Cavolfiore Cotto: Valori Nutrizionali, Benefici e Glicemia

Il cavolfiore è una particolare varietà di ortaggio appartenente alla famiglia delle Cruciferae, note anche come Brassicaceae. In particolare, la specie è la Brassicacea oleracea L. var. botrytis. Spesso presente nelle nostre cucine, è caratterizzato dalla infiorescenza molto pronunciata, che rappresenta la parte edibile. Questa infiorescenza può assumere diverse tonalità, a seconda della varietà, che spaziano dal bianco al rosso-violetto.

Valori Nutrizionali e Composizione

Il cavolfiore è un alimento con un contenuto calorico molto basso, e questo si evince anche dalla quantità dei grassi e dei carboidrati presenti che messi insieme superano a malapena di poco i 2 grammi! Ma un altro aspetto importante è il ridotto tenore glucidico (sia zuccheri complessi che semplici). Abbiamo visto, infatti, che su 100 grammi di infiorescenza solamente 2,4 sono rappresentati dagli zuccheri (sarebbe circa mezzo cucchiaino da caffè).

Per quel che concerne i sali minerali, il cavolfiore contiene buone quantità di potassio. Il cavolfiore contiene modeste quantità di ferro. Ma la cosa più importante è che questo è accompagnato da una buona quantità di vitamina C. L’accoppiamento Vitamina C - ferro è importante perché questa vitamina facilita moltissimo l’assorbimento del ferro, permettendo il suo ingresso nella parete intestinale e da qui nel circolo sanguigno.

Il cavolfiore è una verdura appartenente al VII gruppo degli alimenti in quanto contiene un buon quantitativo di vit. C (acido ascorbico); parallelamente, potrebbe essere inquadrato tra gli alimenti del VI gruppo, in quanto non mancano i carotenoidi (pro-vitamina A).

Tabella Comparativa: Cavolfiore Crudo vs. Bollito

Di seguito è riportata una comparazione tra la composizione del cavolfiore crudo e bollito per 100g di parte edibile:

Componente Cavolfiore Crudo Cavolfiore Bollito
Parte edibile 66,0% 100,0%
Acqua 90,5g 84,2g
Proteine 3,2g 5,3g
Lipidi TOT 0,2g 0,3g

Benefici per la Salute

Straordinario alleato della linea, il cavolfiore è costituito per la maggior parte da acqua e, con 25 calorie ogni 100 grammi e pochissimi grassi, è un alimento che non può mancare nelle diete ipocaloriche. Ha un elevato potere saziante e le fibre aiutano anche a mettere in moto il metabolismo.

Come indicato nella tabella sopra riportata, questo ortaggio è ricco di potassio, magnesio, fosforo e calcio (quest’ultimo presente in quantità importanti). La presenza massiccia di questi elementi favorisce la salute delle ossa e dei denti. Il potassio, tra l’altro, contribuisce al buon funzionamento del sistema cardio circolatorio e protegge il cuore da varie tipologie.

Il consumo regolare (almeno due volte a settimana) del cavolfiore bianco apporta all’organismo una buona quantità di vitamine che potenziano il sistema immunitario, tutelandolo e rendendo efficace il suo lavoro, venendo a contrastare malattie, germi e batteri.

Oltre ad un buon contenuto di ferro, la presenza importante della vitamina C contribuisce a facilitare l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo e, quindi, a contrastare l’anemia.

Con il cavolfiore è possibile contrastare l’invecchiamento cellulare grazie alla presenza di antiossidanti che combattono i radicali liberi, responsabili principali degli inestetismi della pelle.

Le vitamine del gruppo B e la colina contenute in questo ortaggio “pallido” proteggono il sistema nervoso e ne garantiscono il suo sviluppo, provvedendo all’eliminazione delle tossine accumulate nell’organismo. Addirittura, si tratta di un prodotto particolarmente consigliato alle donne in dolce attesa proprio perché la sua azione benefica si estende anche al sistema cerebrale del nascituro.

Il fatto che sia costituito principalmente da acqua rende il cavolfiore un grande “amico” dell’apparato urinario grazie all’eliminazione dei liquidi in eccesso. La depurazione dell’organismo passa anche dall’azione di contrasto delle scorie. Tutto questo processo, inoltre, assicura la regolazione della pressione sanguigna, favorendo la circolazione.

La presenza di acido folico lo rende un ottimo alimento della dieta “femminile”: questo nutriente protegge le ovaie e, in caso di gravidanze, oltre quello specificatamente cerebrale, agisce a 360º sullo sviluppo del feto.

Il contenuto di flavonoidi e di sulforafano fa del cavolfiore un ortaggio “miracoloso” nell’azione di contrasto ai tumori. Si tratta di un ortaggio capace di prevenire la formazione delle cellule maligne e, nel caso in cui fossero presenti, il consumo del cavolfiore ne inibisce la loro riproduzione.

Analogamente alle altre Brassica oleracea, anche il cavolfiore cotto e frullato (a comporre una minestra brodosa) può essere utilizzato nella purificazione e nel ripristino della funzionalità intestinale ed epatica in seguito a periodi di cattiva alimentazione.

Grazie agli antiossidanti che contrastano l'invecchiamento cellulare, il cavolo rende la pelle liscia e luminosa e liscia.

Indice Glicemico e Importanza nella Dieta

La glicemia è un valore importante da tenere sotto controllo. Le verdure a basso indice glicemico sono ortaggi che determinano un innalzamento moderato della glicemia, ovvero della quantità di zucchero (glucosio) nel sangue. Il glucosio è strettamente legato alla secrezione di insulina, un ormone responsabile dell'accumulo adiposo.

L’indice glicemico (IG) è un valore che esprime la rapidità con cui gli alimenti contenenti carboidrati fanno aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia). I carboidrati per essere assorbiti e passare nella circolazione sanguigna devono essere trasformati in glucosio dagli enzimi digestivi.

L’indice glicemico dei cibi è collegato ai valori energetici e alla quantità di ogni alimento. Pertanto, nell’ottica di un equilibrio da questo punto di vista, sarebbe più corretto parlare di indice glicemico dei pasti e non dei singoli alimenti. È proprio per questo motivo, infatti, che non basta scegliere di consumare più cibi a basso IG, ma bisogna anche sapere come abbinarli correttamente e valutare le giuste porzioni.

Nella classificazione degli alimenti, l’indice glicemico viene misurato attraverso una scala di valori che va da 0 a 100. Si definiscono quindi cibi a basso indice glicemico quelli con un valore uguale o inferiore a 55, a IG medio se il valore oscilla tra i 56 e i 69 e IG alto se supera i 70.

Il cavolfiore apporta un'ottima razione di fibra alimentare, componente saziante, preventiva e terapeutica verso la stitichezza, modulatrice dell'indice glicemico, prebiotica ed ipocolesterolemizzante.

Consigli per il Consumo

In generale è preferibile comprare frutta e verdure quando sono “di stagione”. Questo comportamento ci dà una certa garanzia sul trattamento dei prodotti. Il modo migliore per consumare il cavolo è crudo in quanto mantiene intatte le proprietà nutritive.

Per eliminare il cattivo odore che si diffonde durante la cottura del cavolo, dovuto alla liberazione di composti di zolfo, esistono vari metodi, ma il sistema più sicuro ed efficace è cuocere il cavolo a vapore nella pentola a pressione. Volendo essere meticolosi, ricordiamo che il cavolfiore rientra nella lista degli alimenti che, a crudo, alterano (in misura difficilmente quantificabile) il metabolismo dello iodio interferendo "ipoteticamente" con l'omeostasi tiroidea.

Spesso presente nelle nostre cucine, è caratterizzato dalla infiorescenza molto pronunciata, che rappresenta la parte edibile.

Inoltre grazie all'alto contenuto di fibre il cavolo ha un alto potere saziante e se unito con legumi o pasta è un piatto unico equilibrato.

Controindicazioni

Esistono dei pareri discordanti sugli effetti che questo ortaggio ha nei confronti del fegato. Da una parte i benefici consisterebbero nel rifornire il fegato di zolfo, tramite il quale riesce a detossificare gli alimenti dannosi rendendoli solubili in acqua e che potranno essere eliminati con le urine.

Non esiste una “posologia” da rispettare circa l’assunzione di cavolo. Dal momento che il cavolo contiene alcune sostanze che rallentano il funzionamento della tiroide, chi ha problemi di ipotiroidismo dovrebbe controllare le quantità di cavolfiore consumato. Questo Ortaggio, infatti, contiene tiouree e tiocianati agenti “anti-iodio”, che ostacolano l’assorbimento di iodio combinandosi con esso, e “gozzigeni”, ossia che promuovono la formazione del gozzo tiroideo.

Sempre a causa di tiocianati e tiouree che sono sostanze che contrastano l’assorbimento dello iodio, le donne in gravidanza devono assumere il cavolo con moderazione. La carenza di iodio nella dieta è un rischio doppio nella donna in gravidanza. Il nascituro rischia, infatti, di incorrere nel “cretinismo” a causa appunto della mancanza degli ormoni tiroidei prodotti solamente in presenza di una giusta concentrazione di iodio.

Ahimè, il cavolfiore è ricco di purine, ragion per cui viene escluso dalla dieta preventiva dell'iperuricemia e della gotta.

Il cavolfiore è un ortaggio e, in quanto tale, risulta potenzialmente esposto alla contaminazione da nitrati; si consiglia di sciacquarlo abbondantemente, di NON consumarlo mai SPORCO (nemmeno da coltivazione autonoma) e di variarne l'utilizzo con gli altri prodotti della stessa categoria.

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