Il Latte e la Glicemia: Cause e Rimedi

La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue e si indica in mg/dl. Il glucosio è la principale fonte di energia per le cellule dell’organismo.

I valori di riferimento per la glicemia vanno considerati a digiuno. In linea generale, si considerano desiderabili valori compresi tra 70 e 100 mg/dl. Nei neonati, ad esempio, può essere considerato normale anche un valore inferiore a 70 mg/dl (ma mai al di sotto dei 40 mg/dl). Nelle persone anziane, al contrario, sono considerati tollerabili anche valori di poco superiori ai 100 mg/dl.

Ipoglicemia: Quando Preoccuparsi

L’ipoglicemia è una condizione che può capitare (anche con una certa frequenza) ai pazienti diabetici, che assumono farmaci ipoglicemizzanti orali o insulina. Esistono poi altre patologie che possono provocare ipoglicemia, anche se più raramente.

Sintomi dell'Ipoglicemia

I sintomi dell’ipoglicemia variano molto a seconda della gravità e si manifestano solitamente per valori di glicemia inferiori a 60 mg/dl. Crisi ipoglicemica possono verificarsi anche durante la notte. In questi casi, come comprensibile, risulta più complicato riconoscere rapidamente i sintomi.

Come Intervenire in Caso di Calo Glicemico

Quando si manifesta l’ipoglicemia, è importante intervenire ai primissimi sintomi. Se si ha a disposizione un glucometro, la prima cosa ovvia da fare è effettuare una misurazione dei livelli di glucosio nel sangue.

La Regola del 15

Ai primi sintomi di un calo glicemico lieve, è possibile porre rimedio attuando la cosiddetta Regola del 15. Se la persona è cosciente, la crisi può essere infatti scongiurata assumendo 15g di zuccheri semplici (che corrispondono a 3 zollette di zucchero). A distanza di 15 minuti dal calo glicemico, il problema può ritenersi superato se il livello di glicemia risale al di sopra di 60-70 mg/dl e spariscono i sintomi. In tal caso, è consigliabile consumare una fonte di carboidrati complessi (crackers o biscotti secchi).

Quando il calo di glicemia è particolarmente grave e i sintomi includono anche la perdita di coscienza, è assolutamente vietato cercare di far bere o mangiare qualcosa al paziente.

I soggetti diabetici, che sono a rischio di crisi ipoglicemiche, dovrebbero avere con sé il glucagone in spray nasale. Questo può essere somministrato da chiunque e non richiede l’inalazione per entrare in circolo e stimolare il rilascio di glucosio nel sangue.

Alimentazione e Glicemia: Consigli Utili

L’alimentazione può risultare di grande aiuto nel prevenire cali di glicemia. Mangiare in maniera corretta è importante sia per i pazienti diabetici, sia per chi ha una glicemia costituzionalmente più bassa. Ma quali sono gli accorgimenti alimentari da attuare, quindi, per prevenire crisi ipoglicemiche?

Indice Glicemico: Cos'è e Come Influisce

L’indice glicemico è un numero che indica il modo in cui un dato alimento innalza la glicemia rispetto al glucosio semplice. Più l’indice glicemico è basso rispetto al 100 del glucosio e più lentamente gli zuccheri vengono rilasciati nel sangue. Gli alimenti a basso indice glicemico sono alimenti ricchi sia di carboidrati che di fibre.

L’indice glicemico di un pasto può anche essere diminuito includendo fonti di fibre, che rallentano l’assorbimento dei carboidrati.

Ecco alcuni esempi di alimenti classificati in base al loro indice glicemico:

Alimento Indice Glicemico (IG)
Orzo perlato ~25
Lenticchie 30-35
Mele ~39
Pane di segale integrale ~45
Riso parboiled 38-53
Pane pita integrale ~57
Pane bianco raffinato ~75
Patate bianche ~85
Datteri ~103

È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue.

Gravidanza, Neonati e Glicemia

La gravidanza rappresenta un momento molto delicato. Le alterazioni ormonali, infatti, possono provocare uno squilibrio nei livelli di glucosio nel sangue. Per tale ragione, dunque, è possibile il verificarsi di cali glicemici.

Anche nel neonato, soprattutto nelle prime ore dopo la nascita, possono verificarsi degli episodi di ipoglicemia. Tuttavia, se non ci sono patologie alla base del problema, l’ipoglicemia nei neonati si evita semplicemente con l’allattamento a richiesta.

Misurazione della Glicemia: Strumenti e Tempi

I misuratori tradizionali con pungidito sono i classici glucometri a cui siamo abituati a veder utilizzare ai pazienti diabetici. Il misuratore glicemia senza puntura, invece, è un dispositivo tecnologico innovativo. Per la misurazione, si avvale di sensori indossabili che possono essere cambiati con cadenze variabili (anche una volta a settimana).

Alcuni misuratori senza puntura, sono dotati anche di infusori di insulina.

La glicemia va misurata a digiuno, preferibilmente al mattino al risveglio. Bere una tazzina di caffè senza zucchero non può determinare un aumento della glicemia. Periodi prolungati di digiuno, infatti, possono provocare ipoglicemia (anche di tipo reattivo).

Diabete Mellito: Tipi, Cause e Sintomi

Sì, esiste una correlazione tra l’assunzione di statine e l’insorgenza di diabete. Il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una patologia dovuta ad un aumento nel sangue della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero (glucosio).

Il termine mellito deriva dal fatto che le urine diventano dolci (dal latino mellitus, “dolce come il miele”) a causa della grande quantità di zuccheri eliminati dal rene.

Alla base della comparsa del diabete c’è una insufficienza nella quantità d’insulina, prodotta dal pancreas, oppure uno scorretto funzionamento biologico dell’ormone, che non riesce più a controllare bene la glicemia.

Tipi di Diabete Mellito

Il diabete mellito è una malattia che racchiude in sé tante patologie diverse, tutte accomunate da livelli alti di glicemia.

Si distinguono:

  • il diabete di tipo 1 o insulino-dipendente;
  • il diabete di tipo 2 o non-insulino-dipendente;
  • il diabete gestazionale;
  • il diabete monogenico (MODY, maturity-onset diabetes of the young)
  • il diabete secondario ad altra patologia, come per una malattia del pancreas, o provocato da specifici farmaci, come ad esempio il cortisone.

Il diabete insipido è totalmente diverso dal mellito, in quanto non si caratterizza dagli alti livelli di glicemia nel sangue, ma da un’eccessiva diuresi e sete insaziabile.

Questa malattia è dovuta a una scarsa o assente produzione della vasopressina o da una mancata sensibilità dei reni all’azione di questo ormone. Infatti, la vasopressina, un ormone antidiuretico, ha come compito quello di stimolare il riassorbimento dell’acqua a livello renale e di regolare la diuresi.

Cause del Diabete

Il diabete tipo 1 è di origine autoimmune: le cellule pancreatiche che producono insulina vanno incontro ad una progressiva autodistruzione, non riuscendo così più a controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Gli anticorpi responsabili di tale autodistruzione sono probabilmente prodotti in risposta ad un virus o ad agenti tossici ambientali. Una bassa o assente produzione d’insulina fa si che l’insulina diventi una terapia salvavita nei pazienti con diabete di tipo 1, chiamato per questo diabete insulino-dipendente.

I sintomi possono comparire soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, manifestandosi raramente dopo i 40 anni.

Esiste però una variante del diabete tipo 1, chiamata LADA (Latent Autoimmune Diabetes of the Adult), in cui l’attacco autoimmune alle cellule del pancreas è più lento, tanto che la malattia compare in età più avanzata e si sviluppa nell’arco di parecchi anni.

Il diabete tipo 2 è dovuto ad alterazioni genetiche ed epigenetiche (cioè fattori ambientali) e presenta un decorso lento. Il deficit di insulina risulta meno grave rispetto a quello tipico del diabete di tipo 1.

Il diabete di tipo 2 non è una malattia autoimmune e i meccanismi alla base della patologia possono essere: un vero e proprio deficit di insulina; uno scorretto funzionamento dell’ormone o la presenza di resistenza all’insulina; una combinazione dei precedenti.

Il diabete gestazionale è quello che può comparire durante la gravidanza e che, di solito, scompare dopo il parto. Le donne, però, che hanno avuto il diabete gestazionale durante la prima gravidanza risultano maggiormente esposte alla probabilità di sviluppare di nuovo diabete gestazionale in gravidanze successive e diabete di tipo 2 durante la loro vita.

Il diabete monogenico è causato da un singolo difetto genetico che porta ad alti livelli di glicemia (iperglicemia). Questo tipo di diabete è ereditario: se un genitore è malato, lo saranno di sicuro anche i suoi figli.

L’esempio classico è il MODY, Maturità Onset Diabetes of the Young, di cui esistono molte varianti in base al gene interessato.

Infine, il diabete secondario può essere causato dalla presenza di altre malattie o dall’assunzione di farmaci come il cortisone.

Fattori di Rischio del Diabete

I fattori di rischio del diabete di tipo 1 sono familiarità, l’essere affetti da altre malattie autoimmuni, come ad esempio artrite reumatoide, vitiligine etc, o la presenza di malattie autoimmuni fra genitori e fratelli/sorelle.

I fattori di rischio del diabete di tipo 2 sono fondamentalmente tre: sovrappeso/obesità, mancanza di esercizio fisico e fattori socioeconomici.

Altri fattori di rischio importanti sono: ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo dei grassi (basso livello di colesterolo HDL e/o alti livelli di trigliceridi) e abitudine del fumo.

Sintomi e Diagnosi del Diabete

Spesso, il diabete non si manifesta attraverso disturbi particolari. Tra i sintomi più caratteristici, comunque, ritroviamo una sete intensa (polidipsia), una frequente necessità di urinare in maniera abbondante (poliuria) e un aumento dell’appetito (polifagia).

Nelle persone affette da diabete tipo 1, che spesso vanno incontro ad una importante perdita di peso, la malattia esordisce in maniera piuttosto forte causando malessere, sonnolenza e odore di acetone nell’alito. Il diabete di tipo 2, invece, viene scoperto spesso in occasione di esami di laboratorio e quindi in assenza di specifici disturbi.

Diagnosi

Una persona è malata di diabete se la glicemia misurata attraverso gli esami del sangue a digiuno risulta superiore a 126 mg/dl.

Se si presentano sintomi correlabili al diabete, oppure si pensa di essere a rischio di svilupparlo per familiarità, oppure dagli esami del sangue la glicemia risulta alta, si può effettuare il test dell’emoglobina glicosilata (HbA1c). Questo test permette di monitorare la glicemia sul lungo periodo in quanto si basa sulla irreversibilità della glicosilazione dell’emoglobina, cioè una modificazione strutturale che comporta l’adesione di una molecola di zucchero alla proteina.

Un altro esame diagnostico è il test di tolleranza al glucosio o di carico di glucosio. Una glicemia maggiore o uguale a 200mg/dl, dopo due ore dalla somministrazione orale di glucosio a digiuno, è indicativa della malattia.

Conseguenze e Prevenzione del Diabete

La non modificazione dei fattori di rischio cardiovascolare e i livelli costantemente alti di zucchero nel sangue possono aumentare il rischio di danni ai vasi sanguigni, sia grandi che piccoli.

Tra le gravi complicanze dovute al diabete si elencano: danni neurologici o neuropatie, danni renali o nefropatia, danni oculari o retinopatie, danni cardio-cerebrovascolari e depressione.

Prevenzione

Purtroppo, oggi non è ancora possibile prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 1. Discorso diverso, invece, per il diabete di tipo 2. Tenere sotto controllo il peso e seguire una dieta varia ed equilibrata sono fattori fondamentali nella prevenzione della malattia.

Inoltre, il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 aumenta anche in chi consuma soprattutto cibi o bevande ricchi di zuccheri semplici o di grassi saturi. Anche fare attività fisica aiuta nella prevenzione.

Alimenti da Evitare e Trattamenti per il Diabete Mellito

In caso di diagnosi di diabete mellito, il paziente dovrà evitare l’assunzione di determinati alimenti come, ad esempio, quelli ad elevato contenuto di grassi e carboidrati (snack dolci confezionati e bevande dolci).

Dovrà prediligere, quindi, alimenti a basso contenuto calorico come yogurt e cereali integrali, frutta come fragole, kiwi e mirtilli, albume d'uovo, formaggi magri come i formaggi di capra, ricotta fresca di mucca e latte scremato. Meglio scegliere carni bianche (pollo, tacchino) e prediligere il pesce.

Inoltre, sarà fondamentale limitare le quantità di cibo, mangiando porzioni non eccessive.

Trattamenti

Il diabete di tipo 1, non appena diagnosticato, va subito curato per evitare una grave complicanza chiamata chetoacidosi diabetica (DKA). L'unica terapia oggi disponibile è quella a base di insulina.

Grazie ai moderni sistemi di somministrazione d’insulina e di monitoraggio della glicemia associati ad uno stile di vita sano, il paziente con diabete di tipo 1 riesce a condurre una vita normale e a prevenire l'insorgenza di complicazioni a lungo termine derivanti dalla malattia.

I farmaci per curare il diabete di tipo 2 sono di diverso tipo e i pazienti non sempre necessitano di una terapia insulinica. Ogni persona diabetica, infatti, può rispondere diversamente alla terapia antidiabetica.

Per questo motivo è necessario sviluppare una terapia personalizzata che tenga conto del singolo quadro clinico e delle caratteristiche di ciascuna persona diabetica. In generale, è comunque possibile tenere sotto controllo la malattia monitorando la glicemia.

Il paziente diabetico dovrà, inoltre, tenere sotto controllo la pressione arteriosa, i cui valori dovranno essere inferiori a 130 mmHg per la pressione arteriosa sistolica e minori o uguali a 80 mmHg per la pressione arteriosa diastolica.

Glicemia Alta: Cause e Rimedi

La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.

La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina.

Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.

La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione.

Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata.

Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce.

Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche.

Consigli Pratici per Abbassare la Glicemia

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica.

Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.

Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.

Per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.

Integratori e Alimenti Funzionali

  • Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3.
  • Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti.
  • Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini).
  • Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente.

Attività Motoria

L'attività motoria è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica.

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