L'ipoglicemia è una condizione in cui il livello di glucosio nel sangue scende al di sotto dei valori normali. In termini medici, si parla di valore ipoglicemico quando la glicemia scende sotto i 70 mg/dl. In un soggetto sano, i valori normali di glucosio presente nel sangue sono compresi tra i 70 e i 99 mg/dl a digiuno e inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).
Il glucosio è uno zucchero semplice, considerabile la fonte di energia più importante per l’organismo. Gli zuccheri sono un'importante fonte di energia e il "carburante" che permette a cellule, tessuti e organi di funzionare al meglio. A regolare l’utilizzo nelle cellule e la presenza di glucosio nel sangue interviene l’insulina.
L’insulina è un ormone anabolico, prodotto dalle cellule β, cellule pancreatiche presenti nelle isole del Langherans. Quando il livello di zuccheri nel sangue si abbassa troppo, si verifica una condizione di ipoglicemia.
Tipi di Ipoglicemia
- Ipoglicemia lieve: che si manifesta nei soggetti diabetici che assumono insulina.
- Ipoglicemia grave: i cui sintomi sono più importanti e possono portare alla perdita di coscienza.
- Ipoglicemia notturna: si verifica durante le ore notturne.
- Ipoglicemia reattiva o postprandiale: si manifesta tipicamente dopo i pasti, spesso a distanza di due o tre ore dal loro termine.
Cause di Ipoglicemia
Le cause di ipoglicemia possono essere molteplici.
Nei pazienti diabetici, l'ipoglicemia può derivare dall'uso eccessivo di farmaci ipoglicemizzanti, da un digiuno prolungato o da un eccesso di insulina. L’ipoglicemia è invece causata: il più delle volte, dall’inappropriata somministrazione di farmaci utilizzati per controllare il diabete, quali sulfaniluree ed insulina.
Nei non diabetici, invece, la causa per una glicemia bassa può essere legata a squilibri ormonali, patologie epatiche, intolleranza al glucosio o addirittura a tumori pancreatici, come l'insulinoma. Più raramente, in seguito a tumori del pancreas secernenti insulina, malattie endocrine, quali il morbo di Addison, malattie epatiche avanzate e alcuni interventi di chirurgia bariatrica. Alcune condizioni specifiche possono portare a un calo ipoglicemico, tra cui:
- Ipoglicemia postprandiale: che si verifica dopo i pasti a causa di una risposta insulinica eccessiva.
- Ipoglicemia da digiuno prolungato: comune in chi salta i pasti o segue diete troppo restrittive.
- Ipoglicemia senza diabete: spesso legata a problemi metabolici o squilibri ormonali.
- Glicemia bassa in gravidanza: dovuta ai cambiamenti metabolici e ormonali tipici della gestazione.
Ipoglicemia Reattiva o Postprandiale
Una forma particolare, detta ipoglicemia reattiva o postprandiale, si manifesta tipicamente dopo i pasti, spesso a distanza di due o tre ore dal loro termine. Il più delle volte la causa di questa condizione rimane misconosciuta.
A tal proposito sono state formulate diverse ipotesi; la prima è che gli individui colpiti da ipoglicemia reattiva siano troppo sensibili all'adrenalina, un ormone - ribattezzato dello stress - che produce sintomi analoghi a quelli provocati dalle crisi ipoglicemiche, e il cui rilascio è favorito dall'ipoglicemia. Il rilascio dell'adrenalina può essere facilitato dall'ipoglicemia, e del resto questo ormone determina una sintomatologia piuttosto simile ad una crisi ipoglicemica.
Un'altra ipotesi è che questi soggetti non producano quantità sufficienti di glucagone, un ormone che si oppone all'eccessivo calo glicemico contrastando le azioni dell'insulina. A livello medico l'alterata tolleranza glucidica accompagnata da iperinsulinemia viene considerata uno stato prediabetico, con possibile e probabile evoluzione a diabete mellito conclamato. Un pasto particolarmente ricco di carboidrati semplici (zuccheri), come ad esempio una scorpacciata di dolci, rappresenta un fedele alleato dell'ipoglicemia reattiva.
Così, nell'individuo sano il glucosio entra prepotentemente nelle cellule, con una rapida diminuzione delle sue concentrazioni ematiche; si parla quindi di ipoglicemia reattiva, una condizione che stimola il centro ipotalamico della fame.
Sintomi di Ipoglicemia
Riconoscere tempestivamente i sintomi di ipoglicemia è fondamentale per evitare complicazioni. I segnali più comuni sono:
- Sudorazione improvvisa
- Vertigini e confusione mentale
- Tachicardia
- Sensazione di fame intensa
- Sonnolenza e debolezza
- Irritabilità e nervosismo
- Cefalea e visione offuscata
Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come: visione offuscata, debolezza e sonnolenza, difficoltà di concentrazione e stati confusionali, crisi epilettiche, collasso o svenimento.
Nei casi più gravi, si può arrivare a una crisi ipoglicemica, che può culminare in coma ipoglicemico se non trattata in tempo. Nei casi di ipoglicemia grave si verifica la perdita di coscienza del paziente e, in un soggetto particolarmente fragile e con diverse altre patologie, può causare la morte.
Valori di Glicemia e Diagnosi
Per diagnosticare un problema di glicemia troppo bassa è essenziale monitorare i livelli di glucosio attraverso specifici esami del sangue. I principali valori di ipoglicemia di riferimento sono:
- Glicemia a digiuno valori normali: tra 70 e 99 mg/dl.
- Glicemia 100 a digiuno: valore limite da tenere sotto controllo.
- Glicemia 113 o 118: potrebbero indicare un'alterata regolazione del glucosio.
Altri test utili includono il dosaggio di peptide C basso, che indica un'alterata produzione di insulina, e il glucosio basso negli esami del sangue, che conferma la condizione ipoglicemica.
La diagnosi di ipoglicemia reattiva può essere posta sulla base dei risultati dell'OGTT, il "famoso" test da carico orale di glucosio. In questo esame si somministra per via orale una soluzione acquosa di circa 75 grammi di glucosio, registrando i valori glicemici (ed eventualmente quelli insulinemici) ad intervalli di tempo prestabiliti (30', 60', 90', 120', 150', 180', 210', 240', 270' 300'). La diagnosi è certa se la glicemia scende al di sotto dei 45 mg/dL, mentre è probabile se i valori minimi di glicemia sono compresi tra i 45 ed i 55 mg/dL.
Come Trattare l'Ipoglicemia
Il trattamento dipende dalla causa dell'ipoglicemia.
Nei casi di calo glicemico, è utile assumere rapidamente zuccheri semplici, come una zolletta di zucchero. Il primo gesto da compiere è assumere 15 grammi di zuccheri semplici, che possono essere presenti in 3 zollette di zucchero o 3 bustine di zucchero, sciolte in un bicchiere d’acqua, oppure un cucchiaio da brodo con dello zucchero, del miele o della marmellata. Dopo avere assunto i 15 grammi di zucchero è importante, per evitare un episodio di ipoglicemia reattiva, assumere circa 50 grammi di pane, un frutto oppure un pacchetto di cracker, una volta che siano trascorsi 15 minuti. Bisogna poi rivalutare la glicemia dopo 15 minuti e ripetere l’assunzione sopra indicata sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl.
Per prevenire episodi ripetuti, è fondamentale seguire una dieta per ipoglicemia, che includa pasti regolari e bilanciati, ricchi di carboidrati complessi e proteine. Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici.
Se la ipoglicemia dipende da una patologia sottostante, come un problema endocrino o diabete, è necessario consultare un medico per un trattamento specifico e per gestire al meglio la condizione.
Qualora il soggetto, durante un episodio di ipoglicemia grave, dovesse essere confuso oppure perdere i sensi, è fortemente sconsigliato il tentare di far assumere cibo. In questi episodi è più opportuno somministrare del glucagone, per mezzo di una iniezione. In caso di ipoglicemia grave, come si corregge? Come accennato l’ipoglicemia grave si manifesta con stato soporoso, incapacità della persona di rispondere in modo appropriato alle domande, perdita di coscienza fino a convulsioni e coma. Dopo la somministrazione il glucagone è in grado di ripristinare le funzioni cerebrali in 5-10 minuti). L’ormone si occuperà, per così dire, di determinare un aumento di glicemia.
Se non si disponesse di questo kit, o se non si fosse in grado di utilizzarlo, è opportuno chiamare immediatamente un’ambulanza. Se necessario chiamare il 112.
Prevenzione dell'Ipoglicemia
Una prevenzione per le crisi ipoglicemiche, in termini assoluti, non c’è. Mangiare prima di svolgere un’attività fisica o sportiva può aiutare.
Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante: seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura; praticare attività fisica regolarmente; in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
In caso di ipoglicemia reattiva si consiglia invece di intervenire sulla dieta. Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma. In questo modo è possibile prolungare e stabilizzare l’assorbimento del glucosio, evitando picchi iperglicemici e l’iperinsulinismo, che può associarsi a ipoglicemia reattiva.
L'ipoglicemia è una condizione da non sottovalutare, sia nei diabetici sia nei non diabetici. Riconoscere i sintomi dell’ipoglicemia e conoscere le cause di glicemia bassa è essenziale per intervenire in modo tempestivo e prevenire complicazioni. Se si verificano episodi frequenti di cali di zuccheri, è consigliabile rivolgersi a un medico per una valutazione approfondita e una gestione adeguata della glicemia.
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