Caffè e Colesterolo: Effetti e Considerazioni

L'impatto sulla salute umana della bevanda più bevuta al mondo è al centro di tantissimi studi. In moltissimi non possono farne a meno, specie alla mattina. Bere caffè è stato collegato all’aumento dei livelli di colesterolo. Un nuovo studio norvegese spiega che l’impatto sulla nostra salute dipende molto da quale beviamo.

Il Legame tra Caffè e Colesterolo

Esiste un’interessante relazione tra alcune componenti del caffè e la regolazione del metabolismo lipidico, ma quanto incide tutto questo nella pratica clinica? Diversi studi dimostrano che il cafestolo e il kahweolo, diterpeni presenti nei chicchi di caffè, interferiscono con il metabolismo del colesterolo, aumentando i livelli di LDL nel sangue.

I benefici del caffè sono dovuti alla presenza di molti composti bioattivi, quali i polifenoli dell’acido clorogenico e i lignani, che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, e sostanze che agiscono sulla vasodilatazione. Analizzando persone abituate a bere più caffè al giorno, i ricercatori hanno riscontrato che giova al sistema cardiovascolare, al cuore e alla pressione. Come dimostrato da altri studi precedenti, limitando il consumo di caffeina alle quantità raccomandate, preferibilmente nelle forme espresso, moka e istantaneo (evitando il caffè non filtrato), nelle persone sane non aumenta il rischio di fibrillazione atriale, malattie coronariche, infarto o ictus cerebrale.

La caffeina contenuta nel caffè è una sostanza psicoattiva e eccitante del sistema nervoso, che può aiutare a contrastare temporaneamente la stanchezza. Si tratta, però, di una sintomatologia che non può essere gestita solo con l’assunzione di caffè in quanto, un consumo eccessivo, può rendere più faticoso l’addormentamento notturno.

Per fare ulteriore luce sull’argomento, un team di ricerca ha preso in esame i dati relativi ad oltre 21.000 adulti norvegesi che hanno partecipato alla settima edizione del Tromsø study. Lo studio prevedeva la raccolta di campioni di sangue e di informazioni su consumo di caffè e alcool, stile di vita, abitudine al fumo, livello di istruzione, nonché dei dati antropometrici dei partecipanti.

I ricercatori hanno osservato che un consumo di caffè espresso compreso tra 3 e 5 tazze al giorno si associava a un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, in media pari a circa 4 mg/L. Tra gli uomini l’aumento era lievemente maggiore (5 mg/dL). Il consumo del caffè bollito, tipico dei paesi nordici, influenzava invece la colesterolemia in misura più marcata: consumarne 6 o più tazze al giorno, rispetto a non consumarne affatto, correlava infatti con un aumento dei livelli di colesterolo sierico di circa 10 mg/dL.

Il Ruolo dei Diterpeni: Caveolo e Cafestolo

Il caveolo e cafestolo sono diterpeni presenti naturalmente nei chicchi di caffè, concentrati soprattutto negli oli della bevanda. Queste sostanze non sono volatili, perciò la loro presenza nella tazza finale dipende fortemente dal metodo di preparazione. Caffè della moka, espresso o americano? Chi beve abitualmente caffè al mattino da macchine automatiche, magari sul posto di lavoro, potrebbe assumere più diterpeni del previsto.

Il caffè decaffeinato, a seconda della lavorazione, sembra contenere quantità ridotte di diterpeni.

Tipologia di Caffè e Colesterolo: Cosa Dice lo Studio Norvegese

L’ultima ricerca sostiene che dipende molto da come prepariamo il caffè e anche dal nostro genere di appartenenza. In pratica ci sono effetti diversi a seconda che siamo un uomo o una donna. Per quanto riguarda l’espresso i risultati dimostrano che è quello che incide di più sul genere.

I ricercatori norvegesi hanno deciso di confrontare il caffè espresso con quelli preparati in altri modi tra gli adulti sopra i 40 anni. Il team di lavoro ha diviso i partecipanti in diversi gruppi a seconda di quanti caffè bevessero al giorno e di che tipo. Ha poi prelevato dei campioni di sangue e ha misurato altezza e peso. Sono stati raccolti dati sulla dieta e lo stile di vita, come il fumo e l’alcol e i livelli di attività fisica, il grado di studio e se avessero o meno il diabete di tipo 2. In media le donne bevevano sotto le 4 tazze di caffè al giorno.

Bere tra le tre e le cinque tazze al giorno di espresso aumentava in modo significativo il colesterolo nel sangue, soprattutto negli uomini. Sei o più tazzine di caffè all’americana ogni giorni alza il colesterolo di 1 decimo di punto tra le donne, ma non tra gli uomini. Attenzione, quando si parla di caffè americano non è sufficiente allungarlo con acqua calda come spesso facciamo noi in Italia. Innanzitutto tra gli oltre 20.000 partecipanti alla ricerca non si fa riferimento alle dimensioni della tazza. A seconda della taglia della tazzina avremo ovviamente più o meno composti chimici. Inoltre il caffè contiene più di un migliaio di fitochimici. Lo studio è solo osservazionale. Di conseguenza non definisce le cause e gli effetti. Non viene neanche definito esattamente cosa si intenda per espresso.

Tabella Riassuntiva: Effetti del Consumo di Caffè sul Colesterolo (Studio Norvegese)

Tipo di Caffè Consumo Effetto sul Colesterolo Note
Espresso 3-5 tazze al giorno Aumento significativo, soprattutto negli uomini Circa 4 mg/L (aumento medio)
Caffè Americano 6+ tazze al giorno Aumento lieve nelle donne Circa 0.1 decimi di punto
Caffè Bollito 6+ tazze al giorno Aumento marcato Circa 10 mg/dL

Come Bere il Caffè in Modo Consapevole

Pertanto, più che demonizzare il caffè, è opportuno concentrarsi sul tipo di preparazione e sul profilo individuale di rischio del paziente, ad esempio in soggetti con ipercolesterolemia familiare o rischio cardiovascolare elevato, anche aumenti modesti dell’LDL possono tradursi in un incremento del rischio assoluto di eventi cardiovascolari. Lo studio conferma che la quantità massima giornaliera di caffeina dovrebbe non superare i 400 milligrammi, che equivale a circa 5 tazzine di caffè della moka al giorno, o 4 tazze di caffè americano.

Possiamo continuare a goderne, ma con consapevolezza. Non si tratta di eliminare il caffè dalla dieta.

I ricercatori ammettono alcune criticità nella metodologia di esecuzione del loro studio, che essendo di natura osservazionale non consente tra l’altro di stabilire se le relazioni osservate siano realmente di natura causale. Ci si può inoltre chiedere se abbia significato sottolineare il piccolo effetto del caffè sulla colesterolemia totale (attorno, per il caffè espresso, al 2% circa), considerando che in molti studi il consumo del caffè stesso è stato associato ad effetti complessivi favorevoli sulla salute cardiovascolare.

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