Cavolfiore: Valori Nutrizionali, Benefici e Consigli

Il cavolfiore è una particolare varietà di ortaggio appartenente alla famiglia delle Cruciferae, note anche come Brassicaceae. In particolare, la specie è la Brassicacea oleracea L. var.

Varietà di Cavolfiore

Sulla penisola italiana vengono coltivate diverse varietà di cavolfiore (precoci e tardive) che ne determinano la diversificazione e la rispettiva nomenclatura volgare; le principali sono: cavolfiore Gigante di Napoli, cavolfiore Tardivo di Fano, cavolfiore Romanesco e cavolfiore Violetto di Catania.

Coltivazione del Cavolfiore

Il cavolfiore è un ortaggio che necessita una discreta cura nella coltivazione; il terreno deve essere ricco, pertanto questa varietà di Brassica oleracea andrebbe coltivata sempre per prima nella rotazione colturale. Il cavolfiore necessita ampi spazi di separazione tra le piante al fine di consentirne lo sviluppo della massa fogliare, ragion per cui non deve assolutamente mancare un'abbondante irrigazione. Il concime onnipresente per il cavolfiore è di tipo organico, composto, anche a base di letame, stallatico o farina di ossa-sangue-corna; in aggiunta, nella fase di crescita, può essere conveniente l'utilizzo di macerato d'ortica o polvere di roccia.

Le varietà precoci di cavolfiore necessitano la semina in serra nel mese di marzo, mentre quelle tardive in aiuole all'aperto nel periodo tra aprile e maggio; il trapianto avviene a distanza di un mese o 45 giorni (la distanza idonea alla coltivazione del cavolfiore è di circa 50X50cm). Per ottenere un cavolfiore di colore bianco candido è necessario legare le foglie esterne sul fiore o piegarne alcune sopra.

La raccolta del cavolfiore è in concomitanza della maturazione, ma avendo cura che i fiori siano ben chiusi; per le varietà precoci si colloca verosimilmente tra la fine di luglio e i primi di agosto, mentre per il cavolfiore tardivo si arriva fino al termine di ottobre.

Cavolfiore: un alimento a basso contenuto calorico

Il cavolfiore è un alimento con un contenuto calorico molto basso. Il cavolfiore è un ortaggio con pochissime calorie ma ricco di altri nutrienti è quindi un alimento da inserire in ogni tipo di dieta, compresa quella ipocalorica. Straordinario alleato della linea, il cavolfiore è costituito per la maggior parte da acqua e, con 25 calorie ogni 100 grammi e pochissimi grassi, è un alimento che non può mancare nelle diete ipocaloriche. Inoltre grazie all'alto contenuto di fibre il cavolo ha un alto potere saziante e se unito con legumi o pasta è un piatto unico equilibrato.

Valori nutrizionali del cavolfiore

Abbiamo visto, infatti, che su 100 grammi di infiorescenza solamente 2,4 sono rappresentati dagli zuccheri (sarebbe circa mezzo cucchiaino da caffè). Il cavolfiore contiene modeste quantità di ferro. Ma la cosa più importante è che questo è accompagnato da una buona quantità di vitamina C. L’accoppiamento Vitamina C - ferro è importante perché questa vitamina facilita moltissimo l’assorbimento del ferro, permettendo il suo ingresso nella parete intestinale e da qui nel circolo sanguigno.

Il cavolfiore è una verdura appartenente al VII gruppo degli alimenti in quanto contiene un buon quantitativo di vit. C (acido ascorbico); parallelamente, potrebbe essere inquadrato tra gli alimenti del VI gruppo, in quanto non mancano i carotenoidi (pro-vitamina A). Per quel che concerne i sali minerali, il cavolfiore contiene buone quantità di potassio. Il cavolfiore apporta un'ottima razione di fibra alimentare, componente saziante, preventiva e terapeutica verso la stitichezza, modulatrice dell'indice glicemico, prebiotica ed ipocolesterolemizzante. Contiene poche proteine (a basso valore biologico), pochi grassi (prevalentemente insaturi) e pochi carboidrati (semplici e complessi).

Benefici del cavolfiore per la salute

  • Ricco di vitamine e sali minerali: Come indicato nella tabella sopra riportata, questo ortaggio è ricco di potassio, magnesio, fosforo e calcio (quest’ultimo presente in quantità importanti). La presenza massiccia di questi elementi favorisce la salute delle ossa e dei denti. Il potassio, tra l’altro, contribuisce al buon funzionamento del sistema cardio circolatorio e protegge il cuore da varie tipologie.
  • Protezione del sistema immunitario: Il consumo regolare (almeno due volte a settimana) del cavolfiore bianco apporta all’organismo una buona quantità di vitamine che potenziano il sistema immunitario, tutelandolo e rendendo efficace il suo lavoro, venendo a contrastare malattie, germi e batteri.
  • Contrasta l’anemia: Oltre ad un buon contenuto di ferro, la presenza importante della vitamina C contribuisce a facilitare l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo e, quindi, a contrastare l’anemia.
  • Antiossidante: Sì alla pelle tonica, giovane e levigata: con il cavolfiore è possibile contrastare l’invecchiamento cellulare grazie alla presenza di antiossidanti che combattono i radicali liberi, responsabili principali degli inestetismi della pelle. Grazie agli antiossidanti che contrastano l'invecchiamento cellulare, il cavolo rende la pelle liscia e luminosa e liscia.
  • Elimina le tossine e protegge il cervello: Le vitamine del gruppo B e la colina contenute in questo ortaggio “pallido” proteggono il sistema nervoso e ne garantiscono il suo sviluppo, provvedendo all’eliminazione delle tossine accumulate nell’organismo. Addirittura, si tratta di un prodotto particolarmente consigliato alle donne in dolce attesa proprio perché la sua azione benefica si estende anche al sistema cerebrale del nascituro.
  • Favorisce la diuresi e depura l’organismo: Il fatto che sia costituito principalmente da acqua rende il cavolfiore un grande “amico” dell’apparato urinario grazie all’eliminazione dei liquidi in eccesso. La depurazione dell’organismo passa anche dall’azione di contrasto delle scorie. Tutto questo processo, inoltre, assicura la regolazione della pressione sanguigna, favorendo la circolazione.
  • Alimento ideale per le donne: La presenza di acido folico lo rende un ottimo alimento della dieta “femminile”: questo nutriente protegge le ovaie e, in caso di gravidanze, oltre quello specificatamente cerebrale, agisce a 360º sullo sviluppo del feto.
  • Contrasta i tumori: Il contenuto di flavonoidi e di sulforafano fa del cavolfiore un ortaggio “miracoloso” nell’azione di contrasto ai tumori. Si tratta di un ortaggio capace di prevenire la formazione delle cellule maligne e, nel caso in cui fossero presenti, il consumo del cavolfiore ne inibisce la loro riproduzione.

Cavolfiore in cucina

Spesso presente nelle nostre cucine, è caratterizzato dalla infiorescenza molto pronunciata, che rappresenta la parte edibile. Questa Infiorescenza può assumere diverse tonalità, a seconda della varietà, che spaziano dal bianco al rosso-violetto. In generale è preferibile comprare frutta e verdure quando sono “di stagione”. Questo comportamento ci dà una certa garanzia sul trattamento dei prodotti.

Il cavolfiore è un ortaggio da mangiare fresco per molti mesi all'anno (anche grazie alle diverse varietà); inoltre, coltivandoli e volendone distribuire il consumo, è possibile conservarlo mediante surgelazione (a cotto o a crudo), sott'olio o sott'aceto.

Come cucinare il cavolfiore

Per eliminare il cattivo odore che si diffonde durante la cottura del cavolo, dovuto alla liberazione di composti di zolfo, esistono vari metodi, ma il sistema più sicuro ed efficace è cuocere il cavolo a vapore nella pentola a pressione.

Analogamente alle altre Brassica oleracea, anche il cavolfiore cotto e frullato (a comporre una minestra brodosa) può essere utilizzato nella purificazione e nel ripristino della funzionalità intestinale ed epatica in seguito a periodi di cattiva alimentazione.

Cavolfiore crudo o cotto?

Il modo migliore per consumare il cavolo è crudo in quanto mantiene intatte le proprietà nutritive. Per godere appieno del contenuto vitaminico-salino del cavolfiore, questo dovrebbe essere consumato prevalentemente a crudo; infatti, sottoponendolo a cottura (bollitura o lessatura), le vitamine termolabili ed una parte dei sali minerali vengono distrutti o dispersi nel liquido (salvo cottura a vapore e/o in pentola a pressione).

E' poi lecito osservare che, in base alla tendenza culturale italiana, il consumo di cavolfiore crudo risulta quantomeno inusuale; NON tanto per eventuali controindicazioni o effetti indesiderati, bensì per una mera "questione di gusti". Dal canto loro, i seguaci del "crudismo" ed i vegani in genere, un po' per scelta, un po' per incrementare la varietà delle preparazioni commestibili, ne fanno un uso abbastanza frequente avvalendosi maggiormente di tutte le proprietà benefiche... ma anche di quelle anti-nutrizionali.

Se da un lato, mangiando il cavolfiore a crudo è possibile assorbire una maggior quantità di vitamine, dall'altro si è comunque sottoposti ad una maggior concentrazione di molecole chelanti (che legano i sali minerali e ne riducono l'assorbimento); non solo, osservando la tabella sottostante si evince che la cottura del cavolfiore ne incrementa la porzione edibile, riduce quella dell'acqua e promuove la concentrazione di carboidrati disponibili e proteine fino a raddoppiarle. In pratica, cuocendo il cavolfiore questo acquisisce una miglior digeribilità ed un maggior apporto energetico.

Considerazioni sul consumo di cavolfiore crudo

Volendo essere meticolosi, ricordiamo che il cavolfiore rientra nella lista degli alimenti che, a crudo, alterano (in misura difficilmente quantificabile) il metabolismo dello iodio interferendo "ipoteticamente" con l'omeostasi tiroidea. Si tratta comunque di informazioni relativamente attendibili e quindi da prendere "con le pinze", anche se (dal canto mio) costituiscono uno spunto sufficiente a determinare un consumo sporadico del cavolfiore CRUDO.

Precauzioni

Dal momento che il cavolo contiene alcune sostanze che rallentano il funzionamento della tiroide, chi ha problemi di ipotiroidismo dovrebbe controllare le quantità di cavolfiore consumato. Questo Ortaggio, infatti, contiene tiouree e tiocianati agenti “anti-iodio”, che ostacolano l’assorbimento di iodio combinandosi con esso, e “gozzigeni”, ossia che promuovono la formazione del gozzo tiroideo. Sempre a causa di tiocianati e tiouree che sono sostanze che contrastano l’assorbimento dello iodio, le donne in gravidanza devono assumere il cavolo con moderazione. La carenza di iodio nella dieta è un rischio doppio nella donna in gravidanza. Il nascituro rischia, infatti, di incorrere nel “cretinismo” a causa appunto della mancanza degli ormoni tiroidei prodotti solamente in presenza di una giusta concentrazione di iodio.

Ahimè, il cavolfiore è ricco di purine, ragion per cui viene escluso dalla dieta preventiva dell'iperuricemia e della gotta. Il cavolfiore è un ortaggio e, in quanto tale, risulta potenzialmente esposto alla contaminazione da nitrati; si consiglia di sciacquarlo abbondantemente, di NON consumarlo mai SPORCO (nemmeno da coltivazione autonoma) e di variarne l'utilizzo con gli altri prodotti della stessa categoria.

Tabella comparativa: Cavolfiore crudo vs Cavolfiore bollito

Composizione chimica e valore energetico degli alimenti per 100g di parte edibile

NutrienteCavolfiore, crudoCavolfiore, bollito
Parte edibile66,0%100,0%
Acqua90,5g84,2g
Proteine3,2g5,3g
Lipidi TOT0,2g0,3g
Ac. grassi saturi- g- g
Ac. grassi monoinsaturi- g- g

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