Caffè e Colesterolo: Effetti e Consigli

Il caffè è una delle bevande più amate dagli italiani. Molti appassionati bevitori di caffè si sono chiesti se questa sacra abitudine possa in qualche modo influenzare il livello del loro colesterolo, che magari si presenta già elevato di suo. In moltissimi non possono farne a meno, specie alla mattina. Per molti è il primo gesto del mattino, ma il modo in cui beviamo il caffè può fare la differenza per la nostra salute cardiovascolare. Un nuovo studio norvegese spiega che l’impatto sulla nostra salute dipende molto da quale beviamo.

Secondo nuovi studi, il caffè svolge un ruolo protettivo per il cuore, ma alcune persone dovrebbero evitarlo. Possiamo continuare a goderne, ma con consapevolezza.

Benefici del Caffè

I benefici del caffè sono dovuti alla presenza di molti composti bioattivi, quali i polifenoli dell’acido clorogenico e i lignani, che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, e sostanze che agiscono sulla vasodilatazione.

  • Mantiene bassa la pressione: Secondo i risultati di ricerche condotte con moderne metodologie di analisi, il consumo di caffè fa bene a più patologie.
  • Fa bene al cuore: Analizzando persone abituate a bere più caffè al giorno, i ricercatori hanno riscontrato che giova al sistema cardiovascolare, al cuore e alla pressione. Come dimostrato da altri studi precedenti, limitando il consumo di caffeina alle quantità raccomandate, preferibilmente nelle forme espresso, moka e istantaneo (evitando il caffè non filtrato), nelle persone sane non aumenta il rischio di fibrillazione atriale, malattie coronariche, infarto o ictus cerebrale.
  • Contrasta la stanchezza: La caffeina contenuta nel caffè è una sostanza psicoattiva e eccitante del sistema nervoso, che può aiutare a contrastare temporaneamente la stanchezza. Si tratta, però, di una sintomatologia che non può essere gestita solo con l’assunzione di caffè in quanto, un consumo eccessivo, può rendere più faticoso l’addormentamento notturno.

Lo studio conferma che la quantità massima giornaliera di caffeina dovrebbe non superare i 400 milligrammi, che equivale a circa 5 tazzine di caffè della moka al giorno, o 4 tazze di caffè americano.

Caffè e Colesterolo: Cosa dice la Scienza

Bere caffè è stato collegato all’aumento dei livelli di colesterolo. L’impatto sulla salute umana della bevanda più bevuta al mondo è al centro di tantissimi studi. L’ultima ricerca sostiene che dipende molto da come prepariamo il caffè e anche dal nostro genere di appartenenza. In pratica ci sono effetti diversi a seconda che siamo un uomo o una donna.

Il cafestolo e il kahweolo sono diterpeni presenti nei chicchi di caffè. Diversi studi dimostrano che queste sostanze interferiscono con il metabolismo del colesterolo, aumentando i livelli di LDL nel sangue. Il caveolo e cafestolo sono diterpeni presenti naturalmente nei chicchi di caffè, concentrati soprattutto negli oli della bevanda. Queste sostanze non sono volatili, perciò la loro presenza nella tazza finale dipende fortemente dal metodo di preparazione. Il caffè decaffeinato, a seconda della lavorazione, sembra contenere quantità ridotte di diterpeni.

Quando i livelli di colesterolo nel sangue arrivano a superare i 240 mg, infatti, si instaura una condizione denominata “ipercolesterolemia” che, se trascurata, può procurare seri danni all’organismo, in primis al cuore.

Espresso, Moka o Americano?

Chi beve abitualmente caffè al mattino da macchine automatiche, magari sul posto di lavoro, potrebbe assumere più diterpeni del previsto.

Per quanto riguarda l’espresso i risultati dimostrano che è quello che incide di più sul genere. Bere tra le tre e le cinque tazze al giorno di espresso aumentava in modo significativo il colesterolo nel sangue, soprattutto negli uomini. Sei o più tazzine di caffè all’americana ogni giorni alza il colesterolo di 1 decimo di punto tra le donne, ma non tra gli uomini.

Attenzione, quando si parla di caffè americano non è sufficiente allungarlo con acqua calda come spesso facciamo noi in Italia. Innanzitutto tra gli oltre 20.000 partecipanti alla ricerca non si fa riferimento alle dimensioni della tazza. A seconda della taglia della tazzina avremo ovviamente più o meno composti chimici. Inoltre il caffè contiene più di un migliaio di fitochimici. Lo studio è solo osservazionale. Di conseguenza non definisce le cause e gli effetti. Non viene neanche definito esattamente cosa si intenda per espresso.

Lo Studio Norvegese

Apparentemente sembrerebbe di sì, quantomeno stando ai risultati ottenuti da una ricerca norvegese. Pare che gli scienziati norvegesi siano stati i primi a evidenziare la presenza di un legame tra l’assunzione del caffè e l’aumento dei livelli di colesterolo. Ma perché il caffè bollito e non filtrato contribuirebbe a innalzare i livelli di colesterolo? Ebbene, la risposta è da imputare a una precisa sostanza contenuta in questa bevanda, chiamata cafestolo.

Il cafestolo ha infatti il potere di inibire la produzione di alcuni acidi biliari. Parliamo pertanto di una situazione potenzialmente rischiosa, che può essere facilmente risolta alla radice evitando di assumere caffè bollito e non filtrato. Tali conclusioni, del resto, sono state confermate da un’ulteriore ricerca condotta nel 2001 e comparsa sul prestigioso “American Journal of Epidemiology”.

Una ricerca norvegese ha scoperto che il caffè bollito produce due sostanze responsabili dell'aumento del colesterolo. E, oggi, chi soffre di colesterolo alto potrebbe scrivere un altro alimento nella lista dei cibi “nemici”, insieme a grassi animali, fritti e insaccati: il caffè.

La ricerca ha coinvolto un gruppo di 14.500 norvegesi: dai risultati è emerso che nei partecipanti, abituati a consumare caffè bollito e non filtrato esisteva un’effettiva correlazione tra il consumo della bevanda e il livello della sostanza lipidica nel sangue. Noi italiani, in qualche modo, siamo “salvi”: se fatta con la moka e con le cialde, questa bevanda non provoca nessun tipo di aumento del colesterolo. Questa bevanda, anzi, può avere addirittura effetti benefici sull’organismo.

Consigli per un Consumo Consapevole

Non si tratta di eliminare il caffè dalla dieta. Se per curare il colesterolo fosse sufficiente bere meno caffè e rinunciarvi del tutto, al mondo ci sarebbero molte più persone sane. La verità, infatti, è che se soffri di questa patologie, il caffè dovrebbe essere l’ultimo dei tuoi problemi. Quest’ultima, infatti, presenta un rapporto decisamente stretto con il colesterolo, molto più del caffè.

A meno che tu non soffra di patologie gastrointestinali come il reflusso, la gastrite e l’ulcera, che il caffè tende ad aggravare, non vi è davvero alcun motivo di rinunciare alla tua bevanda preferita. Oltre a questo, le proprietà antiossidanti del caffè si sono dimostrate ottime sia per prevenire le malattie al fegato, sia per mantenere il cuore in buona salute. Ma non solo: questa bevanda funge anche da eccellente vasocostrittore, il che la rende un ottimo rimedio contro l’emicrania.

In conclusione, pertanto, il caffè può rappresentare davvero un valido alleato per la cura, la prevenzione e il trattamento di svariate tipologie, fermo restando il fatto che questo suo potere curativo vale solo a patto di non esagerare con le quantità. Fintanto che ti mantieni entro questa soglia, infatti, il caffè sarà il tuo migliore amico, donandoti tutta l’energia che ti serve e aiutandoti a contrastare l’insorgenza di numerose patologie.

Al di là di tutti i suoi aspetti positivi e negativi, ad ogni modo, ciò che c’interessa davvero è il suo gusto inconfondibile: forte e intenso come solo il vero caffè sa essere.

Pertanto, più che demonizzare il caffè, è opportuno concentrarsi sul tipo di preparazione e sul profilo individuale di rischio del paziente, ad esempio in soggetti con ipercolesterolemia familiare o rischio cardiovascolare elevato, anche aumenti modesti dell’LDL possono tradursi in un incremento del rischio assoluto di eventi cardiovascolari.

Cosa fare se si ha il Colesterolo Alto?

Sebbene, dunque, non sia una tazzina di espresso al giorno a condizionare e peggiorare la situazione, è importante prestarci attenzione. Questo limite è consigliato, e in alcuni casi imposto dal medico curante, per evitare l’insorgere di ulteriori problemi determinati dall’eccesso di caffeina in circolo. In generale, il caffè nuoce alla salute se si superano le dosi consigliate. Oppure per chi soffre di patologie gastrointestinali come la gastrite, l’ulcera o il reflusso: ciò perché il caffè è una bevanda acidificante che può aumentare la secrezione di acidi nello stomaco e, dunque, andare a peggiorare le condizioni di chi già soffre di questo tipo di malattia. Bere caffè, dunque, non fa aumentare automaticamente il valore del colesterolo nel sangue.

Ecco alcuni consigli alimentari per chi soffre di colesterolo alto:

  • Aumentare l’apporto di acidi grassi essenziali omega 3.
  • Aumentare la quantità di fibre, lecitine, fitosteroli e antiossidanti fenolici nella dieta.
  • Prediligere i cereali integrali.
  • Mangiare più spesso legumi.
  • Rispettare le dosi quotidiane di consumo di frutta e verdura.

Ciò che emerge è, dunque, la necessità di una dieta bilanciata, ricca di alimenti di origine vegetale e di fibre che possano supportare l’organismo e mantenerci in salute.

Tabella Riassuntiva: Effetti del Caffè sui Livelli di Colesterolo

Tipo di Caffè Effetto sul Colesterolo Note
Espresso (3-5 tazze/giorno) Aumento significativo Maggiore negli uomini
Caffè americano (≥6 tazze/giorno) Aumento leggero Solo nelle donne
Caffè bollito/non filtrato (≥6 tazze/giorno) Aumento marcato In entrambi i sessi
Caffè filtrato (≥6 tazze/giorno) Aumento lieve Solo nelle donne

Ricorda sempre di consultare il tuo medico per valutare il tuo profilo di rischio individuale e ricevere consigli personalizzati.

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