La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule. Il cervello e i globuli rossi, in particolare, possono risentire in maniera accentuata della sua carenza. Vediamo quindi insieme cos’è la glicemia, quali sono i valori considerati normali e quali invece devono mettere in allarme. Infine, capiamo come misurare autonomamente la glicemia in maniera corretta.
Cos'è la Glicemia?
Iniziamo col chiarire che la glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue, fondamentale per il nostro organismo a patto che si mantenga nelle giuste dosi. Questo vuol dire che a causare problemi, anche molto gravi, non è solo l’eccesso di glicemia nel sangue (iperglicemia), ma anche la sua scarsa disponibilità (ipoglicemia). Il glucosio è uno zucchero semplice che circola nel sangue e viene metabolizzato dalle nostre cellule per produrre energia. La nostra principale fonte di glucosio è l’alimentazione, ma il nostro organismo è in grado di regolare la sua presenza nel sangue in modo da mantenerlo entro determinati parametri.
Come viene regolata la glicemia?
Il nostro corpo riesce a regolare il glucosio nel sangue, quindi la nostra glicemia, attraverso specifici ormoni, che agiscono per ridurlo (ormoni ipoglicemizzanti) e innalzarlo (ormoni iperglicemizzanti). Il principale ormone responsabile dell’azione ipoglicemizzante è l’insulina, prodotta dal pancreas. Quando il pancreas non produce sufficiente insulina o non ne produce affatto, l’azione di regolazione della glicemia non avviene in modo corretto, causando scompensi. Rientrano, invece, nella categoria degli ormoni iperglicemizzanti il glucagone, le catecolamine, il cortisolo e il GH.
Semplificando, nel nostro organismo esiste una sorta di bilancia con due piatti; su un piatto si trovano gli ormoni adibiti alla riduzione del glucosio nel sangue, sull’altro quelli invece destinati ad un’azione opposta, quindi ad innalzarlo. Un sistema che funziona correttamente consente, quindi, di mantenere la glicemia costante durante tutta la giornata, fornendo energia al nostro corpo. Quando qualcosa va storto - ad esempio non produciamo sufficiente insulina - si va incontro a problemi, soprattutto se associato ad una ipertensione arteriosa o ad una gravidanza a rischio.
Valori di riferimento della glicemia
La glicemia si misura in mg/dL, cioè milligrammi (mg) di glucosio per decilitro (dL) di sangue. I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 60 e 110 mg/dL. Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali.
Per rispondere a questa domanda, ci affidiamo alla SID - Società Italiana di Diabetologia, che sul proprio sito riporta la seguente informazione:
- Il valore normale a digiuno è compreso fra 70 e 99 mg/dl.
- Fra 100 e 125 mg/dl è la condizione di alterata glicemia a digiuno.
- Una glicemia a digiuno uguale o superiore a 126 mg/dl definisce il diabete.
Quindi, un valore glicemico nella norma, a digiuno (ovvero ad almeno 8 ore di distanza dall’ultimo pasto), è quello compreso tra 70 e 99 mg/dl. Se, a digiuno, il valore è fra 100 e 125 mg/dl, allora vuol dire che c’è un’alterazione da approfondire. Infine, un valore superiore ai 126 mg/dl è indicativo della presenza di diabete nel paziente.
Oltre al valore glicemico a digiuno, va misurata anche la cosiddetta Glicemia post-prandiale, che consiste nel livello di glucosio nel sangue circa 2 ore dopo l’inizio di un pasto. Quando questo valore è troppo alto, quindi compreso tra i 160 e i 180 mg/dl, si può andare incontro a complicanze anche gravi.
Glicemia alta (Iperglicemia)
Per valori di glicemia superiori a 110 mg/dL si parla di iperglicemia, ma ovviamente i livelli di allarme cambiano all’aumentare dei valori rilevati. In particolare, per valori compresi tra 110 e 125 mg/dL si parla di alterata glicemia a digiuno. Questa condizione non è indicativa di diabete ma di un’alterazione in atto dell’organismo nei meccanismi di regolazione del glucosio nel sangue. Se rilevata, deve indurre immediatamente ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione. Se invece i livelli di glicemia a digiuno superano i 125 mg/dL, si inizia a sospettare il diabete. Tale diagnosi deve essere in ogni caso confermata da altri esami, prescritti dal medico: emoglobina glicata, peptide C nel sangue, ricerca del glucosio e dei corpi chetonici nelle urine.
Sintomi dell'iperglicemia
I sintomi dell’iperglicemia si manifestano per livelli superiori ai 200 mg/dL. Tuttavia, valori compresi tra 126 mg/dL e 200 mg/dL, pur non provocando sintomi, se protratti nel tempo sono in grado di provocare danni a carico di organi e del sistema vascolare. I sintomi iniziali dell’iperglicemia sono:
- aumento della sete;
- aumento della fame;
- aumento della quantità di urina escreta.
Con l’avanzare della problematica possono insorgere:
- confusione;
- annebbiamento della vista;
- vomito;
- disidratazione.
Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare fino al coma e alla morte.
Cause dell'iperglicemia
In un organismo sano, tutti i meccanismi di regolazione permettono di mantenere sempre i livelli di glucosio a digiuno entro i limiti considerati normali. Se ciò non avviene e si superano costantemente i 126 mg/dL è probabile che si sia instaurata la condizione patologica definita diabete mellito. L’iperglicemia però può essere provocata anche da un periodo di stress severo, come quello imposto all’organismo da un intervento chirurgico, da un infarto o da un’infezione. Anche alcuni farmaci, come il cortisone o i beta-bloccanti, possono provocare un aumento della glicemia. Anche una dieta eccessivamente ricca in cibi con alto indice glicemico e la mancanza di esercizio fisico, protratti per lungo tempo, possono portare ad un aumento dei livelli di glicemia. Inoltre, bisogna prestare attenzione all’iperglicemia che può manifestarsi in gravidanza, per evitare che si instauri il cosiddetto diabete gestazionale.
Glicemia bassa (Ipoglicemia)
Quando i valori nel sangue scendono al di sotto di 60 mg/dL, la glicemia è troppo bassa e si parla di ipoglicemia.
Sintomi dell'ipoglicemia
I sintomi dell’iperglicemia sono:
- tremori;
- palpitazioni;
- fame intensa;
- pallore;
- convulsioni;
- sudorazione;
- scarsa lucidità.
Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare alla perdita di coscienza con coma ipoglicemico e morte.
Cause dell'ipoglicemia
Le cause dell’ipoglicemia sono da ricercare nei soggetti sani in una cattiva alimentazione, come ad esempio una dieta troppo ferrea ed eccessivamente povera in carboidrati. Anche un pasto troppo ricco in carboidrati, che provoca un aumento repentino della glicemia (definito picco glicemico), può essere seguito da una crisi ipoglicemica, dovuta al rilascio improvviso di molta insulina. Le crisi ipoglicemiche sono provocate anche da alcune patologie a carico di pancreas, fegato e ghiandole surrenali. Nei pazienti diabetici, invece, l’ipoglicemia si verifica in seguito ad errori nell’assunzione di farmaci o di insulina.
Quando e come misurare la glicemia
Il monitoraggio della glicemia è indispensabile in chi soffre di diabete. Lo schema di misurazione è prescritto dal medico, per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. In generale però ha senso misurare la glicemia a digiuno: prima di colazione, pranzo e cena. Se si vuole valutare la risposta dell’organismo al pasto, si può effettuare una misurazione due ore dopo aver terminato di mangiare. Se non si è al corrente di soffrire di diabete o altre patologie, ma si riscontrano i sintomi dell’ipoglicemia o dell’iperglicemia già descritti, è bene effettuare una misurazione di controllo.
Come misurare la glicemia: scopri come usare il glucometro
L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi. Per misurare la glicemia è necessario:
- il glucometro, strumento che misura la glicemia;
- le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue;
- la penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura;
- le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura.
Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:
- lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente;
- inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali);
- inserire la striscetta nel glucometro;
- pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte);
- far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva;
- attendere ed effettuare la lettura del risultato;
- gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore).
Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.
Differenza tra controllo della glicemia ed emoglobina glicata
Il controllo della glicemia è incluso nelle analisi del sangue di routine e misura la quantità di glucosio presente nel sangue a digiuno. L’emoglobina glicata o glicosata (HbA1c) non è un esame del sangue di routine, ma un test specialistico che si effettua in laboratorio e si prescrive sia in caso di pre diabete che di diabete effettivo. La misurazione dell’emoglobina glicata (HbA1c%) fornisce una stima della glicemia media in tre mesi, indicando la quantità di glucosio che è circolato in quel periodo nel sangue.
Altri esami per diagnosticare e monitorare il diabete
Oltre agli esami di routine per la glicemia e l'emoglobina glicata, esistono altri test utilizzati per diagnosticare e monitorare il diabete:
- Curva da carico orale di glucosio (OGTT): Questa analisi misura la quantità di glucosio nel sangue sia a digiuno che dopo l’assunzione di una certa quantità di zuccheri. Si effettua attraverso due prelievi ematici, il secondo dei quali due ore dopo aver assunto 75 g di zucchero disciolto in acqua. Il risultato del test può essere sintomatico sia di un diabete conclamato - se i valori glicemici sono uguali o superiori ai 200 ml/dl - oppure attestare una condizione pre diabetica qualora i valori si situino tra i 140 e 199 ml/dl. In questo caso è ancora possibile evitare l’ingresso nel diabete con una dieta mirata che riporti la glicemia a livelli non pericolosi. Il test della curva da carico orale di glucosio viene prescritta di routine anche in gravidanza, allo scopo di diagnosticare un diabete gestazionale.
- Ricerca di glucosio nelle urine (glicosuria): Di norma nelle nostre urine non sono presenti tracce di glucosio. Urine “dolci” (glicosuria), anche scopertecasualmente, possono pertanto essere un sintomo di pre diabete o di diabete effettivo.
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