L'extrasistole è la forma più comune di aritmia cardiaca, ovvero un’alterazione del regolare battito cardiaco. Il significato letterale della parola “extrasistole” è proprio “battito aggiunto” e solitamente è benigna, ovvero non presenta rischi significativi per chi le riscontra.
Può essere definita una contrazione cardiaca prematura o, detto in altri termini, un battito cardiaco anticipato che interrompe il ritmo cardiaco regolare.
Come Funziona il Battito Cardiaco Normale
Fisiologicamente il battito cardiaco si origina dal nodo seno-atriale, presente nella parte superiore dell’atrio destro, una delle quattro camere del cuore, e in prossimità della vena cava superiore. È questa “la centralina elettrica di comando” da cui parte l’impulso elettrico che, attraversando prima gli atri e poi i ventricoli, fa contrarre il cuore, consentendo di pompare il sangue nell’organismo. La sistole indica proprio la contrazione del cuore, mentre la diastole è il suo rilassamento.
La funzione di pompa rivestita dal cuore si concretizza nelle contrazioni cardiache, generate da un impulso elettrico: questo nasce dal nodo seno-atriale, situato nella parte superiore dell’atrio destro. Così vengono stimolati a contrarsi e distendersi gli atri prima e i ventricoli poi.
Cosa Sono le Extrasistoli?
Le extrasistoli sono dei battiti anticipati rispetto alla cadenza regolare, consiste nella successione irregolare di due fasi di contrazione cardiaca prima della distensione, si generano quando la spinta alla contrazione non giunge dal nodo seno-atriale ma da altre aree: atri, ventricoli, giunzione atrioventricolare. Ciò fa sì che il processo di conduzione dell’impulso elettrico si alteri.
Normalmente, il battito cardiaco si origina in una parte specifica del cuore: il nodo seno-atriale. In condizioni normali la contrazione del cuore viene innescata da uno stimolo elettrico generato dal nodo seno-atriale, che si trova nella porzione superiore dell’atrio destro. Questo impulso attraversa gli atri e i ventricoli, facendo contrarre il cuore e pompando il sangue nell’organismo.
Se l’origine dello stimolo anomalo è localizzata nell’atrio, parliamo di extrasistole atriale. Altrimenti, si parla di extrasistoli ventricolari, se lo stimolo è indotto dalla muscolatura ventricolare.
Tipologie di Extrasistoli
Extrasistoli atriali e ventricolari sono i battiti anticipati del cuore, al di fuori del ritmo normale avvertito dai pazienti in vario modo, (battito mancante, battito irregolare, battito intenso, mancanza di fiato, batticuore etc). Ne esistono di diversi tipi in relazione alla loro origine, frequenza e ripetitività. Si suddividono in due grandi categorie, quelle che originano dagli atri e quelle che originano dai ventricoli.
Extrasistoli Atriali
In genere sono più benigne delle extrasistoli ventricolari, originano della camere cardiache chiamate atri. La loro origine è varia ma le sedi più comuni sono la vena cava, la cresta terminale, le vene polmonari ed il seno coronarico. L'extrasistolia atriale è spesso associata a cardiopatia ipertensiva, disturbi delle valvole cardiache, disturbi ormonali, pregressi interventi al cuore, etc.
Extrasistoli Ventricolari
Originano delle camere cardiache chiamate ventricoli. La loro origine è varia e possono originare sia dal ventricolo destro che sinistro. Le extrasistoli ventricolari talora non sono associate a nessuna altra patologia del cuore e pertanto sono relativamente benigne e vengono definite extrasistoli ventricolari idiopatiche. Alcune tra le sedi più comuni delle extrasistoli ventricolari nel cuore strutturalmente sano sono il tratto di efflusso destro e sinistro, le cuspidi coronariche, i muscoli papillari etc.
Altre volte questo tipo di aritmie sono associate a cardiopatia ipertensiva, pregresso infarto, cardiopatia dilatativa, displasia aritmogena, disturbi delle valvole cardiache, disturbi ormonali, pregressi interventi al cuore, etc.
Cause delle Extrasistoli
Le cause dell’extrasistole possono essere diverse, in base allo stato di salute della persona che ne è colpita. È importante saper riconoscere, se esiste, la causa delle extrasistoli. In pazienti che non hanno problemi di salute possono essere provocate da abuso di caffè o di alcol, oppure da stress psicofisico, soprattutto se si presentano in modo occasionale e non sono accompagnate da altri disturbi.
Altre volte l’aritmia può essere invece correlata a un malfunzionamento della tiroide, a disturbi digestivi, a elevati valori di pressione arteriosa.
In un cuore sano, in un individuo giovane che non presenta patologie, l’extrasistolia si correla spesso a un disturbo funzionale e può associarsi a stress (fisico e psichico), al consumo eccessivo di fumo, caffeina, bevande alcoliche o gassate, sostanze d’abuso (cocaina e altre sostanze stupefacenti) o alcuni medicinali (digossina, aminofillina, antidepressivi triciclici). Anche la febbre, l’ansia eccessiva oppure un eccesso di sport possono diventare fattori scatenanti.
Altre volte i battiti extrasistolici possono derivare da una carenza di calcio, magnesio e soprattutto di potassio nel sangue o da un eccesso di calcio.
Ci sono alcune possibili correlazioni tra reflusso gastroesofageo ed extrasistole. Questo tipo di aritmia cardiaca e il reflusso possono essere innescati entrambi dallo stress.
Anche in gravidanza le extrasistoli sono molto frequenti, ma sono correlate, come per il caso del reflusso gastro-esofageo o un eccesso di adipe addominale, a stimolazioni riflesse vagali o simpatiche provenienti dagli organi addominali.
Infatti spesso le extrasistoli sono facilitate da comportamenti sbagliati (eccessivo utilizzo di sostanze eccitanti, come té, caffè, alcol, cioccolato, ma anche vita sedentaria, sovrappeso, reflusso gastroesofageo, apnee notturne…).
Sintomi delle Extrasistoli
Spesso il paziente non percepisce di avere uno o più episodi di extrasistole, che può quindi essere asintomatica. Non tutti avvertono le extrasistoli. Nella maggior parte dei casi, le extrasistoli occasionali, in persone che non hanno malattie cardiache, sono innocue. Le extrasistoli sono considerate innocue in un paziente in buona salute.
Nella maggior parte dei casi, le extrasistoli occasionali, in persone che non hanno malattie cardiache, sono innocue. Spesso il paziente non percepisce di avere uno o più episodi di extrasistole, che può quindi essere asintomatica.
In una buona parte dei casi, le extrasistoli non vengono percepite dai soggetti, sono “asintomatiche”. Ecco perché il paziente ne viene a conoscenza solo tramite il controllo del polso, durante la misurazione della pressione o con esami diagnostici specifici, i soli che possono identificarla con assoluta certezza.
Se, invece, le extrasistoli sono ripetitive o frequenti possono alterare il ritmo del cuore determinando come conseguenza palpitazioni, con battiti accelerati o irregolari. Se invece le extrasistoli sono ripetitive (e si presentano in coppie/triplette, oppure si alternano con il ritmo normale determinando un ritmo bigemino o trigemino) oppure sono frequenti e durano per più tempo, il ritmo del cuore si modifica e viene avvertito spesso dal paziente con episodi di palpitazioni che hanno un ritmo cardiaco accelerato o irregolare.
Le extrasistoli si manifestano per lo più come una sensazione di colpo al petto seguito da una fase di vuoto: i battiti in eccesso alterano la normale regolarità del ritmo cardiaco e a volte causano la percezione di avere un "nodo in gola” o di sentire il classico “tuffo al cuore”. A questo sintomo principale si accompagnano talvolta affaticamento, debolezza, difficoltà respiratorie.
I pazienti sintomatici possono avere invece la sensazione di un “battito mancante” o di un “battito più intenso”, oppure avvertono una sorta di “battito d’ali”, uno “sfarfallìo in mezzo al petto” oppure una sorta di “tonfo” al torace in corrispondenza del cuore, un “vuoto”, un “tuffo” al cuore.
Poco prima del battito regolare, la persona spesso percepisce una brevissima pausa, che dà la sensazione di subire un piccolo arresto cardiaco: in realtà, è semplicemente la maggiore intensità del battito a favorire questa percezione.
In altri pazienti, l’extrasistolia è sintomatica e si manifesta con una sorta di sussulto all’altezza dello sterno, di colpo al petto a cui segue un vuoto: la sensazione del “battito in gola” comune nell’extrasistole. A tali sintomi può quindi seguire uno stato d’ansia, che, come vedremo, può a sua volta essere una causa scatenante dell’extrasistole.
In alcuni casi però i sintomi diventano più importanti, soprattutto se associati a tachicardia prolungata: possono comparire mancanza di respiro (dispnea), maggiore affaticabilità (astenia) e vertigini.
Nel caso in cui le extrasistoli siano benigne i sintomi tendono a peggiorare a riposo, dopo aver mangiato o durante la notte, ma spesso migliorano con l’attività fisica. In caso di extrasistolia benigna i sintomi tendenzialmente peggiorano a riposo, alcune volte soprattutto dopo i pasti o di notte, e possono scomparire con l’esercizio fisico; nel caso in cui invece aumentano con l’attività fisica sono spesso indicativi di una patologia più importante e necessitano di terapie farmacologiche o interventi mirati alla cura della malattia sottostante.
Il momento del riposo può essere indicativo: di solito, se il sintomo di extrasistole si presenta durante la notte o dopo i pasti e migliora con il movimento fisico, è probabile che si tratti di extrasistolia benigna.
Per questo motivo la descrizione dettagliata dei sintomi sarà fondamentale nel corso della visita aritmologica per definire i contorni di questa aritmia.
Diagnosi delle Extrasistoli
Visita cardiologica ed elettrocardiogramma (in particolare, elettrocardiogramma dinamico secondo Holter) servono ad accertare la presenza, la frequenza e a riconoscere il tipo di extrasistoli. L’ecocardiogramma rappresenta poi lo strumento migliore per “vedere come è fatto il cuore” ed escludere la presenza di una cardiopatia.
L’iter diagnostico prevede una visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG). Molto importante è un’attenta anamnesi familiare (cardiopatie o morti improvvise in famiglia) e personale. Elemento rilevante dell’anamnesi individuale sono le “sincopi”, cioè eventuali episodi di svenimento, specialmente se non emerge una causa precisa.
Dopo un’accurata visita medica l’elettrocardiogramma risulta essere l’esame più semplice, ma se l’extrasistolia è sporadica e non prevedibile, l’elettrocardiogramma difficilmente riscontrerà l’evento aritmico o consentirà di formulare una diagnosi corretta della sua natura e/o entità. Pertanto l’esame più correttamente richiesto dal cardiologo diventa l’elettrocardiogramma dinamico secondo Holter, ovvero la registrazione del battito cardiaco per 24 ore, consentendo di contare il numero dei battiti irregolari, tipizzarli in base alla loro origine, e valutare soprattutto la loro frequenza e ripetitività rispetto ai battiti cardiaci normali e la loro comparsa o riduzione in base alle attività quotidiane (lavoro, pasti, sport, relax, riposo) e al ritmo sonno-veglia.
In caso di ulteriori dubbi o alterazioni rilevate durante la visita, è possibile richiedere l’ecocardiogramma color doppler per valutare meglio la struttura cardiaca e indagare la presenza di patologie strutturali del cuore di tipo congenito (displasia aritmogena del ventricolo destro, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva) o acquisite negli anni (di natura ischemica o valvolare) e il test da sforzo che permette di registrare l’attività elettrica del cuore mentre il paziente cammina sul tapis roulant o fa la cyclette.
Per lo screening di questi pazienti sono spesso utili esami quali l'ecocardiogramma, l’Holter cardiaco a 12 derivazioni, il test da sforzo ed alcuni esami ematochimici ed ormonali.
Altro dato importante è la loro precocità, cioè la relazione temporale tra l’extrasistole e il battito precedente (che spesso è in qualche modo all’origine dell’extrasistole stessa).
Per poter cogliere tutte queste informazioni, è necessario che l’ECG Holter fornisca una registrazione elettrocardiografica “completa”, cioè “a 12 derivazioni”, come quella del normale tracciato ECG.
L’Ecocardiogramma Color-Doppler, anzitutto, fornisce una grande quantità di informazioni. In casi selezionati, è oggi disponibile anche la Risonanza Magnetica Cardiaca, che dà informazioni complementari a quelle dell’Ecocardiogramma.
Il Test da Sforzo al Cicloergometro è invece lo “stress-test” più semplice per valutare il comportamento delle extrasistoli durante esercizio, in condizioni controllate e in sicurezza.
Possono essere talora necessari anche esami invasivi: ad esempio la Coronarografia, utile nell’ipotesi di un’origine ischemica delle aritmie, e lo studio Elettrofisiologico, che valuta la vulnerabilità del tessuto cardiaco rispetto ad aritmie più complesse (che - come si è detto - le stesse extrasistoli potrebbero innescare) e ci consente di “mappare” con estrema precisione l’origine delle extrasistoli, grazie agli elettrocateteri introdotti nelle cavità cardiache.
L’Holter Cardiaco
È importante, in questi casi, il ricorso all’Holter Cardiaco. L’esame più utilizzato e noto è l’EGC dinamico secondo Holter (“ECG Holter”), cioè la registrazione dell’elettrocardiogramma per 24 ore. Con questo esame viene documentata la quantità di extrasistoli di una giornata, rapportandola anche al numero totale dei battiti cardiaci. Inoltre viene valutato se le extrasistoli prevalgano nelle ore di veglia o nel sonno, durante attività fisica o riposo; se si manifestino una alla volta (isolate) o in sequenze di due, tre o più battiti (ripetitive); se intervengano a cadenze regolari (bigeminismo, trigeminismo) o meno.
Elettrocardiogramma dinamico secondo Holter, un elettrocardiogramma che ha la particolarità di registrare l’attività del cuore nell’arco di 24 ore, ma che può protrarsi fino a 72 ore.
Altri Esami Diagnostici
Talvolta, può essere richiesto un ecocardiogramma color doppler al fine di accertare la conformazione cardiaca e l’eventuale presenza di malformazioni congenite o acquisite, e un test da sforzo, per osservare l’andamento degli episodi extrasistolici in relazione all’esercizio fisico e appurarne così la benignità o malignità. Un aggravamento dei sintomi sotto sforzo, infatti, può essere il segno di un affaticamento patologico del cuore.
Trattamenti per le Extrasistoli
Nel caso si decidesse di trattare le extrasistoli, l’obiettivo principale della terapia è in questo caso limitare il più possibile la numerosità e la ripetitività delle extrasistoli, che in alcuni casi possono risultare particolarmente sgradevoli.
Quando l’extrasistolia trova la propria origine in eventi non legati a patologie, potrebbe essere sufficiente agire sui fattori scatenanti per gestire il disturbo o risolverlo del tutto. Una delle prime azioni utili è modificare positivamente il proprio stile di vita, eliminando quelle abitudini quotidiane che danneggiano la salute e intervenendo attivamente sulla sfera psicologica in caso di forte stress o ansia. Se ad esempio è il fumo a provocare l’extrasistole, fra i rimedi vi è certamente la scelta di smettere; lo stesso vale per la caffeina, la mancanza di riposo.
Un’eventuale patologia cardiaca potrebbe richiedere invece, a seconda dello specifico disturbo e della sua gravità, una riduzione dell’esercizio motorio. Ciò non significa che il movimento fisico sia precluso ai pazienti cardiopatici: di solito è raccomandato in forma leggera, nel rispetto delle generali condizioni di salute.
In assenza di una diagnosi di cardiopatia - come avviene per la maggioranza dei casi - il paziente potrà essere rassicurato e congedato con qualche consiglio comportamentale (ad es. ridurre l’uso di sostanze eccitanti…).
Spesso è così, specialmente in assenza di cardiopatia. Se però i sintomi risultano invalidanti, per il normale svolgimento delle attività quotidiane, si può avviare una terapia farmacologica, mirata alla riduzione delle extrasistoli. I farmaci più comunemente prescritti sono i beta-bloccanti, o alcuni calcio-antagonisti.
Nei pazienti con cardiopatia, la terapia delle extrasistoli coincide e spesso completa la terapia della patologia sottostante.
Ad alcuni pazienti, molto sintomatici, cardiopatici e non, potrà essere proposto infine un tentativo di ablazione delle extrasistoli: si tratta di una terapia invasiva, che completa lo studio elettrofisiologico, volta a bonificare la zona di tessuto da cui originano le extrasistoli, attraverso una cauterizzazione che ne spegne l’attività.
In questi pazienti in base ai sintomi ed alle caratteristiche dell'extrasistolia (frequenza, numero, ripetitività), l’aritmologo decide se non fare nulla, se intraprendere una terapia medica, o proporre un intervento percutaneo (la Ablazione Transcatetere di extrasistolia atriale).
Ablazione Transcatetere
L’ablazione transcatetere è una procedura eseguita in anestesia locale, a paziente sveglio o talvolta, in anestesia generale. L’ablazione transcatetere dell’extrasistolia ventricolare consiste nell’andare a ricerca l’origine dell’extrasistole con un catetere specifico che viene avanzato da una vena (inguinale). Il paziente, terminata l’ablazione, ha un recupero solitamente veloce, entro le 12 ore può camminare.
Stile di Vita e Prevenzione
Adottare uno stile di vita salutare è un aspetto importante per la gestione delle extrasistoli e per la salute del cuore in generale. Uno stile di vita sedentario e una dieta non salutare possono d’altro canto contribuire all’obesità e ad altre condizioni quali pressione alta e diabete, fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, e sono quindi in grado di aumentare l’incidenza delle extrasistoli.
Un sicuro rapporto di causa-effetto tra extrasistoli e reflusso gastro-esofageo non è mai stato provato del tutto, ma è nozione comune che la digestione difficile e il reflusso gastroesofageo possono essere trigger di extrasistoli.
Andranno evitate quelle abitudini che possono provocare stress, ansia, difficoltà nella digestione o stanchezza.
Extrasistole nei Bambini e in Gravidanza
Le extrasistoli possono comparire a qualsiasi età, anche nei bambini. Se la persona che le avverte è giovane e sana, spesso si tratta solo di un disturbo funzionale e cioè non collegato a nessuna patologia cardiaca. In gravidanza non è così raro avvertire extrasistoli.
Considerazioni Importanti
Le extrasistoli sono un’alterazione del normale ritmo del battito cardiaco, il più delle volte benigna. L’importante è quindi capire se questa anomalia del ritmo cardiaco si innesta su un cuore oppure in un contesto di cardiopatia e agire di conseguenza, come sottolinea il dottor Alessandro Costa, aritmologo della Cardiologia dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.
Se il muscolo cardiaco è “sano”, sia dal punto di vista “strutturale” che delle proprietà elettriche delle membrane cellulari, le extrasistoli saranno difficilmente in grado di creare problemi seri al paziente. Al contrario, in presenza di cardiopatia, sia le extrasistoli sopraventricolari (originate negli atri e ritenute per questo “innocenti”) che quelle ventricolari (originate nei ventricoli e per questo più temute) potrebbero diventare “trigger”, cioè fattori d’innesco di aritmie più complesse. Come le tachicardie più prolungate e la “famigerata” fibrillazione atriale, per quanto riguarda le extrasistoli sovraventricolari. Oppure la tachicardia ventricolare o la temibile fibrillazione ventricolare nel caso di extrasistoli ventricolari.
Se l’extrasistole ha origine dagli atri, siamo di fronte a una extrasistole sopra ventricolare. Se non trattata, generalmente fa aumentare la frequenza della conduzione degli impulsi ai ventricoli, inoltre viene a mancare una contrazione meccanica coordinata degli atri, il che riduce la loro azione di riempimento di sangue dei ventricoli. Un’altra complicanza importante di questa aritmia è la possibile comparsa di ictus, dovuto al rallentamento del flusso ematico all’interno delle cavità atriali, al conseguente deposito di materiale trombotico, che può mobilizzarsi, giungere dall’atrio nel ventricolo e poi nell’Aorta e quindi nella circolazione generale.
Le extrasistoli ventricolari meritano di essere tenute sotto osservazione, poiché possono essere legate a patologie più gravi o evolvere in fibrillazione ventricolare. le extrasistoli ventricolari meritano sempre di essere indagate con attenzione perché possono esser spia di un problema più importante.
Un sicuro rapporto di causa-effetto tra extrasistoli e reflusso gastro-esofageo non è mai stato provato del tutto, ma è nozione comune che la digestione difficile e il reflusso gastroesofageo possono essere trigger di extrasistoli.
Se legata a una causa non patologica, l’extrasistole tende a migliorare con il riposo, fino alla scomparsa.
Le extrasistoli sono infatti estremamente frequenti, sia nelle persone del tutto sane che nei pazienti con una cardiopatia sottostante oaltre condizioni patologiche.
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