Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dall'accumulo di glucosio nel sangue, la cui concentrazione è espressa dalla glicemia. Per i pazienti diabetici, un'alimentazione sana e bilanciata è fondamentale, e frutta e verdura ne sono componenti essenziali.
L’indice glicemico (IG) è la capacità di un alimento di aumentare la concentrazione di zuccheri nel sangue. Controllare la glicemia con le verdure è possibile? Se medici ed esperti di nutrizione continuano a ripetere che bisogna fare attenzione ai livelli di glicemia è perché da essa dipende la salute, oltre che la linea.
L'Importanza del Controllo Glicemico
È fondamentale che il livello di zuccheri nel sangue sia stabile, perché gli sbalzi glicemici possono essere dannosi anche per chi non soffre di particolari patologie. Quando la glicemia è bassa, si tende a essere nervosi e irritabili, mentre quando è alta, può danneggiare gli organi e aumentare il rischio di sviluppare malattie croniche come il diabete.
«Gli sbalzi danneggiano, anche chi non soffre di particolari patologie» ricorda infatti Marco De Angelis, medico specializzato in Medicina dello Sport, professore dell'università dell'Aquila, esperto di Nutrizione, Attività Fisica e Postura, che fa parte del team sanitario della Lucia Magnani Health Clinic, nel Grand Hotel di Castrocaro Terme. «Quando la glicemia è bassa, si tende a essere nervosi, irritabili, nei casi peggiori si può svenire. Se la condizione è perenne, ovviamente si vive male. Quando è alta, anche solo di poco, ma per lungo tempo, può danneggiare gli organi, e si corre il rischio di sviluppare malattie croniche come il diabete» prosegue De Angelis. Non solo: anche i picchi temporanei possono far male.
Quando è alta la glicemia? «La glicemia» ricorda De Angelis, «dovrebbe mantenersi stabile intorno a 95/100. Al di sopra di questi valori è alta, con soglie di allarme differenti. Quanto alla ipoglicemia, diventa particolarmente fastidiosa e problematica se è stabile sotto i 75».
Verdure e Glicemia: Quali Scegliere?
«Non esistono cibi che fanno abbassare la glicemia: ci sono cibi che, piuttosto, non la fanno alzare perché non contengono carboidrati o perché ne rallentano l'assorbimento, ovvero limitano il picco» dice De Angelis. Anzitutto gli stessi che dovrebbero essere protagonisti dei pasti di ogni giorno, e cioè le verdure. Le verdure sono ricche di fibre e perciò rallentano l'assorbimento dei carboidrati semplici e complessi.
Esempi pratici per fare il pieno di verdure? Sgranocchiarle crude prima di mangiare, invertire l'ordine delle portate in un pasto mangiandole come primo riservando la pasta per dessert o, semplicemente, aumentare la quantità complessiva nel pasto. «Per intenderci, anziché un piatto con 100 g di pasta e 20 g di verdure, bisognerebbe fare il contrario» dice l'esperto.
Quali verdure scegliere? «Non c'è una classificazione perché le differenze sono risibili. Quel che conta è variare, ancora meglio se all'interno dello stesso pasto. Per rendere l'idea: una zucchina meno acquosa è più utile di una più acquosa per rallentare l'assorbimento di zuccheri perché contiene più fibra, così come un minestrone aiuta a svuotare lo stomaco più velocemente» spiega De Angelis.
A confermare la regola ricordata dall'esperto ci sono due eccezioni, o quasi: le carote e zucca. «Sono le verdure più ricche di carboidrati e, quindi, a più alto indice glicemico, ma tutto dipende sempre da quanto si mangia. Esempio: una zuppa a base di sola zucca o di carota ha un carico glicemico molto alto. Le ragioni sono diverse: richiede l'utilizzo di una grande quantità delle due verdure e da cotte gli zuccheri sono più facilmente assimilabili; inoltre si mangia molto velocemente quindi il rialzo è immediato».
Per questa ragione chi soffre di diabete dovrebbe limitare preparazioni come queste, ma non rinunciare alla carote o alla zucca. «Per un picco glicemico bisognerebbe mangiar circa un chilo di carote, praticamente impossibile. Basta mangiarle in piccole quantità, quelle che del resto si consumano abitualmente e, ancora meglio, da crude, perché la quantità di fibre resta intatta».
La Cottura e l'Indice Glicemico delle Verdure
In termini di glicemia, la cottura che differenza fa con le verdure? «In termini di assorbimento di zuccheri la differenza è risibile» dice De Angelis. Che però fa notare: «C'è una differenza sostanziale nella masticazione: una verdura cruda richiede più tempo per mangiare e quindi dà un senso di sazietà che soddisfa molto».
L’idratazione e il calore aumentano l’indice glicemico di un alimento. La cottura è quindi un fattore da non sottovalutare: infatti, bollire in acqua provoca la disgregazione dell’amido che si idrata e gonfia, assumendo una forma gelatinizzata, diventa facilmente idrolizzabile da parte degli enzimi digestivi e viene facilmente assimilato dall’organismo.
Di conseguenza, adottare la cottura al dente risulta essere un’ottima soluzione perché riduce il processo di gelatinizzazione dell’amido che avviene grazie al riscaldamento in ambiente acquoso: le molecole di acqua dissolvono quelle di amilosio e penetrano nei granuli di amido, disorganizzando i cristalli di amilopectina e facendo gonfiare notevolmente i granuli stessi (fenomeno che osserviamo, ad esempio, quando cuociamo pasta o riso). Quando l’amido si raffredda, però, la sua configurazione si modifica di nuovo: si dice che assume una forma retrogradata, sotto la quale viene meno facilmente attaccato dagli enzimi digestivi e il suo IG si abbassa. Ecco perché patate e pasta fredde hanno IG più basso rispetto a quelle calde.
Il tipo di cottura da preferire, se possibile, è quindi quella cruda sia per le verdure, sia per carne e pesce, per non gelatinizzare dell’amido.
Carote: Crude vs Cotte
Le carote sono ortaggi molto apprezzati in cucina per il loro sapore dolce e la versatilità. Le carote crude sono un’ottima scelta per uno spuntino sano davanti alla televisione o per arricchire insalate e piatti freddi. Tuttavia, ci sono anche alcuni svantaggi da considerare. Le carote crude possono essere più difficili da digerire per alcune persone, specialmente se consumate in grandi quantità (e a proposito di quantità, in genere si tende a consumare porzioni di verdura cruda più ridotte rispetto alla controparte cotta).
La cottura delle carote può modificarne le proprietà nutrizionali, ma non sempre in modo negativo. Betacarotene più biodisponibile: il betacarotene, un precursore della vitamina A, è più facile da assorbire per l’organismo quando le carote sono cotte.
Anche se la cottura può aumentare sensibilmente l’indice glicemico delle carote, questo rimane comunque nella fascia media (tra 56 e 69). … il carico glicemico, parametro che tiene conto sia dell’indice glicemico che della quantità di carboidrati consumata, è più indicativo dell’effetto sulla glicemia. Le carote, sia crude che cotte, hanno un basso carico glicemico grazie al loro contenuto moderato di carboidrati. Le carote, specialmente se consumate con la buccia, sono ricche di fibre. Le fibre rallentano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue, mitigando l’effetto dell’indice glicemico.
L’effetto delle carote sulla glicemia dipende infine anche dal contesto in cui vengono consumate. Anche se l’IG aumenta con la cottura, le carote hanno comunque un contenuto calorico relativamente basso e un elevato contenuto di fibre, soprattutto se consumate con la buccia. Tuttavia, per le persone con diabete o problemi di controllo della glicemia, potrebbe essere consigliabile monitorare l’impatto delle carote cotte sulla propria glicemia individuale e regolare le porzioni (e i tempi di cottura) di conseguenza.
Per preservare al massimo i nutrienti delle carote il metodo di cottura da preferire è la cottura al vapore o la bollitura con poca acqua, che può essere recuperata in forma di brodo. Un’altra opzione è la cottura al forno, che concentra i sapori e la dolcezza delle carote senza aggiungere grassi.
Tabella Nutrizionale Comparativa: Carote Crude vs Cotte (100g)
| Nutriente | Carote Crude | Carote Cotte |
|---|---|---|
| Calorie | 25 | 21 |
| Carboidrati | 5.8g | 5.0g |
| Fibre | 1.7g | 1.8g |
| Vitamina C | 3.6mg | 2.2mg |
| Vitamina E | 0.4mg | 0.6mg |
Consigli Finali
Il consiglio è di variare il modo di consumare le carote, alternando tra crude e cotte, e scegliendo metodi di cottura che preservino al massimo le loro proprietà nutritive. Inoltre, controllare la glicemia con le verdure si può, specie con quelle di stagione, che sono le più sostenibili. I cibi con cui fare attenzione sono altri: «Tutti i cibi ricchi di carboidrati, quindi tutti gli zuccheri semplici e carboidrati complessi, provocano rialzi della glicemia» dice De Angelis.
leggi anche:
- Indice di Fertilità Spermiogramma: Come Interpretare i Risultati
- Indice Meccanico Ecografia: Cos'è e Perché è Importante
- Indice di Ittero negli Esami del Sangue: Cosa Significa e Cosa Fare?
- Risonanza Magnetica: Cosa Significa Tesla e Quale Scegliere?
- RT3 Esame del Sangue: Scopri i Valori Normali e Come Interpretarli Correttamente!
