Herpes: Analisi del Sangue, Tipi e Interpretazione

L'infezione da HSV, del quale esistono il tipo 1 (HSV-1) e il tipo 2 (HSV-2), rappresenta una delle più comuni infezioni virali nel mondo. Dopo la prima infezione entrambi i virus hanno la caratteristica di rimanere latenti all’interno dell’organismo e di causare talvolta infezioni recidivanti sintomatiche (cosiddette riattivazioni o ricorrenze), a carico di cute e mucose, caratterizzate da piccole vescicole dolorose a grappolo, che tendono a confluire e ad ulcerarsi.

Tipologie di Herpes Simplex Virus

Si distinguono due sierotipi di Herpes Simplex Virus (HSV): l'Herpes Simplex Virus tipo 1 (HSV1) e l'Herpes Simplex Virus tipo 2 (HSV2). Generalmente l'HSV 1 è associato alle lesioni delle labbra, del cavo orale e dell’occhio mentre l' HSV2 causa infezioni sessualmente trasmesse.

HSV-1 è la forma più diffusa e la più contagiosa: secondo stime OMS del 2012 interessa 3,7 miliardi di persone sotto i 50 anni. È frequente soprattutto nei primi 5 anni di vita. La trasmissione avviene attraverso contatto diretto con le lesioni, le goccioline di saliva e la condivisione di giocattoli, spazzolini, stoviglie, ecc. Il virus è responsabile dell’Herpes orale (gengivostomatite infantile) e labiale (tipico delle riattivazioni) e di altre forme cutanee (patereccio erpetico, herpes traumatico, ecc). Il problema principale è rappresentato dalle riattivazioni, che possono essere frequenti e dolorose.

L’infezione da HSV-2 viene acquisita con l’inizio dell’attività sessuale non protetta, spesso in modo asintomatico e rientra fra le infezioni sessualmente trasmesse (IST). La prevalenza delle infezioni erpetiche genitali continua ad aumentare nel mondo (500 milioni di persone sotto i 50 anni): nel 2016 l’OMS ha stimato 20 milioni di casi di herpes genitale all’anno su 376 milioni di casi delle maggiori IST (Chlamydia, gonorrea, sifilide, trichomonas).

La diffusione dell’infezione genitale (misurata attraverso la positività degli anticorpi specifici anti HSV-2) varia con il sesso, la razza, l’età, il livello socio-economico e il numero dei partners sessuali. In USA la prevalenza è del 26% nelle donne e del 18% negli uomini, in Africa è molto alta (50-80%), in Europa occidentale è mediamente del 18% nelle donne.

Sintomi dell'Herpes Genitale

I sintomi dell'herpes genitale possono variare notevolmente da persona a persona. Alcuni individui infetti potrebbero non manifestare alcun sintomo (infezione asintomatica), mentre altri possono sperimentare:

  • Dolore o prurito: Sensazioni di formicolio, prurito o dolore nella zona genitale o anale possono precedere la comparsa delle vescicole.
  • Vescicole: Piccole vesciche piene di liquido si formano sulla pelle. Queste vescicole si rompono, formando ulcere dolorose.
  • Ulcere: Le ulcere possono essere molto dolorose e rendere difficile urinare o sedersi.
  • Febbre, mal di testa e dolori muscolari: Sintomi simil-influenzali possono accompagnare il primo episodio di herpes genitale.
  • Ingrossamento dei linfonodi: I linfonodi inguinali possono gonfiarsi e diventare dolenti.

È importante notare che i sintomi possono essere atipici o lievi, rendendo difficile la diagnosi basata esclusivamente sull'esame clinico. Inoltre, le lesioni possono comparire in aree diverse dai genitali, come le natiche, le cosce o l'ano.

Con il passare del tempo gli episodi di malattia diminuiscono sia in frequenza che in gravità e sono generalmente preceduti da sintomi locali, quali prurito, calore, bruciore, formicolio.

Diagnosi dell'Herpes Genitale

Generalmente la diagnosi si basa sui sintomi, ma nei casi dubbi, nelle donne in gravidanza e nei neonati, è utile ricorrere alla diagnosi di laboratorio. I test d’elezione per rilevare il virus HSV in soggetti con sintomi includono l’esame colturale del virus e il test molecolare mediante amplificazione genica (HSV-1 e HSV-2 PCR). La diagnosi dell'herpes genitale si basa su una combinazione di esame clinico e test di laboratorio. L'esame clinico può rivelare la presenza di vescicole o ulcere caratteristiche. Tuttavia, la conferma della diagnosi richiede test di laboratorio, che possono includere:

  • Esame colturale di HSV: un campione di liquido presente in una vescicola o ulcera viene prelevato tramite un tampone ed inoculato in colture cellulari utilizzate per la crescita del virus, che impiega alcuni giorni. Se la coltura risulta positiva, il virus viene caratterizzato come HSV-1 o HSV-2, mediante immunofluorescenza. L’isolamento virale in coltura perde sensibilità in caso di lesioni ricorrenti o in via di guarigione, con possibili falsi negativi. Inoltre, risente delle condizioni di trasporto (tempo e temperatura) in idonei terreni che conservano la vitalità del virus.
  • Test molecolare HSV PCR: questo metodo rileva il materiale genetico (DNA) dell’HSV-1 e 2 in campioni prelevati dal liquido di vescicola, in campioni di sangue o altri liquidi biologici, come il liquido cefalorachidiano. Si tratta di una amplificazione genica Real Time duplex, che permette la rilevazione e la quantificazione del DNA di entrambi i sottotipi HSV-1 e HSV-2.
  • Test sierologico per HSV: rileva la presenza di anticorpi IgG anti-HSV-1 o HSV-2 nel sangue. Recentemente sono stati sintetizzati antigeni ricombinanti specifici per HSV-1 e per HSV-2 che permettono di distinguere fra anticorpi IgG diretti contro HSV-1 e HSV-2. Per le IgM i test non sono tipo-specifici e quindi non distinguono fra HSV-1 e HSV-2. Le IgM sono presenti nelle infezioni acute ma anche nelle riattivazioni. La presenza di anticorpi specifici di tipo IgG indica una pregressa infezione, anche asintomatica.

Analisi del Sangue per l'Herpes Genitale: Cosa Devi Sapere

Le analisi del sangue per l'herpes genitale rilevano la presenza di anticorpi (IgG e IgM) contro l'HSV-1 e l'HSV-2. Questi test non rilevano direttamente il virus, ma piuttosto la risposta immunitaria dell'organismo all'infezione. Comprendere i risultati di questi test è fondamentale per interpretare correttamente lo stato di infezione.

Tipi di Anticorpi

  • IgM (Immunoglobuline M): Gli anticorpi IgM sono i primi a essere prodotti in risposta a un'infezione. La presenza di IgM anti-HSV indica generalmente un'infezione recente o primaria. Tuttavia, gli IgM possono persistere per diverse settimane o mesi dopo l'infezione, e possono anche essere presenti in caso di riattivazione del virus.
  • IgG (Immunoglobuline G): Gli anticorpi IgG compaiono più tardi rispetto agli IgM, ma persistono nel sangue per tutta la vita. La presenza di IgG anti-HSV indica un'infezione pregressa o cronica. A differenza degli IgM, gli IgG possono distinguere tra HSV-1 e HSV-2, fornendo informazioni più precise sul tipo di infezione.

Interpretazione dei Risultati

L'interpretazione dei risultati delle analisi del sangue per l'herpes genitale può essere complessa e dovrebbe essere sempre effettuata da un medico. In generale, i seguenti scenari sono possibili:

  • IgM positivo, IgG negativo: Questo risultato può indicare un'infezione primaria recente. Tuttavia, è importante escludere la possibilità di un falso positivo, soprattutto se non ci sono sintomi evidenti. Un test di conferma (ad esempio, un test PCR) può essere necessario.
  • IgM positivo, IgG positivo: Questo risultato può indicare un'infezione primaria in fase di sviluppo o una riattivazione del virus. È importante valutare attentamente la storia clinica del paziente e la presenza di eventuali sintomi.
  • IgM negativo, IgG positivo: Questo risultato indica un'infezione pregressa. L'individuo è stato esposto al virus in passato e ha sviluppato anticorpi. La presenza di IgG non significa necessariamente che l'infezione sia attiva, ma indica che il virus è presente nel corpo e può riattivarsi in futuro.
  • IgM negativo, IgG negativo: Questo risultato indica che l'individuo non è stato esposto al virus herpes simplex. Tuttavia, è importante ricordare che gli anticorpi possono impiegare alcune settimane per svilupparsi dopo l'infezione. Pertanto, se c'è stato un recente contatto a rischio, è consigliabile ripetere il test dopo alcune settimane.

In caso di sierologia positiva isolata per IgG HSV-1, in un soggetto che non ha mai presentato sintomi, non è possibile capire se si è trattato di infezione orolabiale o anogenitale da HSV-1.

Tabella riassuntiva sull'interpretazione dei risultati

Risultato IgM Risultato IgG Interpretazione
Positivo Negativo Infezione primaria recente (possibile falso positivo)
Positivo Positivo Infezione primaria in sviluppo o riattivazione
Negativo Positivo Infezione pregressa
Negativo Negativo Nessuna esposizione al virus (ripetere il test se c'è stato un recente contatto a rischio)

Limitazioni delle Analisi del Sangue

È importante essere consapevoli delle limitazioni delle analisi del sangue per l'herpes genitale:

  • Non distinguono tra infezione genitale e orale: Le analisi del sangue rilevano gli anticorpi contro l'HSV-1 e l'HSV-2, ma non possono determinare la sede dell'infezione (genitale o orale).
  • Possono essere falsi positivi: In alcuni casi, le analisi del sangue possono dare risultati falsi positivi, soprattutto per gli IgM.
  • Non indicano l'attività del virus: Le analisi del sangue rilevano la presenza di anticorpi, ma non indicano se il virus è attivo o latente.
  • Possono essere negative nelle fasi iniziali dell'infezione: Gli anticorpi possono impiegare alcune settimane per svilupparsi dopo l'infezione, quindi le analisi del sangue potrebbero essere negative nelle fasi iniziali dell'infezione.

A causa di queste limitazioni, le analisi del sangue per l'herpes genitale sono più utili per determinare se una persona è stata esposta al virus in passato, piuttosto che per diagnosticare un'infezione attiva. In caso di sospetta infezione attiva, è preferibile eseguire un test PCR su un campione prelevato dalle lesioni.

Herpes Genitale e Gravidanza

Per quanto riguarda i rischi dell’infezione da HSV-2 in gravidanza, si segnala che la trasmissione al feto attraverso la placenta è rara (<1%) nel 1° e 2° trimestre, con aborto spontaneo e ridotta crescita fetale; è rara anche la possibilità di infezione del neonato dopo la nascita. Al contrario, il rischio di trasmissione al neonato durante il parto è elevato (30-50%) se l’infezione primaria materna, con localizzazione delle lesioni a livello del collo dell’utero, si realizza in prossimità del parto o entro le 6 settimane precedenti.

I sintomi dell’herpes neonatale (infezione muco-cutanea disseminata, coinvolgimento del sistema nervoso centrale, ecc) compaiono entro il primo mese di vita del bambino e, se non trattati, possono causare problemi a lungo termine e potenzialmente letali. L’incidenza dell’infezione da herpes neonatale è variabile nel range 5-80 casi per 100.000 nati vivi.

Prevenzione

La prevenzione è difficile perché l’esposizione a HSV-1 e HSV-2 è continua durante la vita di tutti i giorni. L’herpes orale e l’herpes genitale possono essere prevenuti osservando le precauzioni da contatto in caso di infezioni sintomatiche.

Per prevenire l’infezione, soprattutto genitale, è indispensabile fornire ai soggetti positivi per anticorpi adeguate informazioni sulla storia naturale delle lesioni erpetiche, enfatizzando l’elevata trasmissibilità in presenza di lesioni vescicolari, che sono letteralmente piene di virus, la possibilità di ricorrenza con sintomi lievi, la possibilità di eliminazione virale asintomatica.

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