Granulociti nelle Urine: Cause, Sintomi e Diagnosi

La presenza di leucociti nelle urine può essere un indicatore di diverse condizioni mediche, principalmente infezioni o infiammazioni del tratto urinario. I granulociti, un tipo di globuli bianchi, svolgono un ruolo cruciale nella risposta immunitaria dell'organismo. Comprendere le cause e il significato della loro presenza nelle urine è fondamentale per una corretta diagnosi e trattamento.

Cosa sono i Granulociti?

I granulociti neutrofili rappresentano una componente essenziale del sistema immunitario innato, costituendo la prima linea di difesa dell'organismo contro le infezioni. Queste cellule, che fanno parte della famiglia dei leucociti, svolgono un ruolo cruciale nella risposta immunitaria precoce. Per quest'ultima caratteristica, i granulociti sono talvolta insigniti dell'aggettivo polimorfonucleati o nucleopolimorfi.

Questi globuli bianchi specializzati, prodotti nel midollo osseo, circolano nel sangue in uno stato di quiescenza, pronti a essere attivati al primo segnale di pericolo. La loro principale funzione è la fagocitosi, ovvero la capacità di inglobare e distruggere microrganismi patogeni come batteri e funghi. L'importanza dei granulociti neutrofili va oltre la semplice difesa contro le infezioni. Queste cellule giocano un ruolo chiave nella regolazione della risposta infiammatoria, influenzando l'attività di altre componenti del sistema immunitario. La loro capacità di rispondere rapidamente alle minacce e di coordinare la risposta immunitaria li rende indispensabili per il mantenimento dell'omeostasi dell'organismo.

Insieme ai globuli rossi (detti anche eritrociti) e alle piastrine, i leucociti, meglio noti come globuli bianchi, sono uno dei tipi cellulari presenti nel sangue. Tutte queste cellule sono prodotte dal midollo osseo e ognuna di esse ha una particolare attività. Alcune sono coinvolte nella cosiddetta immunità innata, ovvero la prima linea di difesa, aspecifica, messa in atto dall’organismo in presenza di un patogeno.

I globuli bianchi - noti anche come leucociti o WBC (White Blood Cells) - sono le cellule di difesa del nostro organismo. Se ne conoscono 5 tipi (neutrofili, eosinofili, basofili, linfociti, monociti), ognuno dei quali possiede alcune funzioni specifiche ed è presente nel sangue con un rapporto percentuale relativamente stabile da individuo ad individuo.

Circa il 95% dei granulociti è neutrofilo, il 4% eosinofilo e l'1% basofilo.

Tipi di Granulociti:

  • Granulociti Neutrofili: sono i globuli bianchi più numerosi nel sangue e hanno la capacità di fagocitare i microrganismi estranei.
  • Granulociti Eosinofili: partecipano alle reazioni infiammatorie e sono coinvolti nella difesa dalle infestazioni parassitarie.
  • Granulociti Basofili: svolgono un ruolo di primo piano nelle reazioni allergiche e secernono istamina ed eparina.

Monociti e granulociti, entrambi prodotti dal midollo osseo, intervengono nei meccanismi di difesa aspecifica o innata (è la prima linea di difesa dell'organismo contro le aggressioni genericamente riconosciute come pericolose); hanno la caratteristica di contenere lisosomi ricchi di enzimi in grado di digerire materiale estraneo (microrganismi, cellule danneggiate e frammenti cellulari).

I linfociti sono invece prodotti nei linfonodi, nella milza e nel timo, e intervengono nei meccanismi di difesa specifici: sono depositari della memoria immunologica e, attraverso la produzione di anticorpi (immunità umorale legata ai linfociti B), o l'azione di specifici recettori di membrana (immunità cellulare mediata dai linfociti T), eliminano sostanze e corpi estranei riconosciuti come pericolosi grazie alla presenza di antigeni (sostanze proteiche estranee presenti sulla superficie di un microrganismo o di un allergene).

I granulociti sono leucociti (o globuli bianchi) che presentano, nel loro citoplasma, particolari granuli rilasciati quando necessario. Il loro nucleo si presenta con più lobi e, per tale motivo, vengono anche detti polimorfonucleati. Linfociti e monociti sono, invece, agranulociti. I linfociti, a loro volta, sono distinti in più sottotipi, tra cui i linfociti T, i linfociti B e i NK (Natural Killer).

Questa categoria di globuli bianchi partecipa alle reazioni infiammatorie. I basofili sono quelli meno numerosi nel sangue. Svolgono un ruolo importantissimo nelle reazioni allergiche. Secernono istamina ed eparina.

I granulociti neutrofili rappresentano la categoria più numerosa di globuli bianchi nel nostro sangue, costituendo circa il 50-70% dei leucociti totali. Svolgono un ruolo fondamentale come prima linea di difesa contro le infezioni, specialmente quelle batteriche. Nel loro instancabile lavoro di sentinelle, i neutrofili pattugliano il flusso sanguigno alla ricerca di invasori. Quando individuano un agente patogeno, si attivano rapidamente, migrando verso il sito dell'infezione attraverso un processo chiamato chemiotassi. Una volta raggiunto l'obiettivo, inglobano e distruggono i microorganismi attraverso la fagocitosi, rilasciando anche sostanze antimicrobiche per combattere l'infezione.

Valori normali dei leucociti

In una persona adulta, i valori normali di leucociti nel sangue sono compresi tra 4.000 e 10.000 per millimetro cubo di sangue. In alcuni casi può succedere che il loro numero nel sangue si modifichi: in caso di aumento si parla di leucocitosi, mentre una loro carenza viene definita leucopenia. In condizioni patologiche è possibile osservare la presenza dei leucociti non solo nel sangue, ma anche nelle urine.

Nelle persone sane, la presenza di leucociti nelle urine è irrisoria (all’incirca fra 5-10 ogni millilitro di urina) e ciò non costituisce alcun problema di salute.

Se tutto funziona in maniera corretta, quando filtrano il sangue per depurarlo dalle impurità, i reni non lasciano passare i leucociti nelle urine, se non in percentuali molto piccole. A volte però, in seguito a un’infezione o a un’infiammazione, può succedere che il numero di leucociti nelle urine possa aumentare fino a raggiungere elevati livelli. Si tratta della spia di un problema su cui bisogna intervenire con tempestività.

La presenza di leucociti nelle urine è spia di una probabile infezione delle vie urinarie.

Cause della Presenza di Granulociti nelle Urine

La presenza di leucociti nelle urine indica solitamente un’infezione a carico delle vie urinarie. La conta di leucociti nelle urine non fornisce però informazioni circa la tipologia di infezione (per esempio virale o batterica) né sull’organo dell'apparato urinario che ne è stato colpito (rene, ureteri, vescica o uretra).

Nella maggior parte dei casi, l'aumento dei leucociti nelle urine è l'espressione di un'infiammazione o un'infezione dell'apparato urinario. Un aumento dei leucociti nelle urine è un segnale generico di un'infezione delle vie urinarie, ma può dipendere anche da traumi ricevuti nella zona, infiammazione della prostata o rene policistico.

Le cause principali includono:

  • Infezioni delle vie urinarie (IVU): Come cistite, pielonefrite, uretrite.
  • Prostatite: Infiammazione della prostata negli uomini.
  • Calcoli renali (litiasi renale): Possono causare infiammazione e aumento dei leucociti.
  • Neoplasie della vescica: In alcuni casi possono essere asintomatiche.
  • Altre cause: Traumi, nefropatie.

Un aumento massivo dei leucociti è generalmente indice di un'infezione acuta.

Sintomi Associati

I sintomi possono variare a seconda della causa sottostante. Alcuni dei sintomi più comuni includono:

  • Cistite: Disturbi della minzione, dolore e bruciore durante l'emissione di urina, frequente bisogno di urinare, senso di incompleto svuotamento della vescica.
  • Pielonefrite: Dolori a un fianco, febbre con brividi, disturbi della minzione.
  • Uretrite: Secrezioni uretrali con presenza di pus, bruciore durante la minzione.
  • Prostatite: Disturbi e dolori associati all'eiaculazione e alla minzione, febbre, brividi, malessere generale.
  • Litiasi renale: Bisogno frequente di urinare, bruciore e dolore alla minzione, urine torbide, a volte con sangue.
  • Balanite: arrossamento, prurito, dolore e gonfiore del glande.

È importante notare che in alcuni casi, come nelle neoplasie della vescica, i sintomi possono essere completamente assenti.

Prima dell'analisi delle urine, non esistono sintomi che possano rendere evidente la presenza dei leucociti.

Diagnosi

La diagnosi della presenza di leucociti nelle urine si effettua attraverso l'esame delle urine. L’esame delle urine, oltre alla conta dei leucociti, ne valuta infatti anche l’aspetto, prendendone in considerazione due caratteristiche: il colore e la torbidità.

Questo tipo di esame, detto per l'appunto microscopico, consente di rilevare anche la presenza di emazie(globuli rossi), di cellule epiteliali, di cristalli, di cilindri, di batteri e lieviti. Nel caso dei leucociti, si ritiene nella norma la presenza di 1-2 di essi per campo microscopico, mentre si parla di leucocituria, cioè di eccessiva presenza di leucociti nelle urine, quando sono presenti 10 o più leucociti per campo microscopico.

Per la misurazione dei livelli di leucociti è bene raccogliere un campione di urina della prima minzione del mattino, in quanto più concentrata e maggiormente in grado di fornire indicazioni utili. È, però, importante non raccogliere il primo getto di urina, ma quello successivo, fino a riempire la provetta, richiudendola bene. Le urine vanno raccolte in un contenitore monouso sterile acquistabile in farmacia senza ricetta medica.

Oltre all’esame di laboratorio, è possibile eseguire un’analisi anche a casa propria, ricorrendo a strisce reattive da immergere nell'urina che si acquistano in farmacia senza ricetta medica e che cambiano colore e intensità in base alla presenza e alla concentrazione dei leucociti.

Oltre alle metodiche menzionate, esiste un ulteriore esame, eseguibile anche a domicilio, che valuta l'attività esterasica dei leucociti; si tratta di un test rapido basato sull'utilizzo di striscette reattive da immergere nell'urina, che cambiano colore e intensità cromatica in base alla presenza e alla concentrazione di leucociti.

Le urine vanno raccolte in un contenitore monouso sterile. Questo va richiuso accuratamente subito dopo e dovrebbe essere portato in laboratorio entro due ore.

Per l'esame dei granulociti, è sufficiente sottoporsi a un esame emocromocitometrico completo (emocromo), dove si procederà anche all'analisi della conta dei globuli rossi e delle piastrine, al calcolo dell'ematocrito e degli indici corpuscolari. Durante l'esame, al paziente viene prelevato, un campione di sangue da una vena del braccio, in genere al mattino e a digiuno.

Nel formulare la diagnosi, il medico considererà il grado di aumento o diminuzione di ogni tipo di granulocita, oltre a valutare i sintomi e la storia clinica dell'individuo.

Per sottoposi al prelievo di sangue utile per la valutazione dei granulociti, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.

NOTA BENE: tra i due valori (percentuale e assoluto) è più importante considerare quello assoluto; infatti, valutando il solo valore percentuale si rischia di mal interpretare l'esito della conta leucocitaria.

Se quest'ultimo dato non è inserito nel referto è comunque possibile calcolarlo a partire dal numero totale di leucociti e dalla percentuale relativa dei cinque tipi di globuli bianchi: basta moltiplicare la percentuale del tipo di leucocita considerato per il numero totale di globuli bianchi e dividere il risultato per 100, o più semplicemente affidare il calcolo a questo convertitore automatico.

In alcuni referti i valori assoluti dei tipi leucocitari possono essere indicati con unità di misura diverse; è quindi necessario effettuare le dovute conversioni per riportarsi alle unità di misura riportate in tabella.

Trattamento

Il trattamento dipende dalla causa sottostante dell'aumento dei leucociti nelle urine. Le opzioni terapeutiche possono includere:

  • Antibiotici: In caso di infezioni batteriche.

Se la presenza di leucociti nelle urine è dovuta ad un'uretrite, la sintomatologia tipicamente associata comprende secrezioni uretrali con presenza di pus, associate a bruciore durante la minzione; in alcuni casi il paziente può essere asintomatico o lamentare disturbi di lieve entità.

Se la presenza di leucociti nelle urine è associata a cistite, sono generalmente presenti disturbi della minzione, come difficoltà ad urinare, dolore e bruciore durante l'emissione di urina e bisogno frequente di urinare, accompagnato da un senso di incompleto svuotamento della vescica.

Se il riscontro di leucociti nelle urine è associato a litiasi renale (calcoli), il paziente può lamentare sintomi come bisogno frequente di urinare e bruciore e dolore alla minzione; le urine possono apparire torbide, a volte con sangue e di cattivo odore.

Quando la presenza di leucociti nell'urina è associata a prostatite possono coesistere disturbi e dolori associati all'eiaculazione e alla minzione (flusso intermittente di urina, dolore o bruciore mentre si fa pipì, bisogno frequente ed urgente di urinare, ed eccessiva emissione di urina durante la notte). Nelle infezioni batteriche questi sintomi sono spesso associati a febbre alta, brividi, malessere generale, ematuria e vomito; si può notare anche la fuoriuscita di secrezioni dal pene, favorita dalla spremitura del glande. Una sintomatologia dolorosa più o meno intensa può interessare la prostata, la bassa schiena o l'inguine.

Se la presenza di leucociti nelle urine si accompagna a balanite, il glande (parte terminale del pene), appare arrossato, pruriginoso, dolente e gonfio.

Quando la presenza di leucociti nelle urine si associa a infiammazione del rene (pielonefrite), il paziente può lamentare dolori al fianco corrispondente alla sede anatomica dell'organo colpito; inoltre, può essere presente febbre con crisi di brividi, accompagnata agli "immancabili" disturbi della minzione.

Se la presenza di leucociti nelle urine si accompagna a neoplasie della vescica, i sintomi possono essere completamente assenti.

Nel caso delle donne, anche il flusso mestruale e le secrezioni vaginali possono essere causa di alterazioni.

Per tutti questi motivi, il riscontro di significative concentrazioni di leucociti nelle urine impone successive indagini per accertare l'origine del problema.

Le prime indicazioni possono derivare dall'interpretazione dei sintomi associati, anche se questi sono generalmente aspecifici, perché comuni a svariate condizioni.

Assunzione di alcuni farmaci (es.

Granulociti Neutrofili Alti (Neutrofilia)

Quando il loro numero supera i valori di riferimento (1.500-7.000 cellule per microlitro), parliamo di granulociti neutrofili alti o neutrofilia.

La valutazione dei granulociti neutrofili avviene attraverso l'esame dell'emocromo con formula leucocitaria, che permette di determinare non solo il loro numero assoluto ma anche la loro percentuale rispetto agli altri tipi di globuli bianchi. È importante considerare che i valori possono subire oscillazioni fisiologiche durante la giornata o in risposta a situazioni come l'attività fisica intensa o lo stress.

Le cause principali di granulociti neutrofili alti sono strettamente correlate alla risposta del sistema immunitario a infezioni o a stati infiammatori. Tra queste, le infezioni batteriche acute come tonsilliti, polmoniti o infezioni delle vie urinarie rappresentano le situazioni più frequenti. In questi casi, l’organismo reagisce producendo rapidamente una grande quantità di neutrofili per combattere l’invasione batterica. Inoltre, anche infezioni fungine o virali particolarmente gravi possono stimolare una risposta neutrofila, sebbene con minore frequenza.

Altre cause di granulociti neutrofili alti possono essere legate a condizioni fisiologiche o patologiche specifiche. Lo stress fisico intenso, interventi chirurgici recenti, traumi o ustioni estese possono determinare un temporaneo aumento dei neutrofili, come risposta dell’organismo alla situazione critica. Anche patologie più serie come leucemie mieloidi croniche, linfomi o disturbi mieloproliferativi possono provocare un aumento prolungato e anomalo dei neutrofili nel sangue.

La neutrofilia raramente si manifesta con sintomi propri, agendo piuttosto come una spia che segnala la presenza di altre condizioni nell'organismo. Nella maggior parte dei casi, ciò che il paziente avverte sono i segnali della malattia sottostante che ha provocato l'aumento dei neutrofili. Il riconoscimento tempestivo di questi segnali può fare la differenza nel percorso di cura.

Gestione della Neutrofilia

La strategia per ridurre livelli elevati di granulociti neutrofili dipende fortemente dalla causa che ha determinato questa condizione. Se l’aumento dei neutrofili è causato da un’infezione batterica, il trattamento prevede generalmente l’utilizzo di antibiotici specifici, che aiutano a eliminare l’agente patogeno e di conseguenza normalizzano il numero di neutrofili. Nei casi in cui la neutrofilia sia legata a malattie infiammatorie croniche o a disturbi autoimmuni, potrebbe essere necessario ricorrere a farmaci antinfiammatori o immunosoppressori per controllare la risposta immunitaria.

Alcuni integratori e farmaci da banco potrebbero contribuire a modulare la risposta infiammatoria e sostenere il sistema immunitario. Tra questi si trovano integratori con proprietà antinfiammatorie come gli omega-3, la curcuma e la vitamina D, che hanno potenziali effetti benefici nella riduzione delle risposte infiammatorie croniche. Probiotici e prebiotici potrebbero aiutare a rafforzare il sistema immunitario, riducendo indirettamente la produzione eccessiva di neutrofili in presenza di lievi infezioni.

Assunzione di alcuni farmaci (es.

Consigli Utili

  • Bere due litri di acqua lontano dai pasti.

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