Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia cronica che colpisce un’ampia fetta della popolazione in età adulta. Quando una persona soffre di diabete, ha uno scompenso insulinico. Le bevande che contengono zucchero possono portare a picchi di zucchero o innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue. Quindi, possiamo fare molto per evitarne la comparsa o almeno limitarne gli effetti negativi se ormai ne siamo affetti.
Una bevanda che possiamo iniziare ad assumere dopo i pasti principali a questo scopo è la camomilla.
Cos'è la Camomilla?
La camomilla è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Asteracee. È nota, in particolare, per il suo profumo tipico e le sue proprietà rilassanti. Botanicamente, si presenta con fusti sottili, foglie suddivise in lacinie sottili e capolini di fiori bianchi e gialli, simili alle margherite. I fiori sono la parte utilizzata in erboristeria e fitoterapia. Vengono infatti essiccati per preparare infusi, oli o estratti. Si tratta però di una delle erbe officinali più apprezzate al mondo, e viene impiegata anche in cosmetica e come ingrediente di alcuni liquori. Originaria dell’Europa, la camomilla cresce bene nei campi coltivati e negli orti, preferendo terreni asciutti e ben drenati. Viene coltivata in vari Paesi, tra cui in particolare la Germania e l’Ungheria.
La camomilla fiorisce in genere nel periodo compreso tra maggio e giugno. Tuttavia questa pianta, pur essendo annuale, tende a perpetuarsi spontaneamente grazie ai semi che cadono a terra, rendendo possibile la coltivazione anche per più anni consecutivi. In Italia e nei Paesi a clima temperato, la camomilla viene seminata di solito in estate, preferendo terreni asciutti, ben livellati e privi di ristagni d’acqua.
Come si Usa la Camomilla?
La camomilla si usa principalmente sotto forma di infuso. Tuttavia trova larghissimo impiego anche in oli, estratti, lozioni e cosmetici. I fiori essiccati si mettono in infusione in acqua calda per ottenere l’omonima tisana che molti consumano la sera per favorire rilassamento e sonno. Oltre all’infuso, gli estratti di camomilla possono essere assunti per bocca come compresse o capsule, spesso in associazione con altre erbe come valeriana o passiflora. Gli oli essenziali, invece, si usano in aromaterapia. Possono essere inalati, massaggiati sulla pelle, oppure aggiunti a creme e lozioni, in genere con proprietà lenitive.
In ambito erboristico e fitoterapico, la camomilla è sfruttata per trattare lievi disturbi gastrointestinali, come il reflusso gastroesofageo o la nausea in gravidanza. Per uso esterno, invece, viene usata per preparare impacchi da applicare su pelle e mucose per alleviare irritazioni, ferite leggere o fastidi oculari, ad esempio come sollievo in caso di congiuntivite. In cosmesi, la camomilla è presente in creme, saponi e shampoo grazie all’effetto calmante e schiarente.
I Benefici della Camomilla
La camomilla può apportare diversi benefici, in particolare per via delle sue proprietà calmanti, che possono favorire il rilassamento e contrastare lievi stati d’ansia e insonnia.In particolare, oltre a ridurre agitazione e ansia:
- Può aiutare a ridurre crampi allo stomaco, gonfiore e lievi problemi digestivi;
- Alcuni studi suggeriscono un potenziale effetto positivo anche sulla diarrea, in particolare nei bambini e come coadiuvante nel lenire il reflusso gastroesofageo, nausea e vomito;
- L’impiego esterno della camomilla è indicato per lenire irritazioni cutanee, ferite superficiali, ustioni leggere e fastidi oculari;
- Le si attribuiscono delle proprietà antibatteriche, antimicotiche e leggermente analgesiche;
- L’uso regolare sotto forma di tisana o estratti può contribuire a ridurre ‘ansia e migliorare la qualità del riposo.
Nonostante i potenziali benefici, la camomilla non è un rimedio miracoloso. I suoi effetti si inseriscono all’interno di uno stile di vita sano e di una dieta equilibrata.
Camomilla e Diabete: Evidenze Scientifiche
La medicina tradizionale ha da sempre riconosciuto gli effetti benefici di questa pianta, utilizzata nel passato per curare numerosi malanni e per lenire infezioni e dermatiti.
I ricercatori iraniani hanno indagato gli effetti dell’assunzione di camomilla dopo i pasti sul controllo glicemico e sui livelli di antiossidanti presenti nel sangue.
Si è trattato di uno studio clinico in singolo cieco, randomizzato e controllato che ha coinvolto 64 persone con diabete mellito di tipo 2, sia di genere maschile che femminile e di età compresa tra 30 e 60 anni.
I pazienti inclusi nel gruppo di intervento (n=32) hanno assunto l’infuso di camomilla (3 g in 150 mL di acqua calda) 3 volte al giorno subito dopo i pasti, quelli del gruppo di controllo (n=32) solo acqua; il tutto per 8 settimane.
Al basale e a conclusione dello studio sono stati raccolti campioni di sangue a digiuno, sono state prese le misure antropometriche ed è stata compilata una scheda relativa alle assunzioni dietetiche nelle 24 ore.
Si è dimostrato che il gruppo che aveva assunto con costanza la camomilla aveva ridotto i livelli di HbA1c (livello medio di glucosio nel sangue) e insulina sierica nel proprio sangue in maniera consistente. Come confermano i ricercatori, l’assunzione della camomilla subito dopo aver mangiato ha effetti benefici sul controllo glicemico e sullo stato antiossidante nei pazienti affetti da diabete di tipo 2.
Dallo studio è emerso che la camomilla ha diminuito in modo significativo (verso controllo) le concentrazioni di emoglobina glicosilata, i livelli di insulina sierica, l’insulino-resistenza valutata con modello omeostatico e la malondialdeide sierica (P <0.05 per tutte). Sempre nel gruppo con camomilla sono risultate significativamente aumentate (verso controllo) l’attività della catalasi, la capacità antiossidante totale, la superossido dismutasi e la glutatione perossidasi, rispettivamente del 45.06%, 6,81%, 26.16% e del 36.71% (p <0.05 per tutte le variabili).
Gli autori concludono osservando che l’assunzione a breve termine di camomilla può avere effetti benefici sul controllo glicemico e sullo stato antiossidante in pazienti con diabete mellito di tipo 2. Considerato il disegno sperimentale, la numerosità e altre variabili questi risultati hanno carattere preliminare e sono necessari studi più ampi, di maggiore durata e più strutturati per confermare i risultati ottenuti.
Zemestani M, Rafraf M, Asghari-Jafarabadi M. Chamomile tea improves glycemic indices and antioxidants status in patients with type 2 diabetes mellitus.
Possibili Effetti Negativi e Precauzioni
La camomilla, se consumata in modo scorretto o in dosi elevate, può avere effetti indesiderati. Se assunta in quantità eccessive, può provocare sonnolenza marcata o, al contrario, agitazione e difficoltà ad addormentarsi, soprattutto nei bambini. Alcune persone potrebbero sviluppare reazioni allergiche, più probabili in chi è già sensibile ad alcune piante , e in particolare ambrosia, crisantemi, margherite o calendula. In questi casi possono comparire sintomi come eruzioni cutanee, gonfiore o reazioni più gravi, come lo shock anafilattico, che richiede immediata attenzione medica.
Quando non consumare la camomilla?
La camomilla andrebbe evitata o usata con cautela in presenza di allergie a piante simili, perché può provocare reazioni allergiche anche gravi. Inoltre, chi assume farmaci anticoagulanti, antiaggreganti, sedativi, antinfiammatori o anestetici dovrebbe consultare il medico prima di consumarla, soprattutto se in forma di integratore o estratto concentrato. La presenza di cumarina, seppur in quantità limitate, può infatti potenziare l’effetto fluidificante del sangue, aumentando il rischio di sanguinamenti o interferenze con i farmaci.
Anche chi soffre di disturbi gastrici importanti o nausea persistente dovrebbe fare attenzione, perché dosi eccessive possono accentuare il vomito. Nei bambini, soprattutto se molto piccoli, l’uso di camomilla deve sempre rispettare le indicazioni del pediatra. Superare le quantità consigliate può infatti avere un effetto opposto a quello rilassante, provocando irritabilità e difficoltà ad addormentarsi.
La camomilla fa male al cuore?
No, la camomilla non ha effetti dannosi sul cuore. Tuttavia contiene cumarina, che ha un lieve effetto anticoagulante. Per questo chi assume farmaci fluidificanti o anestetici dovrebbe fare attenzione e consultare un medico in via preventiva. Ad ogni modo, anche in questi casi se usata nelle dosi corrette e all’interno di una dieta equilibrata, la camomilla non risulta pericolosa per la salute cardiovascolare.
Chi soffre di emorroidi può bere la camomilla?
Sì, bere la camomilla in questi casi non peggiora i sintomi.
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