I piselli, appartenenti alla famiglia dei legumi, sono un alimento cardine della dieta mediterranea, apprezzati per le loro qualità nutrizionali e versatilità in cucina. Accompagnano l’umanità da almeno 8000 anni e fanno parte di quelle primissime specie domesticate nella celebre Mezzaluna Fertile. Sono piccoli, nutrienti, sazianti e sostenibili.
Benefici Nutrizionali dei Piselli
I piselli sono ricchi di nutrienti essenziali e offrono numerosi benefici per la salute:
- Ricchi di fibre: Favoriscono la sazietà e rallentano l'assorbimento di carboidrati, grassi e glucosio.
- Basso indice glicemico (IG): Aiutano a stabilizzare la glicemia, rendendoli adatti anche per i diabetici.
- Fonte di proteine vegetali: Utili per sostituire carne, salumi, formaggi e uova, con il vantaggio di essere privi di grassi.
- Ricchi di acqua: Con quasi l’80% di acqua, saziano molto.
- Sostenibili: Arricchiscono il suolo di azoto e richiedono meno risorse per la coltivazione rispetto alle fonti proteiche animali.
Valori Nutrizionali dei Piselli
Una quantità standard di 100 g di piselli freschi fornisce un apporto energetico di 81 kcal. La composizione in macronutrienti corrisponde a 14,4 g di carboidrati (di cui, 5,67 g sono zuccheri semplici), 5,42 proteine vegetali a medio valore biologico e 0,4 g di lipidi, per lo più insaturi. Il contenuto di fibra è pari a 5,7 g.
Ecco una tabella riassuntiva:
| Nutriente | Valore per 100g |
|---|---|
| Energia | 81 kcal |
| Carboidrati | 14,4 g |
| Zuccheri | 5,67 g |
| Proteine | 5,42 g |
| Lipidi | 0,4 g |
| Fibre | 5,7 g |
Piselli e Diabete: Un'Associazione Consigliata
Non ci sono particolari differenze tra le indicazioni alimentari per chi è affetto da diabete di tipo 1 e o da diabete di tipo 2. L’assunzione di legumi è consigliata in entrambi i casi. Come tutti i legumi, anche i piselli vantano un indice glicemico basso, che aiuta fra l’altro a stabilizzare la glicemia dell’intero pasto. Proprio per questo alla porzione di legumi si può abbinare una porzione più piccola di alimenti ricchi di carboidrati a elevato indice glicemico (come pasta, pane, patate), in modo da limitare al massimo l’aumento della glicemia postprandiale.
I legumi associati a riso o pasta costituiscono un piatto completo. Giacchè contengono comunque una quota di carboidrati (anche se minima e poco assorbibile) vanno consumati sempre in proporzione rispetto alla quota di carboidrati principali (tipo pane pasta o riso). La loro associazione è consigliata ma va proporzionata. Se le glicemie continuano ad essere alte nonostante la riduzione del carboidrato principale (pasta o riso) è consigliato aggiungere una porzione di verdure.
In realtà i legumi hanno una particolarità: sono un'ottima fonte di proteine vegetali, ma contengono più carboidrati rispetto alla carne o al pesce (soprattutto dopo la cottura la parte proteica diminuisce). Per quanto riguarda la glicemia, il problema sta nell'associare ad una fonte di carboidrati (pasta, riso) i legumi stessi che presentano a loro volta una buona fonte carboidratica.
In caso di diabete e/o alternata glicemia a digiuno bisogna prestare molta attenzione al controllo dei picchi glicemici attraverso un'alimentazione a basso carico e indice glicemico. Nella fattispecie potrebbe abbinare i legumi ad una pasta integrale o a dei cereali in chicco, mangiando prima un pó di verdura cruda in modo da rallentare il picco glicemico e metabolizzare meglio il cibo che andrà ad assumere.
In caso di diabete, è necessario tenere conto del quantitativo di carboidrati contenuto in essi per il conteggio totale del pasto. I legumi hanno basso indice glicemico ed elevato contenuto di fibre. La raccomandazione di consumarli insieme ai cereali (es. pasta, riso, farro, orzo) riguarda però il loro contenuto proteico. Infatti le proteine dei legumi hanno un basso valore biologico poichè mancano di alcuni aminoacidi, che invece sono contenuti nei cereali.
Come Integrare i Piselli nella Dieta Quotidiana
I piselli possono essere consumati in diverse forme: freschi, surgelati o secchi. I piselli congelati, colti in piena maturazione, hanno praticamente gli stessi valori nutrizionali di quelli freschi. Diversamente, quelli in scatola (precotti) hanno molto sodio, meno vitamine e sono più calorici per la presenza di zucchero. Anche i piselli secchi sono più calorici.
Le linee guida per una sana alimentazione suggeriscono di consumare legumi tre volte a settimana. Per i legumi secchi, viene indicata una porzione standard di 50 g, pari a 3-4 cucchiai medi, mentre per i legumi freschi, surgelati o in scatola, la porzione consigliata è di circa 150 g.
Abbinare questi due alimenti, in sostanza, completa l’apporto di aminoacidi essenziali. Questo principio viene applicato all’alimentazione vegetariana e vegana, con lo scopo di sopperire al ridotto o assente apporto di proteine animali. Via libera, dunque, a polpette e burger vegetali a base di piselli e pangrattato, con l’aggiunta di verdure, patate o quinoa, ma anche di altri legumi, erbe e spezie di vario tipo.
Quando Prestare Attenzione al Consumo di Piselli
In linea di massima, i piselli sono un alimento sano e salutare. Non essendo privi di Fodmaps (termine che sta per “oligosaccaridi, disaccardi, monosaccaridi e polioli fermentabili”), i piselli rientrano tra gli alimenti da consumare con moderazione in caso di sindrome del colon irritabile, e separatamente da altre fonti di questi componenti. La sensibilità, in ogni caso, è tendenzialmente soggettiva, per cui è importante testare gli alimenti, sia a livello qualitativo che quantitativo. Il loro consumo può rendersi controindicato anche per i soggetti allergici. È importante, tra l’altro, valutare le eventuali allergie crociate. In caso di sensibilità conclamata, è preferibile escludere questo alimento. Tra le altre cose, i piselli apportano ossalati, che sono implicati nella formazione dei calcoli renali. I soggetti predisposti a tale problematica, dunque, dovrebbero consumare con moderazione gli alimenti che contengono queste sostanze.
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