Gli esami del sangue sono tra gli esami più diffusi e consentono, mediante un semplice prelievo venoso, di verificare i valori dei principali componenti ematici. In questo modo, forniscono importanti informazioni sulla salute del paziente e sul funzionamento del suo organismo.
Tipi di Esami del Sangue
Il medico può prescrivere diversi tipi di esami a seconda delle esigenze del paziente e di ciò che è necessario indagare.
L'esame del sangue che misura la curva glicemica è un test semplice e non invasivo utilizzato per lo screening del diabete gestazionale che si ottiene attraverso tre prelievi (a digiuno, dopo un’ora e dopo due ore dall’assunzione di una soluzione glucosata), ma anche per la diagnosi del diabete mellito.
Il tampone vaginale, un esame che permette di individuare eventuali infezioni riguardanti quella parte dell’apparato genitale femminile. Si tratta di un esame di screening, utile in caso di sintomatologia specifica o di semplice controllo preventivo per individuare microrganismi patogeni (batteri, funghi e lieviti) in grado di provocare infezioni genitali e per diagnosticare eventuali malattie veneree. È una procedura sicura e indolore che consiste nel prelievo delle secrezioni vaginali tramite un piccolo tampone ovattato.
Si tratta di un’altra analisi fondamentale per la salute della madre e del feto: il tampone vagino-rettale consente di identificare la presenza di infezioni e microrganismi, come lo Streptococco beta-emolitico di gruppo B che, se non diagnosticato, può essere trasmesso al neonato durante il parto e causargli infezioni neonatali.
Come si Esegue un Prelievo di Sangue
Gli esami del sangue vengono effettuati tramite prelievo venoso preferibilmente tra le sette e le nove di mattina.
Il paziente, a digiuno, siede in ambulatorio per pochi minuti e l’operatore procede al prelievo mediante alcune semplici fasi.
L’infermiere disinfetta la parte dell’avanbraccio dove inserirà l’ago, procede ad applicare il laccio emostatico, chiede al paziente di chiudere il pugno e una volta individuata la vena infila l’ago.
A questo punto il paziente riapre la mano, il laccio viene allentato e il prelievo viene portato a termine, togliendo l’ago e trasferendo il sangue in una o più provette a seconda del tipo di esami prescritti.
A prelievo ultimato, sulla parte interessata viene applicato un batuffolo di cotone e una striscia di nastro adesivo medico che il paziente è invitato a tenere per una decina di minuti.
Il prelievo si esegue al mattino, preferibilmente entro le ore nove. Il medico suggerirà per quali esami specifici è necessario essere a digiuno.
L’esame non è pericoloso e non è doloroso, si può avvertire il pizzicore dell’ingresso dell’ago nel braccio.
Molte persone però manifestano disagio per questo tipo di esame e in genere, preferiscono non guardare le manovre dell’infermiere.
Preparazione agli Esami del Sangue
Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsificati da comportamenti errati.
«Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena.
Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete.
È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente.
Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone.
Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.
L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti.
«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviata in Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nel cervello», spiega il dottor Milone.
Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea.
«Tutte le condizioni che comportano disidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone.
«Quando siamo disidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».
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