Il cachi (o Kaki) è un frutto originario dell'Asia, ma che da tempo è entrato nella nostra tradizione culinaria. A produrre questi dolci frutti è un albero della famiglia delle Ebenacee, il Diospyros Kaki. Di provenienza asiatica, fu uno dei primi alberi a venir coltivato dall’uomo, poiché eccelle in tuto, dall’ottimo legno ai frutti alle belle foglie decorative. È infatti anche conosciuto come l’”Albero delle sette virtù”.
Proprio nel continente asiatico, varie di queste piante furono in grado di sopravvivere alla bomba atomica di Nagasaki, caratteristica che gli ha fatto conseguire il soprannome di “Alberi della Pace”.
Conosciuto come pane degli dei per l’etimologia greca del suo nome botanico (Diospyros kaki), il caco è originario della Cina, anche se le prime coltivazioni furono Giapponesi (“mela d’oriente”). Giunto in Europa alla fine del Settecento, fu inizialmente coltivato per le sole proprietà ornamentali; a partire dall’Ottocento ha cominciato ad essere apprezzato anche come albero da frutto.
Sin dall’antichità la pianta di cachi è stata considerata da molti come “Albero delle sette virtù”, che secondo la leggenda erano: longevità, grande ombra che offrono le sue fronde, mancanza di nidi e di tarli, sapore delizioso dei suoi frutti, resistenza al freddo, creazione di ottimo concime con i frutti caduti e ottima legna da ardere per il camino.
I cachi, con il caldo arancio della buccia e della morbida polpa, evocano il tardo autunno, la loro stagione di elezione. Tipico frutto autunnale, il kaki, o cachi, è una nota di colore nel paesaggio novembrino, quando l’albero, perdute tutte le sue foglie, rimane adorno dei frutti di un vivo colore arancione, testardamente abbarbicati alla pianta. Il Diospyros kaki, il frutto degli dei, è uno dei più antichi alberi da frutto, domesticato in Cina pù di 2000 anni fa. Dal Celeste Impero la coltivazione si è dapprima estesa a tutto l’oriente, in particolar modo il Giappone, paese nel quale il cachi è frutto nazionale, per arrivare quindi in Europa verso la metà dell’800.
Esistono molteplici varietà di cachi, tutte caratterizzate da una polpa morbida, dolce e cremosa tranne i cachi vaniglia che hanno, invece, una consistenza soda e croccante molto simile a quella delle mele. Le varietà più coltivate in Italia sono la Vaniglia di Campania, il Loto di Romagna, la Misilmeri di Sicilia, la Suruga, la Kawabata e il Fuyu.
Proprietà Nutrizionali dei Cachi
I cachi sono frutti energetici amati - per il loro particolare gusto dolce e per la polpa carnosa e morbida - anche da bambini, anziani e sportivi; sono nutrienti e ricchi di composti bioattivi, fibre, vitamine e minerali. Dal punto di vista nutrizionale, il cachi è composto per circa l’80% da acqua, 0,60% di proteine, 0,20% di lipidi e 19% di carboidrati.
Ecco alcune delle loro proprietà nutritive:
- Vitamina C: i cachi sono una buona fonte di vitamina C, utile nel supporto del sistema immunitario, nella produzione di collagene e nel miglioramento dell’assorbimento del ferro. La quantità della vitamina è inversamente proporzionale alla maturità del frutto.
- Beta-carotene: i cachi contengono beta-carotene, precursore della vitamina A, importante per la salute della pelle, delle mucose, per una buona visione notturna e per lo sviluppo cellulare in genere. Svolge un ruolo anche nella risposta immunitaria perché aiuta a contrastare le infezioni.
- Potassio: i cachi sono una buona fonte di potassio, minerale che conferisce spiccate proprietà diuretiche.
- Altri sali minerali: oltre al potassio, i cachi contengono anche piccole quantità di altri sali minerali come calcio, magnesio e fosforo e tracce di selenio e manganese.
- Fibre: le fibre alimentari contenute nei cachi possono aiutare a regolare la digestione, a promuovere il senso di sazietà e a mantenere livelli di zucchero nel sangue stabili. La fibra, fondamentale per la salute del microbiota intestinale, può rappresentare fino a 6g sul peso totale del frutto (circa 150g/170g).
- Carboidrati: i cachi sono una fonte di zuccheri semplici. Il quantitativo di fibra è tale da avere un basso indice glicemico ma questo non ne giustifica un consumo eccessivo, in particolare in persone con diabete e/o obesità.
Benefici per la Salute dei Cachi
I cachi o kaki sono frutti autunnali molto preziosi per la nostra salute: dolci, succosi, ricchi di fibre, vitamina C e potassio, apportano notevoli proprietà terapeutiche e benefici. Negli ultimi anni, la produzione e il consumo di cachi (o kaki) è aumentata e gli effetti benefici dei loro nutrienti e composti bioattivi hanno suscitato grande interesse anche scientifico; i composti fenolici e i carotenoidi hanno mostrato le maggiori promesse per la salute umana. Numerose sono le molecole bioattive presenti in questi frutti: carotenoidi, tannini (da cui deriva il sapore astringente se il frutto non è ben maturo), fenoli, proantocianidine e catechine. Sono queste molecole che permettono ai cachi di avere proprietà benefiche.
Tra i frutti, il consumo di cachi è di attuale interesse scientifico: diversi studi hanno associato il loro consumo a benefici per la salute grazie all’alto contenuto di composti bioattivi, fibre, minerali e vitamine. Tuttavia, durante la digestione, i composti nutrizionali del cachi subiscono alcuni cambiamenti che ne condizionano il successivo utilizzo da parte dell’organismo umano.
Ecco alcuni dei principali benefici:
- Sono energizzanti: Riescono, infatti, a fornire un'energia immediata grazie all’alto contenuto di potassio e zuccheri. Ideali nei periodi di inappetenza, stress psicofisico, da mangiare a colazione, per chi fa sport, per gli anziani e i bambini. Hanno un alto contenuto energetico, per cui sono ideali da consumare in autunno quando ci si sente stanchi e spossati.
- Hanno proprietà lassative e diuretiche poiché sono ricchi d’acqua (che aiuta anche a reidratare l’organismo) e di fibre che favoriscono la regolarità intestinale. Le fibre sono anche utili per aiutare il nostro organismo a liberarsi dalle tossine.
- Rinforzano il sistema immunitario, dato che contengono vitamina C e provitamina A. I cachi sono una fonte preziosa di vitamina C e di carotenoidi, che proteggono la pelle dall’inquinamento e dai raggi UV, migliorandone lo stato di salute generale.
- Sono antiossidanti: I cachi contengono vari elementi con tale proprietà, come il betacarotene, i flavonidi, i polifenoli e la vitamina C, per cui la loro assunzione aiuta a contrastare l’invecchiamento cellulare e ha proprietà antitumorali. Molte di queste molecole sono antiossidanti che proteggono dai radicali liberi, questo si traduce in una naturale protezione per la nostra pelle e in una rigenerazione della stessa, rendendola sana e giovane.
- Combattono la gastrite, poiché sono un frutto anti acidità. Una volta mangiati, la loro polpa allevia l'effetto dei succhi gastrici apportando così grandi benefici a chi soffre di gastrite e iperacidità gastrica. I cachi combattono l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco.
- Aiutano a regolarizzare i livelli di colesterolo e trigliceridi, come dimostrato da vari studi scientifici. Tale proprietà è dovuta all’alta presenza di antiossidanti e fibre. I cachi possono contribuire alla riduzione dei livelli di colesterolo, per la presenza di fitosteroli, che ne riducono l'assorbimento. Studi in vivo dimostrano che i composti bioattivi presenti nei cachi e, nello specifico, i tannini hanno effetti benefici grazie alla loro elevata capacità antiossidante e inibitoria nei confronti degli enzimi responsabili del trasporto e dell’assorbimento di glucosio e grassi durante la digestione. Questi effetti producono benefici per la salute umana, come la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, l’induzione della morte delle cellule tumorali, la prevenzione delle malattie cardiovascolari, la regolazione del diabete e dell’adipogenesi. Ulteriori studi sono in corso per approfondire tutti questi aspetti.
- Abbassano la pressione sanguigna: I cachi sono un toccasana se si vuole abbassare la pressione sanguigna, per via della presenza delle proantocianidine. Le proantocianidine presenti nei cachi possono ridurre la pressione sanguigna.
- Contrastano la stanchezza: Contrastano la stanchezza, sia fisica che mentale. I cachi sono consigliati a tutti coloro che praticano attività sportiva.
- Offrono protezione contro i radicali liberi, contrastando l’invecchiamento cellulare.
- Favoriscono l’eliminazione dell’acqua a livello renale.
Inoltre, la vitamina C (acido ascorbico), presente in buona quantità, lo rende un prezioso alleato del sistema immunitario. I carotenoidi contenuti in questo frutto svolgono molteplici funzioni: neutralizzano i radicali liberi, riducono i fattori di rischio cardiovascolare (pressione sanguigna e colesterolo) e diminuiscono i rischi legati all’iperglicemia.
Studi scientifici suggeriscono addirittura una loro potenziale efficacia anche per la prevenzione del cancro, grazie alle comprovate proprietà antimutageniche. Infine, studi in vitro hanno mostrato l’azione anti-ipertensiva degli estratti delle foglie del cachi: i flavonoidi in esso contenuti sembrano avere un ruolo nella prevenzione dell’aggregazione piastrinica e nella formazione di trombosi.
Non solo: modelli sperimentali animali suggeriscono che il consumo di cachi non ancora giunti a maturazione abbia effetti protettivi contro le dislipidemie (anomalie del contenuto plasmatico di colesterolo e trigliceridi).
Secondo alcuni studi i benefici associati al consumo di cachi sono decisamente superiori a quelli legati al consumo di mele, grazie al ricco bagaglio di vitamine, minerali e antiossidanti che fanno di questo frutto un importante strumento di prevenzione per iperlipidemie e malattie dell’apparato cardiocircolatorio. L’effetto è rilevante ma purtroppo siamo di fronte ad un frutto assolutamente stagionale; per ovviare a questo si sta lavorando a nuove tecniche di estrazione dei contenuti nobili del kaki, che potrebbero essere quindi disponibili tutto l’anno in forma di gradevoli frullati.
Come Consumare i Cachi
I cachi vanno mangiati freschi per goderne appieno di tutte le proprietà, la polpa può essere estratta semplicemente con un cucchiaino, oppure centrifugati o in macedonie con frutti quali fragole e frutti di bosco che mitigano la sua dolcezza. Vista la consistenza gelatinosa possono essere adoperato per realizzare dolci o marmellate.
I cachi maturano in autunno ma vanno raccolti leggermente acerbi. In questo modo la polpa diventa lentamente molto dolce e deliziosa. È proprio durante il processo di maturazione che aumenta la quota di zuccheri (fruttosio e glucosio) mentre si riduce quella dei tannini, ai quali sono ascritte le note proprietà astringenti, ovvero la tipica percezione di “bocca legata” dei cachi non maturi. In questo modo i semi di chia assorbiranno il latte o lo yogurt gonfiandosi e dandoci molta più sazietà.
Negli ultimi anni è aumentata anche in Italia la presenza in commercio dei cosiddetti “cachi vaniglia” dalla polpa più compatta e consistente, simile a quella delle mele mature che è possibile mangiare anche a fette, che si conserva più a lungo senza ammaccarsi.
Quando si acquistano dei kaki non bisogna affidarsi al colore, che è sempre vivo ed acceso e non necessariamente indica una buona maturazione. Bisogna scegliere frutti solidi, con la buccia intatta e un picciolo verde ben fermo. Se il frutto non è giunto a piena maturazione va mantenuto a temperatura ambiente magari in un recipiente, che contenga anche mele o banane, mantenuto ben chiuso. Una volta maturo il frutto deve essere conservato in frigorifero, dove si può mantenere per qualche giorno.
Consigli per il Consumo Appropriato in Caso di Diabete
3 Consigli per consumare i cachi in modo appropriato anche in presenza di diabete:
- Limitare la quantità e la frequenza di consumo. Un caco potrebbe pesare anche tra i 250 e i 300 g quindi dividerlo in 4 spicchi è già un buon modo per evitare di assumere troppi zuccheri per porzione.
- Mangiare i cachi con altri alimenti ricchi di fibre può aiutare a ritardare l’assorbimento degli zuccheri e a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Ad esempio, si potrebbe aggiungere uno spicchio o metà caco a un’insalata di verdure a foglia verde.
- Preferire i cachi freschi ed evitare quelli in scatola o quelli trasformati che possono contenere zuccheri aggiunti.
Per avere un’idea degli scostamenti dei livelli glicemici che si hanno dopo il consumo di cachi, come per qualsiasi alimento, è possibile monitorare i livelli di glucosio nel sangue. Pratica utile ma che andrebbe attentamente interpretata nel contesto globale di un pasto e dell’intera giornata quindi per la persona con diabete è sempre consigliabile consultare il proprio medico, diabetologo o professionista della nutrizione per avere consigli personalizzati in funzione delle proprie esigenze e del proprio quadro clinico.
Controindicazioni
I cachi non presentano particolari controindicazioni salvo che, essendo molto calorici e ricchi di zuccheri, il loro consumo andrebbe evitato da chi soffre di diabete, insulino-resistenza e obesità. Trattandosi di un frutto dal non trascurabile contenuto calorico e dal rilevante contenuto in zuccheri il suo consumo deve essere attentamente monitorato in soggetti a dieta ipocalorica o in individui diabetici. Il che non significa che in queste condizioni sia necessario privarsene: sarà sufficiente scegliere un frutto piccolo, sotto i cento grammi.
È importante evidenziare che proprio l’azione sulla pressione sanguigna potrebbe interferire con i farmaci anti ipertensivi.
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