In Quanto Tempo Si Abbassano i Trigliceridi: Guida Completa

Alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie coronariche (come l'infarto) e dell'aterosclerosi. I trigliceridi svolgono nel nostro organismo essenzialmente la funzione di riserva energetica: le calorie in eccesso, quindi, vengono trasformate in queste sostanze, per poter essere immagazzinate con facilità. Vuoi conoscere la top ten degli sport brucia grassi?

Cosa Sono i Trigliceridi e Perché Sono Importanti

I trigliceridi sono grassi più semplici e abbondanti presenti nel corpo umano. Essi rappresentano un fondamentale deposito energetico, fornendo a parità di peso più del doppio dell’energia fornita da carboidrati e proteine. La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue deriva dall’alimentazione, trovandosi in abbondanza in sia grassi animali e vegetali. Tuttavia, qualora si assumano zuccheri e proteine in eccesso, il fegato è in grado di convertire questi macronutrienti in trigliceridi endogeni che possano poi essere depositati come riserva energetica.

Valori Normali e Problematici dei Trigliceridi

I livelli ottimali di trigliceridi sono inferiori a 150 mg / dl. Sopra i 500 mg / dl sono molto elevati. Per gli adulti, un valore desiderabile è inferiore a 150 mg/dl (1,7 mmol/L); valori tra 150 e 199 mg/dl sono ai limiti, mentre oltre 200 mg/dl sono considerati elevati. Per i ragazzi (under 18), il valore desiderabile è inferiore a 90 mg/dl. Livelli superiori a 500 mg/dl sono “molto elevati” e aumentano significativamente il rischio di pancreatite acuta.

Tabella dei Valori dei Trigliceridi

Categoria Valore (mg/dL) Significato
Desiderabile (Adulti) Inferiore a 150 Rischio cardiovascolare basso
Limite (Adulti) 150 - 199 Rischio cardiovascolare moderato
Elevato (Adulti) 200 o superiore Rischio cardiovascolare alto
Desiderabile (Ragazzi) Inferiore a 90 Rischio cardiovascolare basso
Molto Elevato Superiore a 500 Alto rischio di pancreatite acuta

Cause dell'Ipertrigliceridemia

Le ipertrigliceridemie possono dividersi in familiari e non familiari. Le forme familiari di ipertrigliceridemia sono relativamente rare, e derivano da mutazioni genetiche che alterano il metabolismo dei grassi. Tuttavia, tra le principali cause che determinano l’ipertrigliceridemia negli adulti troviamo soprattutto quelle secondarie. Le cause più diffuse dei trigliceridi alti sono la sedentarietà e la cattiva alimentazione. Le cause includono una dieta ricca di zuccheri e carboidrati raffinati, eccesso di calorie, e consumo elevato di alcol. Altri fattori sono obesità, sedentarietà, resistenza all’insulina, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, alcune condizioni mediche (es. malattie renali/epatiche, ipotiroidismo) e predisposizione genetica. Anche alcuni farmaci possono elevarli.

Rischi Associati ai Trigliceridi Alti

Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione significativa tra elevati livelli di trigliceridi e il rischio di sviluppare depositi (“placche”) di colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni, un processo noto come aterosclerosi. La formazione, infiammazione e rottura di queste placche provoca gravi malattie cardio-cerebro-vascolari come l’infarto del miocardio, l’arteriopatia periferica e l’ictus ischemico. Avere valori elevati di trigliceridi aumenta concretamente il pericolo di malattie cardiovascolari aterosclerotiche, come ictus e infarto. Questo accade perché i trigliceridi contribuiscono a formare placche di grasso nelle arterie (aterosclerosi), che possono ostacolare il flusso sanguigno. Livelli elevati di trigliceridi aumentano il rischio di malattie cardiovascolari come ictus e infarto, oltre a patologie del fegato e del pancreas. Contribuiscono alla formazione di placche nelle arterie (aterosclerosi) e, in casi gravi, possono causare pancreatite acuta. Sono anche un componente della sindrome metabolica, che predispone a malattie cardiache e diabete di tipo 2.

Come Abbassare i Trigliceridi: Strategie Efficaci

Il trattamento dell’ipertrigliceridemia richiede anzitutto una scrupolosa valutazione da parte del cardiologo. La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. 1. Per abbassare i trigliceridi, la prima e più efficace linea di intervento è modificare il proprio stile di vita. Queste modifiche allo stile di vita rappresentano il fondamento di qualsiasi strategia di successo.

1. Gestione del Peso e Attività Fisica

Chi ha un tasso elevato di trigliceridi nel sangue, pertanto, deve innanzitutto ridurre armonicamente l'assunzione di tutti i cibi, per equilibrare l'apporto calorico (le 'entrate') con il dispendio energetico (le 'uscite'), e ridurre così il peso. Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi. Può aiutare a controllare il peso corporeo, un elemento, come si ricordava, di riconosciuta importanza da questo punto di vista, ed aiuta inoltre i muscoli a 'bruciare' meglio i trigliceridi stessi per produrre l'energia necessaria per il movimento. L'attività fisica, infatti, aumenta l'attività degli enzimi che digeriscono i trigliceridi (soprattutto la Lipoprotein-Lipasi, o LPL). Quando mangiamo più calorie del necessario, il nostro corpo le converte in trigliceridi e le immagazzina come grasso. Il primo passo è ridurre gradualmente l’apporto calorico quotidiano. La sedentarietà è un’alleata dei trigliceridi alti. L’attività più efficace è quella aerobica. Sì, l’esercizio aerobico è particolarmente efficace, soprattutto se abbinato alla perdita di peso. Si raccomandano almeno 30 minuti di attività aerobica per 5 giorni a settimana, come camminare, fare jogging, andare in bicicletta o nuotare. I benefici sono maggiori se l’esercizio è svolto regolarmente e con intensità crescente nel tempo. Assolutamente sì. Quando si consumano più calorie del necessario, l’eccesso viene trasformato in trigliceridi e immagazzinato nel corpo. Il primo passo per abbassare i trigliceridi è ridurre l’apporto calorico giornaliero. Perdere peso gradualmente, preferibilmente sotto controllo medico, è fondamentale.

2. Alimentazione: Cosa Mangiare e Cosa Evitare

La verdura è ricca di fibra alimentare, che svolge una efficace azione di controllo dell'assorbimento intestinale dei grassi. La fibra contenuta nei legumi (che sono tra l'altro ricchi di zuccheri a lenta digeribilità) è particolarmente interessante, da questo punto di vista. I grassi saturi, caratteristici dei cibi di origine animale, tendono a stimolare la produzione di colesterolo e di trigliceridi da parte del fegato, mentre i grassi insaturi, di cui sono ricchi gli oli vegetali, come l'olio di mais, svolgono un effetto opposto. Non tutti i grassi assunti con la dieta hanno gli stessi effetti sull’omeostasi lipidica. In particolare, i grassi saturi, presenti in abbondanza in carni rosse, burro, margarina, formaggi e insaccati, causano l’incremento dei trigliceridi, del colesterolo “cattivo” LDL e la riduzione del colesterolo “buono” HDL.

Cibi Consigliati (Alleati)

  • Pesce azzurro (salmone, sgombro, sarde, alici): Almeno 2-3 volte a settimana.
  • Verdura di ogni tipo, in abbondanza.
  • Legumi (fagioli, lenticchie, ceci): 2-4 volte a settimana.
  • Pane, pasta, riso, avena, orzo rigorosamente integrali.
  • Carni bianche (pollo, tacchino senza pelle).
  • Tagli magri di carne rossa.
  • Affettati magri (bresaola, fesa di tacchino).
  • Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati.
  • Formaggi freschi e magri (ricotta) o Grana Padano.
  • Olio extravergine d’oliva (a crudo).
  • Avocado.
  • Frutta secca (noci, mandorle) con moderazione.
  • Acqua, tè e tisane non zuccherate.
  • Pesce di tutti i tipi, almeno tre volte alla settimana.
  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti.
  • Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.

Cibi da Evitare (Nemici)

  • Pesce fritto o impanato industrialmente.
  • Verdure condite con salse grasse o burro.
  • Pane bianco, pasta e riso non integrali.
  • Prodotti da forno industriali (merendine, cracker).
  • Carni grasse e insaccati (salame, salsiccia, wurstel, mortadella).
  • Frattaglie.
  • Latte intero.
  • Formaggi grassi e cremosi.
  • Panna.
  • Burro, lardo, strutto, margarina.
  • Salse elaborate (maionese).
  • Cibi fritti.
  • Zucchero, miele, marmellate.
  • Dolci, torte, biscotti, gelati, caramelle.
  • Alcolici (da eliminare o ridurre al minimo).
  • Bevande zuccherate (cola, aranciate).

3. Ridurre Zuccheri e Carboidrati

Gli zuccheri complessi a lenta digeribilità, di cui è ricca soprattutto la pasta preparata e cotta 'all'italiana', vengono assorbiti più lentamente dall'intestino rispetto agli zuccheri semplici, o anche rispetto agli zuccheri complessi a più rapida digeribilità, come quelli contenuti per esempio nel pane e nelle patate. Di conseguenza, essi entrando meno velocemente nel sangue, stimolano una minore produzione di trigliceridi da parte del fegato. In alcuni soggetti, inoltre, il fruttosio (lo zucchero di cui sono ricche la frutta autunnale (cachi, fichi, uva) e la frutta esotica (banane, ananas, ecc.) rappresenta un potente stimolo alla produzione di trigliceridi. Gli zuccheri o carboidrati complessi (per intenderci, quelli dei cereali integrali e dei legumi) sono molecole formate da lunghe catene di zuccheri che possono essere uguali o diversi tra loro. È stato anche osservato che in alcune persone il fruttosio, ossia lo zucchero di cui sono ricchi soprattutto i fichi, i cachi, le banane e l’uva, è un potente stimolo alla produzione di trigliceridi. bevande zuccherate e succhi di frutta: sono bombe di zuccheri semplici. Attenzione ai succhi di frutta confezionati: anche se etichettati “senza zuccheri aggiunti”, contengono il fruttosio naturale della frutta in forma concentrata e priva di fibre, che può far impennare i trigliceridi.

4. Aumentare l’Assunzione di Fibre Alimentari

La verdura e i legumi sono fonti preziose di fibra. Un’alimentazione ricca di fibre è importantissima per abbassare i trigliceridi e migliorare la salute del cuore. Aumentare il loro consumo è semplice. legumi: fagioli, lenticchie, ceci, piselli e soia. cereali rigorosamente integrali: sostituisci pane, pasta e riso bianchi con le loro versioni integrali. Ma quante fibre servono?

5. Evitare i Grassi Trans

Perché sono un problema per la salute? I grassi trans possiedono proprietà infiammatorie e sono associati a numerosi problemi di salute. Negli ultimi anni, l’atteggiamento dei regolatori e dei produttori rispetto ai grassi trans è cambiato notevolmente, portando persino a vietarne l’aggiunta in Paesi come gli Stati Uniti o a limitarne sempre più l’uso.

6. Aumentare l’Assunzione di Grassi Insaturi

grassi monoinsaturi: si trovano in alimenti come l’olio d’oliva, le noci e l’avocado. grassi polinsaturi: sono presenti negli oli vegetali (come l’olio di riso o gli oli monoseme di soia, girasole, mais, arachidi) e nei pesci grassi, oltre che nelle noci e in semi come i semi di lino e i semi di chia.

7. Consumare Più Alimenti Ricchi di Omega-3

I grassi del pesce sono caratterizzati da tre interessanti proprietà: sono efficaci nell'abbassare il tasso dei trigliceridi nel sangue, svolgono un'azione antitrombotica e sono inoltre dei buoni antiaritmici. Gli acidi grassi essenziali della famiglia degli omega-3 contenuti soprattutto nel pesce sono veri amici del nostro cuore. Da un lato, infatti, abbassano il tasso di trigliceridi, dall’altro hanno un’azione antitrombotica simile a quella di alcuni farmaci. Ci sono due strategie principali per assumerli. pesce azzurro: si raccomanda di consumare almeno due volte a settimana pesci grassi come salmone, sgombro, sardine, alici e aringa.

8. Moderare il Consumo di Alcol

L'alcool in tutte le sue forme (vini, liquori, birra) stimola in molti soggetti un'intensa produzione di trigliceridi da parte del fegato. In presenza di ipertrigliceridemia, pertanto, è necessario un controllo o meglio l'abolizione di questa sostanza. Che sia vino o birra (per non parlare, poi, dei superalcolici!), poco importa: gli alcolici sono off limits. L’alcol, infatti, stimola la produzione di trigliceridi in modo massiccio. L’assunzione di alcol ha un impatto significativo sui livelli di trigliceridi nel sangue. Le bevande alcoliche sono spesso ricche di zuccheri, carboidrati e calorie. Secondo alcuni studi il consumo moderato di alcol può aumentare i trigliceridi nel sangue di circa il 50%, anche in soggetti che presentano livelli inizialmente normali.

9. Integrare con Principi Vegetali e Nutritivi

Alcuni principi vegetali e nutritivi hanno dimostrato di regolare l’attività metabolica del sangue. L’integratore alimentare RegoLipid è a base di 6 principi vegetali e nutritivi tra cui Banaba (Lagerstroemia speciosa), Berberis, cromo picolinato e acido alfa-lipoico, utili per la regolazione glico-lipidica in soggetti con rischio cardio-metabolico(*). È stato oggetto di due studi clinici in doppio cieco randomizzato contro placebo condotti presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. In questi studi sono stati verificati i parametri ematici di 40 soggetti ciascuno per un totale di 80 soggetti coinvolti (nel secondo donne in menopausa), con valori border-line e in sindrome metabolica. Questo integratore ha dimostrato in entrambi gli studi di:

  • Ridurre i trigliceridi
  • Aumentare il colesterolo “buono”
  • Ridurre l’insulinemia e la glicemia a digiuno

Farmaci per Abbassare i Trigliceridi

Il medico potrà decidere, in certe situazioni, di somministrare farmaci specifici per ridurre il tasso dei trigliceridi nel sangue. Questi farmaci vanno assunti con continuità, come i farmaci per il diabete o la pressione o il colesterolo. In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio. Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi. Non tutti coloro che presentano valori elevati di trigliceridi devono assumere farmaci. La scelta, valutata da caso a caso, spetta al medico.

Tempo Necessario per Abbassare i Trigliceridi

Il tempo necessario per abbassare i trigliceridi può variare a seconda di vari fattori, tra cui l’età, il sesso, il peso, la dieta e il livello di attività fisica. In generale, con un approccio combinato che include una dieta sana, esercizio fisico regolare e, se necessario, farmaci, è possibile vedere una riduzione dei livelli di trigliceridi entro poche settimane.

Come Misurare Correttamente i Trigliceridi

Per misurare correttamente il tasso dei trigliceridi, e vedere se esso si è modificato dopo una dieta adeguata o grazie all'effetto di un farmaco, è necessario essere a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore, ed aver consumato, la sera precedente, un pasto leggero. Non alzatevi, durante la notte, per andare a bere un bicchiere di latte o una bevanda zuccherata in frigorifero: il risultato dell'esame potrebbe essere influenzato. È necessario presentarsi al prelievo dopo un digiuno di almeno 12 ore, seguendo un pasto leggero, poiché un elevato apporto calorico può far aumentare i livelli di trigliceridi. rimanere a digiuno per almeno 12-14 ore (la concentrazione di trigliceridi dopo un pasto può aumentare anche di 5-10 volte rispetto ai valori basali).

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