Indice Glicemico del Gelato: Consigli per Diabetici

Il diabete mellito di tipo II è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio (zucchero) nel sangue. La patologia è dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina, un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas. L’insulina ha il compito di far utilizzare il glucosio circolante dalle cellule dell’organismo, come fonte di energia.

Se il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina o se gli organi bersaglio non rispondono in maniera adeguata all’ormone, l’organismo non può utilizzare il glucosio circolante come energia e quindi questo resta nel sangue. Conseguentemente, i livelli di glucosio diventano sempre più alti e provocano danni a vari organi. Spesso il diabete si associa ad altre malattie metaboliche, come l’ipertensione arteriosa e le dislipidemie: in questi casi si parla di sindrome metabolica.

Nella maggioranza dei casi, la comparsa del diabete mellito di tipo II è associata a stili di vita scorretti e all’obesità, che spesso lo precede e ne è la causa scatenante. La predisposizione genetica può favorire lo sviluppo della patologia. Altre condizioni che aumentano il rischio di sviluppare diabete sono: un’alimentazione sbilanciata, eccessivo consumo di alcolici, sedentarietà, diabete gestazionale, età avanzata ed etnia.

Diagnosi e Trattamento del Diabete

Per diagnosticare il diabete mellito di tipo II bisogna fare un esame del sangue. I principali test diagnostici sono: glicemia al mattino dopo almeno 8 ore di digiuno, emoglobina glicosilata (HbA1c) e test da carico orale di glucosio. La dieta è alla base della terapia del diabete mellito di tipo 2. Ogni diabetico deve seguire scrupolosamente la dieta prescritta dal proprio Medico specialista in diabetologia.

Un’alimentazione sana, varia ed equilibrata svolge infatti un ruolo importantissimo nel trattamento del diabete e si pone come obiettivi principali: il raggiungimento e/o il mantenimento di un peso desiderabile; la prevenzione dell’iper o ipoglicemia; la riduzione del rischio di sviluppare aterosclerosi e complicanze micro-vascolari. Oltre alla dietoterapia, il diabete mellito di tipo II può prevedere anche trattamenti farmacologici che deve stabilire il Medico diabetologo sulla base della situazione clinica e delle diverse caratteristiche personali di ognuno.

Raccomandazioni Dietetiche Generali

  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici.
  • Limitare l’assunzione totale di grassi a meno del 30% dell’apporto calorico giornaliero.
  • Limitare il consumo di grassi saturi a meno del 10% dell’apporto calorico giornaliero.
  • Assumere più fibra, almeno 15 g su 1000 kcal.
  • Preferire gli alimenti con un basso indice glicemico.
  • Non saltare mai la colazione.
  • Consumare pasti completi a pranzo e a cena (carboidrati + proteine + verdura + frutta), evitando periodi di digiuno prolungato.
  • Suddividere equamente la quota totale di carboidrati complessi nei tre pasti principali.
  • Scegliere metodi di cottura semplici.
  • Evitare gli alimenti impanati e fritti.

Alimenti da Evitare e da Consumare con Moderazione

Zucchero bianco, di canna e fruttosio per dolcificare le bevande, sciroppi dolci, miele e marmellata. Dolci e dolciumi come torte, pasticcini, biscotti, gelatine, budini, gelati, ghiaccioli, caramelle, etc. Frutta sciroppata, candita e mostarda di frutta. Bevande zuccherate o soft drink come cola, aranciata, acqua tonica, tè freddi ma anche i succhi di frutta. Salse contenenti zucchero. Condimenti grassi come burro, margarine, lardo, panna, etc. Insaccati come salsiccia, salame, wurstel, zampone, cotechino, etc. Superalcolici.

Frutta, in quanto contiene naturalmente zucchero (fruttosio), rispettando le quantità indicate nella dieta specifica per ogni diabetico. Limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini, come uva, banane, fichi, cachi, mandarini, etc., e quelli con un indice glicemico più alto, come melone e anguria. Privilegiare invece ciliegie, mele, pere, albicocche, pesche, fragole, prugne, arance e pompelmi. Ricordare che il grado di maturazione del frutto modifica il suo indice glicemico: più è maturo e zuccherino, più alto sarà il suo indice glicemico.

Alimenti Consigliati

Verdura, sia cruda che cotta da consumare in porzioni abbondanti. Pesce, fresco o surgelato, da consumare non meno di due-tre volte a settimana. Pasta, orzo, farro, riso, couscous, pane d’orzo, di segale ed altri carboidrati complessi integrali perché aumentano gli apporti di fibra e riducono il picco glicemico. La cottura “al dente” riduce l’indice glicemico della pasta. Legumi come ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, etc., poiché sono un’importante fonte di proteine vegetali. Carne, sia rossa che bianca, da consumare non più di due volte a settimana, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.

Gelato e Indice Glicemico: Consigli Utili

State seguendo una dieta a basso indice glicemico e il vostro amore per il gelato è messo alla prova? Nessun problema, ecco qualche consiglio utile per concedersi una delle gioie del palato continuando a tenere sotto controllo gli zuccheri del sangue. Da quanto detto è facile capire che in genere l’indice glicemico del gelato non è elevato come si può pensare: nelle tabelle ha un IG di 50-50, con punte da 30 a 70 circa. In altre parole, viene considerato per lo più un cibo a basso-medio indice glicemico.

Se poi allo zucchero si aggiungono gli altri tipici ingredienti grassi del gelato come uova, latte o panna, l’indice glicemico si riduce ulteriormente. Il consiglio principale, anche per i diabetici, è quello di non mangiare il gelato quando si è completamente digiuni: così facendo l’assorbimento degli zuccheri sarà veloce e il rialzo massimo. Al contrario, alla fine di un pasto leggero e misto, preferibilmente ricco di fibre vegetali, gli zuccheri del gelato si mescoleranno con gli alimenti nello stomaco e lo zucchero verrà assorbito in modo più graduale. Insomma, unire fibre e gelato è sempre un’ottima idea.

Quale Gelato Scegliere?

Per quanto possa sembrare strano, il gelato preferibile per la glicemia non sono le granite o i sorbetti o i ghiaccioli che contengono solo frutta e zuccheri. Al contrario le classiche creme contengono anche proteine e grassi, di conseguenza riescono a rallentare la digestione degli zuccheri e a contrastare un picco glicemico elevato. Un’eccezione possono essere i gelati che hanno solo frutta congelata come ingrediente. Insomma, non sempre magro è meglio. Ma ciò non significa che tutte le creme siano ok: alcune vengono arricchite di ingredienti extra oppure sono talmente grasse da assomigliare più a mousse che a gelati.

Di tendenza, il sorbetto o il gelato al cioccolato extra fondente, ovvero dal 70 per cento in su resta tra i più consigliabili per la glicemia perché ha pochi o anche zero zuccheri aggiunti ma contiene i grassi e gli antiossidanti buoni del cioccolato. Un’altra opzione interessante e sana per non muovere troppo la glicemia sono i gelati crudisti, come quelli alla frutta a guscio, che mantengono inalterati i grassi buoni di noci, pistacchi mandorle e così via.

Gelato e Diabete: Equilibrio è la Chiave

Oggi si tende a ragionare in termini di equilibrio tra le varie componenti nutrizionali e così, all'interno di una dieta corretta è possibile inserire il gelato come tutti gli altri alimenti e non è necessario ricorrere al cosiddetto "gelato per diabetici": con i dovuti accorgimenti ci si può concedere del sano gelato artigianale, così come tante altre cose buone. Trattandosi di un alimento che porta alla produzione di glucosio, innanzitutto, il gelato va sostituito e non aggiunto ad altri cibi contententi carboidrati come frutta, pane, pasta, riso, in quantità tali da rispettare il complessivo apporto calorico.

Per esempio, una coppetta di gelato artigianale potrebbe essere sostituita alla frutta in chiusura di un pasto che ha visto un buon apporto di verdure e di fibra in generale, in grado di rallentare l'assorbimento del glucosio. L’Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) sono due indicatori molto importanti per valutare l’influenza che i cibi hanno sulla glicemia durante e dopo un pasto.

Maggiore sarà il suo impatto sulla glicemia, fatto cento lo zucchero bianco da cucina (saccarosio). Seguire una dieta a base di alimenti con indice glicemico basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia. Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a indice glicemico più basso aiutano a tenere sotto controllo il peso perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie. E sentirsi sazi è importante sia per chi ha il diabete che per chi vuole dimagrire.

Tuttavia, è importante tenere sempre d’occhio anche la quantità che si assume di ciascun alimento. Il carico glicemico è un secondo indicatore nutrizionale che valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate. Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti.

La formula per calcolare il Carico Glicemico è molto semplice, perché basta calcolare la quantità di alimento che stiamo consumando in gr di carboidrati per il suo Indice Glicemico e poi dividere tutto per 100.

Il Carico Glicemico è quindi un indicatore molto più interessante e utile per l’uso quotidiano perché considera le quantità effettivamente consumate.

Esempio di Indice Glicemico di alcuni alimenti

Di seguito alcuni esempi di alimenti con il relativo Indice Glicemico:

Alimento Indice Glicemico (IG)
Fruttosio 23
Spaghetti integrali 50
Spaghetti di semola bianca 75
Zucchero bianco 100

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