Il consumo di caffè è un’abitudine diffusa, soprattutto nei luoghi di lavoro, dove la presenza di distributori automatici favorisce un accesso costante alla bevanda. Tuttavia, è importante tenere presente che il metodo di preparazione del caffè influisce sulla sua composizione e, in particolare, sulla presenza di diterpeni, come il cafestolo e il caveolo, ad azione ipercolesterolemizzante.
Metodi di Preparazione e Concentrazione di Diterpeni
I campioni di caffè raccolti da distributori che utilizzano chicchi interi o macinati (“brewing”) dotati di filtro metallico, presentavano concentrazioni medie di cafestolo e caveolo di 176 mg/L e 142 mg/L rispettivamente, più elevate rispetto al caffè preparato in laboratorio per filtrazione su carta, che conteneva solo 12 mg/L di cafestolo e 8 mg/L di caveolo. Livelli bassi sono stati rilevati anche nel caffè ottenuto da macchine “liquid-model”, che utilizzano un concentrato liquido di caffè (solitamente già filtrato) miscelato con acqua, con una media di 8 mg/L di cafestolo e 7 mg/L di caveolo.
La bevanda ottenuta per ebollizione (una modalità diffusa nei paesi scandinavi, ma poco impiegata altrove) registrava, invece, i valori più alti: in media, 939 mg/L di cafestolo e 678 mg/L di caveolo, mentre livelli intermedi sono stati determinati nel caffè preparato con la caffettiera a stantuffo o French press o con il percolatore, rispettivamente circa 87 mg/L e 91 mg/L per il cafestolo.
Sebbene il caffè sia generalmente associato a benefici per la salute, l’elevata presenza di diterpeni in alcune preparazioni potrebbe quindi costituire un fattore di rischio non trascurabile per consumatori abituali.
Un altro studio con la stessa metodologia, negli USA, ha comunque ritrovato una diminuzione del rischio del 48% in chi consumava 2 o più tazze di caffè.
Il caffè è un infuso, preparato (quasi sempre) con rapido passaggio dell’acqua bollente su una miscela di semi torrefatti della pianta del caffè, macinati finemente.
Componenti Chiave del Caffè
- Acido Clorogenico: Il caffè ne è una delle fonti più significative. Una tazzina di caffè (50 ml) ne contiene da 18 a 90 mg.
- Caffeina: Una tazza di caffè espresso (50 ml) ne contiene da 50 a 80 mg. La caffeina è un’antagonista dell’adenosina, un inibitore del sistema nervoso centrale, ed è quindi stimolante.
- Diterpeni (cafestolo e cafeolo): Alzano il colesterolo LDL, ma molto dipende da come è preparato il caffè.
La quantità di cafestolo e cafeolo del caffè turco, di quello alla scandinava o alla francese (6-12 mg) e di quello bollito (quello del pentolino delle nonne) è molto alta, mentre è bassa nel caffè filtrato (il caffè all’americana), più alta in percentuale, ma non così significativa vista la piccola quantità di liquido, nel caffè espresso (4 mg), minore ancora nel caffè espresso all’italiana.
Benefici e Rischi del Consumo di Caffè
Nonostante non si conoscano con precisione i meccanismi di azione, numerosi studi hanno evidenziato come l’assunzione di almeno sei tazze al giorno di caffè diminuisca il rischio di diabete di tipo II in modo significativo (54% per gli uomini, 29% per le donne). Altri studi hanno rilevato una percentuale del 35% in meno in chi beve almeno 6 tazze di caffè al giorno e del 28% in chi beve tra 4 e 6 tazze.
Una serie di ricerche con metodologia case-control study hanno evidenziato una significativa diminuzione del rischio di tumore al colon (24% più bassa in chi beveva 4 o più tazze di caffè al giorno rispetto a chi non lo beveva). Ricerche su 120.000 persone in USA, per 8 anni evidenziano il 22% di rischio in meno per ogni tazza di caffè bevuta al giorno; su 51.000 persone in Norvegia per 17 anni evidenziano una diminuzione del 40% di rischio di morte di cirrosi con il consumo di almeno 2 tazze di caffè al giorno.
Effetti sui Disturbi Coronarici
Nonostante alcuni studi case-control sembrino indicare un rischio aumentato per chi consuma 5 o più tazze di caffè al giorno, quasi tutte le altre ricerche, condotte in vari paesi e su basi molto ampie non hanno evidenziato alcun rischio di disturbi coronarici, anche in forti consumatori di caffè. Significativi sono invece i rischi per chi soffre di ipertensione.
Numerosi studi mettono in evidenza un significativo rialzo della pressione sistolica (da 1,2 a 2,4 mm Hg) e diastolica (1,2 mm Hg) nei forti consumatori di caffè (5 tazze al giorno). Un moderato consumo di caffè (2 o 3 tazzine al giorno) non interferisce significativamente con l’ipertensione.
Il caffè non filtrato (caffè del pentolino, caffè norvegese) incrementa il colesterolo totale e LDL. Non così il caffè passato in carta filtro (all’americana o alla svizzera): è evidente che il fattore di rialzo non è la caffeina, ma i diterpeni (cafestolo e cafeolo). Questi passano anche nel caffè prodotto all’italiana, in misura minima nel caffè ristretto da bar, in misura media nel caffè moka casalingo.
Il consiglio per chi soffre di ipercolesterolemia è di non superare una tazza di caffè casalingo o due tazze di ristretto da bar. Un elevato consumo di caffè (4 tazze al giorno) innalza anche il livello dell’omocisteina che, come è risaputo, rappresenta un elevato fattore di rischio per le malattie cardiocircolatorie.
Caffè e Gravidanza
Non c’è evidenza significativa di rischi nella gravidanza per un ragionevole consumo di caffè (2-3 tazze), né per quanto riguarda il rischio di aborto, né per la crescita ponderale del feto. Il rischio di aborto può esserci anche con consumo medio di caffè in presenza di forti nausee e nelle donne fumatrici. Durante l’allattamento superare le 2-3 tazze di caffè al giorno può causare irritabilità e insonnia nel bambino.
Effetti della Caffeina
In particolare essa blocca un neurotrasmettitore che causa sonnolenza. Inoltre la caffeina può aumentare i livelli di adrenalina e indurre anche significativi miglioramenti delle prestazioni fisiche. Come sempre ciò che può danneggiare la salute dipende dalla quantità, da quanta caffeina si assume.
Uno degli effetti della caffeina è rappresentato dalla lipolisi che libera gli acidi grassi dal tessuto adiposo di deposito nel sangue, favorisce la termogenesi e accelera il metabolismo energetico.
Secondo uno studio del National Institutes of Health, chi consuma all’incirca quattro tazzine di caffè espresso al giorno ha un’inclinazione del 10% in meno a entrare in uno stato di depressione, rispetto a chi non ne beve proprio. L’Harvard School of Public Health ha confermato quest’ipotesi e ha affermato che per chi assume caffeina il rischio di suicidio si riduce del 50% sia per gli uomini sia per le donne.
Il caffè ha degli effetti benefici anche sulle prestazioni fisiche, infatti secondo un report del New York Times la caffeina aumenta gli acidi grassi all’interno del sangue. Questo fa sì che si riesca a correre, pedale o fare esercizio fisico più a lungo.
Caffè e Digestione
Ahimé.. Il caffè dopo i pasti è un classico, un’abitudine fortemente radicata, convinti che ci aiuti a digerire. Per ultimo, l’aumento della produzione di acidi gastrici (acido cloridrico) nello stomaco ad opera della caffeina, non può che peggiorare la situazione.
Negli adulti il tempo che l’organismo impiega a eliminare il 50% della caffeina, varia ampiamente a seconda di fattori quali l’età, il peso corporeo, la gravidanza, l’assunzione di farmaci e lo stato di salute del fegato.
Caffè e Colesterolo: Un Legame Controverso
Caffè e colesterolo vanno d'accordo? Non esiste alcun legame tra il consumo di caffè e i livelli elevati di colesterolo e non si deve proibire ad un paziente affetto da ipercolesterolemia di bere caffè! Questa bevanda ampiamente consumata e priva di calorie contiene infatti terpeni ( cafestolo e kahweolo) e queste sostanze possono essere convertite in colesterolo nell'organismo.
Altri studi sostengono che il consumo di caffè possa aumentare i livelli di colesterolo cattivo, senza influenzare i livelli di colesterolo buono (o colesterolo HDL ) o di trigliceridi. Infine, un recente studio norvegese del 2016 ha fatto molto parlare di sé dimostrando un aumento dei livelli di colesterolo totale in un gruppo di pazienti che consumavano cinque tazze di caffè al giorno.
“Del resto, molti altri studi e meta-analisi affermano esattamente il contrario, ovvero che il caffè abbassa il colesterolo ed è un alimento benefico per la salute cardiovascolare”, afferma la dietologa Nathalie Negro. Lo studio del 2016 è stato condotto su un numero molto ampio di persone (oltre 20.000) e gli aumenti dei livelli di colesterolo registrati nei partecipanti sono stati in definitiva di lieve entità.
Non si può in nessun modo affermare che il caffè sia un fattore di ipercolesterolemia e di aumento dei rischi cardiovascolari, infatti, nella maggior parte di questi studi, lo stile di vita dei partecipanti non viene preso in considerazione.
Caffè Bollito e Rischi Aumentati
Uno studio norvegese del 2016 tende a dimostrare che esiste un'associazione tra diversi modi di consumare il caffè e l'aumento del colesterolo nel sangue. Questo lavoro dimostra che è soprattutto il consumo di caffè bollito a essere associato a un aumento significativo dei livelli di colesterolo nei partecipanti di entrambi i sessi. Trattandosi di un caffè non filtrato e miscelato direttamente con acqua, è più probabile che nella bevanda siano presenti in quantità maggiori le sostanze che possono causare la formazione di colesterolo nel sangue (come il cafestolo e il kahweol).
Sempre secondo lo studio norvegese del 2016, il consumo di espresso sarebbe associato a un aumento più marcato del colesterolo cattivo negli uomini rispetto alle donne. Si può affermare che due o tre tazze di espresso al giorno non possono avere un effetto negativo sulla salute, anche se si soffre di ipercolesterolemia.
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) raccomanda di non superare i 400 mg di caffeina al giorno. Per ottenere effetti benefici sulla salute è meglio non superare le 3/4 tazze di caffè al giorno. Oltre a ciò, potrebbero esserci effetti deleteri, anche solo attraverso le sue proprietà eccitanti.
Benefici del Caffè per la Salute
Molti medici e scienziati sostengono che il caffè ha effetti positivi sulla salute cardiovascolare anche se consumato quotidianamente, a patto che le quantità siano ragionevoli. Uno studio sul caffè verde dimostra che può ridurre i livelli di colesterolo cattivo e di trigliceridi.
Possiamo aggiungere che il caffè, proprio come il tè verde, apporta benefici alla salute di tutto l'organismo grazie alle numerose sostanze che contiene, in particolare i polifenoli, noti per i loro effetti antiossidanti , un po' di magnesio , potassio e vitamina B3.
Precauzioni
Bisogna fare attenzione a non superare le 2/3 tazze al giorno se si soffre di pressione alta , se si hanno problemi di ritmo cardiaco o se semplicemente si tende ad essere nervosi. In effetti, in questi casi, troppa caffeina può solo peggiorare la condizione e per dormire bene la notte, è meglio smettere di bere caffè sei ore prima di andare a letto.
Il Decaffeinato
Il “ decaffeinato ” è un’alternativa sana al caffè: consente alle persone che non tollerano la caffeina di beneficiare comunque dei benefici del caffè (in particolare dei suoi antiossidanti) e anche in termini di colesterolo e rischi cardiovascolari, non c'è "nulla da segnalare" rispetto al caffè con caffeina.
Caffè e Colesterolo: Cosa Influisce?
Che il caffè aumenti gli indici di colesterolo ematico è argomento assai dibattuto. Alcuni studi hanno dimostrato che vi è una correlazione fra consumo di caffè e aumento della frazione LDL (ovvero della frazione cosiddetta “cattiva” di colesterolo ematico). E’ anche vero che altre ricerche condotte sia negli USA sia in Europa hanno dimostrato l’esatto contrario chiarendo che l’aumento del colesterolo ematico non è legato tanto al consumo di caffè e alla quantità di caffeina assunta bensì dal metodo di preparazione della bevanda.
Infatti nel caffè bollito sono presenti dall’1 ai 2 grammi di grassi rispetto al caffè filtrato (totalmente privo degli stessi grassi). I composti presenti nella frazione grassa del caffè - cafeolo e cafestolo - sono i responsabili dell’aumento colesterolemico.
Pertanto sono da ritenersi pericolosi, per coloro che soffrono di alti livelli di LDL, solo il caffè alla turca e il caffè bollito (il primo farebbe aumentare il colesterolo di circa 13 milligrammi per decilitro e il secondo di 19 milligrammi per decilitro). Il caffè solubile, quello fatto con la moka o l’espresso bar contengono tracce minime dei componenti succitati al punto da non influire minimamente sul tasso di colesterolo ematico.
Viceversa il caffè aumenta le HDL (la parte buona del colesterolo) che ha come funzione quella di pulire le arterie diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari.
Caffè e Cuore
Gli studi condotti sulla possibile attinenza tra malattie cardiovascolari e consumo di caffè sono tutti concordi nell’affermare che il caffè, a patto che non lo si consumi in quantità esagerata per mesi se non per anni, non può essere considerato tra i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
Particolarmente - riguardo il presunto legame tra aritmie cardiache e caffeina, studi effettuati sia su una popolazione campione sana sia su una popolazione campione sofferente di cuore (ischemia del miocardio), hanno concluso che la caffeina in dosi di 300 mg (circa 5 espressi bar), non provoca aritmie. La caffeina esercita viceversa una azione cardiotonica.
Inoltre il caffè non provoca ipertensione (sempre in dosi valutabili intorno ai 4 caffè espresso al giorno) nei soggetti sani ed è quindi ovvio sconsigliarlo ai soggetti ipertesi. Per quanto relativo al colesterolo, uno fra i più importanti fattori di rischio nell’area delle malattie cardiovascolari, si può dire con certezza che il caffè “all’italiana” non incide sul suo incremento ematico.
Caffè e Stomaco
Sul sistema digerente, l’effetto maggiore è rappresentato dalla stimolazione (diretta e per via nervosa) della secrezione acida da parte dello stomaco (fatto positivo in termini di funzione digestiva). Le persone sofferenti di disturbi gastrici (gastriti, ulcera peptica) dovuti ad una eccessiva secrezione gastrica dovrebbero pertanto limitare l’assunzione di caffè così come dovrebbero limitare l’assunzione di altre bevande come te, birra, soft drink, bevande gassate.
Il caffè, anzi, stimola la produzione di saliva (favorendo la prima fase digestiva che avviene in bocca), la secrezione della bile e la motilità intestinale. Una tazzina di caffè subito dopo avere mangiato attiva quindi alcuni meccanismi del tratto digerente.
Caffè e Fegato
Ci sono voluti quattro anni di indagine ma alla fine si è riscontrato che la caffeina ha un ruolo epatoprotettore, l’attività della caffeina, contrasta l’attività negativa dell’alcool confermando una relazione inversa tra il consumo abituale di caffè e il rischio di cirrosi epatica.
Caffè e Invecchiamento
La caffeina non nuoce alla salute degli ultrasessantenni. Un consumo moderato non solo non ha alcun effetto collaterale (non altera la funzionalità cardiaca e i valori pressori, non danneggia l’apparato renale e non aumenta il rischio di osteoporosi) ma, come dimostrano numerosi e autorevoli studi, è un aiuto validissimo per aumentare la performance psicologica.
E per finire si è scoperto che dall’aroma si sprigionano circa 900 sostanze chimiche dotate di alto potere anti-ossidante. Le 900 sostanze chimiche sono volatili dal che se ne deduce che, per averne beneficio, il caffè va bevuto immediatamente appena preparato.
Il Caffè e il Colesterolo Alto: Cosa Sapere
Il colesterolo alto è una condizione che preoccupa molte persone, soprattutto in età avanzata. Una delle domande più frequenti che si pongono è se il consumo di caffè possa influire negativamente sui livelli di colesterolo. Il caffè è infatti una bevanda molto amata, consumata quotidianamente da milioni di persone in tutto il mondo.
Secondo diversi studi scientifici, il consumo di caffè può influire sui livelli di colesterolo nel sangue. In particolare, è stato osservato che il consumo di caffè non filtrato, come l’espresso o il caffè turco, può aumentare i livelli di colesterolo LDL, noto anche come "colesterolo cattivo". Questo perché il caffè non filtrato contiene una sostanza chiamata cafestolo, che può aumentare i livelli di colesterolo.
La genetica può giocare un ruolo importante nella relazione tra il consumo di caffè e il colesterolo alto. Alcune persone, infatti, possono essere più sensibili agli effetti del caffè sul colesterolo a causa della loro predisposizione genetica. Questo significa che anche piccole quantità di caffè possono avere un impatto significativo sui loro livelli di colesterolo.
Se si ha il colesterolo alto, non è necessariamente richiesto eliminare completamente il caffè dalla propria dieta. Tuttavia, è importante bilanciare il consumo di caffè con una dieta sana ed equilibrata. In particolare, è consigliabile limitare il consumo di caffè non filtrato e preferire il caffè filtrato. Inoltre, è importante ricordare che il caffè può essere una fonte significativa di calorie se viene consumato con zucchero, panna o latte intero.
Per i bevitori di caffè con colesterolo alto, ci sono alcuni consigli che possono aiutare a gestire i livelli di colesterolo. Prima di tutto, è importante limitare il consumo di caffè non filtrato e preferire il caffè filtrato. Inoltre, è consigliabile evitare di aggiungere zucchero, panna o latte intero al caffè, in quanto possono aumentare il contenuto calorico della bevanda.
Conclusioni
In conclusione, il consumo di caffè può influire sui livelli di colesterolo, ma il suo impatto può variare a seconda del tipo di caffè consumato e della predisposizione genetica individuale. Pertanto, non è necessario eliminare completamente il caffè dalla propria dieta se si ha il colesterolo alto, ma è importante fare attenzione al tipo di caffè consumato e al modo in cui viene preparato.
Si stima che nei paesi occidentali sia colpita dal colesterolo alto circa il 15-20% della popolazione. È, quindi, molto importante non sottovalutare l’importanza di una buona alimentazione.
Tabella riassuntiva dei metodi di preparazione del caffè e concentrazioni di cafestolo e caveolo:
| Metodo di Preparazione | Concentrazione di Cafestolo (mg/L) | Concentrazione di Caveolo (mg/L) |
|---|---|---|
| Brewing (filtro metallico) | 176 | 142 |
| Filtrazione su carta | 12 | 8 |
| Macchine "liquid-model" | 8 | 7 |
| Ebollizione | 939 | 678 |
| Caffettiera a stantuffo/French press | 87 | 91 |
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