Colesterolo Alto e Pressione Arteriosa: Una Correlazione Pericolosa

Silenti e troppo spesso sottovalutate, l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia sono una causa diretta delle malattie cardiovascolari: non semplici fattori di rischio ma condizioni patologiche che, se non tenute sotto controllo, aumentano significativamente le probabilità di andare incontro a un evento cardiovascolare. Inoltre, se trascurate, possono influenzare in maniera sfavorevole l’aspettativa di vita dopo un infarto e favorire l’insorgenza di altre condizioni cliniche complesse come lo scompenso cardiaco, malattia caratterizzata da un deterioramento della funzione di pompa del cuore che impedisce il giusto apporto di sangue all’organismo.

Comprendere l'Ipertensione e l'Ipercolesterolemia

L’elevata pressione arteriosa (ipertensione) è un fenomeno che si manifesta quando la pressione esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie è troppo alta. Infatti, il cuore, contraendosi, esercita una pressione (pressione arteriosa sistolica o pressione massima) che permette al sangue di scorrere all’interno delle arterie, distribuendo in questo modo ossigeno e sostanze nutritive a tutte le cellule dell’organismo. Dopo ogni contrazione il cuore si rilassa e la pressione si riduce, raggiungendo un valore minimo chiamato pressione arteriosa diastolica (pressione minima).

L’ipercolesterolemia è un disturbo che si presenta come un eccesso di lipoproteine LDL nel sangue. Le LDL, infatti, all’interno del torrente circolatorio trasportano il colesterolo che dal fegato viene rilasciato ai tessuti del nostro organismo. Le LDL sono pericolose per la loro tendenza ad aderire alle pareti dei vasi sanguigni e a formare dei depositi di grasso, cioè delle placche che con il tempo possono aumentare di grandezza, chiudendo completamente o parzialmente il vaso; inoltre possono rompersi formando dei trombi che potrebbero chiudere vasi sanguigni più piccoli.

Quando il colesterolo supera 200mg/dl forma delle placche in eccesso che si accumulano nelle arterie, rendendole dure e strette. L’occhio, e in particolare la retina, è altamente vascolarizzato, ovvero è pieno di arterie e capillari anche molto stretti.

La Correlazione tra Ipertensione e Colesterolo Alto

L’ipertensione e l’ipercolesterolemia sono fattori che predispongono ognuno alla malattia coronarica: i loro effetti combinati sono considerati moltiplicativi piuttosto che additivi. Spesso le persone ipertese presentano livelli di colesterolo più elevati, rispetto alle persone normotese.

La pressione alta può portare a piccole lesioni vascolari, note come cicatrici vascolari: proprio qui rischia di insediarsi il colesterolo. Quando la pressione diventa troppo alta, le arterie si indeboliscono, la circolazione diventa difficile e il rischio di infarto e ictus aumenta.

L’ipertensione, soprattutto se associata a elevati livelli di colesterolo, può essere molto pericolosa per la tua salute: fai frequenti controlli presso il tuo medico e chiedigli come puoi ridurre il tuo rischio cardiovascolare.

Fattori di Rischio e Studi Osservazionali

Seguendo per lungo tempo la popolazione in questa cittadina degli Usa, e in altre aree del mondo, è stato possibile calcolare quali fattori sono risultati associati a eventi cardiovascolari (ischemie, infarti e ictus) e la forza della loro correlazione. Framingham è una tranquilla cittadina del New England non distante da Boston (USA), che è entrata nella storia della Medicina per una semplice ragione. La salute di tutti i suoi abitanti è tenuta sotto controllo da decenni in una sorta di Grande Fratello medico, in particolare sotto il profilo del rischio cardiovascolare. Framingham è abbastanza vicina per composizione etnica, età media e tipo di attività alle città europee. I dati raccolti sono quindi molto utili anche nel nostro Paese. I dati raccolti a Framingham sono stati confermati in numerosi altri studi osservazionali e sono oggi consolidati.

Ischemie, infarti e ictus derivano tutti sostanzialmente dalla occlusione parziale o totale delle arterie, in particolare - se parliamo di ischemie cardiache e di infarti - delle arterie che garantiscono il funzionamento del cuore, le coronarie. Ciascuno dei fattori di rischio dà il suo contributo, direttamente o indirettamente, all’arteriosclerosi, ma nessuno è indispensabile.

Non è ancora chiaro con precisione per quali ragioni ma essere sovrappeso, soprattutto avere del grasso sull’addome, è correlato alla presenza di molti fra questi fattori di rischio.

Per tutti questi fattori di rischio, tranne la coagulazione, gli studi osservazionali e quelli di intervento (quelli cioè dove si prescriveva una terapia specifica) hanno mostrato che i guadagni in termini di riduzione del rischio sono incrementali. Chi ha la pressione massima a 140 mm/Hg e la porta a 135 riduce di qualche punto il suo rischio, se la porta a 130 ancora meglio e così via. Lo stesso vale in particolare per il colesterolo LDL, ma anche per i trigliceridi e per il colesterolo HDL, per l’iperglicemia e per il sovrappeso. Per il fumo a ogni anno in più senza fumo corrisponde un po’ di rischio in meno.

Il Ruolo della Glicemia

Purtroppo l’iperglicemia è uno dei fattori scatenanti dell’ipertensione ed è in grado di aggravarla accelerando il danno che essa esercita sulle arterie. L’eccesso di zucchero non controllato altera continuamente l’omeostasi glicemica: i tessuti periferici non rispondono più all’insulina e lo zucchero rimane in circolo portando a iperglicemia e accumulo di tessuto adiposo.

Le cellule adipose bianche possono avere anche un’azione endocrina cioè in grado di liberare ormoni che agiscono su cellule lontane dall’organo adiposo. È pertanto possibile capire quanto sia complessa l’attività dell’organo adiposo e si comprende quanto l’obesità possa essere correlata ad altre malattie e altri fattori di rischio come appunto l’ipertensione, oltreché arteriosclerosi, trombosi, diabete di tipo II e via dicendo.

L’iperglicemia incide in modi diversi su tutta la catena di eventi che porta dapprima all’irritazione dell’endotelio sino alla formazione della placca aterosclerotica e al suo distacco. Molti effetti dell’iperglicemia sono indiretti, per esempio l’aumento delle pericolosissime LDL piccole dense. In passato si pensava che fossero necessari lunghi periodi di elevata iperglicemia per ottenere questi effetti; recentemente è stato dimostrato che l’endotelio non soffre solo o tanto una glicemia stabilmente alta ma soprattutto le variazioni improvvise della glicemia, quei picchi in cui per pochi minuti, ad esempio dopo l’ingestione di una bevanda zuccherata o di un dolce o di un pasto, la glicemia sale anche solo a 180 o 200 mg/dl.

Strategie di Prevenzione e Gestione

Prevenire le Complicazioni Dovute a Ipertensione L’ipertensione arteriosa e le sue gravi complicanze si combattono efficacemente solo iniziando prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi. Ciò significa anche iniziare ad occuparsi del problema già nei bambini e negli adolescenti, con maggiore attenzione allo stile di vita e alla necessità di iniziare a misurare la pressione arteriosa anche in questa fascia di età. Come indicano gli esperti, un bambino iperteso sarà molto probabilmente un adulto iperteso, quindi a rischio di patologie cardiovascolari, che oggi rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nei paesi occidentali.

Una diagnosi precoce è quindi estremamente importante anche perché consente di tenere sotto controllo l’ipertensione senza dover ricorrere a farmaci.

Silenti e troppo spesso sottovalutate, l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia ne sono una causa diretta: non semplici fattori di rischio ma condizioni patologiche che, se non tenute sotto controllo, aumentano significativamente le probabilità di andare incontro a un evento cardiovascolare. Inoltre, se trascurate, possono influenzare in maniera sfavorevole l’aspettativa di vita dopo un infarto e favorire l’insorgenza di altre condizioni cliniche complesse come lo scompenso cardiaco, malattia caratterizzata da un deterioramento della funzione di pompa del cuore che impedisce il giusto apporto di sangue all’organismo.

Recarsi periodicamente dall’oculista è utile non soltanto per curare gli occhi e individuare per tempo possibili problemi di vista: può essere fondamentale anche per scoprire altre patologie. Alcuni disturbi, infatti, come colesterolo elevato, ipertensione o ipertiroidismo sono riscontrabili da sintomi negli occhi e nei tessuti che li circondano.

Linee Guida dell'OMS per il Trattamento dell'Ipertensione

  • Controllare il peso corporeo
  • Contenere il consumo di alcol
  • Evitare il fumo
  • Limitare le condizioni di stress
  • Ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati)
  • Contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo)
  • Non abusare di liquirizia
  • Seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi)
  • Esercitare regolarmente un’attività fisica

Il Colesterolo LDL e HDL

La placca che si viene a formare nell’arteria è composta da colesterolo LDL e trigliceridi. Esistono diversi tipi di colesterolo con effetti molto diversi. Se il colesterolo LDL è ‘cattivo’ in quanto si va a spalmare sull’endotelio riducendo la portata dell’arteria, il colesterolo HDL è invece buono in quanto ottiene l’effetto opposto, ripulendo le arterie.

Trigliceridi e Calorie

I trigliceridi svolgono una funzione di riserva energetica per cui le calorie in eccesso vengono trasformate in queste sostanze per poter essere facilmente immagazzinate. Quindi per tenere sotto controllo i trigliceridi prima di tutto dobbiamo ridurre le calorie, in particolare se derivate dagli zuccheri e dall’alcol. Poi dovremmo aumentare i grassi buoni della dieta: i grassi insaturi vegetali e i grassi di pesce, e se poi riusciamo anche a fare attività fisica… il risultato è garantito!

L'Importanza della Consapevolezza e della Prevenzione

In Italia un decesso su tre è imputabile alle malattie cardiovascolari, in primis infarto del miocardio e ictus, che continuano ad essere la prima causa di morte nel mondo occidentale. Prevenire queste condizioni e agire tempestivamente per ridurne l’impatto sui pazienti è quanto mai prioritario, ma a guardare i numeri c’è ancora molto da fare, a partire dalla necessità di aumentare la consapevolezza del rischio personale, del ruolo chiave dello stile di vita e dell’aderenza alle cure. Si stima che oltre 10 milioni di italiani, un terzo della popolazione adulta, abbiano livelli di colesterolo ‘cattivo’ (LDL) superiori alla norma, e che addirittura due terzi - 16 milioni di persone - soffrano di pressione alta. Il 2% della popolazione soffre di scompenso cardiaco, che nella maggior parte dei casi insorge in pazienti anziani gravati da altre malattie croniche, rappresentando la prima causa di ricovero ospedaliero per gli over-65.

Dall’analisi dei dati raccolti, una delle principali evidenze riguarda la consapevolezza delle persone senza precedenti malattie cardiovascolari circa il proprio stato di salute in relazione alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare: molti infatti hanno dichiarato di non soffrire di pressione alta o di colesterolo alto.

Vi è tutt’oggi una scarsa conoscenza di quali siano i fattori di rischio, come intervenire per tenerli sotto controllo e quando invece si rendono necessari approfondimenti diagnostici. Specialmente a seguito del periodo emergenziale, l’attenzione alle problematiche cardiovascolari si è allentata.

Vale la pena di concludere citando la dott.ssa Simona Giampaoli, coordinatrice dello studio per l’Istituto Superiore di Sanità, che afferma:“[…] è necessario adottare politiche sanitarie che migliorino lo stile di vita della popolazione generale: interventi nei trasporti pubblici e nella pianificazione ambientale volti a favorire l’attività fisica, interventi nell’industria alimentare per la riduzione del sale nei cibi preconfezionati, politiche sociali che aumentino la consapevolezza dell’importanza della prevenzione attraverso l’alimentazione sana, l’abolizione del fumo, la moderazione nel consumo di alcool e lo svolgimento di un’attività fisica regolare.

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