anche se già guariti dalla stessa. Questo accade poiché le cariche negative eritrocitarie non si attenuano o si presentano in maniera immediata, ma si alzano e abbassano gradualmente.
Valori Normali VES
Il valore di VES assume valenza nel momento in cui viene contestualizzato con altre indagini cliniche mirate. Nel caso sia l’unico valore ad essere fuori norma non c’è di che preoccuparsi. In generale, il valore normale della VES nel sangue è da 2 a 15 mm/h.
VES Alta
Se il valore di VES è alto vuol dire che c’è un’infiammazione in corso. Non definisce però la gravità, l’origine, lo stadio e la locazione dell’infiammazione stessa.
Valori alti di VES possono riscontrarsi in caso di:
- Anemia
- Artrite
- Dolore
- Infarto del miocardio
- Insufficienza renale cronica
- Neoplasie
- Patologie infiammatorie (faringite, otite, bronchite, febbre ricorrente, …)
- Processo infiammatorio
Un valore alto, comunque, non ci fa preoccupare fintantoché non è accompagnato da altri valori alterati.
Proteina C Reattiva (PCR)
Una delle proteine chiave coinvolte nella risposta immunitaria è la Proteina C Reattiva (PCR), prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue in risposta a infiammazioni. Quando i livelli di questa proteina sono alti, potrebbe significare che c'è un'infezione in corso o qualche altro problema di salute. La proteina C reattiva (PCR) è una proteina prodotta dal fegato che si attiva in risposta a una lesione, infezione o infiammazione. Quando il corpo rileva un problema, come un'infezione batterica o un danno ai tessuti, il livello di PCR nel sangue può aumentare notevolmente. Questo rende la PCR un ottimo indice di infiammazione.
Quando i livelli di PCR nel sangue sono alti, significa che il corpo sta reagendo a una condizione di stress o danno. Ma è importante ricordare che la PCR non ci dice l’origine precisa dell’infiammazione. Avere la proteina C reattiva alta è una condizione che può essere causata da diversi fattori. In molte situazioni, l'aumento della PCR indica una infezione batterica o un'infiammazione cronica, come l'artrite reumatoide. Un aumento persistente della proteina C reattiva può essere legato a condizioni di infiammazione cronica, come la disbiosi intestinale.
La PCR è spesso utilizzata come strumento di diagnosi per le infezioni acute. In caso di infezioni gravi, come la polmonite o la sepsi, il livello di proteina C reattiva nel sangue può aumentare drasticamente. I medici usano il test della PCR per valutare l'efficacia di un trattamento antibiotico o per capire se l'infezione sta peggiorando.
Valori Normali di PCR
I valori normali di PCR nel sangue sono solitamente inferiori a 10 mg/L. Tuttavia, anche piccole variazioni possono indicare la presenza di un’infiammazione. Se i valori di riferimento della PCR superano i 10 mg/L, si considera un segnale di infezione o infiammazione acuta.
Fattori che Influenzano la PCR
La PCR può essere leggermente elevata durante la gravidanza, ma di solito non è motivo di preoccupazione. Tuttavia, se i livelli sono significativamente più alti del normale, potrebbe indicare la presenza di un'infezione o di una condizione infiammatoria che richiede attenzione medica. I pediatri possono richiedere questo esame quando sospettano un'infezione grave, poiché i bambini possono manifestare infezioni in modo più rapido e intenso rispetto agli adulti.
PCR e Altri Indicatori di Infiammazione
Sebbene la PCR sia uno dei principali indicatori di infiammazione, ci sono altri marker nel sangue che possono indicare uno stato infiammatorio, come la creatina, che misura la funzionalità renale, e la già citata VES. La differenza principale tra la PCR e altri indicatori è che la PCR risponde più rapidamente a un’infiammazione, rendendola un segnale immediato di infezione o lesione. Anche i monociti alti possono indicare la presenza di infiammazione nel corpo, spesso legata a infezioni, malattie autoimmuni o altre condizioni infiammatorie.
Trattamento per PCR Alta
Quando la proteina C reattiva è alta, il trattamento varia a seconda della causa sottostante. Se il livello elevato è dovuto a un'infezione acuta, come un'infezione batterica, il medico potrebbe prescrivere antibiotici per contrastare l’infezione. Anche lo stile di vita può avere un impatto significativo. In condizioni non gravi, cambiamenti come una dieta equilibrata ricca di alimenti antinfiammatori, esercizio fisico regolare e la riduzione dello stress possono aiutare a ridurre i livelli di PCR. Alimenti ricchi di vitamina C e antiossidanti, come frutta e verdura, sono particolarmente utili per ridurre l'infiammazione.
Il medico potrebbe chiederti di ripetere il test per vedere come stanno evolvendo i valori e adattare la terapia di conseguenza. Il monitoraggio costante è particolarmente importante per le persone a rischio di malattie cardiovascolari. Studi scientifici hanno dimostrato che livelli elevati di PCR possono essere collegati a un aumento del rischio di infarti e ictus.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale consultare immediatamente il tuo medico se i livelli di PCR risultano costantemente elevati o se si manifestano sintomi di infezione o infiammazione, come febbre, dolori articolari, affaticamento o difficoltà respiratorie. Il medico potrebbe richiedere ulteriori analisi o esami, come una radiografia o un'ecografia, per individuare la causa dell'infiammazione. Se i valori di PCR sono leggermente alti, ma non ci sono sintomi particolari, il medico potrebbe suggerire un monitoraggio periodico senza interventi immediati.
Formula Leucocitaria
La formula leucocitaria è un esame del sangue che analizza la percentuale e il numero assoluto dei diversi tipi di globuli bianchi indicati: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. Questo esame fornisce informazioni dettagliate sullo stato del sistema immunitario e aiuta a identificare la natura di eventuali infezioni o infiammazioni in corso. In questo modo è possibile determinare quale tipo di leucocita è predominante, e si hanno informazioni preziose sulla possibile causa sottostante.
Leucocitosi
La leucocitosi è una condizione caratterizzata da un aumento anomalo dei globuli bianchi (leucociti) nel sangue periferico. In un adulto sano, i valori normali di leucociti sono compresi tra 4.000 e 11.000 unità per microlitro di sangue. Spesso la leucocitosi rappresenta una risposta fisiologica del sistema immunitario a stimoli come infezioni, infiammazioni o stress fisico. Ad esempio, un aumento dei neutrofili può indicare un’infezione batterica, mentre un incremento dei linfociti è più comune nelle infezioni virali.
Cosa Fare in Caso di Leucocitosi
La leucocitosi può essere un segnale di un’ampia gamma di condizioni, tra cui infezioni, infiammazioni, tumori e malattie autoimmuni. Pertanto, è importante consultare un medico per una diagnosi accurata e un appropriato piano di trattamento. In generale, la strategia di gestione della leucocitosi prevede principalmente il trattamento della condizione di base che sta causando l’aumento dei leucociti. Ad esempio, nel caso di infezioni, possono essere prescritti antibiotici mirati contro l’agente patogeno specifico.
Indici di Infiammazione
Gli indici di infiammazione (o flogosi) rappresentano il dosaggio di queste proteine:
- La proteina C reattiva (PCR): è una delle proteine della fase acuta del processo infiammatorio; viene prodotta dal fegato in seguito allo stimolo della IL-6 e IL-8. La PCR inizia ad essere rilevabile dopo 6-8 ore dall’inizio del processo infiammatorio e persiste per 48 ore dopo la fine dello stimolo.
- La velocità di eritrosedimentazione (VES): questo esame misura la velocità con cui gli eritrociti (globuli rossi) si depositano (sedimentano) sul fondo della provetta che li contiene. Molti processi patologici possono determinare un aumento della velocità di eritrosedimentazione.
- La procalcitonina (PCT): in presenza di citochine pro-infiammatorie o di proteine batteriche (lipopolisaccaridi, LPS), la PCT viene sintetizzata dalle cellule parenchimali del polmone, del fegato, del rene, del tessuto adiposo e del tessuto muscolare.
Tabella Riepilogativa Valori di Riferimento
La seguente tabella riassume i valori di riferimento per alcuni degli esami del sangue discussi:
| Esame | Valori Normali |
|---|---|
| Globuli Rossi (Uomo) | 4,5-6 milioni/mm3 |
| Globuli Rossi (Donna) | 4-5,5 milioni/mm3 |
| Globuli Bianchi (Donna) | 4.000-7.000 per mm3 |
| Globuli Bianchi (Uomo) | 5.000-8.000 per mm3 |
| Ematocrito (Donna) | 37-46 |
| Ematocrito (Uomo) | 42-50 |
| Emoglobina (Uomo) | 14-18 g/l |
| Emoglobina (Donna) | 12-16 g/l |
| Piastrine | 150-440 migliaia/microlitro |
| VES | 2-15 mm/h |
| PCR | Inferiore a 10 mg/L |
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