Grana Padano, Indice Glicemico e Alimentazione per Diabetici

Il diabete mellito di tipo 2 (DMT2) è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio (zucchero) nel sangue (iperglicemia). Questa malattia è di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% di tutti i casi di diabete) ed è tipico dell’età adulta, soprattutto tra gli over 65, ma viene diagnosticata spesso anche in età adolescenziale. Nella maggior parte dei casi, la comparsa del diabete mellito di tipo 2 è associata a stili di vita scorretti (es. sedentarietà, alimentazione sbilanciata, ricca di grassi e zuccheri, etc.) e all’ obesità, che spesso lo precede e ne è la causa scatenante.

Inoltre, quando l’iperglicemia si associa ad altri due dei seguenti sintomi: ipertensione arteriosa, elevati livelli di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia), bassi livelli di colesterolo HDL e circonferenza addominale oltre la norma, si determina la sindrome metabolica, una condizione che aumenta il rischio cardiovascolare.

L’insulina è un ormone essenziale prodotto dal pancreas che facilita l’ingresso del glucosio presente nel sangue nelle cellule del corpo, dove viene utilizzato come fonte di energia. Se il pancreas non produce abbastanza insulina o se le cellule non rispondono adeguatamente all'ormone, il glucosio rimane nel sangue, causando un aumento dei livelli di zucchero (iperglicemia) e potenziali danni agli organi.

Secondo la Relazione 2022 del Ministero della Salute dal titolo "Stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni in tema di diabete mellito", il diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 sono distinti per cause, sintomi, trattamenti e prevenzione. Nella stessa relazione si legge che in Italia, nel 2021, si stimava una prevalenza di diabete noto pari a oltre 3,5 milioni di persone, con una tendenza in progressivo aumento rispetto agli anni precedenti.

Tipi di Diabete

Esistono diverse forme di diabete:

  • Diabete mellito tipo 1: malattia cronica autoimmune causata dalla distruzione delle cellule pancreatiche che producono insulina. È più comune nei giovani e richiede il trattamento con insulina.
  • Diabete mellito tipo 2: è più comune del tipo 1 ed è caratterizzato da alti livelli di zucchero nel sangue, causati da un'alterazione dell'insulina.
  • Diabete mellito gestazionale: condizione caratterizzata da una regolazione alterata del glucosio che si verifica durante la gravidanza e può presentarsi a diversi livelli di gravità.

Il termine "diabete mellito" ha origine dal greco "diabaino" che significa "passare attraverso", e dal latino "mellitus" che significa "dolce". Questo termine si riferisce alla presenza di zucchero nelle urine, un sintomo dell'eccessiva presenza di glucosio nel sangue.

Gestione del Diabete

Sebbene il diabete non possa essere definitivamente "curato" solo attraverso l'alimentazione, è possibile gestire e migliorare la salute di una persona con diabete scegliendo correttamente gli alimenti. L'obesità è una delle cause ufficiali del diabete di tipo 2 e un'alimentazione equilibrata, all'interno di uno stile di vita sano, può effettivamente contribuire a migliorare gli effetti del trattamento terapeutico adottato.

La corretta alimentazione è alla base della terapia del diabete mellito di tipo 2, ogni diabetico deve infatti seguire scrupolosamente la dieta prescritta dal proprio medico specialista in diabetologia. Oltre alla dietoterapia, il diabete mellito di tipo 2 può prevedere anche trattamenti farmacologici stabiliti dal medico diabetologo sulla base della situazione clinica e delle diverse caratteristiche di ognuno. È molto importante effettuare gli esami di controllo necessari per prevenire le complicanze a lungo termine.

Raccomandazioni dietetiche

Ecco alcune raccomandazioni dietetiche per la gestione del diabete:

  • Suddividere equamente nei tre pasti principali la quota totale di carboidrati complessi.
  • Scegliere metodi di cottura semplici, come la cottura a vapore, al cartoccio, al forno, alla piastra, in pentola a pressione, in umido o la bollitura.
  • Verdura, sia cruda che cotta, da consumare in porzioni abbondanti soprattutto per l’importante apporto di fibra, ma anche per il contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti.
  • Pasta, orzo, farro, riso, couscous, pane d’orzo, di segale ed altri carboidrati complessi integrali perché aumentano gli apporti di fibra e riducono il picco glicemico.
  • Legumi come ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, etc., poiché sono un’importante fonte di proteine vegetali (sono perciò da mangiare come secondo e non come contorno).
  • Carne, sia rossa che bianca, da consumare non più di due volte a settimana, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
  • Formaggi, da consumare due o tre volte a settimana come secondo piatto e non come fuori pasto.
  • Rendere lo stile di vita più attivo praticando attività fisica almeno tre volte a settimana (minimo 150 minuti settimanali, ottimali 300 minuti) sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobico).
  • Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri.

Pasti completi composti da pane, pasta o riso (preferibilmente cotti “al dente”, utilizzando nel 50% circa dei casi cereali integrali) + un secondo piatto (carne o pesce o formaggio o affettati o uova o legumi) + verdure + un frutto.

Alimenti da preferire e da evitare

Alimenti da preferire:

  • Tutte le verdure cotte o crude, possibilmente fresche e di stagione.
  • Vari tipi di frutta (es. mele, arance, ciliegie, prugne, susine).
  • Cereali o loro derivati (grano, orzo, farro, pasta, riso, ecc.), da consumare a ogni pasto, perché contengono carboidrati complessi e rappresentano una fonte energetica indispensabile all’organismo. È meglio preferire cereali e derivati non raffinati, per aumentare l’assunzione di fibre.
  • Legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave, soia, ecc…), che possiedono un basso indice glicemico, contengono carboidrati complessi, proteine vegetali, sono ricchi di fibra e poveri di grassi.
  • Altri alimenti a basso indice glicemico, come il latte, il latte di soia non zuccherato, lo yogurt, l’orzo, il kamut.
  • Tagli di carne magra (vitello, vitellone, manzo, maiale, cavallo, coniglio, pollo, tacchino, faraona, ecc.), privata del grasso visibile e della pelle.
  • Prosciutto cotto o crudo, speck (privati del grasso visibile), fesa di tacchino, bresaola.
  • Tutto il pesce, compreso il pesce azzurro.
  • Formaggi freschi o stagionati: ricotta, fiocchi di latte, mozzarella, stracchino, belpaese, crescenza, feta, caciotta, taleggio, fontina, camembert, quartirolo, scamorza, parmigiano reggiano, grana padano, groviera, provolone, emmenthal.
  • Uova alla coque, in camicia, sode, in tegame, frittata alle verdure cotta senza grassi.
  • Come condimento è da preferire l’olio extra-vergine d’ oliva.

Grana Padano e Indice Glicemico

L'indice glicemico (IG) è una misura che indica quanto rapidamente un alimento aumenta i livelli di zucchero nel sangue. Gli alimenti con un indice glicemico più alto tendono ad aumentare rapidamente i livelli di zucchero nel sangue, mentre quelli con un indice glicemico più basso portano ad un aumento più graduale e stabile dei livelli di zucchero.

In generale, i formaggi tendono ad avere un basso indice glicemico perché contengono solo alcune tracce di carboidrati. Nel caso specifico del Grana Padano DOP, un formaggio che può essere consumato al posto di 100 g di carne o 2 uova, si riscontra addirittura l'assenza totale di carboidrati. Ciò riguarda anche il lattosio, lo zucchero presente nel latte, di cui il Grana Padano è completamente e naturalmente privo grazie al tipico processo di lavorazione del latte da cui si ricava.

L’unica traccia di zucchero riscontrabile è quella del galattosio, presente in una quantità minima trascurabile pari a meno di 0,01 grammi per ogni 100 grammi di Grana Padano.

In sintesi, il Grana Padano rappresenta una scelta nutrizionale adeguata per coloro che vogliono mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. L’assenza di carboidrati e l'elevato contenuto di proteine e grassi contribuiscono al suo basso indice glicemico e favoriscono una sensazione di sazietà. Tuttavia, è importante per le persone con diabete controllare le porzioni e monitorare attentamente la risposta del proprio corpo al consumo di questo formaggio.

Sebbene il consumo quotidiano raccomandato di Grana Padano sia di solito di 30-40 grammi al giorno per chi non ha indicazioni mediche specifiche, per le persone con diabete è consigliabile consultare il proprio medico curante per valutare la quantità appropriata da consumare.

Importante: Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.

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