Il torrone è un prodotto agroalimentare italiano dolce, di cui si riconoscono principalmente due varietà: duro e morbido, differenti per alcuni ingredienti e procedimento di cottura.
Storia del Torrone
Il torrone è consumato prevalentemente nel periodo invernale a cavallo delle festività natalizie; tuttavia, contrariamente a quanto si possa credere, il torrone NON è un alimento difficile da reperire all'estero. In Italia non esiste una sola ricetta del torrone, anzi, se ne contano tante quante sono le zone che lo producono come "specialità". I torroni più famosi e prelibati sono di certo quello di Cremona, Benevento, Alba e Caltanissetta.
Pare che il torrone NON sia il frutto dell'intelletto culinario nostrano, o almeno NON del tutto; la prevalenza delle fonti bibliografiche di ricerca attribuisce il merito della sua scoperta al popolo arabo, il quale (dall'827 al 1091) occupò anche l'isola siciliana per oltre 250 anni.
Alcuni lettori si chiederanno in che modo gli arabi ed i siciliani siano stati in grado di produrre il torrone prima che Cristoforo Colombo allacciasse le vie mercantili col Nuovo Continente (grazie alle quali il primo zucchero giunse fino ai Regni peninsulari italiani). Ebbene, l'isola siculo-arabica poté prescindere dall'importazione di zucchero americano solo grazie alla fornitura dell'Arabia felix... con un anticipo di 500 anni sulla traversata del famoso navigatore genovese.
Com'è ben noto, la Sicilia non fu l'unica colonia di occupazione del popolo medio-orientale; anche la penisola spagnola ne fu "vittima" e, non a caso, pure qui il torrone è diventato una specialità locale (Gigona - Alicante).
Più antica, invece, l'origine del torrone Cremonese; in base alla tradizione lombarda, pare che il primo torrone della zona fu servito il 25 ottobre 1441 ad un banchetto nuziale tra gli Sforza ed i Visconti; il dolce aveva la forma di Torrazzo, la torre campanaria della città di Cremona (dalla quale forse origina il nome stesso del torrone).
Il termine “torrone” sembra derivi dal latino “torreo” che significa “abbrustolire”, facendo riferimento alla tostatura delle mandorle e delle nocciole. Diverse ipotesi fanno risalire la sua origine agli antichi romani: nel 116 a.C. Marco Terenzio il Reatino citava il gustoso “cuppedo”, e “cupeto” è ancora il nome del torrone in molte zone dell’Italia meridionale.
La versione spagnola del torrone ha origine nella regione di Alicante, dove le prime attestazioni certe risalgono al XVI secolo. Anche in Italia in provincia di Reggio Calabria, nel comune di Bagnara Calabra, viene prodotto un torrone che dal 2014 si è fregiato del marchio europeo IGP, la cui ricetta, tutelata dall’apposito consorzio, prevede tra gli ingredienti il miele di agrumi o di millefiori chiaro, l’olio essenziale di agrumi come aroma, lo zucchero, le mandorle non pelate tostate, la cannella e i chiodi di garofano in polvere.
Ai tempi della Repubblica della Serenissima, nel dogato Veneziano, uno storico Lodovico Dolce, nel 1564, fa riferimento ad un torrone prodotto nel territorio di Cologna Veneta che prendeva il nome di Mandorlato. Un nobile scrittore veneziano in uno dei suoi libri scrive: “Nel Cinquecento c’erano doni consuetudinari: la focaccia del giorno di Pasqua, i marroni e la cotognata del giorno di San Martino, il mandorlato e la mostarda a Natale”.
Produzione del Torrone
Il torrone è un dessert caratterizzato da un impasto BASE composto da: zucchero, glucosio, albume d'uovo, miele, mandorle o nocciole o pistacchi o noci, e copertura fatta da due ostie sottili.
Il procedimento di produzione del torrone è peculiare e si basa sul rimescolamento continuo ed ininterrotto dell'impasto, con innalzamento graduale della temperatura (fino a raggiungere una consistenza soffice e spumosa). La velocità di sbattitura iniziale del torrone dev'essere molto elevata per favorire il montaggio e l'aumento di volume, mentre la temperatura NON dovrebbe superare i 40°C.
Si procede con la soluzione dello zucchero a velo assieme al glucosio, all'albume d'uovo liofilizzato e diluito in soluzione 1:4, ed eventualmente ad una piccola percentuale d'acqua; all'aumentare della temperatura e del volume, la miscela diventa poi biancastra. Per ultimo si integra il miele che, in base alle sue quantità, conferirà il gusto specifico al torrone.
La miscela del torrone così preparata deve montare almeno per 60' dopodiché va dritta in cottura; quest'ultima si effettua con velocità minima di impasto ad una temperatura di circa 90°C. Avviene così la pressoché totale disidratazione del torrone.
Viene poi aggiunta la frutta secca tostata in percentuali del 30-55% sul totale, avendo cura che l'impasto mantenga una temperatura di circa 50-60°C.
Per dare la forma al torrone è infine possibile lavorarlo artigianalmente in stampi di legno (coprendolo con ostie e pressandolo a mano) oppure meccanicamente per laminazione (su rulli freddi che all'uscita adagiano il foglio di torrone tra due ostie). In entrambi i casi il torrone viene tagliato, a 40°C se è duro o a temperatura ambiente se è morbido.
Proprietà Nutrizionali e Considerazioni sulla Salute
Il torrone è un alimento dolce che possiede non pochi aspetti negativi di cui tener conto. In primis, ricordiamo che la grossa concentrazione di zuccheri semplici tende a favorire inesorabilmente la formazione di carie dentaria (soprattutto nel caso del torrone morbido, che tende ad aderire tenacemente allo smalto); non da meno, il rischio di frattura dentale. Il torrone duro è infatti uno degli alimenti maggiormente responsabili di spaccatura dei denti, ragion per cui si consiglia di prestare la massima attenzione durante la masticazione.
Il torrone è anche un alimento ricco di calorie totali, apportate fondamentalmente dallo zucchero (glucidi semplici), dal miele (glucidi semplici) e dalla frutta secca (lipidi); queste caratteristiche rendono il torrone un alimento assolutamente sconsigliabile in caso di sovrappeso (per l'eccesso calorico), ma anche di diabete mellito tipo 2 (per carico e indice glicemico non adeguati alla patologia).
Le porzioni e la frequenza di consumo del torrone dovrebbero sempre tenere in considerazione la dieta giornaliera e soprattutto la composizione del pasto che, di solito, ne precede la messa in tavola. Ad ogni modo, una frequenza settimanale e porzioni superiori a 10-20g sono già da considerare eccessive.
Le caratteristiche organolettiche del torrone sono legate ai processi di produzione quindi alla qualità e alla proporzione degli ingredienti utilizzati, nonché alla temperatura di cottura.
Cento grammi di torrone forniscono 480-500 Calorie. Il 40-50% del peso è dato dai grassi, prevalentemente insaturi derivati dalla frutta oleosa, il 40- 45% dagli zuccheri e l’8% circa da proteine. Discreta è la concentrazione di calcio, potassio, magnesio, fosforo e fibre.
Il torrone non ha controindicazioni in caso di ipertensione e colesterolo alto, mentre è preferibile escluderlo se si soffre di diabete.
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Calorie | 480-500 kcal |
| Grassi | 40-50g |
| Zuccheri | 40-45g |
| Proteine | Circa 8g |
| Calcio, Potassio, Magnesio, Fosforo, Fibre | Discreta concentrazione |
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